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D.P.R. 917/1986 — Anno 2025

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489 provvedimenti

Altri anni per D.P.R. 917/1986

Responsabilità soci società estinta: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22274/2025, affronta il tema della responsabilità soci società estinta per debiti fiscali. Il caso riguarda un avviso di accertamento notificato a una ex socia di maggioranza di una S.r.l. cancellata. La Corte ha cassato la sentenza d'appello, stabilendo che la responsabilità del socio, pur derivando da quella della società, necessita di un atto impositivo distinto e successivo. Inoltre, ha chiarito che in caso di accertamento induttivo con maggiori ricavi, devono essere riconosciuti i costi correlati in via forfettaria. Infine, ha ribadito la fondatezza del motivo sull'omessa pronuncia in merito alle sanzioni.
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Giudicato penale nel tributario: Cassazione alle Sezioni Unite
Un contribuente, accertato sulla base di indagini bancarie, fa valere in Cassazione una sentenza di assoluzione penale. La Corte, di fronte al nuovo art. 21-bis che regola l'efficacia del giudicato penale nel tributario, rileva dubbi interpretativi sulla norma. Per questo, in attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite su un caso analogo, rinvia la causa a nuovo ruolo.
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Società di comodo: test inapplicabile a neocostituite
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22007/2025, ha annullato un accertamento fiscale contro una società neocostituita. La Corte ha stabilito che il test di operatività triennale per qualificare una società di comodo non è applicabile se l'azienda non ha almeno due esercizi sociali completi antecedenti a quello accertato. Inoltre, ha ribadito che la disciplina nazionale sulle società di comodo è incompatibile con la normativa europea sull'IVA, non potendo limitare il diritto alla detrazione sulla base di presunzioni di non operatività.
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Accertamenti bancari soci: quando sono legittimi?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22250/2025, ha confermato la legittimità degli accertamenti bancari sui soci di una S.r.l. a ristretta base partecipativa. La Corte ha stabilito che, in presenza di indizi come la mancanza di redditi personali significativi dei soci, le ingenti somme movimentate sui loro conti correnti possono essere presuntivamente attribuite alla società come ricavi non dichiarati. L'onere di provare l'estraneità di tali somme all'attività d'impresa spetta al contribuente. Il ricorso della socia è stato quindi rigettato.
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Contributi istruttori sportivi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società sportiva dilettantistica, confermando l'obbligo di versare i contributi previdenziali per i propri istruttori sportivi e addetti alla segreteria. La Corte ha stabilito che l'esenzione contributiva si applica solo a prestazioni genuinamente dilettantistiche e non professionali. Spetta alla società dimostrare la sussistenza di tali requisiti, non essendo sufficiente la sola iscrizione al CONI. L'ordinanza chiarisce i criteri per distinguere il lavoro autonomo occasionale da quello professionale e subordinato nel contesto sportivo.
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Accertamento induttivo: quando i costi sono deducibili?
In un caso di accertamento induttivo puro, la Corte di Cassazione ha stabilito che i costi non documentati non possono essere dedotti analiticamente. L'Amministrazione Finanziaria deve però riconoscere una deduzione in misura percentuale forfettaria. La Corte ha inoltre chiarito che la deducibilità dei costi ai fini delle imposte dirette non implica automaticamente la detraibilità dell'IVA, che segue regole autonome in caso di omessa dichiarazione.
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Fatture inesistenti: onere della prova per l’IVA
Una società si vedeva contestare la deducibilità di costi e la detrazione IVA per fatture relative a operazioni ritenute oggettivamente inesistenti. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22490/2025, ha stabilito che, a fronte di un quadro indiziario grave, preciso e concordante fornito dall'Amministrazione Finanziaria, l'onere della prova si sposta sul contribuente. Quest'ultimo deve dimostrare l'effettiva esistenza dell'operazione, non essendo sufficienti la fattura e la prova del pagamento. La buona fede è irrilevante in caso di inesistenza oggettiva.
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Contributi sport dilettantistico: quando si pagano?
La Corte di Cassazione ha stabilito che per l'esenzione dai contributi per lo sport dilettantistico non basta che la società sia formalmente tale. È necessario dimostrare che la prestazione del collaboratore, ad esempio un allenatore, non sia svolta con carattere di professionalità. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva concesso l'esenzione basandosi solo sulla natura dilettantistica del club, rinviando il caso per una nuova valutazione dei fatti alla luce di questo principio.
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Collegamento societario: i legami familiari bastano?
Un'ordinanza interlocutoria della Cassazione esamina un caso di accertamento fiscale su una società immobiliare. Il Fisco contestava operazioni con altre due società i cui soci avevano legami di parentela. La Commissione Tributaria Regionale aveva annullato l'accertamento, riconoscendo un gruppo di fatto. L'Agenzia Fiscale ha fatto ricorso, sostenendo l'assenza di un formale collegamento societario. Data la rilevanza e la mancanza di precedenti specifici, la Suprema Corte ha rinviato la causa a pubblica udienza per approfondire la questione del collegamento societario basato su vincoli familiari.
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