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Art. 91 Codice di Procedura Civile — Sezione Seconda Civile

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1408 provvedimenti

Altri anni per Art. 91 Codice di Procedura Civile

Spese ATP: chi paga? La Cassazione chiarisce la regola
Una società era stata erroneamente condannata a pagare i costi di un Accertamento Tecnico Preventivo da essa non richiesto. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che le spese ATP devono essere anticipate dalla parte che avvia il procedimento, a prescindere da una valutazione preliminare sulla colpa. La ripartizione finale dei costi avverrà solo nell'eventuale successivo giudizio di merito.
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Ricorribilità in Cassazione: il caso dell’eredità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un erede contro l'ordinanza del Tribunale che approvava il rendiconto del curatore di un'eredità giacente. La Corte ha chiarito che tali provvedimenti, rientrando nella volontaria giurisdizione, mancano dei requisiti di decisorietà e definitività necessari per la ricorribilità in Cassazione ai sensi dell'art. 111 Cost., in quanto non risolvono in modo definitivo una controversia su diritti soggettivi.
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Azione di simulazione legittimario: la prova libera
Una figlia agisce con un'azione di simulazione legittimario contro la zia, sostenendo che la vendita di un immobile da parte del padre defunto fosse una donazione dissimulata. La Corte di Cassazione chiarisce che il legittimario, agendo per tutelare la propria quota di riserva lesa, è considerato terzo rispetto all'atto e può quindi fornire la prova della simulazione senza limiti, avvalendosi anche di testimoni e presunzioni.
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Mediazione atipica: obbligo di iscrizione all’albo
Una società incarica un professionista di cercare immobili, promettendogli una provvigione. L'affare viene concluso da una società controllata. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale incarico, anche se unilaterale, si qualifica come mediazione atipica. Di conseguenza, il diritto alla provvigione è subordinato alla necessaria iscrizione del professionista all'albo dei mediatori, pena la nullità del contratto. La sentenza della Corte d'Appello, che aveva qualificato il rapporto come mandato, è stata cassata con rinvio.
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Onere della prova nel mutuo: chi lo deve provare?
Un ex genero agisce in giudizio contro l'ex suocera per la restituzione di somme che sostiene di averle prestato per pagare le rate di un mutuo e per ristrutturare la sua abitazione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ribadisce il principio fondamentale sull'onere della prova nel mutuo: chi chiede la restituzione del denaro deve dimostrare non solo l'avvenuta consegna, ma anche l'esistenza di un titolo che obbliga alla restituzione, cioè il contratto di mutuo. La Corte accoglie inoltre il ricorso sulla liquidazione delle spese legali, chiarendo che queste vanno calcolate sul valore effettivo della controversia e non sul valore totale della causa iniziale.
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Spese processuali appello: limiti del giudice
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti del giudice d'appello nella gestione delle spese processuali. Se la sentenza di primo grado viene confermata e non c'è un motivo di appello specifico sulle spese, la relativa statuizione diventa definitiva e non può essere modificata d'ufficio. L'analisi riguarda la gestione delle spese processuali in appello e il principio del giudicato interno.
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Ordinanza comunale NCC: limiti alla legittimità
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Comune contro una società di trasporti, confermando l'illegittimità di una ordinanza comunale NCC. L'ordinanza creava un regime discriminatorio limitando l'accesso al centro storico lagunare per i servizi di noleggio con conducente (NCC) autorizzati da altri comuni. La Corte ha stabilito che tale pratica costituisce un eccesso di potere, poiché il Comune ha superato la sua competenza regolamentare introducendo una barriera basata sull'origine dell'autorizzazione dell'operatore, violando i principi di libera concorrenza.
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Valore causa condominio: guida al calcolo delle spese
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29597/2023, ha stabilito che per determinare il valore della causa in condominio ai fini delle spese legali, si deve considerare l'importo totale della delibera impugnata, non la singola quota del condomino. La Corte ha cassato una sentenza d'appello che aveva liquidato compensi irrisori, riaffermando il principio che i minimi tariffari non possono essere violati senza un'adeguata motivazione.
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Sanzioni regolamento comunale: illegittime senza legge
La Corte di Cassazione ha annullato le multe inflitte a un condominio e al suo amministratore per errato conferimento dei rifiuti. La decisione si fonda sulla violazione del principio di legalità: un regolamento comunale non può introdurre sanzioni amministrative, come l'obbligo di custodia dei bidoni, senza una specifica previsione in una legge di rango primario. Mancando tale base legale, le sanzioni sono state ritenute illegittime e annullate.
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Accordo scritto avvocato: la parcella va pattuita così
Una cliente si opponeva alla richiesta di pagamento del suo avvocato, sostenendo che una fattura di 600 euro con dicitura "compenso totale" saldasse ogni pretesa. La Corte di Cassazione ha dato ragione al legale, stabilendo che, in assenza di un accordo scritto avvocato, qualsiasi patto verbale sul compenso è nullo. Di conseguenza, la parcella deve essere calcolata secondo i parametri professionali di legge, ribaltando la decisione del tribunale.
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Giudizio di rinvio: i limiti del giudice e i poteri
