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Art. 665 Codice di Procedura Penale

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503 provvedimenti

Prescrizione pena: il dies a quo con sospensione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che dichiarava estinta una pena per prescrizione. Il caso riguardava una condanna con pena sospesa. La Corte ha stabilito che il termine per la prescrizione pena non decorre dalla data in cui la condanna originale è divenuta definitiva, ma dalla data in cui diventa irrevocabile la sentenza per il nuovo reato che causa la revoca della sospensione condizionale. Di conseguenza, il calcolo del giudice di merito era errato e la pena non era prescritta.
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Competenza giudice esecuzione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione risolve un conflitto tra tribunali stabilendo un principio chiave per la competenza del giudice dell'esecuzione. La Corte ha affermato che la competenza a decidere su una richiesta di continuazione tra reati si determina al momento in cui la domanda viene presentata (principio della 'perpetuatio jurisdictionis') e non è influenzata da sentenze divenute definitive successivamente. Di conseguenza, il giudice competente è quello che ha emesso l'ultima sentenza irrevocabile alla data di deposito dell'istanza.
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Competenza in executivis: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di competenza tra la Corte d'Appello di Bari e il Tribunale di Ancona. Si stabilisce che la competenza in executivis per decidere sulla continuazione tra reati spetta al giudice che ha emesso la sentenza divenuta irrevocabile per ultima al momento della presentazione dell'istanza. La Corte sottolinea l'irrilevanza di eventuali errori nel casellario giudiziale o di sentenze divenute definitive in un momento successivo, applicando il principio della 'perpetuatio jurisdictionis'.
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Giudice dell’esecuzione: competenza e ultima sentenza
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di competenza tra il Tribunale di Napoli e quello di Viterbo, stabilendo un principio fondamentale per l'individuazione del giudice dell'esecuzione. La competenza spetta al giudice che ha emesso l'ultima sentenza divenuta irrevocabile, basandosi sulla data effettiva del passaggio in giudicato e non sulla sua registrazione nel casellario giudiziale. Di conseguenza, il GIP del Tribunale di Napoli è stato dichiarato competente per decidere sulla revoca di una sospensione condizionale della pena.
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Ricusazione giudice esecuzione: limiti e inapplicabilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro il rigetto di un'istanza di ricusazione del giudice dell'esecuzione. La Corte ha stabilito che l'istituto dell'incompatibilità e della ricusazione non si applica di norma alla fase esecutiva, poiché la competenza del giudice deriva inderogabilmente dalla sua funzione nella fase di cognizione. Non essendoci stato alcun "pregiudizio" o precedente valutazione nel merito da parte del giudice, la richiesta di ricusazione era manifestamente infondata.
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Crediti su beni confiscati: l’Agenzia va sempre avvisata
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che ammetteva un credito bancario su un immobile oggetto di confisca. La decisione è fondata su un vizio procedurale: la mancata notifica dell'udienza all'Agenzia Nazionale per l'amministrazione dei beni sequestrati e confiscati, che ha leso il suo diritto a partecipare al procedimento. Di conseguenza, il caso è stato rinviato alla Corte di appello per un nuovo giudizio nel rispetto del contraddittorio. La questione dei crediti su beni confiscati richiede il pieno coinvolgimento dell'Agenzia.
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Competenza esecutiva: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione interviene per risolvere un conflitto di competenza esecutiva tra il Tribunale di Milano e quello di Perugia. Il caso verte sulla determinazione del giudice competente a decidere sull'estinzione di una pena. La Corte chiarisce che una sentenza di assoluzione per particolare tenuità del fatto non è idonea a stabilire la competenza esecutiva, poiché priva di effetti esecutivi concreti. Tuttavia, individua la competenza nel Tribunale di Milano sulla base di un'altra sentenza, divenuta irrevocabile per ultima, che era sfuggita all'analisi dei giudici di merito.
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Conflitto di competenza: chi decide sull’istanza?
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di competenza tra la Corte d'Assise e la Corte d'Assise d'Appello. La controversia riguardava la competenza a decidere su un'istanza congiunta di scarcerazione e restituzione nel termine per impugnare. La Suprema Corte ha stabilito che la competenza spetta al giudice di primo grado, in funzione di giudice dell'esecuzione, quando l'istanza contesta l'esecutività del titolo e la sentenza d'appello è stata di mera conferma, radicando così la competenza per entrambe le richieste presso un unico organo.
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Competenza giudice esecuzione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del G.i.p. di Napoli, dichiarandolo incompetente a decidere su un'istanza di continuazione tra reati. Il caso verteva sulla corretta individuazione della competenza del giudice dell'esecuzione. La Suprema Corte ha stabilito che, quando la sentenza di primo grado è stata strutturalmente riformata dalla Corte d'Appello, è quest'ultima a essere funzionalmente competente per la fase esecutiva, annullando la decisione impugnata e trasmettendo gli atti alla Corte d'Appello di Napoli.
