LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 589 Codice di Procedura Penale

701 provvedimenti

Sfoglia per anno

Sfoglia per sezione

Rinuncia al ricorso per cassazione: processo chiuso con spese
Un indagato sottoposto alla misura cautelare dell'obbligo di dimora ha impugnato l'ordinanza del Tribunale del riesame davanti alla Corte di Cassazione per presunti vizi di motivazione. Prima della decisione, il difensore ha depositato un atto di rinuncia sottoscritto personalmente dall'assistito e trasmesso tramite posta elettronica certificata. I giudici di legittimità hanno preso atto della volontà difensiva e hanno formalizzato l'inammissibilità del procedimento. La rinuncia al ricorso per cassazione preclude qualsiasi esame del merito e chiude definitivamente la vicenda cautelare. La Suprema Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una sanzione pecuniaria di cinquecento euro a favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Rinuncia al Ricorso Penale: Molestia e Costi Processuali
Una persona era stata condannata per molestia o disturbo alle persone. Ha presentato ricorso contro questa condanna. Successivamente, ha deciso di ritirare il suo ricorso per Cassazione. La Corte ha preso atto di questa rinuncia al ricorso penale e ha dichiarato il ricorso inammissibile. Di conseguenza, la persona è stata condannata a pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
Continua »
Concordato in appello e calcolo pena: i limiti del ricorso
L'Imputato ha stipulato un concordato in appello per rideterminare la sanzione penale in continuazione con una precedente condanna, rinunciando ai generali motivi di impugnazione. Successivamente ha proposto ricorso per cassazione contestando l'omessa esplicitazione dello sconto per il rito abbreviato sulla pena concordata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il concordato in appello preclude successive contestazioni sulla quantificazione della pena, a meno che non si tratti di una sanzione illegale, cioe del tutto estranea ai limiti edittali o di specie diversa da quella legale. Gli errori interni di calcolo non rendono la pena illegale se il risultato finale rispetta l'accordo tra le parti e le norme edittali. L'Imputato e stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Sequestro preventivo per frode fiscale: beni bloccati e rinuncia
Il Tribunale confermava il sequestro preventivo emesso a carico dell'amministratore di una società, indagato per frode tributaria tramite l'uso di fatture per operazioni inesistenti. L'indagato ricorreva per Cassazione contestando la competenza territoriale, l'assenza dei presupposti del reato e la mancanza del pericolo nel ritardo. Successivamente, tramite il proprio difensore di fiducia, l'amministratore presentava formale rinuncia all'impugnazione. La Suprema Corte ha preso atto della cessazione dell'interesse ad agire e ha dichiarato inammissibile il ricorso sul sequestro preventivo per frode fiscale. A causa della rinuncia preventiva, i giudici non hanno applicato la consueta condanna al pagamento delle spese processuali a carico dell'indagato, lasciando tuttavia fermo il vincolo cautelare sui beni.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: carcere e spese
Un appartenente alle forze dell'ordine, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa per aver rivelato informazioni riservate a esponenti criminali, ha impugnato l'ordinanza del Tribunale del Riesame che confermava la custodia cautelare in carcere. La difesa contestava l'attualità delle esigenze cautelari e la proporzione della misura carceraria rispetto agli arresti domiciliari. Tuttavia, prima della trattazione in udienza, l'indagato ha formalizzato la rinuncia al ricorso per cassazione tramite dichiarazione sottoscritta e autenticata dal difensore. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione per sopravvenuta rinuncia, condannando il ricorrente al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di una sanzione di cinquecento euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Concordato in appello: l’accordo che blocca il ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato contro una sentenza d'appello per un reato di droga. Il motivo principale risiede nel fatto che il procedimento era stato definito con un concordato in appello, un accordo sulla pena. Questo tipo di accordo limita drasticamente le possibilità di impugnazione successiva, consentendo solo vizi specifici legati alla volontà delle parti, al consenso del Pubblico Ministero o alla legalità della pena concordata. Il Ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: costi della scelta
Due soggetti indagati per bancarotta fraudolenta, reati tributari e autoriciclaggio subiscono misure restrittive della libertà personale. Il Tribunale del riesame conferma la custodia in carcere per l'uno e gli arresti domiciliari per l'altra. La difesa impugna l'ordinanza dinanzi ai giudici di legittimità per contestare la gravità indiziaria e le esigenze cautelari. Prima dell'udienza, il difensore munito di apposita procura presenta formale rinuncia all'impugnazione. La Suprema Corte accerta la rinuncia al ricorso per cassazione ed emette pronuncia di inammissibilità. Tale esito comporta la condanna dei due indagati al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Rinuncia al Ricorso Penale: L’Appello Diventa Inammissibile
La Suprema Corte ha esaminato il caso di un Ricorrente che aveva impugnato una decisione della Corte d'Appello, la quale aveva dichiarato inammissibile la sua richiesta di ricusazione di un giudice. Durante il procedimento di ricorso, il Ricorrente ha comunicato formalmente la sua volontà di rinunciare al ricorso penale. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha condannato il Ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di 500 euro a favore della Cassa delle ammende. La rinuncia al ricorso penale ha determinato l'esito del giudizio.
