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d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater — Sezione Lavoro Civile

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Altri anni per d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater

Gratuità degli incarichi: stop ai compensi in enti locali
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8754/2024, ha respinto il ricorso di alcuni ex amministratori di un consorzio intercomunale che richiedevano il pagamento dei loro compensi. La Corte ha stabilito che la normativa introdotta nel 2010 ha sancito il principio della gratuità degli incarichi per gli amministratori di forme associative di enti locali, con l'obiettivo di ridurre la spesa pubblica. Questa regola speciale prevale su altre norme che prevedono una semplice riduzione dei compensi. La Corte ha anche chiarito importanti aspetti procedurali, come la validità della notifica dell'atto di impugnazione al difensore di un ente estintosi durante il processo, in applicazione del principio di ultrattività del mandato.
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Ricorso generico: inammissibile senza prove specifiche
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8676/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso generico presentato da alcuni lavoratori che chiedevano la riassunzione. Il motivo risiede nella mancata specificità delle censure: i ricorrenti non hanno trascritto le norme del CCNL che ritenevano violate né hanno indicato come e quando tale contratto fosse stato prodotto nei precedenti gradi di giudizio, violando così i principi procedurali essenziali per l'ammissibilità del ricorso.
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Indennità di esclusività: quando è negata al medico
Un medico, il cui rapporto di lavoro con una ASL era stato riconosciuto come subordinato, si è visto negare l'indennità di esclusività. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ritenendo che la violazione del patto di esclusività fosse stata adeguatamente provata in appello attraverso la discontinuità nella numerazione delle fatture, senza che vi fosse stata un'errata applicazione delle regole sull'onere della prova.
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Uso improprio carta carburante: quando è illegittimo?
Un'azienda di servizi ambientali licenzia un dipendente per uso improprio della carta carburante, contestando solo il disallineamento tra la carta e il veicolo usato. La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, dichiarando il licenziamento illegittimo. La sentenza stabilisce che il datore di lavoro è vincolato alla specificità della contestazione disciplinare e deve provare non solo il fatto, ma anche la sua gravità, tale da ledere il rapporto di fiducia, cosa non avvenuta nel caso di specie.
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Incarico dirigenziale medico: non è un diritto automatico
Un dirigente medico si è visto negare l'attribuzione di un incarico professionale di livello superiore dopo aver superato con valutazione positiva il primo quinquennio di servizio. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, stabilendo che l'assegnazione di un incarico dirigenziale medico non costituisce un diritto soggettivo automatico. La promozione è subordinata alla reale disponibilità di posti nell'organigramma aziendale, alla copertura finanziaria e al superamento di procedure selettive, come previsto dalla contrattazione collettiva.
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Perdita di chance: onere della prova per il risarcimento
Un dipendente ha citato in giudizio un'Azienda Sanitaria per non essere stato selezionato per un incarico direttivo, nonostante ritenesse di avere un curriculum migliore del candidato prescelto. La selezione era stata giudicata illegittima per difetto di motivazione. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha respinto la richiesta di risarcimento per perdita di chance, chiarendo che non è sufficiente dimostrare l'illegittimità della procedura. Il ricorrente ha l'onere di provare la concreta e significativa probabilità che avrebbe avuto di ottenere l'incarico, tenendo conto di tutti i criteri di valutazione dell'ente, non solo della comparazione dei curricula. Poiché tale prova non è stata fornita, il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Procura speciale Cassazione: requisiti di validità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un lavoratore contro un licenziamento a causa di vizi formali nella procura speciale cassazione. L'atto, redatto su foglio separato, era privo di data, luogo e riferimenti specifici al giudizio di legittimità, contenendo invece formule generiche adatte ai giudizi di merito. La decisione sottolinea il rigore formale necessario per adire la Suprema Corte.
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Nullità della domanda: quando la richiesta è nulla
Un dipendente pubblico ha citato in giudizio un'azienda sanitaria per differenze retributive legate al compenso di risultato. I tribunali di merito hanno respinto la sua richiesta a causa della nullità della domanda, poiché il ricorrente non aveva specificato i fatti costitutivi del suo diritto, ovvero il nesso diretto tra il fondo generale e il suo compenso individuale. Il procedimento si è concluso davanti alla Corte di Cassazione con una declaratoria di estinzione, a seguito della rinuncia al ricorso da parte del lavoratore stesso.
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Contratti stagionali: CCNL può ampliare le ipotesi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7727/2024, ha stabilito la legittimità di una successione di contratti a termine oltre il limite di 36 mesi, poiché l'attività lavorativa rientrava tra i contratti stagionali definiti dal CCNL di settore. La Corte ha confermato che la contrattazione collettiva ha il potere di individuare ulteriori attività stagionali rispetto a quelle già previste dal d.P.R. 1525/1963, respingendo il ricorso del lavoratore che ne chiedeva la conversione in rapporto a tempo indeterminato.
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Indennità di trasferta negata: quando è trasferimento
Un lavoratore richiedeva un'indennità di trasferta, ma la Corte d'Appello, e poi la Cassazione, hanno respinto la richiesta. La decisione si è basata sull'interpretazione di un ordine di servizio che configurava lo spostamento come un trasferimento definitivo e non una trasferta temporanea. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del lavoratore, poiché non contestava la ratio decidendi della sentenza d'appello, ovvero l'accertamento di fatto che si trattasse di un trasferimento, rendendo irrilevanti le norme sulla indennità di trasferta.
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Prescrizione amianto: quando inizia a decorrere?
