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Art. 665 Codice di Procedura Penale

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503 provvedimenti

Competenza giudice esecuzione: la Cassazione decide
Un condannato si è visto negare la richiesta di sanzioni sostitutive. Ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo che la decisione fosse stata presa da un giudice singolo (monocratico) anziché da un collegio di giudici. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, affermando che la violazione delle regole sulla competenza del giudice dell'esecuzione è un errore grave che invalida la decisione. L'ordinanza è stata annullata e il caso rimandato al tribunale in composizione collegiale.
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Competenza giudice esecuzione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27443/2024, ha risolto un conflitto di competenza tra due tribunali. Ha stabilito che, in tema di competenza del giudice dell'esecuzione, quando le condanne sono state emesse da giudici diversi, si applica la regola generale dell'art. 665, comma 4, c.p.p. È competente il giudice che ha pronunciato la sentenza divenuta irrevocabile per ultima, indipendentemente dalla sua composizione (monocratica o collegiale). La deroga prevista dal comma 4-bis si applica solo per la competenza interna allo stesso ufficio giudiziario.
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Spese cautelari: annullate dopo l’assoluzione finale
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che confermava la richiesta di pagamento di spese cautelari a un imputato poi definitivamente assolto. La sentenza chiarisce che l'obbligo di pagare tali spese è strettamente dipendente dall'esito del procedimento principale: se questo si conclude con un'assoluzione, viene meno il presupposto per il recupero delle somme, rendendo illegittime le cartelle di pagamento.
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Effetto estensivo impugnazione: no se i reati diversi
La Corte di Cassazione nega l'applicazione dell'effetto estensivo dell'impugnazione a un coimputato il cui appello era inammissibile. La decisione favorevole ottenuta da altri imputati non si estende, poiché relativa a reati diversi da quello contestato al ricorrente. La richiesta di revisione per contrasto tra giudicati viene parimenti respinta, non sussistendo alcuna inconciliabilità tra le sentenze.
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Procedimento de plano: quando è nullo secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Giudice dell'esecuzione emessa con un procedimento de plano, ovvero senza udienza. L'ordinanza, nata da un impulso della cancelleria, stabiliva la ripetibilità delle spese di gratuito patrocinio a carico della parte civile. La Corte ha sancito la nullità assoluta del provvedimento per violazione del contraddittorio, poiché la questione richiedeva una valutazione discrezionale e non poteva essere decisa d'ufficio e senza sentire le parti.
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Reato permanente: la cessazione va provata in giudizio
La Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato per associazione mafiosa, confermando che per un reato permanente con contestazione 'aperta', la data di cessazione della condotta non può essere presunta. Nel caso di specie, il ruolo apicale e la persistenza del vincolo associativo anche durante la detenzione, provati da dichiarazioni di collaboratori, hanno giustificato la decisione di far coincidere la cessazione del reato con la sentenza di primo grado.
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Giudice dell’esecuzione: competenza e continuazione
La Cassazione risolve un conflitto di competenza, stabilendo che il giudice dell'esecuzione competente a decidere sulla continuazione tra reati è quello che ha emesso l'ultima sentenza divenuta irrevocabile al momento della presentazione della domanda, secondo il principio della perpetuatio iurisdictionis.
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Competenza giudice di pace: chi decide sull’esecuzione?
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto di competenza, stabilendo che la competenza del giudice di pace per l'esecuzione di una sua sentenza non viene meno se, successivamente, un altro giudice emette una misura cautelare. La Corte ha chiarito che la regola che sposta la competenza al giudice ordinario si applica solo in caso di più sentenze definitive concorrenti, non per una sentenza e una misura cautelare.
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Liberazione anticipata: la competenza del Magistrato
La Corte di Cassazione interviene su un conflitto di competenza tra il Tribunale e il Magistrato di sorveglianza. Al centro della questione, la decisione sulla concessione della liberazione anticipata a un condannato che sta svolgendo lavori di pubblica utilità. La Corte ha stabilito che la competenza spetta in via esclusiva al Magistrato di sorveglianza, confermando un orientamento giurisprudenziale consolidato e risolvendo la paralisi procedurale.
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Provvedimento abnorme: quando un atto non è impugnabile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro un'ordinanza del giudice penale, chiarendo i limiti del concetto di provvedimento abnorme. Il caso riguardava un ordine di rimozione di cani per consentire l'accesso ai locali di un consorzio agricolo. La Suprema Corte ha stabilito che un atto meramente esecutivo di una precedente decisione non è autonomamente impugnabile, in quanto non costituisce un provvedimento abnorme che altera il corso della giustizia.
