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D.Lgs. 165/2001 — Anno 2024

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649 provvedimenti

Altri anni per D.Lgs. 165/2001

Turni di pronta disponibilità: sì al risarcimento danni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 244/2024, ha stabilito che lo svolgimento sistematico di turni di pronta disponibilità oltre il limite previsto dal contratto collettivo non solo dà diritto a una specifica indennità, ma anche a un autonomo risarcimento per il danno da stress psico-fisico subito dal lavoratore. Il caso riguardava un dirigente medico costretto a effettuare un numero esorbitante di reperibilità. La Corte ha chiarito che la richiesta di risarcimento del danno alla salute si prescrive in dieci anni, confermando la condanna dell'Azienda Sanitaria.
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Contratto di solidarietà: quando è valido nel P.I.?
Un gruppo di dipendenti pubblici ha impugnato la riduzione dell'orario di lavoro disposta da un Comune. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione complessa e meritevole di approfondimento. Il caso verte sulla legittimità dell'uso del contratto di solidarietà nel pubblico impiego e se un'eccedenza di personale possa essere intesa come mera eccedenza di ore lavorative. La Corte ha rinviato la causa a pubblica udienza per una decisione definitiva.
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Mansioni superiori: la Cassazione sul giudizio trifasico
La Corte di Cassazione accoglie il ricorso di un autista soccorritore che chiedeva il riconoscimento di mansioni superiori e le relative differenze retributive. L'ordinanza stabilisce che il giudice di merito deve effettuare un'analisi rigorosa, nota come 'giudizio trifasico', applicando correttamente i contratti collettivi succedutisi nel tempo per confrontare le mansioni svolte con le declaratorie contrattuali. La Corte ha cassato la decisione precedente per non aver seguito questa metodologia, rinviando il caso per una nuova valutazione.
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Mansioni superiori autista: la Cassazione decide
Un autista soccorritore ha richiesto l'ammissione al passivo fallimentare del suo ex datore di lavoro per differenze retributive, sostenendo un inquadramento errato e lo svolgimento di mansioni superiori. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di riqualificazione automatica, ma ha accolto il ricorso riguardo le mansioni superiori. Ha stabilito che il tribunale di merito ha errato non eseguendo il corretto 'giudizio trifasico', ovvero un'analisi dettagliata e comparativa delle attività effettivamente svolte dal lavoratore rispetto a quelle previste dai contratti collettivi per i diversi livelli. La causa è stata rinviata per una nuova valutazione.
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Mansioni superiori: diritto a paga e inquadramento
Un autista soccorritore ha richiesto il pagamento di differenze retributive per aver svolto mansioni superiori rispetto al suo inquadramento formale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 154/2024, ha accolto parzialmente il ricorso. Ha stabilito che, sebbene non sussista un diritto automatico a un inquadramento superiore, il lavoratore ha diritto alla retribuzione corrispondente alle mansioni di fatto svolte. La Corte ha cassato la decisione del tribunale per non aver effettuato il 'giudizio trifasico', ovvero un'analisi dettagliata e comparativa tra i compiti effettivamente svolti e le declaratorie contrattuali, e ha rinviato la causa per una nuova valutazione.
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Riduzione fondi contrattuali: No al taglio del 30%
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 84/2024, ha stabilito l'illegittimità di un taglio forfettario del 30% sulla retribuzione accessoria di un dirigente medico. La Corte ha chiarito che la normativa sulla riduzione fondi contrattuali (D.L. 78/2010) impone sì un contenimento della spesa, ma attraverso una riduzione proporzionale alla diminuzione del personale in servizio e non mediante un taglio lineare e indifferenziato. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per ricalcolare correttamente le somme dovute.
