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Art. 666 Codice di Procedura Penale — Anno 2024

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641 provvedimenti

Altri anni per Art. 666 Codice di Procedura Penale

Sanatoria postuma: no se manca la doppia conformità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza che confermava un ordine di demolizione per opere abusive su un complesso alberghiero. I ricorrenti avevano richiesto una sanatoria postuma, ma la Corte ha ribadito che questa è possibile solo in presenza del requisito della 'doppia conformità': l'opera deve essere conforme alle norme urbanistiche sia al momento della sua realizzazione che al momento della presentazione della domanda. In assenza di tale presupposto, l'ordine di demolizione resta valido ed efficace.
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Infedeltà patrimoniale: confisca e prescrizione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26415/2024, ha confermato la confisca di un immobile oggetto del reato di infedeltà patrimoniale, nonostante l'intervenuta prescrizione. La Corte ha stabilito che, quando l'atto dispositivo dannoso costituisce di per sé il reato ('reato contratto'), il profitto confiscabile è l'intero bene e non un guadagno netto. Viene inoltre ribadito che la confisca diretta, a differenza di quella per equivalente, è una misura con finalità ripristinatoria e può essere disposta anche in caso di estinzione del reato, a patto che la responsabilità sia stata accertata in un precedente grado di giudizio.
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Riabilitazione penale: atti tardivi e diritto di difesa
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di diniego della riabilitazione penale. Il ricorrente sosteneva che la decisione fosse basata su documenti pervenuti dopo l'udienza, violando il suo diritto di difesa. La Corte ha rigettato il ricorso, verificando che gli atti posti a fondamento della decisione erano stati acquisiti tempestivamente e messi a disposizione delle parti. La sentenza chiarisce l'importanza della corretta formazione del fascicolo processuale per la validità delle decisioni in materia di sorveglianza.
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Confisca di prevenzione: motivazione e onere prova
La Corte di Cassazione annulla un decreto della Corte d'Appello che aveva revocato una confisca di prevenzione. La sentenza sottolinea i gravi vizi di motivazione del giudice di secondo grado, il quale aveva erroneamente ridotto il periodo di pericolosità sociale del proposto e valutato in modo illogico la sproporzione tra redditi e beni acquisiti, ignorando principi consolidati in materia di onere della prova e nesso temporale tra illeciti e acquisti patrimoniali.
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Revoca sospensione condizionale: limiti e giudicato
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di richiesta di revoca della sospensione condizionale della pena concessa per la terza volta a un imputato. La Procura sosteneva l'illegittimità della concessione. La Corte ha stabilito che, sebbene una terza sospensione non sia mai ammissibile per legge, la sua revoca non è automatica. Se il giudice che l'ha concessa era a conoscenza delle precedenti sospensioni, la sua decisione è coperta da giudicato e non può essere revocata. Il caso è stato rinviato al giudice dell'esecuzione per verificare la conoscibilità di tale informazione al momento della decisione.
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Sospensione condizionale: reato depenalizzato non conta
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza che revocava una sospensione condizionale della pena, ritenuta la terza. La Corte ha stabilito che una precedente condanna per un reato successivamente depenalizzato (guida senza patente) non deve essere conteggiata. Pertanto, la nuova sospensione potrebbe essere la seconda e non la terza, rendendola legittima. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per verificare se la condotta originaria rientri effettivamente nella fattispecie depenalizzata.
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Omissione contributiva: quando non è reato?
Un imprenditore, condannato per omissione contributiva, ha richiesto la revoca delle sentenze a seguito della depenalizzazione per importi inferiori a 10.000 euro annui. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione del giudice di merito che aveva respinto parzialmente la richiesta, criticando la motivazione lacunosa sul calcolo del superamento della soglia di punibilità. La sentenza sottolinea la necessità di un'analisi rigorosa e trasparente da parte del giudice, conformemente ai principi stabiliti dalla giurisprudenza di legittimità per l'omissione contributiva.
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Opposizione pena sostitutiva: il rimedio corretto
Un condannato ha impugnato un'ordinanza che modificava le condizioni della sua detenzione domiciliare. La Corte di Cassazione ha chiarito che il rimedio corretto non è il ricorso, ma l'opposizione pena sostitutiva da presentare allo stesso giudice che ha emesso il provvedimento. Di conseguenza, ha riqualificato l'atto e rinviato il caso al Magistrato di sorveglianza competente.
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Rideterminazione pena stupefacenti: quando non si applica
La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di un condannato per traffico di stupefacenti volta alla rideterminazione della pena. La Corte ha chiarito che la sentenza della Corte Costituzionale n. 40/2019, che ha abbassato il minimo edittale da otto a sei anni, non si applica ai reati commessi tra il 2005 e il 2014. In quel periodo, infatti, era già in vigore una norma (la c.d. Fini-Giovanardi) che prevedeva un minimo di sei anni, rendendo di fatto inapplicabile la successiva e più favorevole modifica. La decisione sottolinea l'importanza del principio 'tempus regit actum' nell'applicazione delle sanzioni penali.
