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d.p.r. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater — Anno 2025

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487 provvedimenti

Altri anni per d.p.r. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater

Comunicazione ENEA: omessa non toglie la detrazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'omessa comunicazione all'ENEA della conclusione dei lavori di riqualificazione energetica non comporta la decadenza dal diritto alla detrazione fiscale. Secondo la Corte, tale adempimento ha una finalità meramente statistica e non costituisce un requisito sostanziale per l'accesso al beneficio, a condizione che il contribuente abbia documentato l'effettivo sostenimento delle spese e la conformità degli interventi.
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Detrazione riqualificazione energetica: ENEA e revoca
Una società si è vista negare la detrazione per riqualificazione energetica a causa della mancata comunicazione dei lavori all'ENEA. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale omissione non comporta la decadenza dal beneficio fiscale. Secondo la Corte, la comunicazione ha finalità puramente statistiche e di monitoraggio. La legge non prevede espressamente la perdita del bonus per questa mancanza, pertanto i requisiti sostanziali, come l'effettivo sostenimento delle spese e le certificazioni tecniche, sono sufficienti per ottenere la detrazione.
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Onere della prova conto corrente: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12487/2025, si è pronunciata sull'onere della prova in un contenzioso bancario. Il caso riguardava la richiesta di un correntista di ricalcolare il saldo di un conto per addebiti illegittimi e la contrapposta domanda riconvenzionale della banca per il pagamento del saldo debitore. In assenza di una documentazione completa degli estratti conto, la Corte ha confermato la legittimità dell'applicazione del criterio del 'saldo zero', facendo partire il ricalcolo da zero alla data del primo estratto conto disponibile. La sentenza chiarisce che, in presenza di domande incrociate, l'onere della prova conto corrente grava su entrambe le parti, impedendo alla banca di far valere un saldo debitore iniziale di cui non può dimostrare la formazione.
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Polizze unit linked: quando prevale la finanza
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un avviso di accertamento emesso nei confronti di una compagnia assicurativa, stabilendo che i contratti di riassicurazione collegati a polizze unit linked avevano una natura prevalentemente finanziaria e non assicurativa. Di conseguenza, le somme corrisposte ai riassicuratori sono state qualificate come interessi passivi, indeducibili ai fini IRAP e soggetti a ritenuta alla fonte. La Corte ha ritenuto marginale la componente di rischio demografico rispetto a quella di investimento, giustificando così la riqualificazione operata dall'Agenzia delle Entrate.
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Promessa di pagamento: onere della prova del creditore
Una società immobiliare otteneva un decreto ingiuntivo basato su un assegno impagato, emesso per lavori edili extra. La debitrice si opponeva, negando l'esecuzione delle opere. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione d'appello che revocava l'ingiunzione. Sebbene l'assegno costituisca una promessa di pagamento con inversione dell'onere probatorio, nel giudizio di opposizione il creditore, che è attore in senso sostanziale, deve comunque dimostrare i fatti costitutivi della propria pretesa (in questo caso, l'avvenuta esecuzione dei lavori) quando questi sono specificamente contestati dalla controparte.
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Interessi su rimborso aggio: La Cassazione chiarisce
Un istituto bancario ottiene un rimborso per imposte versate in eccesso. L'Agenzia Fiscale calcola gli interessi solo sulla quota del tributo, escludendo l'aggio di riscossione. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12913/2025, ha stabilito che gli interessi su rimborso aggio sono dovuti, in quanto l'aggio, pur non essendo un tributo, ha una natura "funzionalmente tributaria" e deve essere incluso nel calcolo per garantire il pieno ripristino patrimoniale del contribuente.
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Credito d’imposta Mezzogiorno: sentenza nulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello per 'motivazione apparente' in un caso relativo al credito d'imposta Mezzogiorno. La controversia riguardava l'ammissibilità di alcuni investimenti e la corretta qualificazione del credito utilizzato. La Corte ha chiarito che anche i beni d'arredo possono essere agevolabili se strumentali all'attività e ha confermato la sanzione più lieve per credito 'non spettante' anziché 'inesistente'.
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Responsabilità solidale appaltante: il caso deciso
Un consorzio autostradale è stato ritenuto responsabile in solido con l'impresa appaltatrice per i danni a una proprietà privata. La Cassazione ha confermato la responsabilità solidale appaltante a causa di vizi progettuali e ha chiarito che l'onere di provare l'estinzione di un giudizio interruttivo della prescrizione grava su chi eccepisce la prescrizione stessa.
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Improcedibilità del ricorso: notifica mancante
Una disputa condominiale per danni a un lastrico solare arriva in Cassazione. La Corte dichiara l'improcedibilità del ricorso perché il ricorrente non ha depositato la prova completa della notifica telematica della sentenza d'appello, violando un requisito procedurale essenziale.
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Soccombenza virtuale: appello inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un ente locale contro la condanna al pagamento delle spese legali basata sul principio di soccombenza virtuale. La lite, nata per il mancato pagamento di fondi per servizi sociali, si era conclusa in appello con una declaratoria di cessata materia del contendere. La Suprema Corte ha stabilito che i motivi di ricorso costituivano un tentativo non consentito di riesaminare i fatti e le prove, attività preclusa nel giudizio di legittimità, ribadendo che la valutazione sulla soccombenza virtuale spetta al giudice di merito.
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Motivazione classamento catastale: la Cassazione decide
