LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

D.P.R. 917/1986 — Anno 2025

Pagina 16 di 25

489 provvedimenti

Altri anni per D.P.R. 917/1986

Plusvalenza terreno edificabile: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la vendita di un immobile con edificio, anche se destinato alla demolizione e ricostruzione, non genera una plusvalenza tassabile come cessione di area edificabile. L'Agenzia delle Entrate non può riqualificare l'atto in base alle intenzioni future dell'acquirente. La sentenza chiarisce che la distinzione fiscale è netta tra terreni già edificati e terreni edificabili, senza categorie intermedie, proteggendo il contribuente da un'imposizione basata su una presunta plusvalenza da terreno edificabile.
Continua »
Plusvalenza terreno edificatorio: no presunzioni fiscali
Un contribuente ha subito un accertamento fiscale per una presunta plusvalenza sulla vendita di un terreno. L'Agenzia delle Entrate aveva basato la sua pretesa esclusivamente sul valore dell'immobile definito ai fini dell'imposta di registro, che era superiore al prezzo dichiarato. La Corte di Cassazione ha annullato l'accertamento, stabilendo che, in base a una norma interpretativa retroattiva (D.Lgs. 147/2015), il valore di registro da solo non è sufficiente a presumere un maggior corrispettivo. Per contestare il prezzo di vendita e accertare una plusvalenza terreno edificatorio, l'Amministrazione Finanziaria deve fornire prove aggiuntive, precise e concordanti.
Continua »
Ammortamento figurativo: Cassazione contro l’elusione
Una società interrompeva l'ammortamento dei beni per massimizzare un credito d'imposta. L'Agenzia delle Entrate contestava l'operazione applicando un ammortamento figurativo. La Corte di Cassazione ha confermato l'operato del Fisco, qualificando il comportamento dell'impresa come abuso del diritto, poiché privo di qualsiasi giustificazione economica se non quella di ottenere un vantaggio fiscale indebito.
Continua »
Presunzione distribuzione utili: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha affermato la legittimità della presunzione distribuzione utili non contabilizzati ai soci di una società a ristretta base sociale. L'Amministrazione Finanziaria può basare l'accertamento IRPEF sul socio su tale presunzione, e spetta al contribuente dimostrare il contrario. La Corte ha inoltre ribadito l'inammissibilità di motivi nuovi in appello che alterino la 'causa petendi' del giudizio di primo grado.
Continua »
Onere della prova costi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento. La sentenza ribadisce che l'onere della prova costi deducibili spetta interamente al contribuente, il quale deve dimostrare non solo l'esistenza della spesa, ma anche la sua precisa natura e l'inerenza all'attività d'impresa. La genericità delle fatture e la mancanza di prove concrete a supporto non consentono la deduzione dei costi dal reddito imponibile.
Continua »
Raddoppio termini accertamento: la Cassazione annulla
Una società agricola si è vista riqualificare il proprio reddito da agricolo a reddito d'impresa, con conseguenti avvisi di accertamento. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di merito per omessa motivazione su punti decisivi, come il raddoppio termini accertamento e la legittimità di un nuovo avviso emesso in autotutela. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
Continua »
Plusvalenza immobiliare e usufrutto: la decisione
La Corte di Cassazione ha chiarito che la vendita di un immobile, avvenuta entro cinque anni dal consolidamento della piena proprietà (acquisto dell'usufrutto dopo aver ereditato la nuda proprietà), genera una plusvalenza immobiliare tassabile. Il quinquennio per la presunzione di intento speculativo decorre dalla data dell'ultimo acquisto che ha determinato la piena proprietà, ovvero l'acquisto del diritto di usufrutto.
Continua »
Sopravvenienza attiva: quando è tassabile? Analisi
La Corte di Cassazione ha stabilito che non si può configurare una sopravvenienza attiva tassabile quando l'Agenzia delle Entrate contesta l'esistenza originaria di una passività. Il caso riguardava un finanziamento infragruppo ritenuto fittizio dall'amministrazione finanziaria. Secondo la Corte, la sopravvenienza attiva ex art. 88 TUIR presuppone che una passività, reale ed effettiva, iscritta in bilancio in anni precedenti, venga meno in un esercizio successivo. Se la passività è ritenuta inesistente fin dall'inizio, l'Agenzia avrebbe dovuto contestare le scritture contabili originarie, non recuperare a tassazione un'inesistente sopravvenienza.
Continua »
Esenzione IMU alloggi sociali: la Cassazione decide
Un Ente di Edilizia Residenziale Pubblica ha contestato avvisi di accertamento IMU per gli anni 2014-2017, sostenendo il diritto all'esenzione per i propri immobili quali "alloggi sociali". La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso, ha cassato la sentenza di secondo grado. La Corte ha chiarito la distinzione fondamentale tra la detrazione di 200 euro, prevista per gli alloggi ex IACP, e la piena esenzione IMU alloggi sociali, applicabile dal 2014 a quegli immobili che rispettano i requisiti del D.M. 22/04/2008. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
Continua »
Detrazione IVA ATI: estinzione per definizione agevolata
Il caso analizza una controversia sulla detrazione IVA ATI. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato a un'impresa capogruppo la detrazione dell'IVA su fatture ricevute da un'impresa mandante, sostenendo che la fatturazione dovesse avvenire direttamente verso il committente finale. Dopo che i giudici di merito avevano dato ragione al contribuente, la Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio. La società contribuente ha infatti aderito a una definizione agevolata, chiudendo la lite e impedendo una decisione sul merito della questione.
