LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 665 Codice di Procedura Penale

Pagina 14 di 26

503 provvedimenti

Rapina lieve entità: la Cassazione sulla pena
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di un giudice dell'esecuzione che aveva negato la rideterminazione della pena per un condannato per rapina. La richiesta si basava sull'introduzione dell'attenuante della rapina lieve entità da parte della Corte Costituzionale. La Cassazione ha stabilito che questa attenuante richiede una valutazione autonoma e specifica, non potendo essere assorbita nel precedente riconoscimento delle attenuanti generiche, e ha rinviato il caso per un nuovo esame nel merito.
Continua »
Annullamento con rinvio: effetti sulla misura alternativa
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2180/2026, ha stabilito che l'annullamento con rinvio di un'ordinanza che concede una misura alternativa, come l'affidamento in prova, comporta la sua immediata cessazione. A seguito della decisione, il condannato deve tornare al regime detentivo precedente. La Corte ha rigettato la tesi del ricorrente, il quale sosteneva che la misura dovesse rimanere efficace fino al nuovo giudizio, e ha chiarito che il principio di continuità previsto per le misure cautelari non è estensibile alle misure alternative, in assenza di una specifica previsione normativa.
Continua »
Competenza giudice esecuzione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione risolve un conflitto tra il GIP del Tribunale di Pisa e quello di Livorno. In materia di esecuzione penale, in presenza di più condanne definitive a carico della stessa persona, la competenza del giudice dell'esecuzione spetta al magistrato che ha emesso la sentenza divenuta irrevocabile per ultima. Nel caso specifico, la competenza è stata attribuita al GIP di Pisa, poiché la sua sentenza era passata in giudicato successivamente a quella emessa dal GIP di Livorno.
Continua »
Termini impugnazione ricorso: quando è tardivo?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro un'ordinanza di confisca di un'arma. La decisione non entra nel merito della questione, ma si fonda unicamente sul mancato rispetto dei termini impugnazione ricorso. L'appello è stato depositato oltre il termine perentorio di 15 giorni dalla notifica del provvedimento, rendendo vana ogni altra doglianza.
Continua »
Errore di fatto: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4317/2026, ha dichiarato inammissibile un ricorso straordinario per errore di fatto. Il ricorrente sosteneva che la Corte avesse confuso la sua richiesta di 'concorso formale' con una precedente istanza per 'reato continuato'. La Corte ha chiarito che non vi è stato alcun errore percettivo, ma una valutazione giuridica consapevole, ribadendo che l'errore di fatto deve consistere in una svista materiale e non in un presunto errore di giudizio.
Continua »
Liberazione anticipata per pene espiate: il no
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un detenuto che richiedeva la liberazione anticipata per un periodo di detenzione già scontato. La sentenza chiarisce che il beneficio non può essere concesso per pene interamente espiate, né il periodo di detenzione può essere utilizzato per ridurre pene relative a reati commessi successivamente, ribadendo i rigidi limiti del principio di fungibilità della pena.
Continua »
Correzione errore materiale: nulla la decisione de plano
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Palermo che aveva rigettato un'istanza di correzione errore materiale senza fissare un'udienza. La richiesta riguardava la data di commissione di un reato. La Suprema Corte ha stabilito che la decisione 'de plano' è nulla quando la parte dimostra un interesse concreto alla discussione e che il giudice del rinvio deve attenersi ai principi di diritto enunciati dalla Cassazione nella precedente sentenza di annullamento.
Continua »
Ordine di demolizione: quando la sanatoria non basta
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione per un'opera abusiva. La sentenza chiarisce che una sanatoria edilizia non è sufficiente a bloccare la demolizione se il giudice dell'esecuzione accerta che i presupposti legali per il suo rilascio, in particolare il rispetto del termine temporale per il completamento delle opere, non erano sussistenti. Le nuove prove testimoniali, ritenute incerte, non hanno scalfito l'accertamento già consolidato in precedenti giudizi.
Continua »
Diritto al contraddittorio: avviso generico è nullo
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che dichiarava inefficace un affidamento terapeutico. La decisione è stata presa perché l'avviso di convocazione all'udienza era troppo generico, menzionando solo un "Incidente di Esecuzione", violando così il diritto al contraddittorio e alla difesa dell'imputato. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio che rispetti le garanzie procedurali.
Continua »