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Incarico provvisorio: quando la revoca è legittima?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un incarico provvisorio, conferito in attesa dell'esito di una selezione, cessa automaticamente con la conclusione della stessa. La successiva gestione del posto, resosi nuovamente vacante, rientra nella discrezionalità organizzativa del datore di lavoro, che non è obbligato a scorrere la graduatoria per un nuovo incarico ad interim. La Corte ha rigettato il ricorso di una dipendente che contestava la legittimità della cessazione del suo incarico e la successiva nomina di un altro collega.
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Durata incarico PA: la Cassazione chiarisce i limiti
Una professionista, nominata membro di un Nucleo di Valutazione comunale per tre anni, si è vista terminare l'incarico in anticipo con la cessazione del Commissario che l'aveva nominata. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso per il pagamento delle competenze residue, stabilendo che l'interpretazione dei regolamenti sulla durata dell'incarico nella PA spetta insindacabilmente al giudice di merito, se la sua motivazione è logica e coerente, senza possibilità di una nuova valutazione dei fatti in sede di legittimità.
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Durata incarico pubblico: la Cassazione chiarisce
Un professionista, membro del Nucleo di Valutazione di un Comune, ha visto il suo incarico triennale interrotto anticipatamente con la cessazione del mandato del Commissario che lo aveva nominato. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30738/2024, ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito. La Suprema Corte ha ribadito che la durata dell'incarico pubblico non poteva eccedere quella del vertice amministrativo conferente, sottolineando come l'interpretazione degli atti amministrativi sia di competenza esclusiva del giudice di merito e non possa essere ridiscussa in sede di legittimità se non per palesi violazioni delle regole interpretative, non riscontrate nel caso di specie.
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Incompatibilità medico pensionato: la Cassazione decide
Un medico, ex dirigente di una ASL e posto in quiescenza, ha ottenuto un incarico come medico di medicina generale convenzionato con la stessa amministrazione. L'ASL ha successivamente revocato l'incarico in autotutela, ritenendolo illegittimo. La Corte di Cassazione ha confermato la revoca, chiarendo che l'incompatibilità medico pensionato è regolata da norme generali inderogabili. La Corte ha stabilito che il divieto di conferire incarichi a personale in pensione, previsto dalla Legge 724/1994 come norma di riforma economico-sociale, prevale su normative di settore precedenti e si estende anche ai rapporti di lavoro autonomo e di parasubordinazione, quale quello del medico convenzionato.
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Accertamenti bancari sui conti dei soci: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società a responsabilità limitata, confermando la legittimità degli accertamenti bancari condotti sui conti correnti personali del socio amministratore. L'ordinanza stabilisce che, per le società a ristretta base sociale, specialmente se familiare, esiste una presunzione legale che le movimentazioni sui conti dei soci siano riferibili all'attività d'impresa, invertendo l'onere della prova a carico del contribuente. Respinte anche le censure sulla validità della delega di firma dell'avviso di accertamento.
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Accertamenti bancari società: quando il Fisco vince
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità degli accertamenti bancari su una società a responsabilità limitata, basati sulle movimentazioni dei conti correnti personali dei soci. In presenza di una ristretta base sociale, specialmente con legami familiari, si presume una sovrapposizione tra gli interessi della società e quelli personali dei soci. Spetta quindi al contribuente dimostrare l'estraneità di tali operazioni all'attività d'impresa. La Corte ha rigettato il ricorso della società, che non è riuscita a fornire tale prova, confermando gli avvisi di accertamento per II.DD. e IVA.
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Pronta reperibilità: è orario di lavoro? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la pronta reperibilità di un lavoratore si considera orario di lavoro effettivo se, a causa di vincoli imposti dal datore (come tempi di intervento brevissimi), il dipendente è di fatto costretto a rimanere sul luogo di lavoro. L'ordinanza analizza il caso di alcuni autisti di ambulanze, accogliendo parzialmente il ricorso dell'Azienda Sanitaria per due motivi specifici: uno per difetto di motivazione riguardo a un singolo lavoratore e l'altro per difetto di legittimazione passiva su una domanda di pensionamento anticipato, che andava rivolta all'ente previdenziale.