Un lavoratore si è visto negare la rivalutazione dei contributi per esposizione ad amianto a causa della prescrizione. La Corte di Cassazione ha confermato che il termine di prescrizione amianto decorre non dal pensionamento, ma dal momento in cui il lavoratore dimostra consapevolezza dell'esposizione, presentando domanda di accertamento all'ente assicuratore. Questa ordinanza sottolinea l'importanza di agire tempestivamente.
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Mobilità docenti: preferenza o punteggio? La Cassazione
Una docente, assunta nell'ambito del piano straordinario, ha impugnato l'assegnazione a una sede non richiesta, sostenendo che il suo punteggio superiore le avrebbe dovuto garantire una delle sedi preferite. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo la legittimità della procedura di mobilità docenti che dava priorità all'ordine di preferenza espresso dai candidati rispetto al mero punteggio. La Corte ha chiarito che la creazione di graduatorie distinte per ciascuna preferenza, anziché un'unica graduatoria basata sul merito, era conforme al contratto collettivo e non violava i principi costituzionali, trattandosi di una procedura di mobilità interna e non di un concorso pubblico per l'assunzione.
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Legittimazione passiva PA: chi risponde dei contributi?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7291/2024, ha stabilito che la Regione non ha legittimazione passiva PA nelle cause per il riconoscimento del servizio pre-ruolo ai fini del TFR, intentate da lavoratori assunti da un Comune nell'ambito di leggi sull'occupazione giovanile. Anche se la Regione finanziava il progetto e ha disposto il successivo utilizzo dei lavoratori, il datore di lavoro formale resta il Comune. Di conseguenza, la domanda contro la Regione è stata rigettata.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se generico
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un ente previdenziale contro la sentenza che aveva accordato il ricalcolo della pensione a un ex lavoratore. Il motivo principale della decisione risiede nel difetto di specificità del ricorso: l'ente non ha fornito alla Corte gli elementi necessari per valutare le proprie censure, come la trascrizione di atti essenziali o conteggi alternativi. La sentenza di merito, che aveva stabilito la priorità della contribuzione effettiva su quella figurativa nel calcolo, viene quindi confermata indirettamente.
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Indennità sostitutiva ferie: quando non spetta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 7210/2024, ha negato il diritto all'indennità sostitutiva ferie a un dirigente medico che aveva il potere di programmare autonomamente i propri riposi. Secondo la Corte, se il lavoratore non dimostra che eccezionali necessità aziendali gli hanno impedito di godere delle ferie, la mancata fruizione è una sua libera scelta e non dà diritto a compensazione economica. L'onere della prova di tali impedimenti ricade interamente sul dirigente.
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Procura speciale cassazione: i requisiti di validità
Un lavoratore si vede dichiarare inammissibile il ricorso contro il fallimento del suo ex datore di lavoro per un credito da TFR. La Corte di Cassazione ha stabilito che la causa dell'inammissibilità risiede nella nullità della procura speciale cassazione, in quanto quella utilizzata era generica e non specificamente conferita per il giudizio di legittimità, mancando dei requisiti essenziali richiesti dalla legge.
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Applicazione CCNL: la scelta vincolante del datore
La Corte di Cassazione ha stabilito che la costante e reiterata applicazione di un determinato Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) a centinaia di dipendenti costituisce un comportamento concludente che vincola l'azienda. Di conseguenza, l'impresa è obbligata a garantire la stessa applicazione CCNL anche ai nuovi assunti che ne facciano richiesta, a prescindere dalla corrispondenza tra le mansioni specifiche e la sfera di applicazione letterale del contratto. La scelta volontaria e di fatto del datore prevale sul criterio merceologico dell'attività effettivamente svolta.
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Plusorario medico: quando è base imponibile?
Un medico ha citato in giudizio il proprio datore di lavoro, una struttura sanitaria, per l'omesso versamento dei contributi previdenziali sul compenso percepito per il lavoro in 'plusorario'. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7212/2024, ha stabilito che il compenso per il plusorario medico, essendo strettamente connesso al rapporto di lavoro subordinato, rientra a pieno titolo nell'imponibile previdenziale. La Corte ha rigettato le argomentazioni dell'ospedale, che sosteneva la natura autonoma di tali prestazioni, e ha cassato con rinvio la sentenza d'appello per non essersi pronunciata sulla domanda di risarcimento per il futuro danno pensionistico.
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Inquadramento dirigenti sanitari: la Cassazione decide
Un gruppo di manager sanitari, trasferiti dal Servizio Sanitario Nazionale al Ministero della Salute, ha contestato il proprio inquadramento professionale, ritenendolo una demotivazione. Essi sostenevano che il loro ruolo precedente fosse equivalente a quello dei dirigenti di seconda fascia del Ministero. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che, in caso di trasferimento tra amministrazioni pubbliche, il dipendente è soggetto al quadro normativo e contrattuale dell'ente ricevente. La Corte ha sottolineato che la posizione di dirigente di seconda fascia richiede il superamento di uno specifico concorso pubblico, che gli appellanti non avevano sostenuto, legittimando così il loro specifico inquadramento dirigenti sanitari.
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Riclassificazione previdenziale: i limiti alla retroattività
Una lavoratrice si è vista negare l'indennità di disoccupazione agricola perché l'azienda per cui lavorava aveva subito una riclassificazione previdenziale da agricola a industriale. La Corte di Cassazione ha stabilito che la riclassificazione non è retroattiva, poiché non derivava da dichiarazioni iniziali inesatte del datore di lavoro, ma da un successivo mutamento dell'attività. Pertanto, la lavoratrice aveva diritto alle prestazioni maturate sotto il precedente inquadramento.
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