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Conversione pena pecuniaria: l’opposizione è il rimedio
Un soggetto ha impugnato dinanzi alla Corte di Cassazione l'ordinanza del Magistrato di Sorveglianza che disponeva la conversione di una pena pecuniaria di 30.000 euro in libertà controllata. La Suprema Corte, tuttavia, ha riqualificato il ricorso come opposizione, stabilendo che questo è il corretto rimedio giuridico da esperire. Di conseguenza, ha disposto la trasmissione degli atti allo stesso Magistrato di Sorveglianza per la celebrazione di un'udienza nel contraddittorio delle parti, chiarendo un importante principio sulla conversione pena pecuniaria.
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Sospensione feriale termini nel giudizio di sorveglianza
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che aveva erroneamente dichiarato inammissibile per tardività il reclamo di un detenuto. La Corte ha ribadito che la sospensione feriale dei termini si applica anche ai procedimenti di sorveglianza, correggendo l'errore del giudice di merito e rinviando il caso per un nuovo esame.
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Credito e confisca: la buona fede del promissario
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che negava l'ammissione al passivo del credito vantato da una promissaria acquirente di un immobile, oggetto di confisca di prevenzione. La Corte ha ritenuto errata la valutazione sulla mancanza di buona fede della creditrice, sottolineando come il Tribunale avesse ignorato prove documentali decisive e applicato uno standard di diligenza eccessivamente rigoroso, non adeguato a un privato cittadino. Questa sentenza è cruciale in materia di credito e confisca.
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Pene sostitutive: quando decorre il termine di 30 giorni?
Un condannato ha richiesto le pene sostitutive dopo la notifica dell'ordine di esecuzione, sostenendo di non sapere che la sua condanna era diventata definitiva. La Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il termine di 30 giorni per le pene sostitutive decorre dalla data della pronuncia della sentenza in Cassazione, essendo sufficiente la presenza del difensore in udienza per la conoscenza legale dell'atto.
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Giudicato esecutivo: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una confisca di beni. La ricorrente, moglie di un condannato per reati associativi, non ha fornito nuove prove sulla lecita provenienza dei fondi, riproponendo questioni già decise. La Corte ha applicato il principio del giudicato esecutivo, che impedisce di riesaminare le stesse questioni senza elementi di novità.
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Confisca oro contrabbando: legittima anche senza condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la confisca oro contrabbando a carico di due soggetti, anche in assenza di una condanna. La Corte ha stabilito che la mancata dichiarazione doganale integra il reato, a prescindere che si tratti di oro industriale o da investimento, rendendo la confisca obbligatoria.
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Udienza de plano: quando il giudice deve fissarla?
Un condannato ha richiesto l'applicazione della continuazione tra più reati. Il Tribunale ha respinto l'istanza con una decisione 'de plano', ovvero senza fissare un'udienza. La Corte di Cassazione ha annullato tale provvedimento, stabilendo che la procedura di udienza de plano è riservata solo ai casi di manifesta infondatezza. Quando la decisione richiede una valutazione di merito, come la verifica di un unico disegno criminoso, è obbligatorio garantire il contraddittorio tra le parti attraverso un'udienza in camera di consiglio.
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Incidente di esecuzione: no a istanze ripetitive
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso in un caso di incidente di esecuzione. La richiesta di estinzione della pena è stata giudicata una mera riproposizione di istanze precedenti già respinte, attivando la preclusione processuale 'rebus sic stantibus'.
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Opposizione all’esecuzione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha stabilito che il rimedio corretto contro un'ordinanza del giudice dell'esecuzione che nega la restituzione di un bene confiscato non è il ricorso diretto, ma l'opposizione all'esecuzione. In un caso riguardante un immobile confiscato per equivalente, una terza parte ne rivendicava la proprietà. Avendo impugnato erroneamente il diniego, la Corte, applicando il principio di conservazione degli atti, ha riqualificato il ricorso come opposizione, rinviando gli atti al giudice competente per una nuova valutazione nel merito.
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Aggravante mafiosa: la Cassazione chiarisce i poteri
La Cassazione annulla un'ordinanza che negava la rimozione di un'aggravante mafiosa da una condanna per usura. La Corte stabilisce che il giudice dell'esecuzione deve verificare con precisione se l'aggravante sia stata formalmente contestata nel capo d'imputazione, interpretando il giudicato senza modificarlo. In caso di dubbio sulla contestazione, l'aggravante non può essere considerata sussistente.
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Ricorso giudice dell’esecuzione: quando va riqualificato
La Corte di Cassazione stabilisce che il ricorso contro un'ordinanza del giudice dell'esecuzione che decide sulla revoca di una confisca deve essere riqualificato come opposizione ai sensi dell'art. 667 c.p.p. Invece di decidere nel merito, la Corte ha rinviato gli atti al giudice di primo grado per garantire il corretto svolgimento della procedura, ripristinando la struttura prevista per il ricorso al giudice dell'esecuzione.
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