Continua »
Reddito d’impresa agricolo: quando non è connesso
Una società agricola riceveva ingenti proventi da un accordo con una società energetica, legati ai 'certificati verdi'. La Corte di Cassazione ha stabilito che, nonostante l'apparenza, non si trattava di reddito agrario connesso, ma di vero e proprio reddito d'impresa agricolo di natura commerciale. La sentenza chiarisce che quando l'attività agricola è meramente strumentale a un'operazione commerciale più ampia e i ricavi sono sproporzionati, il reddito va tassato secondo le regole ordinarie d'impresa.
Continua »
Impresa agricola: quando l’attività è connessa?
La Cassazione chiarisce i requisiti per qualificare un'attività come connessa all'impresa agricola. Annullata la decisione che ammetteva al regime forfettario una società per un contratto di fornitura energetica, mancando i presupposti oggettivi e soggettivi previsti dalla legge.
Continua »
Cessione credito pro-soluto: deducibilità della perdita
Una società ha dedotto la perdita derivante dalla cessione di un credito pro-soluto a un prezzo inferiore al suo valore nominale. L'Agenzia delle Entrate ha contestato la deduzione. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale operazione genera una 'perdita su crediti' e non una 'minusvalenza'. Di conseguenza, per essere deducibile, la perdita deve risultare da 'elementi certi e precisi' che ne dimostrino l'oggettiva definitività, non essendo sufficiente il semplice corrispettivo inferiore pattuito nella cessione. L'onere della prova grava sul contribuente.
Continua »
Svalutazione partecipazioni: la Cassazione chiarisce
Una società si vede negare la deduzione per la svalutazione partecipazioni in società non quotate. La Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che il calcolo deve basarsi su un confronto effettivo del patrimonio netto, applicando una tecnica di 'omogeneizzazione' che consideri variazioni significative, e non limitarsi ai bilanci formalmente approvati, per evitare interpretazioni elusive.
Continua »
Autonoma organizzazione: IRAP e i professionisti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4489/2025, ha annullato una sentenza che condannava un avvocato al pagamento dell'IRAP. La Corte ha ribadito che, per assoggettare un professionista a tale imposta, è necessario provare l'esistenza di un'autonoma organizzazione che vada oltre il minimo indispensabile per l'esercizio dell'attività. I giudici di merito avevano errato nel non valutare correttamente che i due dipendenti del professionista non avevano mai lavorato contemporaneamente e nel basare la loro decisione solo su dati contabili, senza un'analisi concreta della struttura.
Continua »
Deducibilità TFM: sì se previsto da atto scritto
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia Fiscale, confermando la piena deducibilità dell'accantonamento per il Trattamento di Fine Mandato (TFM) di un amministratore. La Corte ha stabilito che, per la deducibilità secondo il principio di competenza, è sufficiente che il TFM sia previsto da un atto scritto con data certa, anteriore all'inizio del rapporto, che ne specifichi l'importo o i criteri di calcolo. Non è necessario applicare le regole previste per il TFR dei lavoratori dipendenti, né l'amministrazione può sindacare la congruità dell'importo se tali condizioni sono rispettate.
Continua »
Opzione regime fiscale: valida anche da inizio attività
Una società agricola, trasformata in S.R.L. a metà anno, ha esercitato una opzione regime fiscale speciale per la frazione di anno rimanente. L'Agenzia delle Entrate ha contestato la scelta, sostenendo che l'opzione dovesse coprire l'intero anno. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla società, stabilendo che la legge permette di esercitare l'opzione 'dall'inizio dell'attività', anche se questo momento non coincide con l'inizio dell'anno solare. La decisione chiarisce un importante principio per le imprese che subiscono trasformazioni societarie.
Continua »
Finanziamento soci fittizio: tassato come ricavo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4855/2025, ha stabilito che un finanziamento soci fittizio, iscritto in bilancio come passività, deve essere riqualificato e tassato come ricavo nell'anno d'imposta in cui avviene l'accertamento. La Corte ha rigettato sia il ricorso dell'Agenzia Fiscale, che contestava la deducibilità di alcuni costi, sia il ricorso incidentale della società, che sosteneva una diversa collocazione temporale del presunto finanziamento. La decisione sottolinea che l'inesistenza del finanziamento lo trasforma in una sopravvenienza attiva tassabile.
Continua »
Litisconsorzio necessario: processo nullo senza società
La Corte di Cassazione ha annullato un intero procedimento tributario relativo a un accertamento IRPEF a carico di un socio di una s.a.s. Il motivo è la violazione del principio del litisconsorzio necessario, poiché al giudizio non avevano partecipato né la società né l'altro socio. La Corte ha ribadito che, data l'unitarietà dell'accertamento del reddito delle società di persone, la causa è inscindibile e deve coinvolgere obbligatoriamente tutti i soggetti interessati.
Continua »
Plusvalenza diritto di superficie: quando è esente?
La Cassazione chiarisce che la plusvalenza diritto di superficie su un terreno agricolo non è tassabile se la cessione avviene dopo 5 anni dall'acquisto. L'Agenzia delle Entrate aveva erroneamente tassato come reddito diverso le somme percepite per la realizzazione di un impianto eolico. La Corte, accogliendo il ricorso degli eredi, ha ribadito l'equiparazione tra cessione del diritto reale e cessione della proprietà ai fini dell'esenzione quinquennale.
Continua »