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Art. 385 Codice Penale — Anno 2024

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590 provvedimenti

Altri anni per Art. 385 Codice Penale

Bilanciamento circostanze: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una condanna per il reato di evasione. Il motivo, incentrato sul giudizio di bilanciamento delle circostanze attenuanti generiche con la recidiva, è stato ritenuto manifestamente infondato. La Corte ha confermato la decisione del giudice di merito, la cui motivazione è stata giudicata logica, coerente e puntuale, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Attenuante evasione: quando non si applica?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per evasione. Si stabilisce che l'attenuante evasione non è applicabile se la persona ai domiciliari si limita a rientrare spontaneamente a casa, essendo necessario consegnarsi a un'autorità o in un istituto di pena. Viene inoltre confermata la legittimità della revoca d'ufficio della sospensione condizionale della pena da parte del giudice d'appello.
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Attenuanti generiche: ricorso inammissibile se generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione. L'imputato contestava la mancata prevalenza delle attenuanti generiche sulla recidiva, ma il suo ricorso è stato giudicato troppo vago e privo di argomentazioni. La Corte ha stabilito che il riferimento ai precedenti penali dell'imputato è una motivazione sufficiente per la decisione del giudice di merito, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e motivi generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per il reato di evasione. I motivi del ricorso sono stati ritenuti totalmente generici, in quanto non argomentavano specificamente contro la logica e puntuale motivazione della Corte d'Appello, limitandosi a enunciazioni astratte. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità del ricorso per motivi generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato condannato per evasione. I motivi sono stati respinti perché una delle censure non era stata proposta in appello, mentre l'altra, relativa alla particolare tenuità del fatto, è stata giudicata generica e assimilabile a un mero dissenso. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e l’art. 131-bis
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per evasione. Il motivo, incentrato sul mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), è stato giudicato una mera ripetizione di argomentazioni già respinte dalla Corte d'Appello, comportando per il ricorrente la condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro una condanna per evasione. Il motivo risiede nella genericità dell'impugnazione, che non specificava le ragioni del dissenso. Tale vizio procedurale comporta non solo il rigetto, ma anche la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende, confermando che un ricorso inammissibile ha conseguenze economiche dirette.
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Resistenza a pubblico ufficiale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. La Corte ha stabilito che non è sufficiente affermare di essersi solo 'divincolato' se la sentenza di merito ha accertato una vera e propria colluttazione. Inoltre, le censure sulla misura della pena e sul diniego delle attenuanti generiche non sono ammissibili se la decisione del giudice non è palesemente illogica o arbitraria.
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Ricorso inammissibile per aspecificità: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per evasione. La decisione si fonda sull'assoluta genericità dei motivi di appello, che non si confrontavano criticamente con la sentenza impugnata ma si limitavano a una ricostruzione ipotetica dei fatti. Tale vizio procedurale comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento di una sanzione.
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Ricorso inammissibile: quando è manifestamente infondato
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato contro la sua condanna per evasione. Il motivo del ricorso, relativo alla mancata concessione delle attenuanti generiche, è stato ritenuto manifestamente infondato, poiché la decisione del giudice di merito era stata logica e coerente. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Particolare tenuità del fatto: esclusa per evasione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione. La difesa sosteneva la particolare tenuità del fatto, ma i giudici hanno confermato la decisione della Corte d'Appello, escludendo tale beneficio a causa della durata dell'allontanamento (quasi un'ora), delle complesse ricerche necessarie per rintracciare l'imputato e di un precedente controllo infruttuoso. La Corte ha stabilito che la valutazione della particolare tenuità del fatto deve basarsi solo sull'offensività della condotta, non sulle sue conseguenze indirette.
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Ricorso inammissibile: quando è manifestamente infondato
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per il reato di evasione. La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza del motivo di ricorso e sulla logicità della motivazione della corte d'appello riguardo alla mancata applicazione delle attenuanti generiche nella loro massima estensione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: quando è troppo generico?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione (art. 385 c.p.). Il motivo del rigetto è l'aspecificità del motivo di appello, in quanto l'imputato si è limitato a fornire una versione alternativa dei fatti senza contestare criticamente le prove e le argomentazioni della sentenza di condanna. La decisione sottolinea come un ricorso inammissibile comporti la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: l’errore che costa caro
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione. Il motivo del ricorso si basava sull'utilizzo di presunte dichiarazioni inutilizzabili, ma la Corte ha chiarito che la condanna si fondava esclusivamente sul tentativo di fuga dell'imputato alla vista delle forze dell'ordine, un punto non contestato dal ricorrente. Tale aspecificità ha portato alla conferma della condanna e a una sanzione economica.
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Ricorso inammissibile: quando è aspecifico?
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per evasione. Il motivo è l'aspecificità: il ricorso si limitava a riproporre le tesi dell'appello, contestando la valutazione dei fatti, compito non spettante alla Corte. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per il reato di evasione. La decisione si basa sulla genericità dei motivi, che si limitavano a riproporre le stesse argomentazioni dell'appello senza una critica specifica alla sentenza impugnata. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Sospensione condizionale pena: no con precedente
La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 29777/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione. È stata negata la sospensione condizionale pena a causa di una precedente condanna per un reato simile, già beneficiaria della sospensione, che costituisce un ostacolo legale insormontabile alla concessione di un nuovo beneficio.
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Particolare tenuità del fatto: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una condanna per il reato di evasione. Il ricorrente lamentava la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha ritenuto il motivo manifestamente infondato, poiché la decisione del giudice di appello era stata motivata in modo logico e coerente. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Attenuanti generiche: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione. Il motivo del ricorso, basato sul mancato riconoscimento delle attenuanti generiche, è stato ritenuto manifestamente infondato, poiché la Corte d'Appello aveva fornito una motivazione logica e coerente. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per il reato di evasione (art. 385 c.p.). La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano assolutamente generici, limitandosi a riproporre le stesse argomentazioni dell'appello senza confrontarsi criticamente con le motivazioni della sentenza impugnata. Tale genericità, riscontrata sia sulla questione della responsabilità che sulla valutazione dello stato di necessità, ha condotto alla reiezione del ricorso.
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