Una società, formalmente basata all'estero ma ritenuta fiscalmente residente in Italia, ha ricevuto avvisi di accertamento per diverse imposte non versate. La Corte di Cassazione ha affrontato la questione del "raddoppio dei termini" di accertamento in presenza di reati tributari. La Corte ha confermato che il raddoppio scatta con il solo obbligo di denuncia penale, indipendentemente dalla sua effettiva presentazione. Tuttavia, ha stabilito un principio cruciale: questo raddoppio non può essere cumulato con altre proroghe, come la proroga biennale. L'Amministrazione Finanziaria deve applicare la singola estensione più ampia disponibile, garantendo così la certezza del diritto.
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