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Art. 589 Codice di Procedura Penale — Sezione Settima Penale

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Altri anni per Art. 589 Codice di Procedura Penale

Rinuncia al ricorso: inammissibilità e costi
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso in cui un imputato, dopo aver presentato istanza avverso una sentenza di un GIP, ha scelto formalmente la rinuncia al ricorso tramite il proprio difensore. La Corte ha pertanto dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione, condannando il soggetto al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria equitativamente determinata.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: le conseguenze
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso a seguito della rinuncia formale presentata dall'imputato tramite il proprio difensore. La decisione comporta l'applicazione della rinuncia al ricorso per cassazione, con conseguente condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 500 euro in favore della Cassa delle ammende.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di 'concordato in appello' per spaccio di stupefacenti. La Corte ribadisce che tale tipo di sentenza può essere impugnata solo per vizi relativi alla formazione della volontà, per una pronuncia difforme dall'accordo o per illegalità della pena, e non per contestare nel merito la responsabilità penale, motivo rinunciato con l'accordo stesso.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
Un soggetto, condannato per detenzione di stupefacenti a seguito di un concordato in appello, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando un vizio di motivazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che l'impugnazione di una sentenza patteggiata in secondo grado è consentita solo per motivi tassativi, come vizi nella formazione della volontà delle parti o illegalità della pena, e non per rimettere in discussione la responsabilità penale.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e doppia conforme
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili due ricorsi. Il primo per rinuncia ai motivi in appello, il secondo perché generico e non specifico contro una 'doppia conforme'. La decisione sottolinea i requisiti di specificità del ricorso inammissibile e le conseguenze della sua presentazione, inclusa la condanna al pagamento di spese e di una sanzione pecuniaria.
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Rinuncia al ricorso: le conseguenze economiche
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della rinuncia al ricorso in ambito penale. A seguito della rinuncia, il ricorso è stato dichiarato inammissibile per carenza di interesse, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, configurando la rinuncia come una forma di 'soccombenza'.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze e costi processuali
Un cittadino, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro un'ordinanza della Corte d'Appello, ha successivamente depositato un atto di rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, qualificando la rinuncia come un atto processuale irrevocabile. Di conseguenza, nonostante la rinuncia volontaria, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende, poiché la legge non distingue tra le diverse cause di inammissibilità.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza emessa a seguito di 'concordato in appello' (art. 599-bis c.p.p.). L'imputato aveva lamentato la mancata applicazione dell'art. 129 c.p.p. per una possibile assoluzione. La Corte ha ribadito che, una volta raggiunto l'accordo, i motivi di ricorso sono limitati ai vizi di volontà o procedurali dell'accordo stesso, escludendo doglianze sui motivi di appello a cui si è rinunciato.
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Ricorso inammissibile dopo concordato in appello
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La Corte chiarisce che, dopo un accordo processuale in appello ('concordato'), non è più possibile contestare nel merito la valutazione dei fatti, come la destinazione della sostanza. L'impugnazione è permessa solo per vizi procedurali relativi alla formazione dell'accordo stesso. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi contro una sentenza emessa a seguito di 'concordato in appello' (art. 599-bis c.p.p.). L'ordinanza chiarisce che l'impugnazione è limitata a vizi specifici dell'accordo o all'illegalità della pena. Le doglianze su motivi rinunciati, come la qualificazione giuridica o divergenze nominalistiche che non alterano la pena concordata, non possono essere fatte valere in sede di legittimità.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello (c.d. concordato in appello), ha presentato ricorso in Cassazione contestando la valutazione dei fatti. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'accordo sulla pena implica la rinuncia a tutti gli altri motivi di appello, salvo vizi procedurali specifici o l'applicazione di una pena illegale. Pertanto, non è più possibile contestare la responsabilità o le modalità del fatto.
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Ricorso inammissibile: limiti del concordato in appello
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una sentenza emessa a seguito di 'concordato in appello'. La decisione chiarisce che le censure relative alla determinazione della pena e alla mancata assoluzione non rientrano tra i motivi consentiti per impugnare tale tipo di accordo, ribadendo i rigidi limiti di questa procedura.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso proposto contro una sentenza che applicava il cosiddetto 'concordato in appello' (ex art. 599-bis c.p.p.). L'imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena rinunciando ad altri motivi di gravame, aveva tentato di sollevare proprio una delle questioni rinunciate. La Suprema Corte ha ribadito che l'accordo preclude la possibilità di contestare in sede di legittimità i punti oggetto di rinuncia, cristallizzando la decisione dell'appello.
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Concordato in appello: no ricorso per motivi rinunciati
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato avverso una sentenza di concordato in appello. L'ordinanza stabilisce che l'accordo sulla pena implica la rinuncia a tutti gli altri motivi, incluse le cause di proscioglimento ex art. 129 c.p.p., precludendo così un successivo ricorso per cassazione su tali punti.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi proposti da due imputati avverso una sentenza di "concordato in appello". L'ordinanza ribadisce che l'accordo sulla pena in secondo grado comporta la rinuncia a contestare nel merito la sussistenza del reato e la valutazione delle prove, precludendo un successivo ricorso per tali motivi. Questa decisione consolida il principio secondo cui il patteggiamento in appello limita fortemente le successive vie di impugnazione.
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Concordato in appello: i limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di concordato in appello. L'accordo sulla pena, previsto dall'art. 599-bis cod.proc.pen., preclude la possibilità di sollevare in Cassazione questioni relative alla responsabilità penale o alla qualificazione giuridica del fatto, poiché tali motivi si intendono rinunciati con l'accettazione del concordato.
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Patteggiamento in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 40979/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato da un imputato dopo aver concluso un patteggiamento in appello. La Corte ha stabilito che la rinuncia ai motivi di appello, funzionale all'accordo sulla pena, crea una preclusione processuale che impedisce di sollevare le stesse questioni in Cassazione, salvo che per vizi sull'accordo o illegalità della pena.
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Rinuncia all’impugnazione: inammissibilità e costi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a seguito della formale rinuncia all'impugnazione da parte dell'imputata. La decisione comporta l'estinzione del processo, la definitività della sentenza di secondo grado e la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Patteggiamento in appello: limiti al ricorso
Un imputato, dopo aver concordato la pena in secondo grado tramite patteggiamento in appello, ricorre in Cassazione lamentando la mancata assoluzione. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che l'accordo sulla pena implica la rinuncia ai motivi relativi alla colpevolezza, limitando la cognizione del giudice e precludendo un'analisi sul merito dell'assoluzione.
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Rinuncia all’impugnazione: inammissibilità e costi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a seguito della rinuncia all'impugnazione da parte del ricorrente. La decisione si fonda sull'articolo 591 del codice di procedura penale e comporta la condanna dell'appellante al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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