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Art. 665 Codice di Procedura Penale

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503 provvedimenti

Rimessione in termini: no se il PC si guasta all’ultimo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso, negando la rimessione in termini a un'imputata il cui difensore aveva depositato l'appello in ritardo a causa di un guasto informatico avvenuto poco prima della scadenza. Secondo la Corte, il malfunzionamento di un sistema privato non costituisce forza maggiore, poiché il difensore avrebbe dovuto agire con maggiore diligenza e prevedere alternative, a differenza di un disservizio del portale telematico della giustizia.
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Appello tardivo: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di inammissibilità di un appello presentato un giorno oltre il termine perentorio. L'ordinanza impugnata, emessa dalla Corte di Appello, aveva correttamente rilevato l'intempestività del deposito. La Suprema Corte ha chiarito che la verifica del rispetto dei termini è un dovere del giudice dell'impugnazione. Le giustificazioni addotte dal ricorrente, relative a una presunta causa di forza maggiore di natura informatica, sono state oggetto di un procedimento separato per la restituzione nel termine e non hanno potuto sanare l'originaria inammissibilità dell'appello tardivo. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile con condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Reato continuato: no se i reati sono occasionali
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una donna condannata per plurimi reati. La richiesta di applicazione del reato continuato è stata respinta poiché i crimini, commessi in un arco di nove anni, sono stati ritenuti frutto di decisioni estemporanee e non di un unico disegno criminoso prestabilito.
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Legittimazione a impugnare: chi può ricorrere?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore Generale contro una decisione del giudice dell'esecuzione. La sentenza ribadisce un principio fondamentale: la legittimazione a impugnare spetta esclusivamente al pubblico ministero che ha partecipato al procedimento di primo grado, non all'organo di grado superiore, che non può surrogarsi nelle sue funzioni.
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Competenza giudice esecuzione: la Cassazione chiarisce
In un conflitto tra tribunali, la Corte di Cassazione ha stabilito che la competenza del giudice dell'esecuzione, in presenza di più condanne definitive a carico della stessa persona, spetta al giudice che ha emesso l'ultima sentenza divenuta irrevocabile. Questo criterio, basato sull'art. 665, comma 4, c.p.p., si applica anche quando la questione esecutiva riguarda un solo e diverso titolo, al fine di accentrare la fase esecutiva presso un unico organo giurisdizionale.
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Competenza giudice dell’esecuzione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione risolve un conflitto negativo di competenza tra il Giudice per le Indagini Preliminari e il Tribunale monocratico, entrambi dello stesso foro. La questione riguardava l'individuazione del giudice competente a decidere sulla revoca di una sospensione condizionale della pena. La Suprema Corte ha ribadito il principio consolidato secondo cui la competenza del giudice dell'esecuzione, in caso di pluralità di condanne, spetta al giudice che ha emesso l'ultima sentenza divenuta irrevocabile, secondo un criterio puramente cronologico, indipendentemente dal titolo esecutivo oggetto della specifica istanza.
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Opponibilità confisca penale: tutela del terzo
Una società immobiliare ha agito in giudizio per far riconoscere la propria esclusiva proprietà su alcuni immobili oggetto di confisca penale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei gradi precedenti. L'ordinanza chiarisce che il terzo, che ritiene di essere proprietario di un bene confiscato, deve prima rivolgersi al giudice dell'esecuzione penale per dimostrare la propria buona fede e ottenere la revoca del provvedimento. Solo successivamente può, eventualmente, adire il giudice civile. Nel caso di specie, la società non ha fornito prova della propria buona fede, risultando collegata all'imputato nel procedimento penale. La questione centrale è l'opponibilità della confisca penale al terzo acquirente e il corretto percorso giurisdizionale da seguire.
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Spese sequestro penale: la Cassazione riqualifica l’appello
Una società chiede la restituzione delle spese per un collaboratore dopo la revoca di un sequestro. La Cassazione, affrontando il tema delle spese sequestro penale, stabilisce che il ricorso diretto non è ammissibile, ma lo riqualifica come opposizione da presentare al giudice dell'esecuzione, rinviando gli atti al Tribunale competente.
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Giudice dell’esecuzione: competenza e continuazione
La Corte di Cassazione chiarisce la competenza del giudice dell'esecuzione in caso di reato continuato. Con la sentenza n. 3410/2025, ha stabilito che se la Corte d'Appello modifica la sentenza di primo grado solo nella pena, la competenza per l'esecuzione, e quindi per decidere sulla continuazione, resta al giudice di primo grado. La Corte ha rigettato il ricorso del Procuratore che riteneva competente la Corte d'Appello in quanto autrice dell'ultima sentenza irrevocabile, specificando la prevalenza della norma speciale dell'art. 665, comma 2, c.p.p.
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Competenza giudice esecuzione: l’ultima sentenza decide
La Corte di Cassazione risolve un conflitto tra tribunali, ribadendo un principio fondamentale sulla competenza del giudice dell'esecuzione. Quando un soggetto ha accumulato più condanne definitive da corti diverse, la competenza per ogni questione esecutiva spetta al giudice che ha emesso l'ultima sentenza divenuta irrevocabile. Questa regola, basata sull'art. 665 c.p.p., ha carattere funzionale e assoluto, garantendo una gestione unitaria della posizione del condannato, indipendentemente dal fatto che l'istanza presentata riguardi un provvedimento diverso da quello emesso per ultimo.
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Confisca di prevenzione: i beni restano vincolati?
