LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

D.Lgs. 165/2001 — Anno 2024

Pagina 26 di 33

649 provvedimenti

Altri anni per D.Lgs. 165/2001

Incarichi a dipendenti pubblici: la competenza
Una società è stata sanzionata per aver affidato incarichi a un dipendente pubblico (un professore universitario) senza la prescritta autorizzazione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 2307/2024, ha chiarito importanti principi sugli incarichi a dipendenti pubblici. In primo luogo, ha stabilito che per gli illeciti omissivi, la competenza territoriale per irrogare la sanzione spetta all'autorità del luogo in cui la violazione è stata accertata, e non dove l'atto omesso doveva pervenire. In secondo luogo, ha ribadito che l'onere di provare la buona fede, ovvero l'errore incolpevole, grava sul datore di lavoro privato, il quale non può semplicemente ignorare gli obblighi di legge.
Continua »
Retribuzione Segretario Comunale: No alla somma
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2282/2024, ha stabilito che la retribuzione di un segretario comunale che presta servizio per più enti in convenzione non deve essere calcolata sommando la popolazione dei singoli comuni. Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) prevede già un'indennità aggiuntiva specifica per questa situazione, e un calcolo basato sulla sommatoria creerebbe un'ingiustificata duplicazione del compenso. La Corte ha inoltre chiarito che la convenzione tra enti non dà vita a un nuovo soggetto giuridico autonomo.
Continua »
Scorrimento graduatoria: quando è un diritto? Cass.
Due dipendenti pubbliche, risultate idonee in una selezione per progressione di carriera, hanno richiesto l'assunzione tramite scorrimento graduatoria per posti resisi vacanti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il loro ricorso inammissibile, stabilendo che la mera idoneità e l'intenzione dell'amministrazione di coprire i posti non sono sufficienti a creare un diritto all'assunzione. Lo scorrimento graduatoria, equiparato a una nuova assunzione, necessita sempre di una specifica e formale autorizzazione.
Continua »
Scorrimento graduatoria: nessun diritto senza autorizzazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un gruppo di dipendenti pubblici che chiedevano l'inquadramento in un'area superiore tramite lo scorrimento della graduatoria. La Corte ha stabilito che, in assenza di una completa autorizzazione governativa per tutti i posti banditi e a causa di una modifica normativa successiva (ius superveniens), i candidati idonei non avevano maturato un diritto quesito all'assunzione, rendendo legittimo il diniego dell'Amministrazione.
Continua »
Progressione verticale: senza autorizzazione è illegittima
Una dipendente pubblica ha richiesto la riclassificazione a una qualifica superiore basandosi su una selezione interna per 920 posti, di cui solo 460 erano stati autorizzati. La Corte di Cassazione ha respinto la sua richiesta, affermando che senza la necessaria autorizzazione per i posti aggiuntivi, non sorge alcun diritto acquisito alla progressione verticale, specialmente dopo che una nuova legge ha modificato le regole. La Corte ha quindi confermato che la riclassificazione era stata correttamente negata.
Continua »
Diritto all’assunzione: quando non spetta lo scorrimento
La Corte di Cassazione ha negato il diritto all'assunzione a dipendenti pubblici risultati idonei in una graduatoria per una progressione di carriera. La decisione si fonda su due pilastri: la mancanza di una specifica autorizzazione governativa per i posti eccedenti i primi coperti e l'entrata in vigore di una nuova legge (ius superveniens) prima dell'approvazione della graduatoria. Secondo la Corte, i candidati vantavano solo una mera aspettativa e non un diritto quesito, poiché la loro posizione giuridica non si era ancora consolidata.
Continua »
Scorrimento graduatoria: no diritto senza autorizzazione
La Corte di Cassazione ha negato il diritto allo scorrimento graduatoria a un gruppo di dipendenti pubblici. La sentenza chiarisce che, senza una specifica autorizzazione per tutte le posizioni messe a bando, non sorge un diritto soggettivo all'assunzione. L'intervento di una nuova legge (ius superveniens) prima dell'approvazione della graduatoria ha legittimamente bloccato la procedura per i posti non autorizzati, poiché i candidati non avevano ancora maturato un diritto quesito.
Continua »
Scorrimento graduatoria: no al diritto quesito
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un gruppo di dipendenti pubblici che chiedevano lo scorrimento di una graduatoria per una progressione verticale. La Corte ha stabilito che, in assenza di una preventiva e completa autorizzazione per tutti i posti messi a bando, i candidati idonei non avevano maturato un "diritto quesito" all'assunzione. Pertanto, l'entrata in vigore di una nuova legge (ius superveniens) ha legittimamente bloccato la procedura per i posti non autorizzati, impedendo lo scorrimento della graduatoria.
Continua »
Progressione verticale: stop senza autorizzazione
La Corte di Cassazione ha negato il diritto alla progressione verticale a due dipendenti pubblici. Nonostante fossero risultati idonei in una selezione per 920 posti, l'Amministrazione aveva ricevuto autorizzazione solo per 460. La Corte ha stabilito che la mancanza dell'autorizzazione per i posti successivi e l'entrata in vigore di una nuova normativa (d.lgs. 150/2009) hanno impedito il sorgere di un diritto soggettivo all'inquadramento superiore, trattandosi di una mera aspettativa.
Continua »
Scorrimento graduatoria: no al diritto senza autorizzazione
La Corte di Cassazione ha negato il diritto allo scorrimento graduatoria e all'assunzione di alcuni dipendenti pubblici. La mancanza dell'autorizzazione governativa per i posti aggiuntivi e l'entrata in vigore di una nuova legge hanno impedito la maturazione di un diritto quesito, rendendo legittimo il diniego dell'amministrazione.