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Lavoro pubblico a termine: no alla conversione
Un lavoratore con contratto di lavoro pubblico a termine presso un consorzio per la gestione dei rifiuti ha richiesto la conversione del rapporto in indeterminato e il trasferimento a nuovi enti, come previsto da una legge regionale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la conversione del contratto a termine nel settore pubblico non è ammissibile senza un concorso pubblico, in quanto violerebbe l'art. 97 della Costituzione. Di conseguenza, le tutele previste dalla legge regionale per il trasferimento del personale si applicano esclusivamente ai dipendenti assunti a tempo indeterminato.
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Diritti di rogito: legittima la soppressione per i segretari
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un segretario comunale che contestava la soppressione dei cosiddetti 'diritti di rogito', ovvero i compensi per la stesura di contratti per l'ente pubblico. La Corte, richiamando una precedente sentenza della Corte Costituzionale, ha stabilito che l'abolizione di tale emolumento per i segretari di enti dotati di personale dirigenziale è legittima. La decisione si fonda sul principio di onnicomprensività della retribuzione dirigenziale, secondo cui lo stipendio già copre tutte le funzioni istituzionali, inclusa quella rogante, e sulla ragionevolezza della scelta del legislatore di razionalizzare la spesa pubblica.
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Onnicomprensività Retribuzione: No extra per il medico
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30849/2024, ha stabilito che un dirigente medico non ha diritto a compensi extra per le ore di lavoro supplementari derivanti da un errore di calcolo del datore di lavoro. In base al principio di onnicomprensività della retribuzione, lo stipendio mensile copre tutte le prestazioni rese. L'unica via percorribile per il lavoratore è la richiesta di risarcimento per eventuali danni alla salute o da stress, che devono però essere specificamente provati.
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Retribuzione onnicomprensiva medico: no extra per ore
Un dirigente medico ha citato in giudizio l'ASL per un errato calcolo delle ore di assenza che lo ha costretto a lavorare di più. La Cassazione, basandosi sul principio della retribuzione onnicomprensiva del dirigente medico, ha respinto la richiesta di compenso extra, stabilendo che la retribuzione mensile copre tutte le prestazioni, indipendentemente dalle ore lavorate. La tutela possibile è il risarcimento del danno, non il pagamento delle ore in più.
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Incompatibilità avvocato giudice: la Cassazione chiarisce
Una cittadina cita in giudizio un Comune per i danni subiti a causa di una caduta in una buca stradale. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16668/2024, rigetta il ricorso della danneggiata, confermando la decisione d'appello. La Corte stabilisce due importanti principi: primo, l'incompatibilità avvocato giudice onorario è limitata al circondario del Tribunale e non si estende all'intero distretto della Corte d'Appello; secondo, la decadenza dal diritto di assumere una prova testimoniale, per mancata comparizione della parte interessata, deve essere dichiarata d'ufficio dal giudice e non necessita di un'eccezione della controparte.
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Falsa attestazione presenza: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un dipendente pubblico, capitano della Polizia Locale, condannato per truffa e falsa attestazione della presenza. L'imputato timbrava regolarmente il cartellino per poi allontanarsi e recarsi presso un palazzetto dello sport. La Suprema Corte ha stabilito che il ricorso non può trasformarsi in un terzo grado di giudizio per rivalutare le prove, ma deve limitarsi a censure di legittimità, confermando così la condanna inflitta nei gradi di merito.
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Assunzione in società pubblica: nullità senza concorso
Un dirigente, assunto da una società a partecipazione pubblica senza una procedura di selezione, ha visto il suo contratto di lavoro dichiarato nullo. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ribadendo che l'assunzione in società pubblica deve seguire procedure concorsuali, la cui violazione comporta la nullità del contratto. La richiesta di risarcimento del lavoratore è stata respinta, poiché la conoscenza delle norme imperative che regolano l'assunzione si presume per entrambe le parti.
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