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D.Lgs. 165/2001 — Anno 2024

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649 provvedimenti

Altri anni per D.Lgs. 165/2001

Trattamento economico trasferimento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1958/2024, ha chiarito i limiti del trattamento economico in caso di trasferimento di dipendenti da enti soppressi a ministeri. La Corte ha stabilito che la norma speciale che regola il trasferimento prevale su quella generale, escludendo dall'assegno ad personam le voci retributive non fisse e continuative, come il premio di produttività. Viene inoltre specificato che l'anzianità di servizio pregressa non è automaticamente valida per la progressione di carriera nel nuovo ente, ma serve solo a garantire la conservazione del livello retributivo acquisito.
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Giudicato: limiti all’azione legale e abuso processo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un candidato idoneo in una graduatoria del 1999, il quale lamentava la mancata assunzione da parte di un ente pubblico. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che la questione era già coperta da precedente giudicato, formatosi in seguito a numerosi contenziosi tra le stesse parti. Anche se il ricorrente ha tentato di basare la nuova azione su una delibera successiva, la Corte ha ritenuto che tale atto rientrasse nell'ambito di ciò che era già stato deciso o che si sarebbe potuto decidere nei precedenti giudizi. Infine, il ricorrente è stato condannato per abuso del processo a causa della sua insistenza nel riproporre la medesima lite.
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Licenziamento disciplinare per fatti pre-assunzione
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un licenziamento disciplinare inflitto a una dipendente pubblica per aver alterato la procedura concorsuale per la sua assunzione. La Corte ha respinto le eccezioni della lavoratrice relative alla tardività della notifica, alla gestione del procedimento disciplinare e all'inapplicabilità della sanzione a fatti antecedenti la costituzione del rapporto di lavoro, chiarendo che la normativa sanziona specificamente le falsità commesse in occasione dell'instaurazione del rapporto.
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Controllo dipendenti: quando la prova è reato?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per truffa aggravata di due dipendenti pubblici che si scambiavano i badge per attestare falsamente la presenza. La sentenza chiarisce un punto fondamentale sul controllo dipendenti: le prove raccolte da sistemi di rilevazione presenze, anche se installati in violazione delle norme lavoristiche, sono pienamente utilizzabili nel processo penale. La Corte ha ribadito l'autonomia del diritto processuale penale rispetto alle tutele previste dallo Statuto dei Lavoratori, dichiarando inammissibile il ricorso degli imputati.
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Trattamento economico dipendenti pubblici: la Cassazione
Una dipendente, trasferita da un ente pubblico soppresso a un Ministero, ha richiesto il mantenimento del suo precedente trattamento economico. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1878/2024, ha stabilito che la norma speciale (D.L. 78/2010) prevale su quella generale, garantendo la conservazione delle sole voci retributive fisse e continuative. Di conseguenza, ha accolto il ricorso del Ministero, limitando la composizione dell'assegno personale e il riconoscimento dell'anzianità di servizio, e ha dichiarato inammissibile il ricorso della lavoratrice.
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Assegno ad personam: cosa spetta ai dipendenti?
Ex dipendenti di un ente pubblico soppresso hanno fatto ricorso in Cassazione contro il Ministero per il mancato riconoscimento di un inquadramento superiore e l'esclusione di alcune voci retributive dall'assegno ad personam a seguito del loro trasferimento. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che la legge speciale applicabile al trasferimento protegge solo le componenti salariali fisse e continuative, e che l'anzianità pregressa non costituisce un diritto assoluto per la progressione di carriera nel nuovo ente.
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Trattamento economico: diritti dei dipendenti pubblici
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di una dipendente trasferita da un ente pubblico soppresso a un Ministero. L'ordinanza chiarisce che, in presenza di una legge speciale, la tutela del trattamento economico non si estende automaticamente al riconoscimento dell'anzianità di servizio per la progressione di carriera, ma si limita a conservare le voci retributive fisse e continuative godute in precedenza. La Corte ha accolto il ricorso del Ministero, annullando la precedente decisione che riconosceva l'anzianità.
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Disapplicazione Atto Amministrativo: Distanze Legali
Una società edilizia ha costruito un immobile a una distanza inferiore a quella legale rispetto a un'altra proprietà, basandosi su un piano urbanistico comunale. La Corte di Cassazione, confermando le sentenze precedenti, ha stabilito il potere del giudice civile di disapplicazione atto amministrativo quando questo viola norme superiori, come quelle sulle distanze tra edifici. La Corte ha chiarito che tali norme tutelano interessi pubblici (igiene e sicurezza) e non possono essere derogate da un atto amministrativo locale che non persegua un'effettiva finalità di riassetto urbanistico di un'area estesa.
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Scorrimento graduatoria: no al diritto senza autorizzazione
Un lavoratore, idoneo in un concorso interno, ha chiesto l'assunzione tramite scorrimento graduatoria per posti mai ufficialmente autorizzati. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che senza la necessaria autorizzazione amministrativa per i posti ulteriori, non sorge alcun diritto soggettivo all'assunzione. L'intervento di una nuova legge (ius superveniens) ha ulteriormente precluso tale possibilità, non essendosi consolidato alcun diritto quesito prima della riforma.
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Scorrimento graduatoria: quando nasce il diritto?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una lavoratrice pubblica che chiedeva la progressione di carriera basandosi sulla sua idoneità in una graduatoria. La Corte ha stabilito che lo scorrimento graduatoria non è un diritto automatico. Il diritto all'assunzione sorge solo se i posti sono stati preventivamente autorizzati e se l'amministrazione decide di coprirli. Una legge successiva (ius superveniens) può legittimamente impedire l'assunzione se, al momento della sua entrata in vigore, il diritto del candidato non si è ancora consolidato per mancanza dell'autorizzazione governativa.
