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Art. 493-ter Codice Penale — Sezione Settima Penale

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330 provvedimenti

Altri anni per Art. 493-ter Codice Penale

Utilizzo indebito carta di credito: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma la condanna per utilizzo indebito di carta di credito, stabilendo che ogni singola transazione costituisce un reato autonomo. Viene inoltre negata l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto a causa dei precedenti penali dell'imputata e della significativa entità del danno. Il ricorso, basato su presunta errata identificazione e eccessività della pena, è stato dichiarato inammissibile.
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Ricorso patteggiamento: limiti e motivi di appello
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6969/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso patteggiamento presentato da due imputati. La Corte ha ribadito che l'impugnazione di una sentenza di patteggiamento è possibile solo per i motivi tassativamente elencati dall'art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen., escludendo censure sulla motivazione o sulla valutazione delle cause di non punibilità.
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Circostanze attenuanti generiche: la decisione del giudice
Tre individui ricorrono in Cassazione contro la condanna per furto aggravato e uso indebito di carte di pagamento, lamentando il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. La Corte Suprema dichiara i ricorsi inammissibili, ritenendo adeguata la motivazione del giudice di merito che ha negato il beneficio basandosi su elementi decisivi di natura personale e fattuale, e svalutando la confessione di un imputato perché ritenuta non spontanea ma dettata dalle evidenze probatorie.
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Inammissibilità ricorso: differenze con appello
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso presentato contro una condanna per furto e uso indebito di carte di pagamento. La decisione chiarisce un punto cruciale di procedura penale: la distinzione tra manifesta infondatezza, che porta a una decisione nel merito, e l'inammissibilità ricorso, che è una sanzione processuale per vizi formali. La Corte ha stabilito che la Corte d'Appello aveva correttamente rigettato nel merito i motivi del gravame, seppur usando un termine improprio nella motivazione.
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Furto in abitazione con inganno: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due individui condannati per furto in abitazione. La sentenza ribadisce che il consenso all'ingresso ottenuto con l'inganno (fingendosi tecnici di una compagnia energetica) non esclude il reato di furto in abitazione. Inoltre, conferma la corretta applicazione della pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici per una durata fissa di cinque anni, in caso di condanna superiore a tre anni di reclusione, respingendo l'argomentazione che dovesse essere pari alla pena principale.
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Ricorso inammissibile per motivi generici: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per furto aggravato. L'appello è stato ritenuto generico, basato su affermazioni astratte e non su critiche specifiche alla motivazione della sentenza della Corte d'Appello, che aveva già parzialmente riformato la pena dichiarando un altro reato prescritto. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: genericità e aspecificità
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile a causa della genericità e aspecificità dei motivi presentati. L'analisi si concentra sulla mancata correlazione tra le doglianze e le motivazioni della sentenza impugnata, ribadendo i requisiti di specificità necessari per un valido atto di impugnazione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso generico: inammissibile per indeterminatezza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentato furto, ricettazione e altri reati. Il motivo è la presentazione di un ricorso generico, privo della specificità richiesta dall'art. 581 cod. proc. pen. La Corte ha sottolineato che, a fronte di una motivazione logicamente corretta della sentenza d'appello, il ricorso deve indicare con precisione gli elementi di censura per consentire al giudice di esercitare il proprio sindacato.
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Prescrizione reato sorveglianza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato parzialmente una condanna, stabilendo che la violazione degli obblighi della sorveglianza speciale, se commessa dopo la revoca dell'obbligo di soggiorno, costituisce una contravvenzione e non un delitto. Di conseguenza, il reato è stato dichiarato estinto per prescrizione, portando alla rideterminazione della pena per i restanti capi d'accusa. La decisione sottolinea l'importanza di qualificare correttamente il reato in base alle specifiche misure preventive in vigore al momento del fatto. La questione centrale è la prescrizione reato sorveglianza.
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Inammissibilità ricorso per cassazione: la guida
