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Art. 589 Codice di Procedura Penale — Sezione Settima Penale

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319 provvedimenti

Altri anni per Art. 589 Codice di Procedura Penale

Rinuncia ricorso Cassazione: conseguenze e costi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a seguito della formale rinuncia presentata dal difensore dell'imputato. L'ordinanza analizza le conseguenze automatiche di tale atto, tra cui la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende. Il caso evidenzia come la rinuncia al ricorso in Cassazione non sia un atto neutro, ma comporti precise responsabilità economiche.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6633/2025, chiarisce i limiti del ricorso contro una sentenza emessa a seguito di 'concordato in appello' (art. 599-bis c.p.p.). L'accordo sulla pena comporta la rinuncia ad altri motivi, creando una preclusione processuale. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché basato su motivi estranei all'accordo (una misura cautelare) o manifestamente infondati (una pena accessoria), confermando che l'impugnazione è possibile solo in casi eccezionali di illegalità della pena o vizi del consenso.
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Patteggiamento in appello: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di quattro imputati contro una sentenza d'appello. La Corte ha stabilito che, in caso di patteggiamento in appello (art. 599-bis c.p.p.), le eccezioni generiche sulla mancata motivazione o sull'omessa applicazione dell'art. 129 c.p.p. non sono ammissibili, limitando la cognizione del giudice ai soli motivi non rinunciati.
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Concordato in appello: i limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato avverso una sentenza di "concordato in appello". La Suprema Corte ha ribadito che l'accordo sulla pena preclude la possibilità di sollevare in sede di legittimità questioni relative a motivi rinunciati, come la mancata valutazione di cause di proscioglimento, consolidando un principio fondamentale della procedura penale.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza basata su un concordato in appello. L'accordo sulla pena, secondo la Corte, implica la rinuncia a far valere motivi precedentemente proposti, inclusa la richiesta di proscioglimento. Il ricorso avverso tale sentenza è consentito solo per vizi specifici dell'accordo e non per questioni di merito rinunciate.
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Concordato in appello: limiti all’impugnazione
Un imputato, dopo aver ottenuto una riduzione della pena tramite un concordato in appello, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando l'errata applicazione della recidiva e la mancata revoca della confisca. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che l'accordo sulla pena, proprio del concordato in appello, implica la rinuncia a tutti gli altri motivi, che non possono quindi essere riesaminati in sede di legittimità.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due imputati contro una sentenza d'appello basata su un concordato in appello. La Corte chiarisce che l'accordo sulla pena preclude successive contestazioni, salvo illegalità della pena stessa. Gli apparenti vizi lamentati, come la reformatio in peius, sono stati declassati a meri errori materiali non influenti sul calcolo finale della pena.
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Concordato in appello: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. Il ricorrente aveva chiesto il proscioglimento, ma la Corte ha ribadito che, una volta raggiunto l'accordo, non si possono sollevare questioni di merito, ma solo vizi relativi alla formazione dell'accordo stesso. Con l'accettazione del concordato in appello, l'imputato rinuncia a contestare la propria responsabilità.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze e spese processuali
Un soggetto, dopo aver impugnato un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza, decide di ritirare il proprio appello. La Corte di Cassazione, prendendo atto della rinuncia al ricorso, dichiara l'impugnazione inammissibile e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 500 euro alla Cassa delle ammende, come previsto dalla legge in questi casi.
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Rinuncia ricorso penale: inammissibilità e costi
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della rinuncia al ricorso penale. A seguito della rinuncia volontaria presentata dal difensore, il ricorso contro una sentenza di condanna è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha quindi condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di cinquecento euro a favore della Cassa delle ammende, confermando l'automatismo di tali sanzioni in assenza di elementi che escludano la colpa.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza che aveva applicato una pena concordata tra le parti. L'imputato, dopo aver raggiunto un accordo in appello sulla pena (il cosiddetto concordato in appello) e aver rinunciato agli altri motivi di impugnazione, aveva tentato di contestare proprio quella pena dinanzi alla Cassazione. La Corte ha stabilito che non si può impugnare un accordo liberamente sottoscritto, confermando l'inammissibilità del ricorso e condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso inammissibile: accordo sulla pena in appello
La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile presentato da un imputato contro una sentenza di appello che aveva recepito un accordo sulla pena (ex art. 599-bis c.p.p.). L'impugnazione è stata respinta poiché verteva su punti oggetto di rinuncia e sul trattamento sanzionatorio concordato. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile dopo concordato in appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato che, dopo aver accettato una rideterminazione della pena in appello (c.d. concordato), ha tentato di contestare la propria responsabilità. La Corte ha stabilito che la rinuncia ai motivi di appello, presupposto del concordato, preclude la possibilità di riproporli in Cassazione, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: quando il ricorso è nullo
Un soggetto, condannato per reati legati agli stupefacenti, ha stipulato un accordo in secondo grado sulla pena. Successivamente, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando proprio la pena e la responsabilità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che una sentenza basata su un concordato in appello può essere impugnata solo per difetti procedurali legati alla formazione dell'accordo stesso (es. vizi della volontà), e non per rimettere in discussione il merito della pena pattuita, a meno che questa non sia illegale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: i limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1551/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata avverso una sentenza di "concordato in appello". La Corte ha ribadito che, dopo l'accordo tra le parti sulla pena, il ricorso per cassazione è consentito solo per vizi specifici legati alla formazione della volontà, al consenso del PM o a una pronuncia difforme dall'accordo. Non è possibile, invece, sollevare questioni di merito rinunciate con l'accordo, come la mancata applicazione dell'obbligo di proscioglimento immediato (art. 129 c.p.p.). Il ricorso è stato quindi respinto con condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di "concordato in appello". La Corte ha ribadito che, dopo un accordo sulla pena in appello (ex art. 599-bis c.p.p.), il ricorso in Cassazione è consentito solo per vizi specifici legati alla formazione dell'accordo stesso e non per contestare nel merito la pena pattuita o la mancata concessione di attenuanti, motivi ai quali si è rinunciato con l'accordo.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di 'concordato in appello'. La Suprema Corte ribadisce che, una volta raggiunto l'accordo sulla pena, non è possibile impugnare la decisione per motivi a cui si è rinunciato, come la mancata esclusione della recidiva o la richiesta di assoluzione ex art. 129 c.p.p. Il ricorso è limitato solo a vizi specifici dell'accordo stesso.
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Rinuncia ricorso Cassazione: conseguenze e costi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso a seguito della rinuncia formale presentata dall'imputato. L'ordinanza analizza le conseguenze di tale atto, tra cui la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. La decisione si fonda sulla validità della rinuncia al ricorso in Cassazione, che preclude ogni esame nel merito della vicenda.
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Rinuncia al ricorso: le conseguenze economiche
Un imputato, dopo aver presentato appello in Cassazione contro una condanna per diffamazione, effettua una rinuncia al ricorso. La Corte dichiara l'appello inammissibile e condanna il ricorrente non solo al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, ma anche al rimborso delle spese legali della parte civile. La motivazione risiede nel fatto che la rinuncia non è stata tempestivamente comunicata alla controparte, costringendola a svolgere attività difensiva ormai inutile.
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