Competenza giudice esecuzione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del GIP, stabilendo la sua incompetenza funzionale. Il caso riguarda la richiesta di riconoscimento del reato continuato. La Corte ha ribadito che la competenza del giudice esecuzione spetta al giudice che ha emesso l'ultima sentenza irrevocabile, secondo le regole dell'art. 665 c.p.p., che in questo caso era il Tribunale in composizione monocratica e non il GIP.
Continua »
Intangibilità del giudicato: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso che chiedeva di ricalcolare una pena definitiva. La Corte ha ribadito il principio di intangibilità del giudicato, secondo cui una sentenza irrevocabile non può essere modificata dal giudice dell'esecuzione, anche alla luce di nuovi esiti processuali per i coimputati. La via corretta, eventualmente, è la revisione del processo.
Continua »
Competenza giudice esecuzione: chi decide sull’istanza?
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di competenza tra due tribunali, stabilendo un principio chiaro sulla competenza del giudice dell'esecuzione. In presenza di più sentenze di condanna emesse da giudici diversi, la competenza per qualsiasi decisione in fase esecutiva spetta al giudice che ha emesso l'ultimo provvedimento divenuto irrevocabile, anche se l'istanza non riguarda direttamente tale sentenza. Questo principio, basato sull'art. 665, comma 4, c.p.p., garantisce certezza e uniformità procedurale.
Continua »
Giudice dell’esecuzione: competenza e ultima sentenza
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di competenza, stabilendo che il giudice dell'esecuzione competente a decidere su un incidente è quello che ha emesso l'ultima sentenza divenuta irrevocabile, anche se la questione riguarda un altro titolo esecutivo. Nel caso specifico, la competenza è stata attribuita al Tribunale di Milano e non a quello di Catanzaro, poiché la sentenza milanese era l'ultima ad essere passata in giudicato.
Continua »
Sospensione condizionale: limiti di pena per giovani
La Corte di Cassazione annulla la revoca di una sospensione condizionale, chiarendo che per i reati commessi da soggetti di età compresa tra 18 e 21 anni, il limite di pena per la concessione del beneficio è elevato a due anni e sei mesi. Nel caso specifico, il giudice dell'esecuzione aveva erroneamente applicato il limite ordinario di due anni, non considerando l'età del condannato al momento del fatto.
Continua »
Notifica al latitante: quando è valida per la Cassazione
Un soggetto, divenuto latitante dopo la condanna in primo grado, contestava la validità della sentenza d'appello per un presunto vizio di notifica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la notifica al latitante è pienamente valida se effettuata mediante consegna di copia al difensore di fiducia, come previsto dall'art. 165 c.p.p. Questa modalità è obbligatoria e non richiede accettazione da parte del legale, poiché la condizione di latitanza, specialmente se volontaria, presuppone la conoscenza del procedimento in corso.
Continua »
Competenza giudice esecuzione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza per incompetenza funzionale. La sentenza stabilisce che, in caso di riforma sostanziale della sentenza di primo grado da parte della Corte d'Appello, anche solo per un coimputato, la competenza del giudice esecuzione si trasferisce a quest'ultima per tutti gli imputati, in virtù del principio di unitarietà dell'esecuzione.
Continua »
Competenza funzionale: annullata revoca pena sospesa
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza con cui un Giudice monocratico aveva revocato la sospensione condizionale della pena a un condannato. La decisione si fonda sul principio della competenza funzionale inderogabile, stabilendo che quando l'esecuzione riguarda provvedimenti emessi dallo stesso Tribunale sia in composizione monocratica che collegiale, la competenza spetta sempre e solo al Collegio, come previsto dall'art. 665, comma 4-bis, c.p.p.
Continua »
Revoca sospensione condizionale: i limiti del giudice
La Cassazione chiarisce i limiti del giudice dell'esecuzione sulla revoca sospensione condizionale della pena. Un errore del giudice della cognizione, come superare il limite di pena, non può essere corretto in fase esecutiva ma va impugnato. Annullata la revoca.
Continua »
Competenza giudice esecuzione: decide l’ultima sentenza
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di competenza del giudice dell'esecuzione tra due tribunali. La Corte stabilisce che la competenza spetta al giudice che ha emesso l'ultima sentenza divenuta irrevocabile, come previsto dall'art. 665 c.p.p., indipendentemente dall'oggetto della domanda, riaffermando un principio consolidato.
Continua »
Istanza reiterativa: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che dichiarava inammissibile un'istanza reiterativa per il riconoscimento della continuazione tra reati. La Suprema Corte ha chiarito che il giudice non può limitarsi a constatare l'identità della richiesta (petitum), ma deve compiere una valutazione approfondita per verificare se l'istanza si basi su elementi di fatto o di diritto nuovi, non esaminati in precedenza. In caso di nuovi elementi, la preclusione processuale non opera e la richiesta deve essere esaminata nel merito.
Continua »