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Art. 385 Codice Penale — Anno 2024

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590 provvedimenti

Altri anni per Art. 385 Codice Penale

Reato di evasione: quando si configura il delitto?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11336/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il reato di evasione. La Corte ha ribadito che qualsiasi allontanamento non autorizzato dal luogo degli arresti domiciliari costituisce reato, indipendentemente dalla durata, dalla distanza o dai motivi che spingono il soggetto a violare la misura cautelare. A seguito dell'inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di 3.000 euro.
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Ricorso inammissibile per evasione: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un individuo condannato per il reato di evasione. L'appello contestava la quantificazione della pena in modo generico e manifestamente infondato. La Corte ha confermato la decisione della Corte d'Appello, sottolineando che la motivazione della sentenza impugnata era adeguata e priva di vizi, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Reato di evasione: la Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per il reato di evasione. La Corte ha ribadito che qualsiasi allontanamento non autorizzato dal luogo degli arresti domiciliari integra il delitto, a prescindere dalla durata o dalla distanza. I motivi del ricorrente sono stati giudicati generici, portando alla sua condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Attenuanti generiche: ricorso inammissibile se ripetitivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una condanna per il reato di evasione. Il motivo principale della decisione risiede nel fatto che l'unico motivo di appello, relativo alla mancata concessione delle attenuanti generiche, era una mera ripetizione di quanto già sostenuto in secondo grado, senza confrontarsi criticamente con la motivazione della sentenza impugnata. La Corte ha quindi condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende, ribadendo la necessità che i ricorsi per cassazione presentino argomentazioni specifiche e non generiche.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono generici
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per evasione, poiché i motivi presentati erano generici e meramente reiterativi di quelli già esaminati in appello. L'imputato, che sosteneva di non aver sentito il citofono a causa di farmaci, non ha adeguatamente contestato le argomentazioni della Corte d'Appello, portando alla condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Evasione domiciliari: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una persona condannata per evasione domiciliari. La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza dei motivi, i quali non contestavano specificamente le argomentazioni della corte d'appello. Quest'ultima aveva correttamente accertato l'allontanamento volontario dall'abitazione, confermando la responsabilità penale e la congruità della pena.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: quando è infondato
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato contro una condanna per il reato di evasione. La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza del motivo di ricorso, poiché la Corte d'Appello aveva già fornito una motivazione logica e puntuale sulla sussistenza del reato, in particolare riguardo all'elemento soggettivo. L'inammissibilità del ricorso in Cassazione ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Particolare tenuità del fatto: quando è esclusa?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione, il quale richiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha stabilito che i numerosi precedenti penali e la reiterazione della condotta illecita sono elementi ostativi che precludono la valutazione di particolare tenuità, confermando la decisione del giudice di merito.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: motivi eccentrici
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso avverso una condanna per il reato di evasione. Il motivo è che il ricorrente ha basato l'impugnazione su un unico motivo del tutto 'eccentrico' e non pertinente alla sentenza impugnata, lamentando la violazione di norme su un concordato in appello mai avvenuto. Tale vizio ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Motivi di appello specifici: Cassazione chiarisce
Un imputato, condannato per furto, ha visto il suo appello dichiarato inammissibile perché ritenuto generico. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che i motivi di appello specifici non richiedono complesse argomentazioni giuridiche, ma l'indicazione di elementi di fatto concreti (come il basso valore della refurtiva e le modalità del reato) che il giudice di secondo grado deve valutare nel merito. La sentenza sottolinea l'importanza di un'analisi sostanziale per garantire il diritto di difesa.
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Rientro spontaneo evasione: no attenuante per il coatto
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 19/01/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva l'applicazione dell'attenuante per il rientro spontaneo evasione. Il caso riguardava un soggetto che, dopo essersi allontanato dal domicilio coatto, vi aveva fatto ritorno volontariamente. La Corte ha stabilito che, secondo la giurisprudenza prevalente, tale attenuante non è applicabile in questa specifica circostanza, confermando la decisione della Corte d'Appello e condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Attenuante reato evasione: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per evasione. Il ricorrente lamentava la mancata applicazione di una specifica attenuante reato evasione prevista dall'art. 385 c.p. La Corte ha ritenuto i motivi infondati, poiché la Corte d'Appello aveva già adeguatamente motivato il rigetto dell'attenuante, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per evasione e porto d'armi. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi di appello, i quali non si confrontavano specificamente con le argomentazioni della sentenza impugnata, ribadendo la necessità di formulare ricorsi dettagliati e pertinenti.
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Patteggiamento in appello: no ricorso sulla pena
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver concordato la pena tramite il cosiddetto "patteggiamento in appello", ha tentato di contestarne la congruità. La Corte ha stabilito che l'accordo processuale liberamente stipulato tra le parti non può essere modificato unilateralmente, salvo il raro caso di pena illegale.
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Ricorso inammissibile: evasione e motivazione logica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato in appello per il reato di evasione. I giudici hanno ritenuto i motivi del ricorso manifestamente infondati, confermando la piena validità della motivazione della sentenza impugnata, definita logica, coerente e puntuale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: motivi nuovi e non specifici
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per evasione. I motivi, relativi all'aumento di pena e alle attenuanti generiche, sono stati respinti: il primo perché sollevato per la prima volta in Cassazione, il secondo perché manifestamente infondato, data la corretta motivazione del giudice di merito.
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Dolo evasione: quando uscire di casa integra il reato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un individuo condannato per evasione. L'imputato, ai domiciliari, si era allontanato per acquistare sigarette. La Corte ha confermato che tale condotta integra il dolo evasione, essendo sufficiente la volontà di allontanarsi senza autorizzazione, a prescindere dal motivo. Rigettate anche le richieste di attenuanti e di applicazione della non punibilità per tenuità del fatto, a causa dei precedenti specifici e dell'intensità del dolo.
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Ricorso inammissibile: evasione e genericità dei motivi
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per il reato di evasione. I motivi del ricorso sono stati ritenuti manifestamente infondati e generici, sia riguardo la richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, sia in merito alle censure sul trattamento sanzionatorio. La decisione sottolinea la necessità di presentare motivi di impugnazione specifici e non meramente ripetitivi.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per il reato di evasione. I motivi del ricorso, relativi al riconoscimento della recidiva e al diniego delle attenuanti generiche, sono stati ritenuti generici, in quanto non evidenziavano profili di manifesta illogicità nella decisione della Corte d'Appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Evasione domiciliare: ogni allontanamento è reato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10774/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato per il reato di evasione domiciliare. La Corte ha ribadito che, nel caso di esecuzione della pena presso il domicilio ai sensi della L. 199/2010, qualsiasi allontanamento, indipendentemente dalla sua durata, configura il reato. Non trova applicazione la norma che esclude la punibilità per assenze inferiori alle dodici ore.
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