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d.p.r. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater — Anno 2025

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487 provvedimenti

Altri anni per d.p.r. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater

Iscrizione a ruolo: la cartella non basta come prova
Una società contesta una cartella di pagamento per omessi versamenti del 1996, eccependo la decadenza. La Cassazione chiarisce che per provare la tempestività dell'iscrizione a ruolo non è sufficiente la data indicata sulla cartella esattoriale, in quanto non è un atto pubblico fidefacente per i dati forniti dall'ente impositore. Il ricorso dell'Amministrazione finanziaria viene rigettato.
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Operazioni inesistenti: come difendersi dall’Agenzia
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di una società a responsabilità limitata e del suo socio contro un avviso di accertamento per operazioni inesistenti. I ricorrenti sostenevano la litispendenza, dato che un precedente accertamento era stato annullato in autotutela. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che l'emissione di un nuovo avviso di accertamento non genera litispendenza. Inoltre, ha ribadito che in caso di contestazione di operazioni inesistenti, l'onere di provare l'effettività delle transazioni commerciali ricade sul contribuente, che non può limitarsi a produrre la sola documentazione contabile.
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Classificazione catastale aerogeneratori: D/1 confermata
Una società di energia rinnovabile ha contestato la classificazione dei suoi aerogeneratori nella categoria catastale D/1 (opifici), sostenendo che dovessero rientrare nella categoria E (immobili a destinazione particolare). La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la corretta classificazione catastale degli aerogeneratori in D/1. Secondo la Corte, i parchi eolici, essendo impianti industriali per la produzione di energia, non possono essere assimilati a immobili di interesse pubblico, indipendentemente dalla loro utilità sociale. L'ordinanza chiarisce anche che la valutazione deve includere tutte le componenti essenziali al funzionamento dell'impianto.
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Classamento catastale parchi eolici: la Cassazione
Una società di energie rinnovabili ha impugnato l'avviso dell'Agenzia delle Entrate che riclassificava i suoi aerogeneratori in categoria catastale D/1. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando il corretto classamento catastale dei parchi eolici come 'opifici' (D/1) e non come immobili a destinazione particolare (categoria E). La Corte ha ribadito che la natura industriale dell'impianto prevale sulla sua finalità di pubblica utilità ai fini catastali, consolidando un orientamento giurisprudenziale costante.
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Residenza fiscale fittizia: la prova contraria
La Corte di Cassazione chiarisce che la residenza fiscale di un cittadino italiano non si basa solo su prove formali come l'iscrizione all'A.I.R.E. Nel caso esaminato, un contribuente residente a Monaco è stato considerato fiscalmente residente in Italia, poiché il Fisco ha dimostrato, con prove fattuali come intercettazioni e pedinamenti, che il centro della sua vita affettiva e familiare era in Italia. La Corte ha ritenuto insufficienti i documenti formali a superare la presunzione legale di residenza fiscale in Italia.
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Esterovestizione societaria: tassazione in Italia
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della tassazione in Italia di una plusvalenza realizzata da una società con sede legale in Lussemburgo. I giudici hanno ritenuto provata l'esterovestizione societaria, in quanto la sede dell'amministrazione e l'oggetto principale dell'attività erano di fatto situati in Italia, rendendo la società fiscalmente residente nel nostro Paese. La Corte ha stabilito che la presunzione di residenza fiscale non era stata superata dalle prove fornite dalla società, rigettando così i ricorsi della contribuente.
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Transfer pricing: onere della prova e scelta del metodo
La Corte di Cassazione respinge il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria in un caso di transfer pricing, confermando che spetta all'Ufficio provare che le transazioni infragruppo avvengono a prezzi non di mercato. La Corte ha validato la decisione dei giudici di merito di rigettare il metodo di calcolo proposto dal Fisco (TNMM), a causa di carenze nell'analisi, ribadendo la preferenza per metodi più diretti come il CUP (Comparable Uncontrolled Price) quando applicabili.
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Legittimazione avvocato patrocinio: chi si oppone?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un avvocato che contestava l'importo delle spese legali liquidate in un caso di patrocinio a spese dello Stato. La sentenza chiarisce un principio fondamentale sulla legittimazione avvocato patrocinio: solo la parte assistita, e non il suo difensore in proprio, ha il diritto di opporsi al provvedimento di liquidazione. Il legale deve percorrere altre vie per tutelare il proprio diritto al compenso.
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Anatocismo mutuo: la Cassazione esclude l’illegalità
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cliente contro un istituto di credito, confermando la legittimità del piano di ammortamento 'alla francese'. La Corte ha stabilito che tale metodo non genera anatocismo mutuo e ha ribadito la validità delle Istruzioni della Banca d'Italia per il calcolo del tasso di usura sugli interessi di mora, escludendo l'obbligo per il giudice di disporre una CTU per l'accertamento.
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Notifica PEC: quando si perfeziona? La Cassazione
Un utente ha impugnato una decisione sostenendo di non aver ricevuto la notifica PEC della sentenza. La Corte d'Appello ha dichiarato l'appello inammissibile perché tardivo. La Corte di Cassazione ha confermato, stabilendo che la generazione della ricevuta di avvenuta consegna (RdAC) è prova sufficiente del perfezionamento della notifica PEC, rendendo l'appello definitivamente tardivo.
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Simulazione fiscale: assegno di mantenimento mascherato