Un soggetto condannato per furto aggravato e uso indebito di carte di pagamento ricorre in Cassazione. La Corte dichiara l'inammissibilità del ricorso per cassazione, ritenendo i motivi proposti non validi. Viene chiarito che non è possibile un riesame dei fatti in sede di legittimità, si conferma l'aggravante della violenza sulle cose per aver forzato una porta e si ritiene legittimo il diniego delle attenuanti generiche basato sui precedenti dell'imputato.
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Indebito utilizzo carta: reato consumato anche senza PIN
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2384/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per ricettazione e indebito utilizzo carta di pagamento. Il punto chiave della decisione è che il reato di indebito utilizzo si considera consumato nel momento in cui si tenta di prelevare allo sportello, anche senza conoscere il PIN e senza riuscire a ritirare denaro, essendo sufficiente la volontà di trarne profitto.
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Ricorso patteggiamento: limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento, proposto da tre imputati per reati contro il patrimonio. La Corte ha chiarito che il ricorso patteggiamento è possibile solo per i motivi tassativamente indicati dalla legge, tra i quali non rientra la generica 'contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione'. Di conseguenza, gli appellanti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Aggravante della destrezza: furto e ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto e uso indebito di carte. La Corte chiarisce che l'aggravante della destrezza sussiste anche quando il bene è sottratto dalla sfera di vigilanza della vittima, senza contatto fisico diretto, e condanna il ricorrente al pagamento di una sanzione per la palese infondatezza del ricorso.
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Ricorso in Cassazione: i motivi inammissibili
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso in Cassazione di un imputato condannato per ricettazione e uso indebito di carte di pagamento. I motivi, basati su una rivalutazione dei fatti, la riqualificazione del reato e l'eccessività della pena, sono stati rigettati perché non consentiti in sede di legittimità e manifestamente infondati.
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Danno di speciale tenuità: no se il danno è incerto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante un reato tentato. La Corte ha stabilito che l'attenuante del danno di speciale tenuità non può essere concessa se non è possibile determinare con assoluta certezza, tramite un giudizio ipotetico, che il danno patrimoniale sarebbe stato minimo qualora il reato fosse stato completato.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: requisiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso contro una condanna per il reato previsto dall'art. 493-ter c.p. La Corte ha ritenuto il motivo di ricorso generico e indeterminato, non specificando gli elementi di critica alla sentenza impugnata, confermando così la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria. Questo caso sottolinea l'importanza dei requisiti formali per evitare l'inammissibilità del ricorso in Cassazione.
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Particolare tenuità del fatto: no con danno grave
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per l'utilizzo indebito di una carta di debito sottratta a terzi. La Corte ha stabilito che la remissione della querela da parte della vittima non è decisiva se motivata da legami personali con un correo. Inoltre, è stato escluso il beneficio della particolare tenuità del fatto a causa della rilevante entità del pregiudizio patrimoniale, sottolineando che il risarcimento successivo non può, da solo, rendere tenue un'offesa originariamente grave.
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Inammissibilità ricorso: il mandato speciale difensore
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso avverso una condanna per uso indebito di carte di pagamento. La decisione si fonda su un vizio formale, ovvero la mancanza di un mandato speciale al difensore, e sulla manifesta infondatezza dei motivi, che tentavano di ottenere una nuova valutazione delle prove, non consentita in sede di legittimità. Questo caso sottolinea l'importanza dei requisiti procedurali per l'accesso alla Suprema Corte.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: motivi generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso contro una condanna per furto e uso indebito di carte di pagamento. La decisione si fonda sulla genericità e sulla natura reiterativa dei motivi di appello, che non contestavano specificamente la sentenza impugnata né introducevano nuove argomentazioni valide. Questo caso evidenzia i rigorosi requisiti per l'ammissibilità del ricorso in Cassazione.
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Specificità motivi ricorso: Cassazione inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una condanna per ricettazione e indebito utilizzo di carte di pagamento. La decisione si fonda sulla totale assenza di specificità dei motivi del ricorso, considerati generici e privi di una critica argomentata alla sentenza impugnata, ribadendo l'onere per il ricorrente di formulare censure chiare e precise.
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