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Controricorrente — Anno 2024

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5107 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Controricorrente

Provvedimenti

Titolarità del diritto: la difesa nel merito vale prova?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12321/2024, ha stabilito un principio fondamentale sulla titolarità del diritto. Se il convenuto si difende nel merito, con argomenti incompatibili con la negazione della legittimazione dell'attore, tale condotta può superare un'incertezza formale sull'identità della parte contrattuale. Il caso riguardava una richiesta di pagamento per contratti di subappalto in cui il nome del subappaltatore era stato indicato erroneamente. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva ignorato le difese di merito del convenuto, rinviando il caso per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Omessa pronuncia: no se il giudice interpreta la domanda
Un professionista ha citato in giudizio un Comune per ottenere il pagamento delle sue prestazioni a seguito della revoca di un incarico. Il Comune ha eccepito l'omessa pronuncia, sostenendo che il giudice avesse concesso il pagamento (adempimento) invece della richiesta risoluzione del contratto e risarcimento del danno. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che non vi è omessa pronuncia quando il giudice esercita il suo potere di interpretare e qualificare la domanda. Se l'interpretazione del giudice riconduce la richiesta a una domanda di adempimento del corrispettivo, la decisione è legittima e non vizia la sentenza.
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Doppia conforme: quando il ricorso in Cassazione è out
Una lavoratrice ha richiesto il pagamento di differenze retributive, ma la sua domanda è stata respinta sia in primo grado che in appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, applicando il principio della "doppia conforme", secondo cui non è possibile un nuovo esame dei fatti quando due sentenze di merito si basano sullo stesso percorso logico-argomentativo. Il caso chiarisce i limiti del ricorso in Cassazione in presenza di decisioni conformi nei gradi precedenti.
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Estinzione del giudizio tributario: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario in corso tra l'Amministrazione Finanziaria e una società contribuente. La decisione è stata presa a seguito dell'adesione del contribuente alla procedura di definizione agevolata prevista dalla Legge n. 197/2022, che ha permesso di chiudere la lite pendente. Le spese legali sono state poste a carico delle parti che le hanno anticipate.
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Termine breve impugnazione: la notifica e i rischi
Due ex dipendenti ricorrono in Cassazione contro il loro licenziamento, ma il ricorso è inammissibile. La Corte rileva la tardività dell'appello, notificato oltre il termine breve impugnazione, scattato con la notifica della sentenza da parte di un'altra parte processuale.
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Retribuzione Professionale Docenti: sì a precari
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12303/2024, ha stabilito che la Retribuzione Professionale Docenti (RPD) spetta a tutti gli insegnanti con contratto a tempo determinato, incluse le supplenze brevi e saltuarie. La Corte ha rigettato il ricorso di un'amministrazione regionale, affermando che escludere i docenti con contratti brevi da questo emolumento costituisce una discriminazione vietata dalla normativa europea (Direttiva 1999/70/CE). La natura fissa e continuativa della RPD non permette distinzioni basate sulla durata del contratto.
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Progressione stipendiale docenti: sì alla parità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12308/2024, ha sancito il diritto dei docenti con contratti a tempo determinato alla stessa progressione stipendiale dei colleghi di ruolo. La Corte ha stabilito che né l'assenza del titolo di abilitazione né la natura frammentaria delle supplenze possono giustificare una disparità di trattamento, in ossequio al principio di non discriminazione europeo. Tuttavia, ha negato tale diritto durante il periodo di prova successivo all'immissione in ruolo, poiché la valorizzazione dell'anzianità pregressa rientra nella diversa procedura di ricostruzione di carriera.
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Retribuzione Professionale Docenti: Sì ai precari
Una docente precaria ha richiesto il pagamento della Retribuzione Professionale Docenti (RPD) per i periodi di supplenza breve. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, ha stabilito che negare tale emolumento costituisce una discriminazione illegittima. Secondo la Corte, non esistono ragioni oggettive per trattare i docenti con contratti a termine, anche di breve durata, in modo diverso dai colleghi di ruolo, garantendo loro il pieno diritto a questa componente fissa dello stipendio.
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Elemento Riordino Retributivo: non spetta ai neoassunti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12300/2024, ha stabilito che l'Elemento Riordino Retributivo (E.R.S.) non spetta ai lavoratori assunti con contratto di formazione e lavoro, anche se successivamente trasformato a tempo indeterminato. La Corte ha chiarito che tale emolumento non è legato all'anzianità di servizio, ma è stato istituito per riorganizzare voci retributive preesistenti per il solo personale già in servizio a tempo indeterminato, escludendo quindi i nuovi assunti. La decisione riforma le sentenze dei gradi inferiori e rigetta la domanda del lavoratore.
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Responsabilità amministratore bancario: doveri e oneri
