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Controricorrente — Anno 2024

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5107 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Controricorrente

Provvedimenti

Errore di fatto e giudicato: il no della Cassazione
Una società portuale ha richiesto la revocazione di un'ordinanza della Cassazione, sostenendo un errore di fatto nella valutazione della portata di una precedente sentenza (giudicato esterno). La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che l'interpretazione del giudicato costituisce una valutazione giuridica e non un errore di fatto. Quest'ultimo, motivo di revocazione, deve consistere in una svista puramente percettiva e non in un errore di giudizio legale.
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Licenziamento test alcolemico: no alla scusa del collutorio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un conducente di autobus contro il licenziamento per test alcolemico positivo. La difesa, basata sull'uso di un collutorio a base alcolica, è stata respinta. I giudici hanno ritenuto che la presenza di alcol, confermata anche da un esame ematico, costituisse una violazione grave e sufficiente a ledere il rapporto di fiducia, giustificando la sanzione espulsiva. Il licenziamento per test alcolemico è stato quindi confermato.
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Compensazione spese di lite: la Cassazione decide
Un contribuente vince un ricorso contro l'Amministrazione Finanziaria grazie a una norma sopravvenuta. Nonostante la vittoria, il giudice dispone la compensazione delle spese di lite. La Corte di Cassazione conferma questa decisione, stabilendo che una sopravvenienza normativa, anche se di interpretazione autentica, costituisce una 'grave ed eccezionale ragione' che legittima la compensazione.
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Ricorso incidentale: quando e come proporlo
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, interviene sui presupposti del ricorso incidentale condizionato. Il caso esaminato ha origine da un contenzioso in cui la parte resistente, pur parzialmente soddisfatta dalla decisione di secondo grado, ha proposto appello incidentale per tutelarsi in caso di accoglimento del ricorso principale. La Corte ha chiarito le dinamiche procedurali di tale strumento difensivo.
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Ricorso per revocazione: i requisiti di ammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione a causa della sua carenza di specificità. Il ricorrente non aveva adeguatamente illustrato la rilevanza dell'errore di fatto denunciato né aveva riproposto le argomentazioni necessarie per la fase rescissoria del giudizio. L'ordinanza chiarisce che il ricorso per revocazione deve essere autosufficiente, contenendo sia le ragioni per l'annullamento della sentenza impugnata sia quelle per una nuova decisione nel merito. È stata invece accolta l'istanza di correzione di un errore materiale.
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Distanze tra costruzioni e l’abuso edilizio altrui
Un proprietario ha sopraelevato il proprio immobile, ma il vicino ha agito in giudizio per violazione delle distanze tra costruzioni. Il costruttore ha eccepito l'irregolarità edilizia dell'immobile del vicino. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'eventuale abusività del fabbricato preesistente è irrilevante nei rapporti tra privati per il rispetto delle distanze, confermando l'ordine di arretramento della nuova opera.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario relativo all'ICI su un'area edificabile. Nonostante il merito della controversia riguardasse l'applicabilità di un'esenzione fiscale, la lite si è conclusa anticipatamente perché il contribuente ha aderito a diverse procedure di definizione agevolata, saldando il debito. La Corte ha applicato la normativa speciale che prevede, in caso di adesione e pagamento, la chiusura del contenzioso pendente.
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Cessazione materia del contendere: appello inammissibile
Una contribuente impugna un avviso di accertamento IMU. L'appello viene dichiarato inammissibile e ricorre in Cassazione. Durante il giudizio, la sentenza impugnata viene revocata, portando la Corte a dichiarare la cessazione materia del contendere e l'inammissibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
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Procedura CIGS: illegittima senza comunicazione e criteri
La Corte di Cassazione ha stabilito che la procedura CIGS in deroga è illegittima se manca la comunicazione di avvio e la specificazione dei criteri di scelta dei lavoratori da sospendere. La Suprema Corte ha annullato la decisione della Corte d'Appello che aveva ritenuto sanabile il vizio procedurale da un successivo comportamento unilaterale del datore di lavoro. Secondo i giudici, tali requisiti formali sono indispensabili per garantire il corretto confronto sindacale e la trasparenza delle decisioni aziendali, e la loro assenza non può essere sanata retroattivamente.
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Part-time misto: Cassazione chiarisce i requisiti
Un autista di scuolabus ha contestato il suo contratto, attivo solo durante l'anno scolastico, chiedendone la conversione in full-time. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la piena validità della tipologia contrattuale del part-time misto. La sentenza chiarisce che questo contratto combina legittimamente la riduzione dell'orario giornaliero (tipica del part-time orizzontale) con la concentrazione dell'attività in specifici periodi dell'anno (tipica del part-time verticale). Inoltre, il superamento dei limiti percentuali di assunzioni part-time previsti dal CCNL non comporta, in assenza di una specifica previsione, la conversione automatica del rapporto in un tempo pieno.
