LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 493-ter Codice Penale — Sezione Settima Penale

Pagina 13 di 17

330 provvedimenti

Altri anni per Art. 493-ter Codice Penale

Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile per genericità, confermando una condanna per il reato ex art. 493 ter c.p. La decisione si fonda sull'art. 581 c.p.p., poiché l'appellante non ha specificato i motivi di censura contro una sentenza d'appello ritenuta logicamente motivata, con conseguente condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
Continua »
Inammissibilità ricorso Cassazione: quando è generico
Un individuo ha impugnato in Cassazione una condanna per il reato ex art. 493-ter c.p., lamentando l'assenza dell'elemento soggettivo e l'errata qualificazione giuridica. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si fonda sul principio di inammissibilità ricorso Cassazione per mancanza di specificità: i motivi erano una mera ripetizione di quelli già respinti in appello e non si confrontavano con le argomentazioni della corte di merito, configurandosi come doglianze di fatto non consentite in sede di legittimità.
Continua »
Furto consumato: quando il reato è perfezionato?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per il furto di una bicicletta. L'imputato sosteneva si trattasse di tentato furto, dato l'immediato inseguimento. La Corte ha ribadito che il furto consumato si perfeziona con il solo impossessamento del bene, cioè quando la cosa viene sottratta alla disponibilità del proprietario, anche se per breve tempo e seguito da una fuga.
Continua »
Trattamento sanzionatorio: Cassazione e motivazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato e indebito utilizzo di carte di pagamento. Il motivo, basato su un presunto vizio di motivazione riguardo al trattamento sanzionatorio, è stato respinto. La Corte ha ritenuto la pena equa e la motivazione della Corte d'Appello sufficiente, data la gravità dei fatti e i precedenti dell'imputato.
Continua »
Ricorso generico: inammissibilità e condanna
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione a causa di un motivo ritenuto eccessivamente generico. L'impugnazione, relativa a una condanna per il reato di cui all'art. 493-ter c.p., non specificava adeguatamente gli elementi a sostegno della richiesta di proscioglimento. Di conseguenza, il ricorso generico ha portato alla condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Attenuanti generiche: quando il giudice può negarle
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per uso indebito di carte di pagamento. La decisione si fonda sulla non specificità del ricorso e conferma il diniego delle attenuanti generiche a causa del comportamento processuale negativo dell'imputato, della mancata riparazione del danno e dell'assenza di resipiscenza.
Continua »
Reato continuato e limiti del ricorso: l’analisi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una condanna per furto e indebito utilizzo di carta di pagamento. L'ordinanza chiarisce i limiti del giudizio di legittimità, ribadendo che non possono essere introdotti motivi nuovi rispetto all'appello e che la valutazione delle aggravanti e la quantificazione della pena per il reato continuato sono di competenza del giudice di merito, se adeguatamente motivate. Viene confermato che il reato più grave, ai fini del reato continuato, si individua sulla base della pena edittale massima in astratto.
Continua »
Ricorso inammissibile: limiti del giudizio di Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per il reato ex art. 493-ter c.p. L'ordinanza chiarisce che il giudizio di legittimità non consente una nuova valutazione dei fatti, ma solo un controllo sulla corretta applicazione della legge. Poiché i motivi del ricorso erano puramente fattuali, è stato respinto con condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando la Cassazione non decide
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per furto aggravato e uso indebito di carte di pagamento. L'ordinanza sottolinea che i motivi del ricorso erano generici e miravano a una nuova valutazione dei fatti, compito che non spetta al giudice di legittimità, il quale può esaminare solo errori di diritto.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando la Cassazione lo rigetta
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per furto aggravato. I giudici hanno stabilito che il ricorso era generico e mirava a una nuova valutazione dei fatti, compito che non spetta alla Corte di legittimità, confermando la decisione della Corte d'Appello.
Continua »
