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Art. 665 Codice di Procedura Penale

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503 provvedimenti

Pena illegale: quando si può modificare il giudicato?
Un condannato ha richiesto il ricalcolo della pena, sostenendo che la riduzione per il rito abbreviato fosse stata applicata in modo errato, ovvero prima del cumulo delle pene anziché dopo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo una distinzione fondamentale: un mero errore di calcolo produce una pena 'illegittima' ma non una 'pena illegale'. Solo quest'ultima, in quanto estranea al sistema sanzionatorio, può essere corretta dal giudice dell'esecuzione dopo il passaggio in giudicato della sentenza. L'errore procedurale, invece, è sanato dalla definitività della condanna.
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Giudice dell’esecuzione: chi decide con più sentenze?
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto di competenza tra due tribunali, stabilendo un principio chiaro per individuare il giudice dell'esecuzione in presenza di più sentenze di condanna. La competenza spetta al giudice che ha emesso la sentenza divenuta irrevocabile per ultima, anche se l'istanza riguarda un provvedimento diverso. Questa regola, basata sull'articolo 665, comma 4, del codice di procedura penale, mira a unificare la gestione dell'esecuzione penale.
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Competenza giudice esecuzione: annullata ordinanza
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Trani che aveva concesso la detenzione domiciliare a un condannato. La decisione chiarisce la netta distinzione di competenza tra il giudice dell'esecuzione e il Tribunale di Sorveglianza. Poiché la condanna era già definitiva, la richiesta non poteva essere qualificata come 'pena sostitutiva', ma come 'misura alternativa alla detenzione', materia di esclusiva competenza del Tribunale di Sorveglianza. L'ordinanza è stata quindi annullata per incompetenza funzionale del giudice.
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Giudice dell’esecuzione: competenza e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso degli eredi di una donna condannata per abusivismo edilizio. Gli eredi contestavano la competenza della Corte d'Appello quale giudice dell'esecuzione per un ordine di demolizione. La Suprema Corte ha ribadito che la competenza era già stata definitivamente accertata in un precedente giudizio e ha sanzionato i ricorrenti per la manifesta infondatezza e contraddittorietà del ricorso, condannandoli al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ordine di demolizione: è proporzionato e legittimo?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 34997/2024, ha confermato un ordine di demolizione di un immobile abusivo, anche se emesso quasi vent'anni dopo la condanna definitiva. Il lungo tempo trascorso e il fatto che l'immobile sia un'abitazione non rendono la demolizione sproporzionata, poiché secondo la Corte prevale l'esigenza di ripristinare la legalità violata e l'ordine urbanistico.
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Competenza giudice esecuzione: il caso di più imputati
La Corte di Cassazione chiarisce la competenza del giudice dell'esecuzione in procedimenti con più imputati. Se la Corte d'Appello modifica sostanzialmente la sentenza anche solo per un coimputato (ad esempio concedendo le attenuanti generiche), essa diventa competente per la fase esecutiva nei confronti di tutti, in virtù del principio di unitarietà dell'esecuzione. Di conseguenza, la Corte ha annullato l'ordinanza del GIP, trasferendo gli atti alla Corte d'Appello.
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Competenza giudice esecuzione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto di competenza tra due tribunali. La Corte ha stabilito che la competenza del giudice dell'esecuzione spetta al giudice che ha emesso il provvedimento divenuto irrevocabile per ultimo, anche se la richiesta di unificazione delle pene non riguarda direttamente quella sentenza. Nel caso specifico, è stato individuato come competente il Tribunale di Palermo.
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Competenza giudice esecuzione: il caso Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Giudice dell'esecuzione, stabilendo un importante principio sulla competenza. In un processo con più imputati, se la Corte d'Appello riforma in modo sostanziale la sentenza anche solo per uno di essi, la competenza del giudice esecuzione per tutti i coimputati, compresi quelli la cui condanna era stata confermata, si sposta alla stessa Corte d'Appello. Questa decisione si fonda sul principio di unitarietà dell'esecuzione, che garantisce coerenza nella fase esecutiva della pena.
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Competenza giudice esecuzione: il momento decisivo
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di competenza tra due tribunali, stabilendo un principio fondamentale: la competenza del giudice dell'esecuzione si determina al momento della presentazione della domanda e non è influenzata da sentenze divenute definitive successivamente. La decisione si basa sul principio della 'perpetuatio competentiae', che garantisce certezza giuridica e stabilità al processo. Il caso riguardava un'istanza per il riconoscimento del reato continuato.
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Competenza giudice esecuzione: la decisione in sintesi
La Corte di Cassazione risolve un conflitto sulla competenza del giudice dell'esecuzione sorto tra il GIP e il Tribunale. La Corte stabilisce che una sentenza di proscioglimento per esito positivo della messa alla prova, pur essendo l'ultima divenuta irrevocabile, non è idonea a radicare la competenza. Quest'ultima spetta al giudice che ha emesso l'ultimo provvedimento di condanna suscettibile di effettiva esecuzione. Di conseguenza, la competenza è stata attribuita al Giudice per le indagini preliminari che aveva emesso il precedente decreto penale di condanna.