La Corte di Cassazione ha confermato un accertamento fiscale per simulazione fiscale, ritenendo che pagamenti periodici, formalmente legati a una cessione di quote societarie tra ex coniugi, costituissero in realtà un assegno di mantenimento dissimulato. La decisione si è basata su prove presuntive, come un protocollo d'intesa non firmato e la corrispondenza esatta tra gli importi, ritenute sufficienti a superare le giustificazioni della contribuente.
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Rigetto istanza fallimento: non è giudicato definitivo
Una società di costruzioni, dichiarata fallita, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo che un precedente rigetto istanza fallimento avrebbe dovuto impedire una nuova azione. La Corte ha respinto il ricorso, chiarendo che tale rigetto non costituisce giudicato definitivo. Un creditore può quindi ripresentare l'istanza se basata su nuovi elementi, come un ulteriore credito che fa superare la soglia di legge.
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Remunerazione medici specializzandi: no retroattività
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano una remunerazione più elevata, basata su leggi entrate in vigore dopo il loro periodo di formazione. La Corte ha stabilito che la normativa precedente (D.Lgs. 257/1991) era già conforme al diritto europeo sulla 'remunerazione adeguata' e che le modifiche successive, più vantaggiose, non possono essere applicate retroattivamente. È stato respinto anche il diritto all'adeguamento della borsa di studio, confermando la legittimità del blocco normativo attuato per ragioni di finanza pubblica.
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Remunerazione medici specializzandi: no retroattività
Un gruppo di medici specializzandi ha richiesto un adeguamento della propria remunerazione, invocando l'applicazione retroattiva di una legge più favorevole successiva al loro periodo di formazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la normativa precedente (D.Lgs. 257/1991) costituiva già un'adeguata attuazione delle direttive europee sulla remunerazione medici specializzandi. La Corte ha chiarito che la legge successiva (D.Lgs. 368/1999) rappresenta una scelta discrezionale del legislatore e non può essere applicata a periodi antecedenti la sua entrata in vigore. È stata inoltre negata la richiesta di indicizzazione della borsa di studio, in linea con la giurisprudenza consolidata.
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Nuova procura speciale: inammissibilità del ricorso
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'impresa edile perché il suo legale non era munito di una nuova procura speciale per richiedere la decisione nel merito dopo la proposta di definizione accelerata. La Corte ha ribadito che la procura originaria non è sufficiente, essendo necessario un mandato specifico e successivo per questo atto, a garanzia della volontà consapevole del cliente di proseguire il giudizio.
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Compenso medici specializzandi: no a rivalutazioni
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che richiedevano un adeguamento del loro compenso per i corsi frequentati prima dell'anno accademico 2006-2007. I giudici hanno stabilito che la normativa nazionale preesistente era già conforme alle direttive europee sull'adeguata remunerazione e che la successiva legge più favorevole non doveva essere applicata retroattivamente, rientrando nella discrezionalità del legislatore. È stato inoltre respinto il diritto alla rivalutazione triennale della borsa di studio, confermando la legittimità del blocco degli incrementi per esigenze di spesa pubblica. La decisione si allinea a una giurisprudenza ormai consolidata sul tema del compenso medici specializzandi.
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Remunerazione medici specializzandi: no a pagamenti extra
Un gruppo di medici specializzati prima dell'anno accademico 2006/2007 ha richiesto l'applicazione retroattiva della remunerazione più elevata introdotta da una legge del 1999. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la legislazione precedente (D.Lgs. 257/1991) era già conforme alle direttive europee che richiedevano una remunerazione adeguata. L'aumento successivo è stato una scelta discrezionale del legislatore e non un obbligo di correzione, pertanto non ha effetto retroattivo. Il caso chiarisce i limiti del diritto alla remunerazione per i medici specializzandi formati sotto il vecchio regime.
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Cessione crediti in blocco: la prova in giudizio
Una società veicolo, intervenuta in un giudizio di opposizione a precetto in qualità di cessionaria di un credito bancario, si vede negare la legittimazione dalla Corte d'Appello per mancata prova della cessione. La Corte di Cassazione interviene chiarendo i requisiti probatori per la cessione crediti in blocco, specificando che l'iscrizione nel Registro delle Imprese non è necessaria. Tuttavia, il ricorso viene rigettato per altre ragioni procedurali legate al difetto di autosufficienza.
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Gestione Antieconomica: quando il Fisco può intervenire
Una società di ospitalità alberghiera con finalità solidaristiche, che dichiarava perdite per anni, è stata sottoposta ad accertamento per gestione antieconomica. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'azione del Fisco, stabilendo che le perdite reiterate costituiscono una presunzione grave, precisa e concordante di inattendibilità delle dichiarazioni, pur riconoscendo che le finalità sociali possono giustificare una riduzione del reddito accertato.
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Vittime del dovere: lo status è imprescrittibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2664/2025, ha stabilito un principio fondamentale per le vittime del dovere. Il diritto al riconoscimento dello status di "vittima del dovere" è imprescrittibile, in quanto si tratta di una condizione personale permanente. Tuttavia, i singoli ratei dei benefici economici che derivano da tale status sono soggetti alla prescrizione decennale. La Corte ha respinto il ricorso di un'Amministrazione statale che sosteneva la prescrizione totale del diritto, confermando le decisioni dei giudici di merito favorevoli a un dipendente pubblico.
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