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Notifica cartella di pagamento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12515/2024, ha rigettato il ricorso di una società contro una cartella di pagamento per IRES. La Corte ha confermato la validità della notifica della cartella di pagamento eseguita direttamente dall'agente della riscossione a mezzo posta, senza necessità di una relata di notifica. Inoltre, ha stabilito che non è richiesto l'invio di un avviso bonario preventivo quando la cartella scaturisce da un controllo automatizzato che rileva una mera discrasia tra l'importo dichiarato dal contribuente e quello versato. Infine, ha ritenuto inammissibili le censure sulla motivazione della cartella e sulla valutazione dei fatti, come l'agibilità di un immobile, poiché riservate ai giudici di merito.
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Classificazione catastale aree portuali: no esenzione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che esentava un'impresa portuale dal pagamento dell'ICI basandosi su un precedente giudicato. La Corte ha chiarito che la sentenza richiamata non era definitiva, ma ancora sotto appello. È stato inoltre ribadito il principio secondo cui la corretta classificazione catastale per le aree portuali usate a fini commerciali è quella che le assoggetta a imposizione fiscale, in quanto produttive di reddito.
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Notifica cartelle: Cassazione su prescrizione interessi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12504/2024, interviene su un caso di impugnazione di intimazioni di pagamento per presunta mancata notifica delle cartelle esattoriali. La decisione chiarisce l'onere probatorio a carico del contribuente che contesta la ricezione degli atti, conferma la validità della notifica diretta da parte dell'agente della riscossione e, punto cruciale, accoglie il motivo relativo alla prescrizione quinquennale degli interessi maturati sul debito tributario. In tema di notifica cartelle, la Corte stabilisce che una contestazione generica non è sufficiente a superare la prova documentale fornita dall'agente.
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Tassa di ancoraggio: estinzione del giudizio in Cassazione
Una società di navigazione ha contestato la legittimità di una tassa di ancoraggio differenziata per le navi provenienti da Paesi extra UE. Dopo una decisione sfavorevole in appello, la società ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, le parti hanno raggiunto un accordo stragiudiziale, portando la Corte a dichiarare l'estinzione del giudizio senza decidere nel merito della questione.
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Contratto bancario forma scritta: valido senza firma?
Una società di factoring si è vista negare un credito in una procedura fallimentare perché il contratto era firmato solo dal cliente. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12481/2024, ha ribaltato la decisione, affermando che il requisito del contratto bancario forma scritta è soddisfatto quando il documento, firmato dal cliente, viene prodotto in giudizio dalla banca, il cui consenso può essere desunto da comportamenti concludenti. La nullità per difetto di forma, in ogni caso, non preclude la restituzione delle somme erogate.
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Rigetto ricorso Cassazione: le conseguenze economiche
La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 12480/2024, ha sancito il rigetto di un ricorso contro una sentenza della Corte d'Appello. La decisione evidenzia le significative conseguenze economiche per la parte soccombente, che è stata condannata non solo a rifondere le spese legali del giudizio di legittimità, ma anche al versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato. Il caso sottolinea l'importanza di una valutazione attenta prima di impugnare una sentenza in Cassazione.
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Contenzioso familiare: l’ordinanza della Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un contenzioso familiare, esaminando un ricorso avverso una sentenza della Corte d'Appello. Il caso vede contrapposti diversi membri della stessa famiglia in una disputa civile. L'ordinanza finale definisce l'esito del giudizio di legittimità, stabilendo i principi di diritto applicabili alla fattispecie.
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Definizione agevolata: come estingue il giudizio
Una contribuente, coinvolta in una lite fiscale per una presunta plusvalenza da cessione di terreno, ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge 197/2022 mentre il caso era pendente in Cassazione. A seguito del pagamento e della presentazione della relativa istanza, sia da parte della contribuente che dell'Agenzia delle Entrate, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, ponendo fine alla controversia.
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Litisconsorzio necessario: annullata la sentenza
Una contribuente, comproprietaria di un immobile, ha impugnato un avviso di accertamento catastale. La Corte di Cassazione ha annullato le sentenze precedenti per violazione del principio del litisconsorzio necessario, poiché le altre comproprietarie non erano state incluse nel giudizio. Il caso è stato rinviato al giudice di primo grado per un nuovo esame a contraddittorio integro.
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Omessa pronuncia: Cassazione annulla sentenza fiscale
Una società specializzata in software ha contestato un avviso di accertamento fiscale per costi di sponsorizzazione ritenuti fittizi. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di merito a causa di una omessa pronuncia: i giudici di secondo grado non avevano esaminato il motivo di appello relativo al raddoppiamento dei termini per l'accertamento. La Corte ha ritenuto questo vizio procedurale assorbente, rinviando il caso al giudice di merito per una nuova valutazione.
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