La Corte di Cassazione chiarisce i poteri del giudice nel giudizio di rinvio, affermando che è vincolato al principio di diritto e ai fatti già accertati. Il caso riguardava un finanziamento bancario e la titolarità del credito. La Corte ha rigettato il ricorso principale dei debitori, che contestavano l'applicazione del principio di diritto, ma ha accolto quello incidentale della banca, cassando la decisione sulla prescrizione degli interessi per motivazione apparente e illogica. La sentenza ribadisce che la rateizzazione di un mutuo non trasforma gli interessi in prestazioni periodiche soggette a prescrizione quinquennale.
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Rito sommario compensi avvocato: quando si applica?
Un'organizzazione non-profit si opponeva a un decreto ingiuntivo per compensi legali. I tribunali di merito hanno dichiarato l'opposizione inammissibile per un errore procedurale. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, chiarendo che il rito sommario compensi avvocato si applica solo alle prestazioni giudiziali in materia civile e non a quelle in ambito amministrativo. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Impugnazione delibera condominiale: termini e limiti
Una recente ordinanza della Cassazione chiarisce i limiti dell'opposizione a un decreto ingiuntivo per spese condominiali. Se la delibera di approvazione delle spese non viene contestata nei termini, diventa vincolante. Non è possibile, in sede di opposizione, sollevare eccezioni relative a presunti crediti per pagamenti in eccesso effettuati in anni precedenti se i relativi bilanci sono stati regolarmente approvati. La chiave è la tempestiva impugnazione delibera condominiale.
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Azione di riduzione: reintegra in natura del bene
In un caso di successione, un fratello avviava un'azione di riduzione contro la sorella per una donazione lesiva della sua quota di legittima. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione d'appello che disponeva la reintegrazione in natura, ossia tramite la cessione di una porzione fisica dell'immobile, anziché per equivalente monetario. La Corte ha chiarito che la facoltà del donatario di trattenere l'intero bene, prevista dall'art. 560 c.c., non può pregiudicare il diritto del legittimario leso a ottenere la sua quota in natura, specialmente quando le donazioni hanno esaurito l'intero patrimonio del defunto.
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Eredità giacente: intervento del creditore e limiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28282/2023, ha stabilito l'inammissibilità dell'intervento del creditore del defunto nella procedura di eredità giacente, qualora questo sia finalizzato a ottenere un accertamento definitivo sulla qualità di erede dei chiamati. La Suprema Corte ha ribadito che la procedura di eredità giacente ha natura conservativa e non contenziosa, pertanto l'accertamento di diritti, come la qualità di erede, deve avvenire in un separato giudizio di cognizione. È stato invece confermato che la condanna alle spese è legittima anche in questa sede, qualora emerga una soccombenza in fase di reclamo.
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Impugnazione delibera: come si calcola il quorum?
Una condomina ha promosso l'impugnazione di una delibera condominiale sostenendo l'illegittima applicazione di tabelle millesimali distinte tra 'proprietà' e 'gestione'. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: chi impugna una delibera per vizio di quorum ha l'onere di dimostrare l'effettivo mancato raggiungimento delle maggioranze legali. La distinzione tra diverse tabelle millesimali è irrilevante a tal fine, essendo queste meri strumenti dichiarativi e non requisiti di validità.
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Simulazione assoluta: prova con presunzioni
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di una vendita immobiliare, ritenendola una simulazione assoluta finalizzata a frodare i creditori. L'ordinanza sottolinea che la prova della simulazione può basarsi su presunzioni gravi, precise e concordanti, come il prezzo irrisorio, il rapporto tra le parti e la tempistica dell'atto. Il ricorso dei soccombenti è stato dichiarato inammissibile per violazione del principio di autosufficienza, non avendo adeguatamente documentato le proprie argomentazioni, in particolare riguardo a un contratto preliminare privo di data certa e quindi inopponibile ai terzi.
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Provvigione mediatore: quando è dovuta per il preliminare
Un caso analizzato dalla Corte di Cassazione chiarisce quando spetta la provvigione al mediatore immobiliare. La Corte ha stabilito che il diritto al compenso sorge con la stipula del contratto preliminare, anche se questo è sottoposto a una condizione risolutiva che successivamente si verifica. La decisione conferma che l'accordo vincolante tra le parti, frutto dell'attività del mediatore, è l'elemento decisivo per la maturazione della provvigione mediatore, a prescindere dagli esiti finali dell'operazione.
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Compenso fase istruttoria: quando è sempre dovuto
La Corte di Cassazione ha stabilito che il compenso fase istruttoria per un avvocato in regime di patrocinio a spese dello Stato è dovuto anche se ha partecipato a una sola udienza. La Corte ha chiarito che questa fase include anche attività preliminari alla raccolta prove, riformando la decisione di un tribunale che aveva negato tale compenso, ritenendolo assorbito nella fase di studio. Il caso è stato rinviato per una nuova liquidazione.
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Compenso avvocato: i minimi non sono derogabili
Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sul compenso dell'avvocato. A seguito di un ricorso vinto da una cittadina, il giudice di merito aveva liquidato spese legali inferiori ai minimi previsti dalla legge. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'interessata, chiarendo che, con le modifiche introdotte dal D.M. 37/2018, i giudici non possono ridurre i compensi oltre il limite massimo del 50% rispetto ai valori medi, rendendo di fatto inderogabili i minimi tabellari a tutela del decoro professionale.
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