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Art. 589 Codice di Procedura Penale — Sezione Settima Penale

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319 provvedimenti

Altri anni per Art. 589 Codice di Procedura Penale

Concordato in appello: prescrizione e ricorso per cassazione
La Corte di Cassazione ha chiarito che, anche in caso di 'concordato in appello', è possibile ricorrere se il reato si è prescritto prima della sentenza di secondo grado. Nel caso di specie, la Corte ha annullato parzialmente la condanna per un reato estinto per prescrizione, ricalcolando la pena, ma ha dichiarato inammissibile il ricorso per un altro reato non ancora prescritto, confermando un importante principio a tutela dell'imputato.
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Rinuncia al ricorso: sanzioni anche se si ritira?
La Corte di Cassazione chiarisce che la rinuncia al ricorso ne determina l'inammissibilità, con conseguente condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. La Corte ha stabilito che, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., la sanzione è dovuta per qualsiasi causa di inammissibilità, inclusa la rinuncia, ma il suo importo può essere mitigato in base alla tempestività della stessa.
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Rinuncia al ricorso: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso a seguito della rinuncia al ricorso presentata dal procuratore speciale del ricorrente. La Corte ha stabilito che la rinuncia, essendo una dichiarazione abdicativa chiara e proveniente dal soggetto legittimato, determina una carenza di interesse, con conseguente condanna al pagamento delle spese processuali.
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Lapsus calami: quando non è errore di percezione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso straordinario, chiarendo che un evidente errore di battitura ('lapsus calami') in una precedente sentenza non può essere confuso con un errore di percezione dei fatti. Il ricorrente, basando il suo appello su questo presunto errore, è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria per la manifesta infondatezza del motivo.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di 'concordato in appello'. La Suprema Corte chiarisce che, aderendo all'accordo, l'imputato rinuncia a far valere motivi legati al merito, come la richiesta di proscioglimento, potendo contestare solo vizi legati alla formazione della volontà o al contenuto dell'accordo stesso.
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Rinuncia al ricorso: inammissibilità e condanna
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a seguito della rinuncia presentata personalmente dal ricorrente. La decisione si basa sull'applicazione diretta delle norme del codice di procedura penale. A seguito della dichiarazione di inammissibilità per rinuncia al ricorso, il soggetto viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso in Cassazione: inammissibile senza avvocato
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 15/05/2024, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni imputati condannati per spaccio. La decisione si fonda su un vizio procedurale: il ricorso in Cassazione era stato proposto personalmente dagli imputati e non, come richiesto dalla legge, da un avvocato abilitato. Un altro ricorso è stato dichiarato inammissibile per rinuncia, rendendo la condanna definitiva.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso proposto contro una sentenza di concordato in appello. La Corte ribadisce che, una volta accettato l'accordo sulla pena, non è più possibile contestare la responsabilità penale nel merito, ma solo eccepire vizi specifici legati alla formazione della volontà o al contenuto dell'accordo stesso. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Accordo in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato da tre imputati che avevano precedentemente raggiunto un accordo in appello per la riduzione della pena per i reati di tentato omicidio e porto d'armi. La Suprema Corte chiarisce che la rinuncia ai motivi di appello, elemento essenziale dell'accordo ex art. 599-bis c.p.p., ha un effetto preclusivo che impedisce qualsiasi successiva impugnazione, anche su questioni rilevabili d'ufficio.
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Concordato in Appello: Limiti del Ricorso Cassazione
Un imputato, condannato per reati legati agli stupefacenti, ha presentato ricorso in Cassazione contro la sentenza emessa a seguito di un 'concordato in appello'. L'imputato lamentava l'illegalità della pena e sollevava questioni di costituzionalità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'accordo processuale limita drasticamente i motivi di impugnazione. È possibile ricorrere solo per vizi nella formazione della volontà delle parti o per una pena palesemente illegale, escludendo i motivi a cui si è rinunciato con l'accordo, comprese le questioni di legittimità costituzionale.
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Rinunzia al ricorso: conseguenze in Cassazione
Un soggetto, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro il rigetto di un'istanza sul reato continuato, ha deciso di ritirarlo. La Suprema Corte, a seguito di questa formale rinunzia al ricorso, ha dichiarato l'appello inammissibile, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di 500 euro alla Cassa delle ammende.
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Rinuncia al ricorso: inammissibilità e condanna
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un appello a seguito della rinuncia al ricorso da parte dell'imputato. La decisione, basata sull'art. 591 c.p.p., sottolinea come la rinuncia, intervenuta dopo un vaglio preliminare di inammissibilità, comporti la condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze e condanna alle spese
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della rinuncia al ricorso. A seguito della rinuncia formale da parte dell'imputato, la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3.000 euro a favore della Cassa delle ammende.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13489/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello. Il caso verteva sul **concordato in appello**, un accordo tra le parti sulla pena. La Suprema Corte ha ribadito che, una volta raggiunto e formalizzato, tale accordo non può essere impugnato unilateralmente, salvo l'ipotesi di pena illegale, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso inammissibile dopo concordato in appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per bancarotta fraudolenta. La decisione si fonda sul fatto che l'imputato aveva precedentemente raggiunto un accordo sulla pena in appello (c.d. 'concordato in appello' ex art. 599-bis c.p.p.), atto che implica una rinuncia a tutti gli altri motivi di impugnazione. La Suprema Corte ha ribadito che tale accordo costituisce un negozio processuale che, una volta ratificato dal giudice, preclude la possibilità di mettere in discussione la responsabilità penale e limita la cognizione del giudice ai soli punti non oggetto di rinuncia.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello non è valido
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile per due motivi fondamentali: la tardività nella presentazione e l'impugnazione di una pena concordata in appello. La decisione sottolinea che l'accordo processuale ex art. 599-bis c.p.p. è un negozio giuridico vincolante che non può essere unilateralmente modificato, salvo che la pena sia illegale. La tardività, anche di pochi giorni, è un vizio insanabile che preclude l'esame del merito.
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Concordato in appello: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che contestava la misura della pena precedentemente pattuita tramite un concordato in appello. L'ordinanza ribadisce che tale accordo è un negozio processuale vincolante, non modificabile unilateralmente se non per palese illegalità della pena.
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Concordato in appello: i limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di "concordato in appello". La Corte ha ribadito che, una volta raggiunto l'accordo processuale previsto dall'art. 599-bis c.p.p., non è possibile lamentare la mancata valutazione di cause di proscioglimento, in quanto tali motivi si intendono rinunciati. Il ricorso è ammesso solo per vizi relativi alla formazione dell'accordo stesso.
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Concordato in appello: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di concordato in appello. La decisione si fonda sul principio che, aderendo all'accordo sulla pena, l'imputato rinuncia a motivi di appello diversi da quelli tassativamente previsti, come i vizi della volontà, escludendo la possibilità di lamentare la mancata valutazione di cause di proscioglimento.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La Corte ribadisce che, una volta raggiunto l'accordo sulla pena, i motivi di ricorso sono limitati e non possono riguardare questioni a cui si è rinunciato, come la motivazione o la riqualificazione del reato.
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