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Controricorrente — Anno 2024

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5107 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Controricorrente

Provvedimenti

Anzianità di servizio: no a progressione automatica
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12049/2024, ha stabilito un importante principio in materia di anzianità di servizio per i lavoratori del pubblico impiego stabilizzati. Il caso riguardava una dipendente che, dopo anni di contratti a termine, chiedeva il riconoscimento della pregressa anzianità ai fini della progressione economica. La Corte ha chiarito che il principio di non discriminazione non può portare a un automatismo: se la contrattazione collettiva prevede procedure selettive per gli scatti economici dei dipendenti a tempo indeterminato, l'anzianità maturata con contratti a termine vale solo come requisito per partecipare a tali selezioni, non per ottenere un aumento automatico. Concederlo creerebbe una "discriminazione alla rovescia" a danno dei colleghi.
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Demansionamento: la responsabilità dopo cessione d’azienda
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12048/2024, ha chiarito la ripartizione di responsabilità in un caso di demansionamento continuato a seguito di una cessione di ramo d'azienda. I giudici hanno stabilito che il datore di lavoro cessionario è responsabile in solido per il danno da demansionamento iniziato dal cedente e proseguito senza interruzioni dopo il trasferimento dei lavoratori, confermando la condanna al risarcimento del danno. La Corte ha inoltre ritenuto irrilevante la nuova formulazione dell'art. 2103 c.c. introdotta nel 2015, poiché il demansionamento era iniziato in epoca precedente.
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Notifica a mezzo PEC: a chi spetta la prova?
Una società e la sua amministratrice hanno impugnato una sentenza tributaria, sostenendo che la notifica a mezzo PEC dell'appello fosse nulla per la mancanza dell'allegato principale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: una volta provata la consegna del messaggio PEC, l'onere di dimostrare che un allegato era assente grava sul destinatario, in applicazione del principio di vicinanza della prova.
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Competenza tabellare Cassazione: rinvio alla sezione
Un ente previdenziale di una categoria professionale ha presentato ricorso in Cassazione contro una decisione della Corte d'Appello che aveva annullato un decreto ingiuntivo ottenuto nei confronti di un'agenzia di riscossione. La Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione, rilevando che la materia del contendere rientrava nella competenza tabellare della Prima Sezione, ha emesso un'ordinanza interlocutoria, rinviando la causa a quest'ultima sezione per la decisione nel merito.
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Onere della prova: Cassazione su fatture inesistenti
Un'ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema dell'onere della prova in caso di contestazioni fiscali per operazioni inesistenti. L'Amministrazione Finanziaria aveva negato la deducibilità di costi per 40.000 euro, ritenendo le fatture fittizie. Sebbene i giudici di merito avessero dato ragione al contribuente, la Cassazione ha ribaltato la decisione. Ha riaffermato che, una volta forniti dall'Ufficio indizi gravi, precisi e concordanti sulla fittizietà, spetta al contribuente l'onere della prova circa l'effettiva esistenza delle operazioni, non essendo sufficiente la mera esibizione di fatture o contratti.
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Onere della prova del credito: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso riguardante l'onere della prova del credito in un'opposizione a decreto ingiuntivo. Una società di traslochi aveva richiesto il pagamento di un saldo a un cliente, il quale sosteneva di non aver mai stipulato un contratto con essa, ma con un'altra ditta. I giudici hanno stabilito che la società creditrice non ha fornito prove sufficienti del proprio credito, confermando le decisioni dei gradi precedenti sul punto. La Corte ha però accolto il ricorso riguardo alla condanna alle spese processuali, annullando la decisione del Tribunale che le aveva liquidate nuovamente senza un appello specifico sul punto.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso tra una società di credito e il fallimento di una società edile. La decisione è seguita alla rinuncia al ricorso da parte della ricorrente e all'accettazione di tale rinuncia da parte della controricorrente. Di conseguenza, il tribunale non ha emesso una condanna alle spese, applicando il principio dell'estinzione del giudizio.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Una società, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro un avviso di accertamento fiscale, ha aderito alla definizione agevolata. A seguito della rinuncia al ricorso, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, stabilendo che le spese legali sono assorbite dalla procedura di definizione e che non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Voluntary disclosure: quando è preclusa? Il caso
La Corte di Cassazione ha stabilito che la procedura di voluntary disclosure è preclusa se il contribuente ha già formale conoscenza dell'avvio di un'attività di accertamento su qualsiasi attività patrimoniale o finanziaria detenuta all'estero, anche se diversa da quella oggetto della regolarizzazione. Nel caso specifico, un accertamento su un immobile a San Marino ha impedito la definizione agevolata per capitali detenuti a Singapore. La Corte ha inoltre confermato la residenza fiscale in Italia del contribuente, nonostante l'iscrizione all'AIRE, basandosi sul centro degli interessi vitali.
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Concorso di colpa assegno: spedizione e rischi