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Competenza Giudice Esecuzione: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Trani, stabilendo che la competenza del giudice dell'esecuzione spetta alla Corte d'Appello quando questa ha emesso l'ultima sentenza irrevocabile che ha riformato, anche solo parzialmente per un coimputato, la decisione di primo grado. Il caso riguardava un'istanza di continuazione tra reati. La Suprema Corte ha ribadito che la riforma strutturale della sentenza in appello attrae la competenza funzionale, assoluta e inderogabile, garantendo l'unitarietà della funzione esecutiva.
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Competenza giudice esecuzione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13098/2024, ha annullato un'ordinanza del GIP di Roma per un errore sulla competenza del giudice dell'esecuzione. In caso di più condanne definitive, la competenza a decidere sull'esecuzione spetta al giudice che ha emesso l'ultima sentenza divenuta irrevocabile, che in questo caso era la Corte d'Appello e non il giudice di primo grado. La violazione di questa regola procedurale ha comportato la nullità assoluta del provvedimento.
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Competenza giudice esecuzione: chi decide post appello?
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza per incompetenza funzionale, chiarendo che in caso di riforma sostanziale di una sentenza in appello, la competenza del giudice dell'esecuzione si sposta al giudice di secondo grado. Nel caso specifico, la Corte d'Appello, avendo ridotto la pena, era l'unica competente a decidere sulla continuazione dei reati.
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Competenza beni confiscati: chi decide dopo la sentenza?
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di competenza tra una Corte d'Appello e un Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) riguardo alla gestione di beni definitivamente confiscati per bancarotta. La Corte stabilisce che, una volta che la sentenza di confisca diventa irrevocabile, la giurisdizione passa dal giudice della cognizione al giudice dell'esecuzione. In questo specifico caso, la competenza beni confiscati spetta alla Corte d'Appello che ha emesso la sentenza di riforma sostanziale, la quale dovrà gestire le questioni pendenti e la destinazione finale dei beni.
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Competenza del giudice dell’esecuzione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto di giurisdizione tra GIP e Tribunale, stabilendo che la competenza del giudice dell'esecuzione spetta al giudice di primo grado quando la sentenza d'appello si limita a confermare la decisione precedente, senza apportare riforme sostanziali. La decisione si fonda sull'interpretazione dell'art. 665 del codice di procedura penale.
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Indagini difensive e revisione: la procedura corretta
La Corte di Cassazione interviene per chiarire la corretta procedura che il giudice dell'esecuzione deve seguire per autorizzare le indagini difensive in vista di un giudizio di revisione. Il caso riguarda la richiesta di un condannato di sentire un collaboratore di giustizia. La Corte annulla la decisione del giudice di merito per un errore procedurale, riqualificando il ricorso come opposizione e rinviando gli atti per un nuovo esame, sottolineando l'importanza di non valutare prematuramente l'utilità delle prove richieste dalla difesa.
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Pene sostitutive: i limiti della Riforma Cartabia
La Corte di Cassazione ha stabilito che le nuove e più favorevoli pene sostitutive, introdotte dalla Riforma Cartabia, non si applicano retroattivamente a condanne già divenute definitive prima dell'entrata in vigore della legge. La possibilità di richiederle in fase esecutiva è limitata ai soli casi in cui il processo era pendente in Cassazione al momento della riforma. Di conseguenza, è stata annullata un'ordinanza che aveva concesso la detenzione domiciliare sostitutiva al di fuori di tali presupposti.
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Giudice dell’esecuzione: la competenza dopo l’appello
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza della Corte di Appello, stabilendo che la competenza a decidere sulla richiesta di una pena sostitutiva spetta al giudice di primo grado. La sentenza chiarisce l'applicazione dell'art. 665 del codice di procedura penale, sottolineando che quando la sentenza di primo grado viene confermata in appello, la competenza funzionale per la fase esecutiva torna al primo giudice. Di conseguenza, il provvedimento emesso dal giudice d'appello è stato annullato per incompetenza.
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Reato continuato: errore di calcolo pena e annullamento
La Corte di Cassazione ha parzialmente annullato un'ordinanza relativa al calcolo della pena per un reato continuato. La corte di merito aveva erroneamente incluso un aumento di pena per un reato per il quale l'imputato era stato successivamente assolto. La Suprema Corte ha rigettato gli altri motivi di ricorso, relativi alla competenza del giudice e al principio del ne bis in idem, ma ha rinviato il caso per una corretta rideterminazione della sanzione complessiva.
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Fungibilità della pena: i limiti per reati associativi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva l'applicazione della fungibilità della pena. La richiesta è stata respinta perché i reati associativi per cui si chiedeva lo scomputo erano considerati una condotta unitaria e perdurante, non ancora conclusa al momento dell'inizio della carcerazione per un altro reato. La decisione si fonda sul principio che il giudice dell'esecuzione non può modificare la valutazione dei fatti coperta da giudicato.
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Atto abnorme: revoca illegittima in esecuzione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza con cui un Tribunale, in fase esecutiva, aveva revocato un proprio precedente provvedimento. La Corte ha qualificato tale revoca come un atto abnorme, in quanto l'unico rimedio esperibile contro il provvedimento originario era il ricorso per cassazione, già peraltro presentato dal pubblico ministero. La decisione crea una paralisi processuale e viola le norme procedurali che regolano le impugnazioni.
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