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Art. 589 Codice di Procedura Penale — Anno 2024

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113 provvedimenti

Altri anni per Art. 589 Codice di Procedura Penale

Rinuncia al ricorso: conseguenze e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a seguito della rinuncia presentata dal difensore. L'ordinanza analizza le conseguenze processuali di tale atto, tra cui la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria. La decisione scaturisce da un procedimento relativo alla confisca di un immobile, dove i ricorrenti, dopo aver impugnato il decreto della Corte d'Appello, hanno deciso di abbandonare il ricorso. La Suprema Corte, applicando il codice di procedura penale, conferma che la rinuncia al ricorso comporta la chiusura del procedimento e l'esecuzione del provvedimento impugnato.
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Patteggiamento in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 40979/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato da un imputato dopo aver concluso un patteggiamento in appello. La Corte ha stabilito che la rinuncia ai motivi di appello, funzionale all'accordo sulla pena, crea una preclusione processuale che impedisce di sollevare le stesse questioni in Cassazione, salvo che per vizi sull'accordo o illegalità della pena.
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Rinuncia all’impugnazione: inammissibilità e costi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a seguito della formale rinuncia all'impugnazione presentata dal difensore dell'imputato. La vicenda, originata da un giudizio per diffamazione dinanzi al Giudice di Pace, evidenzia come tale atto processuale precluda l'esame nel merito e comporti la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso presentato da un imputato dopo aver definito la pena tramite un concordato in appello. La Corte chiarisce che l'accordo sulla pena implica una rinuncia agli altri motivi di impugnazione, creando una preclusione processuale che impedisce di sollevare in Cassazione questioni relative alla responsabilità penale, anche se potenzialmente rilevabili d'ufficio.
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Carenza di interesse: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata per sopravvenuta carenza di interesse. Il ricorso era stato presentato contro un'ordinanza di sequestro probatorio di due armi. Poiché le armi sono state restituite alla ricorrente prima della decisione, la Corte ha stabilito che non sussisteva più un interesse concreto alla pronuncia, annullando il ricorso senza condanna alle spese processuali.
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Concordato in appello: prescrizione e ricorso per cassazione
La Corte di Cassazione ha chiarito che, anche in caso di 'concordato in appello', è possibile ricorrere se il reato si è prescritto prima della sentenza di secondo grado. Nel caso di specie, la Corte ha annullato parzialmente la condanna per un reato estinto per prescrizione, ricalcolando la pena, ma ha dichiarato inammissibile il ricorso per un altro reato non ancora prescritto, confermando un importante principio a tutela dell'imputato.
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Rinuncia al Ricorso: Inammissibilità e Conseguenze
Un imputato, sottoposto a custodia cautelare per tentato omicidio, ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della discussione, ha formalizzato la rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'impugnazione inammissibile, confermando di fatto il provvedimento precedente e condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali. La sentenza chiarisce l'effetto definitivo e automatico della rinuncia nel processo penale.
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Rinuncia all’impugnazione: inammissibilità e costi
Un soggetto, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro il diniego di sostituzione della custodia in carcere con gli arresti domiciliari, decide di rinunciare all'atto. La Corte Suprema di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile a causa della rinuncia all'impugnazione, affermando che tale atto determina una situazione di "soccombenza". Di conseguenza, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria alla Cassa delle Ammende.
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Rinuncia al ricorso: sanzioni anche se si ritira?
La Corte di Cassazione chiarisce che la rinuncia al ricorso ne determina l'inammissibilità, con conseguente condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. La Corte ha stabilito che, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., la sanzione è dovuta per qualsiasi causa di inammissibilità, inclusa la rinuncia, ma il suo importo può essere mitigato in base alla tempestività della stessa.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione non decide
La Corte di Cassazione ha esaminato i ricorsi di tre imputati condannati per reati di droga. Per due di essi, ha dichiarato il ricorso inammissibile a causa della genericità e della natura fattuale dei motivi, condannandoli al pagamento delle spese. Per il terzo imputato, ha parzialmente accolto il ricorso, annullando la sentenza solo riguardo alla pena a causa di un evidente errore materiale e rideterminandola in una misura inferiore. La decisione sottolinea i rigorosi limiti del giudizio di legittimità.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze e inammissibilità
