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d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater — Anno 2025

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1092 provvedimenti

Altri anni per d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater

Raggruppamento temporaneo di imprese e tributi locali
La Corte di Cassazione ha stabilito la legittimità di un avviso di accertamento per tributi locali emesso da un raggruppamento temporaneo di imprese (RTI). La sentenza chiarisce che non è necessaria l'iscrizione all'albo ministeriale per tutte le società facenti parte dell'RTI, ma solo per quelle che svolgono le attività principali di accertamento e riscossione. Il ricorso della società contribuente, basato anche sulla presunta violazione del contraddittorio preventivo e sulla decadenza, è stato interamente rigettato.
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Agevolazioni prima casa: onere della prova e idoneità
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro la revoca delle agevolazioni prima casa. La Corte ha confermato che l'onere di provare l'inidoneità abitativa di altri immobili posseduti grava esclusivamente sul contribuente. La valutazione fattuale dei giudici di merito sull'assenza di tale prova non è sindacabile in sede di legittimità, consolidando così la decisione dell'Agenzia delle Entrate.
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Obbligazione contributiva: la prova e la prescrizione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro due cartelle esattoriali per contributi non versati. La Corte ha ribadito il principio di indisponibilità dell'obbligazione contributiva, affermando che l'ente previdenziale non può rinunciare a un credito, anche se erroneamente lo ha ritenuto prescritto. Inoltre, ha chiarito le regole sulla ripartizione dell'onere della prova e sul valore probatorio dei verbali ispettivi.
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Rimborso IVA: il dies a quo per la decadenza
Una società di telecomunicazioni ha richiesto un rimborso IVA per un'imposta versata in eccesso, ma l'istanza è stata respinta per tardività. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, chiarendo che il termine di decadenza biennale per il rimborso IVA decorre non dalla data di rendicontazione finale di un progetto, ma dal momento in cui il contribuente ha potuto concretamente accertare il versamento indebito, ovvero dalla ricezione della fattura del subappaltatore con aliquota agevolata. La parola chiave è rimborso IVA.
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Rimborso IVA tardivo: la Cassazione sui termini
Una società di infrastrutture ha richiesto un rimborso per l'IVA versata in eccesso, ma l'istanza è stata considerata un rimborso IVA tardivo. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che il termine di decadenza applicabile è quello biennale previsto dall'art. 21 del D.Lgs. 546/1992. Il termine decorre dal momento in cui il contribuente ha la possibilità di accertare l'errore, ovvero dalla ricezione delle fatture del subappaltatore con l'aliquota corretta, e non da scadenze successive legate alla rendicontazione del progetto.
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Rinuncia al ricorso: effetti della definizione agevolata
Un contribuente ha impugnato un pignoramento presso terzi, per poi aderire a una definizione agevolata per una parte delle cartelle esattoriali contestate. Sosteneva che l'intera causa dovesse essere estinta per cessato interesse ad agire. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che la cessazione della materia del contendere opera solo per le specifiche pretese oggetto di definizione agevolata. Per l'estinzione totale del giudizio è necessaria una formale rinuncia al ricorso, comunicata e accettata dalla controparte, che in questo caso mancava.
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Termine ricorso cassazione e comunicazione integrale
Un lavoratore impugna il proprio licenziamento fino alla Corte di Cassazione. Il ricorso viene però dichiarato inammissibile perché tardivo. La Corte Suprema chiarisce che il termine ricorso cassazione di 60 giorni decorre dalla data in cui la sentenza d'appello viene comunicata via PEC dall'ufficio giudiziario, basandosi sull'attestazione della cancelleria. Viene rigettata la tesi del ricorrente secondo cui la comunicazione non sarebbe stata in forma integrale, poiché la legge presume che la comunicazione contenga il testo completo del provvedimento.
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Prescrizione lavoro carcerario: quando decorre?
Un detenuto ha richiesto il pagamento di differenze retributive per il lavoro svolto in carcere. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla prescrizione lavoro carcerario: il termine non inizia a decorrere alla fine di ogni singola mansione, ma solo alla cessazione definitiva dell'intero rapporto di lavoro, che va considerato come unico e continuativo. Di conseguenza, la richiesta del lavoratore è stata accolta.
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Indebito arricchimento PA: la prova dell’utilità
Un consulente ha agito in giudizio contro un Ente Regionale per ottenere il pagamento di prestazioni svolte senza un contratto formale. In subordine, ha richiesto un indennizzo per indebito arricchimento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei gradi precedenti. La Corte ha sottolineato che, nell'azione di indebito arricchimento, è onere del creditore dimostrare non solo di aver eseguito una prestazione, ma anche l'effettiva 'utilitas', ovvero il vantaggio concreto, che la Pubblica Amministrazione ne ha tratto. La semplice esecuzione dell'attività non è sufficiente a fondare il diritto all'indennizzo.
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Notifica cartella esattoriale: la Cassazione conferma
Un contribuente ha impugnato in Cassazione la validità della notifica di una cartella esattoriale ricevuta via posta, sostenendo anche l'avvenuta prescrizione del debito. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, confermando la piena validità della notifica della cartella esattoriale effettuata tramite raccomandata diretta dall'Agente della Riscossione e ribadendo che il termine di prescrizione per i principali tributi erariali (IRPEF, IRAP, IVA) è di dieci anni.