Continua »
Progressioni verticali: stop senza autorizzazione
La Corte di Cassazione ha negato il diritto all'inquadramento superiore a un gruppo di dipendenti pubblici in un caso di progressioni verticali. L'amministrazione aveva bandito 920 posti, ma l'autorizzazione era stata concessa solo per 460. La Corte ha stabilito che, in assenza di un'autorizzazione completa e a causa di una nuova legge (ius superveniens) che ha modificato le regole, i candidati idonei oltre il 460° posto non avevano maturato un diritto quesito all'assunzione, respingendo così il loro ricorso.
Continua »
Scorrimento graduatoria: no al diritto all’assunzione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2140/2024, ha rigettato il ricorso di alcuni dipendenti pubblici che chiedevano l'assunzione tramite lo scorrimento graduatoria. I giudici hanno stabilito che l'inserimento come 'idoneo' in una graduatoria non conferisce un diritto soggettivo all'assunzione, specialmente se manca l'autorizzazione preventiva per la copertura di tutti i posti e se interviene una nuova legge (ius superveniens) che modifica le regole di progressione di carriera prima dell'approvazione della graduatoria stessa.
Continua »
Progressione verticale: quando sorge il diritto?
Un dipendente pubblico, risultato idoneo in una procedura di progressione verticale, si è visto negare la promozione a causa di una nuova legge (ius superveniens) entrata in vigore prima del consolidamento del suo diritto. La Cassazione ha confermato che il diritto all'assunzione sorge solo con l'approvazione della graduatoria e la collocazione in posizione utile per un posto autorizzato, non con la mera idoneità.
Continua »
Lavoro extra dipendenti pubblici: Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni infermieri, dipendenti pubblici, sanzionati per aver svolto attività di volontariato extraziendale non autorizzata. L'attività era remunerata con un importo forfettario giornaliero. La Corte ha confermato la decisione di merito che qualificava tale importo come compenso, e non come rimborso spese, legittimando così le sanzioni disciplinari per la violazione del divieto di lavoro extra dipendenti pubblici. La decisione sottolinea che la semplice colpa, e non necessariamente il dolo, è sufficiente a giustificare la sanzione.
Continua »
Improcedibilità ricorso: sentenza incompleta e nullità
La Corte di Cassazione dichiara l'improcedibilità del ricorso di una ex dipendente pubblica. La causa è il mancato deposito della copia integrale della sentenza d'appello, un requisito formale ma essenziale per consentire alla Corte di valutare il caso. La decisione sottolinea come un errore procedurale possa precludere l'esame nel merito di una controversia, a prescindere dalle ragioni delle parti.
Continua »
Sanzione disciplinare e pubblicità online del codice
Un medico ha ricevuto una sanzione disciplinare di sei mesi di sospensione per non aver comunicato la positività di un test per la tubercolosi. L'operatore sanitario ha impugnato il provvedimento, contestando vizi procedurali, tra cui la mancata affissione fisica del codice disciplinare, pubblicato solo online. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che per i dipendenti pubblici la pubblicazione sul sito istituzionale dell'ente ha piena validità legale. È stato inoltre chiarito che il termine per contestare l'illecito decorre dalla piena conoscenza dei fatti da parte del datore di lavoro, non dal momento della loro commissione.
Continua »
Indennità posizione organizzativa: serve atto formale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni dipendenti universitari in servizio presso un'azienda ospedaliera, i quali richiedevano il pagamento dell'indennità posizione organizzativa. La Corte ha stabilito che tale indennità non è dovuta in assenza di un formale provvedimento scritto e motivato di istituzione della posizione e di conferimento dell'incarico da parte dell'amministrazione. Gli atti meramente preparatori non sono sufficienti a far sorgere il diritto, né è configurabile un risarcimento per perdita di chance se le posizioni non sono mai state formalmente create.
Continua »
Lavoro nullo PA: No a preavviso e perdita di chance
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1997/2024, ha stabilito che in caso di rapporto di lavoro nullo con la Pubblica Amministrazione, al lavoratore non spetta l'indennità di mancato preavviso. La tutela, ai sensi dell'art. 2126 c.c., è limitata alla retribuzione per il lavoro effettivamente prestato. Inoltre, è stata rigettata la domanda di risarcimento per perdita di chance, poiché non sufficientemente provata dal lavoratore.
Continua »
Danno da ritardo PA: il risarcimento per buona fede
Una recente ordinanza della Cassazione ha stabilito che la Pubblica Amministrazione è tenuta al risarcimento del danno quando la sua condotta, pur non integrando un errore "macroscopico", viola i principi di buona fede e correttezza. Il caso riguarda una dipendente pubblica che si è vista negare un incentivo all'esodo a causa di un diniego e di un ritardo ingiustificati da parte dell'ente. La Suprema Corte ha cassato la sentenza di merito, riconoscendo la possibilità di un risarcimento per il cosiddetto 'danno da ritardo PA', anche sotto forma di perdita di chance.
Continua »
Lavoro nullo PA: niente preavviso e danno da chance
Un giornalista ha lavorato per anni per una Pubblica Amministrazione con un rapporto di lavoro poi dichiarato subordinato ma nullo. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1996/2024, ha stabilito che in caso di lavoro nullo con la pubblica amministrazione, al lavoratore non spetta né l'indennità sostitutiva del preavviso né il risarcimento per perdita di chance, poiché la tutela dell'art. 2126 c.c. copre solo le prestazioni già eseguite.
Continua »