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Reato continuato e tossicodipendenza: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento del reato continuato per una serie di delitti legati allo spaccio. L'imputato sosteneva che la sua tossicodipendenza fosse il movente unitario. La Corte ha ribadito che lo stato di tossicodipendenza non è sufficiente a provare un unico disegno criminoso, che deve essere specifico e preordinato. La reiterazione di reati per finanziare la dipendenza configura un'abitualità criminosa, non un reato continuato.
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Competenza giudice esecuzione: quando passa in Appello
La Corte di Cassazione chiarisce che la competenza del giudice dell'esecuzione spetta alla Corte d'Appello quando questa ha riformato sostanzialmente la sentenza di primo grado, anche solo effettuando il bilanciamento delle circostanze che era stato omesso dal primo giudice. Un ricorso che contesta tale principio è stato dichiarato inammissibile in quanto la modifica del giudizio di comparazione delle circostanze costituisce una riforma sostanziale che sposta la competenza.
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Competenza giudice esecuzione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione risolve un conflitto tra tribunali, stabilendo la competenza del giudice esecuzione per i lavori di pubblica utilità. La Corte ha applicato l'art. 665 c.p.p., assegnando la competenza al giudice che ha emesso l'ultima condanna divenuta definitiva, anche se diversa da quella in esecuzione.
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Competenza giudice esecuzione: chi decide sul caso?
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di competenza tra due tribunali (Forlì e Rimini) su chi dovesse decidere in merito alla revoca di una sospensione condizionale della pena. La Suprema Corte, applicando il criterio dell'art. 665, comma 4, c.p.p., stabilisce che la competenza del giudice dell'esecuzione spetta al giudice che ha emesso l'ultimo provvedimento divenuto irrevocabile, identificato nel Tribunale di Forlì.
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Giudice dell’esecuzione: la competenza irrevocabile
Un ricorso contro la revoca della sospensione condizionale della pena è stato dichiarato inammissibile. La Corte di Cassazione ha ribadito un principio fondamentale: il giudice dell'esecuzione competente è sempre quello che ha emesso l'ultima sentenza di condanna divenuta irrevocabile, indipendentemente dal fatto che tale sentenza sia ancora in fase di esecuzione o eseguibile. Questa decisione conferma un orientamento consolidato, sottolineando la stabilità delle regole di competenza nella fase esecutiva.
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Revoca confisca: limiti del giudicato e accessione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che chiedeva l'estensione della revoca confisca da un singolo fabbricato ai terreni sottostanti e ad altri beni. La Corte ha stabilito che un provvedimento di confisca divenuto irrevocabile (coperto da giudicato) non può essere messo in discussione. Inoltre, il principio dell'accessione invertita non è applicabile per annullare una confisca definitiva, specialmente quando il fabbricato è una pertinenza del fondo e non viceversa.
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Giudizio di rinvio: competenza funzionale inderogabile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un Pubblico Ministero che contestava la competenza del giudice nel giudizio di rinvio. La Corte stabilisce che, una volta annullata una decisione con rinvio, la competenza del giudice designato diventa funzionale e non può essere più oggetto di discussione, in base al principio di irretrattabilità del foro.
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Competenza giudice esecuzione: la regola del rinvio
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza per incompetenza, chiarendo un punto fondamentale sulla competenza del giudice dell'esecuzione. Quando una sentenza viene annullata con rinvio, la competenza per la fase esecutiva spetta sempre al giudice del rinvio, anche dopo che la sua decisione è diventata definitiva. Questa regola mira a garantire l'unitarietà della funzione esecutiva. Il caso riguardava un ricorso del Pubblico Ministero contro la rideterminazione di una pena in fase di esecuzione da parte di un giudice ritenuto incompetente.
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Legittimazione a impugnare: chi può ricorrere?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Procuratore Generale contro una decisione del giudice dell'esecuzione. La sentenza chiarisce che la legittimazione a impugnare spetta unicamente al pubblico ministero che ha partecipato come parte al procedimento esecutivo, escludendo l'intervento di organi superiori non coinvolti.
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Giudice dell’esecuzione: competenza e riforma sentenza
La Corte di Cassazione chiarisce la competenza del giudice dell'esecuzione. Quando una Corte d'Appello modifica sostanzialmente una sentenza di primo grado, escludendo ad esempio la continuazione tra reati, la competenza per la fase esecutiva si sposta dal Tribunale alla stessa Corte d'Appello. La decisione si fonda sull'art. 665 del codice di procedura penale, distinguendo tra mere modifiche della pena e riforme strutturali del reato.
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