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Responsabilità del custode: quando la colpa esclude il risarcimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito i limiti della responsabilità del custode di una strada in caso di incidente mortale. Il ricorso dei familiari di un automobilista, deceduto a seguito di uno scontro con un mezzo d'opera, è stato respinto. La Corte ha stabilito che la condotta anomala e imprevedibile della vittima, come una grave disattenzione o un malore, può integrare un "caso fortuito" che interrompe il nesso causale tra la cosa in custodia e l'evento, esonerando così l'ente gestore da ogni responsabilità, anche in presenza di presunte carenze nella segnaletica del cantiere.
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Rinnovazione Trascrizione Pignoramento: Stop Esecuzione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15241/2025, ha stabilito che la mancata rinnovazione della trascrizione del pignoramento entro 20 anni comporta l'improseguibilità dell'esecuzione immobiliare. Questa regola vale anche se il processo è stato sospeso o se vi è stata un'aggiudicazione provvisoria del bene. La sentenza sottolinea come la rinnovazione trascrizione pignoramento sia un onere inderogabile per il creditore, finalizzato a garantire la pubblicità e la certezza dei traffici giuridici immobiliari, la cui omissione determina l'estinzione dell'intera procedura.
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Polizze linked: la Cassazione conferma la nullità
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una compagnia assicurativa, confermando la nullità di una polizza linked. La Corte ha ribadito che, se il rischio finanziario grava interamente sul cliente senza garanzia del capitale, il contratto si qualifica come prodotto finanziario e deve rispettare le norme del Testo Unico della Finanza (TUF), pena la nullità.
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Comunicazione ENEA: tardiva non fa perdere il bonus
Una società a responsabilità limitata si è vista negare una detrazione fiscale per lavori di efficientamento energetico a causa di una tardiva comunicazione ENEA. La Corte di Cassazione, confermando le sentenze precedenti, ha respinto il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria. È stato stabilito che questo adempimento ha uno scopo statistico e il suo ritardo, in assenza di una specifica previsione di legge, non comporta la perdita del beneficio fiscale.
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Comunicazione ENEA: tardiva non preclude la detrazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15212/2025, ha stabilito che la tardiva trasmissione della comunicazione all'ENEA non comporta la decadenza dal diritto alla detrazione fiscale per le spese di riqualificazione energetica. L'Agenzia delle Entrate aveva negato il beneficio a una società a causa di tale ritardo. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, confermando le decisioni dei giudici di merito. La motivazione principale è che l'obbligo di comunicazione ha finalità puramente statistiche e di monitoraggio, e non esiste una norma di legge che preveda esplicitamente la perdita del bonus in caso di invio tardivo. Questa decisione consolida un orientamento favorevole al contribuente.
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Motivazione per relationem: la nullità della sentenza
Una contribuente veniva sanzionata per l'omessa compilazione del quadro RW relativo a capitali detenuti all'estero. La Commissione Tributaria Regionale confermava la decisione di primo grado con una motivazione per relationem. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso incidentale dell'Agenzia delle Entrate, ha annullato la sentenza d'appello, giudicandola nulla. La Corte ha stabilito che una motivazione per relationem è illegittima se non dimostra una valutazione critica e autonoma dei motivi d'appello, limitandosi a un mero rinvio alla sentenza precedente. Il ricorso principale della contribuente è stato invece rigettato.
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Soccombenza virtuale: chi paga le spese processuali?
Una società di trasporti non rispetta un'ordinanza cautelare che le imponeva di liberare due garanti da un debito bancario entro un termine. Le garanti avviano l'esecuzione forzata e la società si oppone. Sebbene la questione si risolva, la Corte di Cassazione applica il principio di soccombenza virtuale, condannando la società al pagamento delle spese legali perché, al momento dell'avvio dell'esecuzione, era inadempiente e quindi avrebbe perso la causa.
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Definizione agevolata: sì alla definizione parziale
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contribuente può avvalersi della definizione agevolata anche solo per una parte delle sanzioni irrogate con un unico atto, senza essere obbligato a definire la totalità delle contestazioni. Il caso riguardava una società che aveva definito le sole sanzioni in materia di IVA, escludendo quelle per omesso versamento di ritenute, non ammesse al beneficio. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, confermando la legittimità della definizione agevolata parziale e sottolineando l'inammissibilità del ricorso per mancata contestazione di tutte le ragioni della decisione di merito.
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Usura Finanziamento: Costi Assicurativi nel TAEG
La Corte di Cassazione ha stabilito che i costi delle polizze assicurative, se stipulate contestualmente al contratto di finanziamento, devono essere inclusi nel calcolo del Tasso Annuo Effettivo Globale (TAEG) per verificare il superamento del tasso soglia di usura. La Corte ha rigettato il ricorso di una società finanziaria, confermando che la legge penale sull'usura prevale su eventuali diverse istruzioni amministrative della Banca d'Italia. Il caso di usura finanziamento è stato quindi confermato, ribadendo il principio di onnicomprensività di tutti gli oneri legati all'erogazione del credito.
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Cessione in blocco: onere della prova del credito
La Corte di Cassazione chiarisce l'onere della prova nella cessione in blocco di crediti bancari. La semplice pubblicazione in Gazzetta Ufficiale non basta a dimostrare l'avvenuto trasferimento di uno specifico contratto. È la banca cedente che, per negare la propria titolarità, deve provare l'inclusione del singolo rapporto nell'operazione. La Corte ribadisce inoltre l'applicazione della normativa antiusura anche agli interessi di mora, dichiarando inammissibile il ricorso dell'istituto di credito.
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