Un ex amministratore di una banca impugna una sanzione della autorità di vigilanza per carenze nei controlli interni. La Cassazione rigetta il ricorso, confermando la piena responsabilità dell'amministratore bancario, anche se non esecutivo, e il suo dovere di informarsi attivamente sulla gestione, escludendo l'applicazione di normative sanzionatorie successive più favorevoli.
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Responsabilità del custode: la Cassazione decide
In un caso di danni da infiltrazioni, la Corte di Cassazione ha confermato la condanna del proprietario di un immobile, ribadendo la sua responsabilità del custode ai sensi dell'art. 2051 c.c. La Corte ha chiarito che tale responsabilità oggettiva sussiste anche se l'immobile è utilizzato da terzi. È stato inoltre precisato che la polizza assicurativa condominiale non copre i danni se la causa delle infiltrazioni risiede in una parte di proprietà esclusiva e non in una parte comune dell'edificio. Di conseguenza, il ricorso del proprietario è stato respinto con condanna al pagamento delle spese processuali.
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Riqualificazione ONLUS: i requisiti per i benefici
La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito sulla riqualificazione ONLUS in impresa commerciale. L'ordinanza sottolinea che la mancanza di una vita associativa effettiva e la gestione finanziaria non trasparente sono motivi sufficienti per perdere le agevolazioni fiscali. Il ricorso dei contribuenti è stato dichiarato inammissibile perché mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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Estinzione lite fiscale: definizione agevolata decisiva
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario poiché il contribuente ha aderito alla definizione agevolata della lite. La causa vedeva opposti un contribuente e l'Agenzia delle Entrate riguardo a una sentenza della Commissione Tributaria Centrale. L'adesione del contribuente alla sanatoria fiscale ha reso superflua la prosecuzione del giudizio, con la Corte che ha stabilito l'estinzione del processo e ha posto le spese a carico della parte che le aveva anticipate.
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Motivazione apparente: sentenza nulla se errata
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza tributaria di secondo grado a causa di una motivazione apparente. I giudici d'appello avevano erroneamente utilizzato la motivazione di un'altra causa, sebbene intercorsa tra le stesse parti, rendendo la decisione totalmente scollegata dai fatti del processo. Questo errore sostanziale ha portato alla cassazione della pronuncia con rinvio per un nuovo esame, poiché un'argomentazione non pertinente equivale a un'assenza totale di motivazione.
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Cessazione materia del contendere: l’accordo che vale
Una società aveva impugnato in Cassazione la sentenza della Corte d'Appello che la condannava al risarcimento per un licenziamento illegittimo. Durante il giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione materia del contendere, ponendo fine alla disputa e rendendo inefficace la precedente sentenza di condanna.
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Prescrizione ripetizione indebito: quando scatta?
Una società ha agito contro un ente previdenziale per la restituzione di contributi versati indebitamente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la prescrizione per la ripetizione dell'indebito decorre dalla data dei singoli pagamenti non dovuti e non da una successiva comunicazione dell'ente che contestava il credito. Un'interruzione avvenuta anni prima non ha impedito la successiva prescrizione del diritto.
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Sgravi contributivi: no se il lavoratore era assunto
La Cassazione ha respinto il ricorso di una cooperativa, confermando la revoca degli sgravi contributivi per l'assunzione di lavoratori. La Corte ha stabilito che i benefici non spettano se i lavoratori risultavano già assunti a tempo indeterminato nei sei mesi precedenti, basandosi sulle comunicazioni ufficiali al Centro per l'Impiego, ritenute prevalenti rispetto alle dichiarazioni dei lavoratori stessi.
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Esenzione IVA chiropratico: sì con qualità e medico
La Corte di Cassazione ha confermato l'esenzione IVA per le prestazioni di un centro chiropratico, anche in assenza di una professione formalmente regolamentata. La decisione si basa sulla valutazione sostanziale della prestazione: è sufficiente garantire un elevato livello di qualità, attestato dalla presenza di un medico direttore responsabile e da una formazione adeguata del professionista, per beneficiare dell'esenzione fiscale prevista per le prestazioni sanitarie.
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Decadenza benefici amianto: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni lavoratori esposti all'amianto, confermando la legittimità della decadenza dei benefici previdenziali per chi non ha presentato la domanda all'INAIL entro il 15 giugno 2005. La sentenza stabilisce che il termine di decadenza benefici amianto, introdotto dal D.L. 269/2003, non è incostituzionale, in quanto mira a garantire la certezza del diritto e la stabilità della finanza pubblica. Viene chiarito che la normativa successiva non ha riaperto i termini.
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Decadenza benefici amianto: quando non si applica
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione della Corte d'Appello sul tema della decadenza benefici amianto. È stato stabilito che il termine di decadenza previsto dal D.L. 269/2003 non si applica ai lavoratori che avevano già maturato i diritti pensionistici secondo la normativa precedente. La Corte ha chiarito che i diritti acquisiti sono salvaguardati, ordinando un nuovo esame del caso.
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