Una contribuente ha richiesto la modifica del classamento catastale del proprio immobile da A/1 (signorile) a A/2 (civile) tramite procedura DOCFA. L'Agenzia delle Entrate ha respinto la richiesta, ripristinando la classificazione originaria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della contribuente, chiarendo i criteri sulla sufficienza della motivazione classamento catastale. La Corte ha stabilito che, in assenza di contestazione sui fatti presentati dal contribuente, l'Agenzia non è tenuta a una motivazione analitica, essendo sufficiente l'indicazione dei dati oggettivi e della classe attribuita, soprattutto quando si tratta del ripristino di una classificazione precedente.
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Classamento Catastale: Prova e Motivazione per l’A/1
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate in un caso di classamento catastale. La decisione sottolinea che per classificare un immobile in categoria A/1 ('signorile') non basta la sua ubicazione in una zona di pregio, ma l'amministrazione finanziaria deve fornire una motivazione specifica e provare concretamente la presenza di caratteristiche costruttive superiori. Il ricorso è stato respinto perché l'Agenzia non ha contestato efficacemente la ratio decidendi della sentenza precedente, basata proprio sulla carenza di prova e di motivazione dell'atto di accertamento.
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Tasso leasing: calcolo e trasparenza contrattuale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro un istituto finanziario, confermando la legittimità del metodo di calcolo del canone di leasing. La Corte ha stabilito che il prezzo di riscatto, sebbene sia un'opzione, è una componente essenziale per determinare il tasso leasing, che rappresenta il costo complessivo dell'operazione e non un mero tasso di interesse. È stata inoltre respinta la richiesta di applicare sanzioni per mancanza di trasparenza, poiché, nonostante una certa opacità, gli elementi per determinare il costo effettivo erano presenti nel contratto.
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Accertamento presuntivo TARI per mancata visita
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'amministrazione comunale può legittimamente procedere a un accertamento presuntivo TARI basato su presunzioni semplici, come rilievi aerofotogrammetrici, qualora il contribuente ostacoli o neghi l'accesso ai locali per le verifiche fiscali. Il caso riguardava una società balneare che contestava un avviso di accertamento per gli anni 2017 e 2018. La Corte ha respinto tutti i motivi di ricorso, confermando che la mancata collaborazione del contribuente giustifica il ricorso a metodi di accertamento induttivo da parte dell'ente impositore, senza la necessità di un preventivo invito formale a esibire documenti.
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Decadenza accertamento tributi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Comune, confermando l'illegittimità di un avviso di accertamento per la tassa sui rifiuti (TARES) relativo al 2013. Il punto centrale della decisione è la decadenza accertamento tributi locali. La Corte ha stabilito che l'atto, notificato nel 2019, era tardivo, poiché il termine quinquennale previsto dalla legge scadeva il 31 dicembre 2018. Per le occupazioni preesistenti all'inizio dell'anno d'imposta, il calcolo del termine di cinque anni decorre dall'anno stesso, rendendo nullo ogni accertamento notificato oltre tale scadenza.
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Attestazione concordato: la Cassazione e la veridicità
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di una proposta di concordato preventivo a causa di un'attestazione professionale ritenuta incompleta e inaffidabile. L'ordinanza sottolinea che l'attestazione è un requisito fondamentale, la cui carenza non può essere sanata successivamente. Sono state riscontrate omissioni e errori significativi riguardanti i debiti verso i dipendenti, la valutazione dei crediti e la sostenibilità dei flussi di cassa, vizi che hanno compromesso la capacità dei creditori di esprimere un consenso informato. La decisione ribadisce il rigore con cui deve essere redatta l'attestazione concordato preventivo, quale perno dell'intera procedura.
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Indennità di funzione dimezzata: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'indennità di funzione per un sindaco che sia anche lavoratore dipendente e non abbia richiesto l'aspettativa deve essere obbligatoriamente dimezzata. Questa riduzione, definita indennità di funzione dimezzata, deriva direttamente dalla legge (art. 82 TUEL) e non necessita di una specifica delibera comunale per essere applicata. Di conseguenza, un ex sindaco è stato condannato a restituire le somme percepite in eccesso, poiché la norma opera automaticamente.
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Clausola compromissoria e P.A.: la Cassazione decide
Un'ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema della clausola compromissoria nei contratti di concessione pubblica. La Corte ha stabilito che le controversie relative al risarcimento danni per inadempimenti contrattuali della Pubblica Amministrazione, come il ritardo nell'attivazione di servizi, rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario e sono quindi devolvibili ad arbitri. La pronuncia conferma anche la validità di una clausola compromissoria che attribuisce la facoltà di adire il giudice statale solo a una delle parti, qualificandola come patto di opzione.
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Acquisto alloggio popolare: diritto eredi e requisiti
La Corte di Cassazione nega il diritto di un erede a completare l'acquisto di un alloggio popolare. La sentenza chiarisce che il diritto all'acquisto non è automaticamente ereditario. L'erede deve possedere personalmente tutti i requisiti di legge, incluso il pagamento effettivo del prezzo, al momento della stipula. La mancata dimostrazione di tali requisiti, in particolare il pagamento, preclude il trasferimento della proprietà, rendendo infondata la pretesa dell'erede sull'acquisto alloggio popolare.
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Diniego di rimborso: quando l’atto è impugnabile?
La Corte di Cassazione ha stabilito che una comunicazione dell'Amministrazione Finanziaria non può essere considerata un diniego di rimborso definitivo se omette di indicare i termini e le modalità per l'impugnazione. Nel caso esaminato, una società bancaria aveva richiesto un rimborso d'imposta e l'Agenzia aveva risposto con una nota che negava una specifica modalità di pagamento. La Corte ha ritenuto che tale nota non fosse un atto impugnabile idoneo a far decorrere i termini di decadenza, in quanto priva dei requisiti formali essenziali e perché non negava il diritto al rimborso in sé, ma solo una sua modalità di esecuzione.
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