Una compagnia assicuratrice inviava assegni non trasferibili tramite posta ordinaria, che venivano sottratti e pagati a persone non legittimate da un fornitore di servizi postali. La Corte di Cassazione, riformando la decisione d'appello, ha stabilito il principio del concorso di colpa assegno. La sentenza afferma che il mittente, scegliendo un metodo di spedizione insicuro, contribuisce al danno e deve quindi sopportarne una parte della responsabilità, riducendo il risarcimento a suo favore.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Un'associazione sportiva dilettantistica aveva impugnato un avviso di accertamento IVA. Dopo una sentenza sfavorevole in appello, il caso è giunto in Cassazione. Durante il processo, l'Agenzia delle Entrate ha richiesto l'estinzione del giudizio perché la controversia era stata risolta tramite una definizione agevolata, strumento previsto da una legge del 2022. L'associazione ha aderito alla richiesta. La Corte di Cassazione, preso atto dell'accordo, ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, lasciando le spese legali a carico di chi le aveva sostenute.
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Anzianità servizio a termine: sì al riconoscimento
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'azienda sanitaria contro un dirigente veterinario. La Corte ha confermato il diritto del professionista al riconoscimento dell'anzianità servizio a termine ai fini del calcolo dell'indennità di esclusività. Il ricorso dell'azienda è stato respinto per motivi procedurali, in particolare per la sua genericità e la mancata osservanza del principio di autosufficienza.
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Impugnazione estratto ruolo: quando è inammissibile?
Un contribuente ha contestato un estratto di ruolo. La Cassazione ha confermato la decisione di merito, rigettando il ricorso. La Corte ha ribadito che l'impugnazione estratto ruolo è inammissibile se le cartelle di pagamento sottostanti sono state regolarmente notificate, venendo meno l'interesse ad agire del ricorrente. Il giudice può rilevare d'ufficio tale difetto di interesse.
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Scissione parziale: la responsabilità per debiti fiscali
Una società, beneficiaria di una scissione parziale, è stata ritenuta responsabile in solido per un ingente debito fiscale della società scissa, sorto prima dell'operazione. La Corte di Cassazione ha confermato che, in ambito tributario, a differenza delle norme civilistiche, la responsabilità della beneficiaria è illimitata e non circoscritta al valore del patrimonio ricevuto. La concessione di un piano di rateazione al debitore originario non estingue tale responsabilità solidale.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e requisiti di forma
La Cassazione dichiara un ricorso inammissibile in una causa di lavoro. Gli eredi di un ristoratore, condannati a pagare differenze retributive a un cuoco, avevano impugnato la sentenza d'appello lamentando vizi di notifica e omessa valutazione di prove. Il ricorso è stato giudicato inammissibile per mancanza di specificità e perché ignorava le motivazioni della corte precedente, oltre a scontrarsi con la preclusione della 'doppia conforme'.
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Prescrizione Tasse Auto: la notifica interrompe i termini
Una società impugnava una cartella di pagamento per tasse automobilistiche del 2008, eccependo l'avvenuta prescrizione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la prescrizione tasse auto, di durata triennale, era stata validamente interrotta dalla notifica di avvisi di accertamento avvenuta prima della scadenza del termine. La sentenza chiarisce inoltre che non è necessario citare in giudizio l'ente impositore insieme all'agente di riscossione.
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Onere prova lavoratore agricolo: la Cassazione decide
Una lavoratrice agricola ha impugnato la sua cancellazione dagli elenchi previdenziali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'onere della prova del lavoratore agricolo spetta a quest'ultimo in caso di disconoscimento da parte dell'ente. L'iscrizione è solo un'agevolazione probatoria che viene meno con la contestazione, obbligando il lavoratore a dimostrare in giudizio l'effettiva esistenza del rapporto di lavoro. La Corte ha inoltre escluso l'applicabilità delle norme sul procedimento amministrativo (L. 241/1990) a tali atti.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Una società, dopo aver presentato ricorso per Cassazione contro un lavoratore, ha formalizzato la propria rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo. Data l'esistenza di un accordo tra le parti, ha inoltre disposto l'integrale compensazione delle spese legali, escludendo l'applicazione della sanzione del raddoppio del contributo unificato, non prevista per i casi di rinuncia.
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Servizio ASL punteggio ATA: la ASL non è Stato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13688/2024, ha stabilito che il servizio prestato presso un'Azienda Sanitaria Locale (ASL) non può essere equiparato a quello svolto presso un'amministrazione statale. Di conseguenza, tale servizio non dà diritto al punteggio aggiuntivo nelle graduatorie del personale ATA. La Corte ha chiarito che, ai sensi del D.Lgs. 165/2001, le ASL rientrano negli enti del Servizio Sanitario Nazionale, una categoria distinta dalle amministrazioni dello Stato. La decisione riforma le precedenti sentenze di merito che avevano dato ragione a una lavoratrice.
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Accantonamento posti ATA: no a risarcimento danni
Un membro del personale ATA ha citato in giudizio il Ministero dell'Istruzione per non aver ricevuto incarichi a tempo determinato a causa dell'accantonamento di posti destinati all'impiego di lavoratori socialmente utili per i servizi di pulizia. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta di risarcimento del danno, stabilendo che l'iscrizione in una graduatoria non conferisce un diritto soggettivo all'assunzione. La decisione della Pubblica Amministrazione di esternalizzare i servizi e di non coprire tutti i posti vacanti rientra nei suoi legittimi poteri organizzativi, assimilabili a quelli di un datore di lavoro privato. Pertanto, il lavoratore non può pretendere un risarcimento parametrato alle retribuzioni che avrebbe percepito.
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