Un soggetto propone un ricorso straordinario per errore di fatto alla Corte di Cassazione. Successivamente, presenta una formale dichiarazione di rinuncia al ricorso. La Corte, prendendo atto della rinuncia, dichiara il ricorso inammissibile e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle Ammende. La decisione sottolinea come la rinuncia all'impugnazione comporti conseguenze procedurali ed economiche previste dalla legge.
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Rinuncia al ricorso: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso a seguito della rinuncia al ricorso presentata dal procuratore speciale del ricorrente. La Corte ha stabilito che la rinuncia, essendo una dichiarazione abdicativa chiara e proveniente dal soggetto legittimato, determina una carenza di interesse, con conseguente condanna al pagamento delle spese processuali.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato avverso una sentenza della Corte d'Appello che aveva rideterminato la pena a seguito di un concordato in appello. La Suprema Corte ha chiarito che l'accordo sulla pena implica la rinuncia agli altri motivi di gravame, creando una preclusione processuale che impedisce di sollevare in Cassazione questioni, anche rilevabili d'ufficio, a cui si è rinunciato, come il presunto vizio di motivazione sull'assenza di cause di proscioglimento.
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Concordato in Appello: Revoca del Consenso del PM
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 42833/2024, ha stabilito un importante principio sul concordato in appello. Il Pubblico Ministero può revocare il proprio consenso all'accordo sulla pena fino a quando la Corte d'appello non si è riservata la decisione. La Corte ha invece annullato con rinvio la sentenza per un vizio di motivazione relativo al mancato riconoscimento delle attenuanti generiche, giudicando erroneo il riferimento a un bilanciamento di circostanze mai avvenuto.
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Rinuncia impugnazione: quali sono le conseguenze?
Analisi di un'ordinanza della Corte di Cassazione in cui un ricorso avverso un sequestro probatorio viene dichiarato inammissibile a seguito di una rinuncia impugnazione da parte del ricorrente. La decisione comporta la condanna al pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
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Rinuncia all’impugnazione: niente spese se cessa l’interesse
Un soggetto, sottoposto agli arresti domiciliari, presenta ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la misura viene revocata, rendendo il ricorso privo di interesse. A seguito della rinuncia all'impugnazione, la Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile ma, data la sopravvenuta carenza di interesse non imputabile al ricorrente, esclude la condanna al pagamento delle spese processuali e di eventuali ammende.
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Rinuncia al ricorso: quando è inammissibile?
Un indagato, in custodia cautelare in carcere per reati legati alle armi, presenta ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, ottiene gli arresti domiciliari da un altro giudice. Di conseguenza, presenta una rinuncia al ricorso, che la Corte Suprema dichiara inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza condannarlo al pagamento delle spese processuali.
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Principio di specialità: Cassazione e interesse
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso sul principio di specialità per sopravvenuta carenza d'interesse, poiché un nuovo provvedimento del PM aveva già accolto le richieste del ricorrente, escludendo l'esecuzione di pene antecedenti alla consegna.
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Lapsus calami: quando non è errore di percezione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso straordinario, chiarendo che un evidente errore di battitura ('lapsus calami') in una precedente sentenza non può essere confuso con un errore di percezione dei fatti. Il ricorrente, basando il suo appello su questo presunto errore, è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria per la manifesta infondatezza del motivo.
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Responsabilità 231: Cassazione annulla per difetto di motivazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29735/2024, ha affrontato un complesso caso di associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale e al contrabbando di prodotti petroliferi. Mentre ha dichiarato inammissibili i ricorsi degli imputati persone fisiche, ha annullato con rinvio la condanna inflitta alla società coinvolta. La decisione sottolinea un principio fondamentale in materia di responsabilità 231: non basta la commissione di un reato da parte degli amministratori, ma è necessario che l'accusa dimostri in modo specifico la 'colpa in organizzazione' dell'ente e il vantaggio concreto da esso ottenuto.
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