Continua »
Rinuncia al ricorso per Cassazione: spetta pagare le spese
Un condannato ha presentato ricorso davanti alla Suprema Corte contro un provvedimento emesso dal Tribunale di Sorveglianza. Successivamente, prima dell'udienza, la persona interessata ha depositato un formale atto di rinuncia. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione per sopravvenuta perdita di interesse. A seguito della rinuncia al ricorso per cassazione, i giudici hanno condannato il ricorrente al pagamento delle spese di giudizio. Inoltre, non sussistendo elementi capaci di escludere la colpa nella causazione dell'inammissibilità, la Corte ha imposto il pagamento di una sanzione di cinquecento euro a favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Ricorso inammissibile pena concordata: l’accordo prevale sull’impugnazione
Un imputato ha presentato ricorso contro una sentenza d'appello. Questa sentenza era frutto di un accordo tra l'imputato e il pubblico ministero sulla pena. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che non si può impugnare una pena concordata, a meno che non si dimostri la sua illegalità. L'accordo tra le parti, una volta accettato dal giudice, non è modificabile unilateralmente. Il ricorso è stato quindi respinto, con condanna dell'imputato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle Ammende. Questo rafforza il principio del ricorso inammissibile pena concordata.
Continua »
Rinuncia all’impugnazione penale: quando l’appello si ferma
Un Imputato, sottoposto a custodia cautelare per reati di droga, aveva presentato ricorso contro l'ordinanza del Tribunale del Riesame. Successivamente, tramite il suo difensore, ha deciso di esercitare la `rinuncia all'impugnazione penale` presentata alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha preso atto di questa volontà, dichiarando il ricorso inammissibile. Di conseguenza, l'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di 500 euro a favore della Cassa delle ammende, a causa della sua rinuncia.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione e condanna alle spese
L'Imputato viene condannato in primo grado per reati di resistenza e lesioni. La Corte d'Appello dichiara i reati estinti per prescrizione, ma conferma le condanne civili al risarcimento dei danni. L'Imputato propone impugnazione davanti alla Corte di Cassazione tramite il proprio difensore. Successivamente, il difensore munito di procura speciale presenta una formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione prende atto della rinuncia depositata ed effettua la declaratoria di inammissibilità del ricorso. Questa decisione comporta la condanna dell'Imputato al pagamento delle spese del processo e al versamento di una sanzione pecuniaria pari a tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
Continua »
Delitto di riciclaggio: accusa grave ma ricorso ritirato
Il Tribunale della Libertà confermava la custodia cautelare in carcere a carico di un indagato per il delitto di riciclaggio di proventi legati alla criminalità organizzata. La difesa impugnava il provvedimento davanti alla Corte di Cassazione, sostenendo l'assenza di prove sulla provenienza illecita del denaro e invocando l'inapplicabilità della norma per presunta partecipazione al reato associativo presupposto. Prima della discussione in udienza, il difensore munito di procura speciale depositava un formale atto di rinunzia all'impugnazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso a causa della rinuncia, condannando il ricorrente al pagamento delle sole spese processuali ed escludendo la sanzione pecuniaria alla Cassa delle Ammende per la natura volontaria dell'atto.
