La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11088/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di condono società persone. Il caso riguardava alcuni soci ai quali era stato accertato un maggior reddito di partecipazione a seguito di verifiche fiscali sulle loro società. Una delle società aveva definito la propria lite con il Fisco aderendo a un condono. I soci ritenevano che tale definizione dovesse estendersi automaticamente anche a loro, riducendo la loro imposta. La Suprema Corte ha rigettato questa tesi, chiarendo che il condono che definisce la lite pendente (ex art. 16, L. 289/2002) estingue solo il contenzioso per la società e non modifica la base imponibile. Pertanto, non produce effetti automatici sui soci, i quali devono presentare un'autonoma istanza per beneficiare del condono.
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