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Scorrimento graduatorie PA: no diritto senza autorizzazione
Una lavoratrice del settore pubblico, risultata idonea in un concorso interno ma non vincitrice per i posti autorizzati, ha citato in giudizio l'amministrazione per ottenere l'assunzione tramite lo scorrimento della graduatoria. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che in assenza di una specifica autorizzazione governativa per la copertura dei posti aggiuntivi e a causa di una nuova legge (ius superveniens) che ha modificato le regole di assunzione, non sorge alcun diritto soggettivo allo scorrimento graduatorie PA. Il diritto all'assunzione non era ancora maturato al momento dell'entrata in vigore della nuova normativa.
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Aspettativa medico UE: limiti alla libera circolazione
Un dirigente medico si è visto negare la richiesta di aspettativa per un incarico in un altro Stato dell'Unione Europea a causa di esigenze organizzative dell'azienda sanitaria. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha ravvisato un potenziale contrasto tra la normativa nazionale, che permette tale diniego, e il principio fondamentale della libera circolazione dei lavoratori sancito dal diritto UE. Data la complessità e l'importanza della questione, ha rimesso la causa alla pubblica udienza per un esame approfondito.
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Mobilità volontaria: la qualifica non si trasferisce
Una dipendente pubblica, durante una procedura di mobilità volontaria, ha ottenuto una promozione dal suo ente di provenienza. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'ente di destinazione non è tenuto a riconoscere tale qualifica superiore. Il trasferimento, infatti, cristallizza il ruolo e le mansioni del dipendente al momento in cui la domanda viene accettata per una specifica posizione vacante, tutelando gli interessi pubblici e l'organizzazione dell'ente di destinazione.
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Blocco progressioni stipendiali: Cassazione su medici
La Corte di Cassazione ha stabilito che il blocco progressioni stipendiali introdotto dal D.L. 78/2010 si applica anche ai dirigenti medici del settore pubblico. La sola valutazione positiva dopo cinque anni di servizio non conferisce un diritto automatico all'attribuzione di un incarico superiore né a un conseguente aumento retributivo, poiché tale avanzamento non costituisce un "evento straordinario" idoneo a superare il congelamento degli stipendi imposto per il contenimento della spesa pubblica.
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Rinuncia diritti futuri: è nulla per la Cassazione
Un lavoratore, assunto da un'azienda sanitaria pubblica con contratti di collaborazione, ha ottenuto il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che qualsiasi clausola contrattuale di rinuncia a diritti futuri è nulla. Tale rinuncia viola infatti il principio di indisponibilità dei diritti fondamentali del lavoratore, che non possono essere oggetto di pattuizioni preventive. L'appello dell'azienda sulla qualificazione del rapporto è stato giudicato inammissibile.
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Selezione dirigenti sanitari: obbligo di motivazione
Un medico ha contestato l'esito di una selezione per un ruolo direttivo in un ospedale. La Cassazione ha confermato la responsabilità dell'ente per perdita di chance, stabilendo che la procedura di selezione dirigenti sanitari, pur avendo natura fiduciaria, deve rispettare i principi di comparazione, trasparenza e motivazione, a tutela della buona fede e dell'imparzialità.
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Scorrimento graduatoria: quando non è un diritto
Un dirigente biologo, già assunto a tempo determinato da una graduatoria, ha citato in giudizio l'Azienda Sanitaria per non aver continuato con lo scorrimento della graduatoria, preferendo indire un nuovo concorso. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che la pretesa del lavoratore non configura un diritto soggettivo all'assunzione, ma un interesse legittimo. La decisione della P.A. di bandire un nuovo concorso è un atto amministrativo che il giudice ordinario non può annullare, ma solo disapplicare se lede un diritto soggettivo, cosa che in questo caso non sussiste.
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Indennità di esclusività: no aumento con blocco stipendi
Un dirigente medico ha richiesto un incarico superiore e l'aumento dell'indennità di esclusività dopo cinque anni di servizio. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'assegnazione di incarichi non è automatica ma dipende da fondi e posti disponibili. Inoltre, ha confermato che l'incremento dell'indennità rientra nel blocco stipendiale del pubblico impiego, non essendo un "evento straordinario" della dinamica retributiva.
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Mansioni superiori pubblico impiego: no alla promozione
Un dipendente di un'agenzia regionale, pur svolgendo mansioni superiori come autista di mezzi antincendio, non ha ottenuto la promozione automatica. La Corte di Cassazione ha stabilito che nel pubblico impiego, anche se si applica un CCNL privato, prevale la normativa pubblicistica (D.Lgs. 165/2001). Pertanto, il lavoratore ha diritto solo alla maggiore retribuzione per il periodo in cui ha svolto le mansioni superiori, ma non all'inquadramento definitivo nel livello superiore, che nel settore pubblico avviene solo tramite concorso.
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Mansioni superiori pubblico impiego: no promozione
Un dipendente di un'agenzia pubblica, adibito a mansioni superiori rispetto al suo inquadramento, ha chiesto la promozione automatica. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione dei giudici di merito, ha stabilito che nel pubblico impiego lo svolgimento di mansioni superiori dà diritto unicamente alle differenze retributive per il periodo in cui sono state effettivamente svolte, ma non a un inquadramento superiore definitivo. La Corte ha chiarito che le norme pubblicistiche (D.Lgs. 165/2001) prevalgono sulle disposizioni di un contratto collettivo di natura privatistica eventualmente applicato al rapporto.
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