LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 589 Codice di Procedura Penale — Anno 2024

113 provvedimenti

Altri anni per Art. 589 Codice di Procedura Penale

Rinuncia al ricorso: le conseguenze economiche
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della rinuncia al ricorso in ambito penale. A seguito della rinuncia, il ricorso è stato dichiarato inammissibile per carenza di interesse, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, configurando la rinuncia come una forma di 'soccombenza'.
Continua »
Rinuncia ricorso Cassazione: spese e sanzione
Un imputato, dopo aver proposto ricorso contro il rigetto di una richiesta di detenzione domiciliare, ha effettuato una rinuncia ricorso Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 500 euro, ritenendo la rinuncia una causa di inammissibilità colpevole.
Continua »
Rinuncia al ricorso: inammissibilità e condanna spese
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a seguito della rinuncia formale presentata dal difensore dell'imputato. Il caso, originato da un sequestro preventivo di un complesso edilizio, si conclude con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende. La decisione sottolinea come la rinuncia al ricorso sia un atto che preclude l'esame nel merito della questione.
Continua »
Rinuncia ricorso Cassazione: le conseguenze legali
Una recente sentenza della Corte di Cassazione analizza le conseguenze della rinuncia ricorso Cassazione. A seguito della rinuncia formale da parte della ricorrente, che aveva impugnato un sequestro preventivo per reati ambientali, la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, condannando la parte al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Rinuncia all’impugnazione: firma non autenticata
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16994/2024, ha annullato una decisione di inammissibilità d'appello, stabilendo che la rinuncia all'impugnazione inviata per posta dall'imputato è inefficace se la firma non è autenticata. L'allegazione di una copia del documento d'identità non è sufficiente a sanare il vizio di forma, poiché non garantisce la certezza della provenienza dell'atto.
Continua »
Sequestro preventivo: le regole della Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16461/2024, ha rigettato il ricorso di un amministratore contro un'ordinanza di sequestro preventivo per omesso versamento di ritenute. La Corte ha confermato la legittimità del sequestro, chiarendo che la mancata partecipazione del PM all'udienza non costituisce rinuncia all'appello e che i presupposti del 'fumus commissi delicti' e del 'periculum in mora' erano stati correttamente valutati dal Tribunale sulla base di prove documentali e della precaria situazione finanziaria della società.
Continua »
Rinuncia al ricorso: conseguenze e costi processuali
Un cittadino, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro un'ordinanza della Corte d'Appello, ha successivamente depositato un atto di rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, qualificando la rinuncia come un atto processuale irrevocabile. Di conseguenza, nonostante la rinuncia volontaria, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende, poiché la legge non distingue tra le diverse cause di inammissibilità.
Continua »
Rinuncia al ricorso: inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato da un imputato in custodia cautelare per omicidio, a seguito della formale rinuncia all'impugnazione depositata dai suoi difensori. La decisione sottolinea come la rinuncia sia una causa di inammissibilità che impedisce l'esame nel merito del ricorso, comportando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25305/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato avverso una sentenza di condanna riformata in appello solo sulla pena a seguito di un 'concordato in appello'. La Corte ha chiarito che l'accordo sulla pena implica la rinuncia ai motivi relativi all'affermazione di responsabilità, creando una preclusione processuale che impedisce di sollevare tali questioni nel successivo giudizio di legittimità.
Continua »
Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di un concordato in appello. La decisione sottolinea che l'accordo sulla pena preclude la possibilità di contestare successivamente il bilanciamento delle circostanze, a meno che la sanzione concordata non sia illegale. Questo principio rafforza la natura dispositiva dell'accordo processuale.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un concordato in appello sulla pena, aveva impugnato la sentenza lamentando la mancata valutazione di cause di proscioglimento. La Corte ha stabilito che la rinuncia ai motivi di appello, funzionale all'accordo, crea una preclusione processuale che impedisce al giudice di Cassazione di esaminare questioni a cui la parte ha implicitamente rinunciato, anche se rilevabili d'ufficio.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso per cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La Corte ribadisce che l'accordo sulla pena, con rinuncia ai motivi di appello, preclude la possibilità di sollevare questioni in Cassazione, anche quelle relative a cause di proscioglimento.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza emessa a seguito di 'concordato in appello' (art. 599-bis c.p.p.). L'imputato aveva lamentato la mancata applicazione dell'art. 129 c.p.p. per una possibile assoluzione. La Corte ha ribadito che, una volta raggiunto l'accordo, i motivi di ricorso sono limitati ai vizi di volontà o procedurali dell'accordo stesso, escludendo doglianze sui motivi di appello a cui si è rinunciato.
Continua »
Accordo in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29116/2024, dichiara inammissibili due ricorsi. Il primo perché i motivi contestati erano stati oggetto di un accordo in appello, che preclude ulteriori impugnazioni su quei punti. Il secondo perché mirava a una rivalutazione dei fatti e delle prove, compito che non spetta al giudice di legittimità, ribadendo i confini del vizio di travisamento della prova.
Continua »
Rinuncia al ricorso: Cassazione inammissibile
Una ricorrente impugna un'ordinanza del Tribunale di Bergamo, ma successivamente il suo difensore deposita una formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, applicando la legge processuale, dichiara l'appello inammissibile per sopravvenuta rinuncia, condannando la parte al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Rinuncia all’impugnazione: inammissibilità e costi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso della parte civile a seguito di una formale rinuncia all'impugnazione. La sentenza chiarisce che tale atto produce l'estinzione immediata del gravame e comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende.
Continua »
Rinuncia al ricorso: inammissibilità e condanna spese
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 34549/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso a seguito della formale rinuncia presentata dall'imputato. Originariamente condannato per violenza privata e con il reato riqualificato in tentata estorsione in appello, l'imputato ha scelto di non proseguire l'impugnazione. La Suprema Corte, prendendo atto della rinuncia al ricorso, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende, senza entrare nel merito delle questioni sollevate.
Continua »
Divieto di reformatio in peius e reato continuato
La Corte di Cassazione ha esaminato due ricorsi. Ha dichiarato inammissibile quello contro una sentenza basata su un accordo in appello (art. 599-bis c.p.p.). Ha invece accolto parzialmente il secondo, annullando la sentenza per violazione del divieto di reformatio in peius. Il giudice d'appello, pur riducendo la pena totale, aveva illegittimamente aumentato la sanzione per un reato satellite rispetto al primo grado e omesso di motivare distintamente gli aumenti per ciascun reato.
Continua »
Rinuncia al ricorso: inammissibilità e spese legali
Un individuo, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro un'ordinanza in materia di custodia cautelare, ha formalmente effettuato una rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse. Di conseguenza, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle Ammende, qualificando la situazione come "soccombenza".
Continua »
Rinuncia al ricorso: conseguenze e spese processuali
La Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della rinuncia al ricorso. La sentenza analizza un caso in cui, a seguito di un sequestro probatorio, i ricorrenti hanno prima impugnato il provvedimento e poi rinunciato al ricorso. La Corte ha dichiarato l'inammissibilità, condannando i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. La decisione si fonda sul principio di "soccombenza", poiché l'esito del giudizio è determinato da un atto volontario del ricorrente e non da cause sopravvenute e imprevedibili.
Continua »