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Giudice dell’esecuzione: competenza e nullità
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Trani che aveva applicato l'istituto della continuazione tra due sentenze. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice dell'esecuzione competente non era il Tribunale, bensì la Corte di Appello di Bari, poiché quest'ultima aveva emesso l'ultima sentenza irrevocabile, riformando in modo sostanziale la precedente decisione di primo grado. La decisione errata sulla competenza ha portato alla nullità del provvedimento.
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Ordine di demolizione: ruolo del Pubblico Ministero
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30957/2024, ha rigettato il ricorso di un condannato avverso un'ordinanza del Tribunale di Cagliari in fase di esecuzione di un ordine di demolizione. Il ricorrente lamentava la violazione del diritto di difesa e vizi procedurali da parte del Pubblico Ministero, che aveva agito 15 anni dopo l'ingiunzione. La Corte ha chiarito che il Pubblico Ministero è l'organo promotore dell'esecuzione e deve investire il giudice solo in caso di controversia, come correttamente avvenuto su iniziativa del condannato. È stata inoltre confermata la legittimità delle scelte operate dalla Procura riguardo l'impresa esecutrice e il rigetto della richiesta di autodemolizione a causa della prolungata inerzia del condannato.
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Competenza giudice esecuzione: la Cassazione decide
In un conflitto tra due tribunali, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio chiaro sulla competenza del giudice dell'esecuzione. La competenza è determinata dal giudice che ha emesso l'ultimo provvedimento divenuto irrevocabile al momento della presentazione dell'istanza da parte del condannato. La Corte ha risolto il conflitto, attribuendo la competenza al tribunale che aveva erroneamente declinato la propria giurisdizione, basandosi sulla data in cui le rispettive sentenze erano diventate definitive.
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Udienza senza notifica: nullità assoluta e insanabile
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza che revocava la sospensione condizionale della pena. La decisione si basa sulla mancata convocazione dell'interessato all'udienza, configurando una nullità assoluta e insanabile per violazione del diritto di difesa. Il caso evidenzia l'importanza della corretta notifica degli atti processuali, soprattutto nella fase di esecuzione. L'udienza senza notifica è stata quindi dichiarata nulla.
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Competenza giudice esecuzione: l’ultima sentenza conta
La Corte di Cassazione risolve un conflitto tra tribunali sulla competenza del giudice dell'esecuzione. La sentenza stabilisce che la competenza per decidere sulla revoca di una sospensione condizionale della pena spetta al giudice che ha emesso la sentenza divenuta irrevocabile per ultima, applicando un criterio strettamente cronologico come previsto dall'art. 665 del codice di procedura penale.
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Competenza giudice esecuzione: Giudice Pace o Ordinario
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di giurisdizione, chiarendo la regola sulla competenza del giudice dell'esecuzione. Quando un soggetto ha condanne sia da un Giudice di Pace sia da un giudice ordinario, la competenza per la fase esecutiva spetta sempre a quest'ultimo. Questa norma speciale prevale sulla regola generale che individua la competenza nel giudice che ha emesso l'ultima sentenza irrevocabile.
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Competenza giudice esecuzione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione risolve un conflitto tra tribunali, stabilendo che la competenza del giudice dell'esecuzione, in caso di pluralità di sentenze, si radica presso il giudice che ha emesso l'ultimo provvedimento divenuto irrevocabile al momento della richiesta. Questa regola vale anche se la sentenza non è ancora iscritta nel casellario giudiziale. Nel caso specifico, la competenza è stata attribuita al Tribunale di Velletri.
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Competenza esecutiva: l’ultima sentenza irrevocabile
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di competenza in materia di esecuzione penale, stabilendo che la competenza esecutiva per decidere sulla revoca di una confisca spetta al giudice che ha emesso l'ultima sentenza divenuta irrevocabile nei confronti dell'imputato, al momento della presentazione dell'istanza. Questo principio, noto come perpetuatio jurisdictionis, si applica anche se il provvedimento di confisca era stato emesso da un altro ufficio giudiziario.
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Competenza giudice esecuzione: quando decide il GIP?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la competenza del giudice dell'esecuzione, in caso di sentenza d'appello che modifica quella di primo grado a seguito di un 'concordato', resta al giudice di primo grado se la modifica riguarda esclusivamente la pena (riforma quoad poenam). La competenza si trasferisce alla Corte d'Appello solo se la riforma incide su aspetti sostanziali, come il riconoscimento di circostanze attenuanti o l'esclusione di aggravanti. Di conseguenza, il ricorso del Procuratore è stato respinto.
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Competenza giudice rinvio: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione interviene su un conflitto di competenza sollevato dopo che un G.I.P., designato come giudice di rinvio, aveva dichiarato la propria incompetenza. La Suprema Corte ha risolto il conflitto riaffermando il principio secondo cui la competenza del giudice di rinvio, una volta stabilita dalla sentenza di annullamento, non può essere messa in discussione. La decisione si fonda sull'articolo 627 del codice di procedura penale, che mira a garantire la stabilità e la certezza del processo.
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