Continua »
Rinuncia al Ricorso Penale: Libertà Riacquistata, Appello Inammissibile
Due individui hanno impugnato una decisione che aveva sostituito la loro detenzione in carcere con gli arresti domiciliari, contestando vizi procedurali e la gravità indiziaria. Tuttavia, i loro difensori hanno presentato una **rinuncia al ricorso penale** poiché le misure cautelari erano state revocate. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili a causa di questa rinuncia, considerandola un atto formale e irrevocabile. Nonostante l'inammissibilità, i ricorrenti non sono stati condannati al pagamento delle spese processuali, dato che la perdita di interesse era sopravvenuta dopo la proposizione del ricorso.
Continua »
Inammissibilità Ricorso Penale: Quando l’Accordo Prevale sull’Appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale presentato da un imputato contro una sentenza di concordato in appello. L'imputato contestava la mancata valutazione delle condizioni di proscioglimento e di non punibilità, ma la Corte ha chiarito che tali motivi non sono ammissibili quando si ricorre contro una sentenza basata su un accordo in appello. La legge prevede specifici motivi per contestare queste sentenze, e quelli sollevati dall'imputato rientravano tra i motivi rinunciati o non consentiti. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e l'imputato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: condanna a spese e sanzione
L'Imputato, condannato per detenzione di sostanze stupefacenti in sede di rinvio, ha proposto impugnazione davanti alla Corte Suprema. Successivamente, il suo difensore munito di apposita procura speciale ha formalizzato la rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione. La rinuncia volontaria non esonera la parte dalle conseguenze economiche del giudizio: i giudici hanno condannato l'Imputato alle spese processuali e al pagamento di cinquecento euro a favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: sequestro confermato e sanzione
L'indagato, coinvolto in un procedimento penale per il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, ha subito il sequestro preventivo dell'azienda cooperativa, delle quote sociali e di somme di denaro destinate alla confisca. Dopo aver contestato il provvedimento cautelare dinanzi ai giudici di merito, l'indagato ha presentato impugnazione di legittimità sollevando presunti vizi di motivazione e incompetenza territoriale. Prima dell'udienza, il difensore munito di procura speciale ha formalizzato la rinuncia all'impugnazione. La Suprema Corte ha preso atto dell'atto abdicativo dichiarando l'inammissibilità dell'azione. Tale esito ha comportato la definitività del sequestro e la condanna del ricorrente alle spese e a una sanzione pecuniaria.
Continua »
Rinuncia al ricorso in cassazione: sanzioni e spese
L'Imputato ha proposto ricorso alla Corte di Cassazione per contestare il trattamento sanzionatorio stabilito dalla Corte d'Appello. Prima dell'udienza, il suo difensore, munito di apposita procura speciale, ha formalizzato la rinuncia al ricorso in cassazione. A fronte di tale atto volontario, la Suprema Corte ha preso atto della scelta della difesa e ha dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione. La decisione comporta dirette conseguenze economiche per l'Imputato, il quale è stato condannato al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di una sanzione di 500 euro in favore della Cassa delle Ammende.
Continua »
Favoreggiamento immigrazione clandestina: Ricorsi inammissibili e condanne confermate
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due soggetti condannati per **favoreggiamento immigrazione clandestina**. I due uomini avevano organizzato il trasporto illegale di 73 cittadini pachistani in Italia, ricevendo circa 5.600 euro per ciascuno. Uno dei ricorrenti ha rinunciato all'impugnazione, rendendo il suo ricorso inammissibile. Per l'altro, la Cassazione ha respinto le contestazioni sulla valutazione delle prove e sulla pena, confermando la condanna. Ha ritenuto infondato il motivo sulla correlazione tra accusa e sentenza, poiché l'aggravante del vantaggio economico era implicita nella condotta contestata.
Continua »
Rinuncia al ricorso per Cassazione: condanna e Cassa ammende
L'Imputata subisce una condanna per rapina aggravata e lesioni personali. Il difensore propone impugnazione dinanzi ai giudici di legittimità, ma in un momento successivo l'assistita formalizza la rinuncia al ricorso per Cassazione. La Suprema Corte prende atto della scelta volontaria e dichiara l'inammissibilità dell'impugnazione. La decisione di ritirare l'atto produce conseguenze economiche immediate. I magistrati condannano la parte rinunciante al pagamento di tutte le spese processuali e al versamento di una sanzione di cinquecento euro a favore della Cassa delle ammende, rilevando profili di colpa derivanti dalla causa di inammissibilità determinata dall'abbandono del giudizio penale.
Continua »