Concorso di reati: carte di credito e ricettazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 43543/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per ricettazione e uso indebito di carte di credito. La Corte ha ribadito che le due condotte configurano un concorso di reati e non un assorbimento del primo nel secondo. Viene inoltre confermata la distinzione tra ricettazione, caratterizzata da dolo eventuale, e incauto acquisto, basato sulla colpa, respingendo la richiesta di riqualificazione del reato per genericità.
Continua »
Ricorso inammissibile per uso indebito di carte
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per l'uso indebito di carte di credito intestate a terzi. I motivi, relativi a un presunto vizio di motivazione e alla quantificazione della pena, sono stati rigettati. La Corte ha stabilito che il primo motivo era una mera ripetizione di argomentazioni già respinte in appello, mentre la determinazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito, non sindacabile in sede di legittimità se non per manifesta illogicità. Di conseguenza, la condanna è stata confermata con l'aggiunta delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso in Cassazione generico: inammissibilità
Due soggetti, condannati per furto aggravato e uso indebito di carte di pagamento, hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione lamentando vizi di motivazione della sentenza d'appello. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso in Cassazione generico e quindi inammissibile, poiché le argomentazioni erano aspecifiche, ripetitive di motivi già respinti e si limitavano a contestare i fatti, cosa non consentita in sede di legittimità. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Discrezionalità del giudice: Cassazione e pena
Un imputato, condannato per furto aggravato e uso indebito di carte di pagamento, ricorre in Cassazione lamentando una pena eccessiva. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, riaffermando la piena discrezionalità del giudice di merito nella quantificazione della pena, purché motivata logicamente, come nel caso di specie dove è stata valorizzata la professionalità criminale.
Continua »
Furto in ufficio: quando è furto in abitazione?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto in ufficio, qualificandolo come furto in abitazione. La sentenza conferma che un ufficio, se utilizzato per attività professionali in modo riservato e non accessibile a terzi senza consenso, rientra nel concetto di privata dimora, giustificando l'applicazione della fattispecie aggravata prevista dall'art. 624 bis c.p.
Continua »
Ricorso generico: inammissibilità per la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso in materia penale, definendolo come ricorso generico e non specifico. L'imputato, condannato per ricettazione e uso indebito di carte di pagamento, aveva riproposto in Cassazione le stesse argomentazioni già respinte dalla Corte d'Appello. La Suprema Corte ha sottolineato che la mancanza di specificità e l'assenza di correlazione tra i motivi del ricorso e le ragioni della decisione impugnata portano all'inammissibilità, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
Continua »
Ricorso generico: le conseguenze dell’inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una condanna per ricettazione e indebito utilizzo di strumenti di pagamento. La decisione si fonda sulla natura di ricorso generico dell'atto di impugnazione, che non specificava in modo adeguato i motivi di censura contro la sentenza di secondo grado, violando i requisiti formali del codice di procedura penale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso generico in Cassazione: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso proposto da due imputati condannati per il reato di cui all'art. 493 ter c.p. La Corte ha qualificato l'atto come un ricorso generico, poiché si limitava a riproporre le medesime argomentazioni già respinte in appello, senza una critica specifica alle motivazioni della sentenza impugnata. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando è mera ripetizione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché i motivi presentati erano una semplice ripetizione di quelli già respinti dalla Corte d'Appello. La decisione sottolinea che la contestazione sull'entità della pena non è permessa in sede di legittimità e che i ricorsi devono contenere critiche specifiche e argomentate contro la sentenza impugnata, non limitarsi a riproporre le stesse difese.
Continua »
Furto aggravato auto: quando scatta l’aggravante?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato auto. La Corte ha ribadito che il furto di oggetti lasciati in un'auto parcheggiata sulla pubblica via è aggravato per esposizione a pubblica fede, se lasciati per necessità o consuetudine. L'inammissibilità è stata dichiarata anche perché il ricorso si limitava a ripetere motivi già respinti in appello.
Continua »