La Corte di Cassazione chiarisce che l'annullamento di una confisca di prevenzione non comporta l'automatica restituzione dei beni se questi sono soggetti a un'altra misura, come la confisca allargata, in un procedimento penale separato e ancora in corso. Il provvedimento impugnato, che negava la restituzione, è stato ritenuto corretto, in quanto il giudice della prevenzione non può interferire con il vincolo disposto dal giudice della cognizione penale, la cui misura resta efficace fino a decisione definitiva.
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Incidente probatorio revisione: chi è il giudice?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza della Corte d'Appello, chiarendo un punto fondamentale sulla competenza per l'incidente probatorio revisione. Prima che venga formalmente presentata l'istanza di revisione di una condanna definitiva, qualsiasi richiesta di assunzione di prove, come un incidente probatorio, deve essere rivolta al giudice dell'esecuzione e non alla Corte d'Appello designata per il giudizio di revisione. La competenza di quest'ultima sorge solo dopo il deposito dell'istanza di revisione. Di conseguenza, il provvedimento impugnato è stato annullato per incompetenza funzionale.
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Competenza esecutiva penale: esclusione misure prevenzione
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di competenza tra la Corte di Appello di Napoli e il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. La Suprema Corte stabilisce che, ai fini della determinazione della competenza esecutiva penale secondo l'art. 665, comma 4, c.p.p., non si deve tener conto delle decisioni relative a misure di prevenzione. Tali misure, non avendo natura penale e essendo regolate da una normativa autonoma (D.Lgs. 159/2011), non possono essere considerate l'ultima decisione irrevocabile per radicare la competenza. Di conseguenza, la competenza è stata attribuita alla Corte di Appello, quale giudice dell'esecuzione penale.
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Lavoro pubblica utilità onere: a chi spetta l’avvio?
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza che revocava la sospensione condizionale della pena a un imputato. La revoca era basata sulla mancata esecuzione del lavoro di pubblica utilità. La Corte ha stabilito che il 'lavoro di pubblica utilità onere' di avviare la procedura esecutiva spetta al Pubblico Ministero e non al condannato, il quale non è tenuto a prendere contatti autonomamente con gli uffici competenti. Il giudice dell'esecuzione, prima di revocare il beneficio, deve verificare l'operato del PM.
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Impugnazione spese sequestro: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione interviene sul tema dell'impugnazione spese sequestro nell'ambito delle misure di prevenzione. Una società aveva chiesto la restituzione di somme anticipate per i compensi di un collaboratore dell'amministratore giudiziario, a seguito della revoca del sequestro. Il Tribunale aveva rigettato l'istanza. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso diretto inammissibile, riqualificandolo come opposizione in sede di incidente di esecuzione e rimettendo gli atti al Tribunale di Lecce. La decisione chiarisce che la via corretta non è il ricorso per Cassazione, ma l'opposizione davanti allo stesso giudice che ha emesso il provvedimento.
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Impugnazione spese sequestro: la via corretta
Una società, dopo la revoca di un sequestro preventivo, ha chiesto il rimborso delle spese anticipate per un collaboratore dell'amministratore giudiziario. Il Tribunale ha respinto l'istanza. La società ha proposto ricorso diretto in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile in quella sede, chiarendo che la corretta procedura per l'impugnazione delle spese di sequestro è l'incidente di esecuzione. Ha quindi riqualificato il ricorso come opposizione e rinviato gli atti al Tribunale competente.
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Cumulo di pene: Cassazione su calcolo e detenzione
La Corte di Cassazione si pronuncia sul tema del cumulo di pene, annullando un'ordinanza che negava la detrazione della custodia cautelare. La sentenza stabilisce che, in caso di reati commessi in epoche diverse, è necessario creare 'cumuli parziali' e cronologici. La detenzione subita non può essere usata come 'credito' per reati futuri, ma deve essere correttamente imputata alle pene per i reati commessi prima dell'inizio della carcerazione stessa. Il giudice dell'esecuzione aveva errato nel non formare un cumulo distinto per un reato più datato, violando i principi di corretta determinazione della pena da espiare.
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Rinegoziazione della pena: come rinegoziare il patto
Un imputato, condannato con patteggiamento, chiede la riduzione della pena a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale che dichiara parzialmente illegittima la norma applicata. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che in questi casi non si può procedere con una modifica unilaterale da parte del giudice dell'esecuzione, ma è necessaria una rinegoziazione della pena tra le parti, annullando così la precedente decisione di inammissibilità.
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Competenza giudice esecuzione: il caso dell’assoluzione
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di giurisdizione sorto tra due giudici in seguito a sentenze contrastanti: una di condanna e una successiva di assoluzione per lo stesso fatto, entrambe definitive. La Corte stabilisce che la competenza del giudice dell'esecuzione spetta al giudice che ha emesso l'ultima sentenza divenuta irrevocabile, ma solo se questa ha effetti esecutivi. Una mera assoluzione, priva di statuizioni esecutive, non è idonea a radicare la competenza, che resta in capo al giudice della precedente sentenza di condanna.
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Competenza misure di sicurezza: chi decide?
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di giurisdizione tra un Tribunale e un Magistrato di Sorveglianza. La sentenza stabilisce che la competenza per le misure di sicurezza personali spetta in via funzionale ed esclusiva alla magistratura di sorveglianza. Questa decisione chiarisce che, in materia di esecuzione di misure come la libertà vigilata, la competenza specialistica del Magistrato di Sorveglianza prevale sulla regola generale che individua come competente il giudice che ha emesso la sentenza.
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