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Art. 385 Codice Penale — Anno 2024

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Altri anni per Art. 385 Codice Penale

Ricorso inammissibile: i motivi devono essere specifici
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per il reato di evasione. La Corte ha stabilito che i motivi di ricorso, relativi alla richiesta di non punibilità per particolare tenuità del fatto e alla concessione di attenuanti generiche, erano privi di specificità. Essi si limitavano a riproporre censure già vagliate e respinte dalla Corte d'Appello, senza confrontarsi criticamente con la logica della sentenza impugnata. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: evasione e motivi generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per il reato di evasione. I motivi del ricorso sono stati giudicati generici e meramente riproduttivi delle censure già presentate in appello, senza un confronto critico con la motivazione della sentenza impugnata. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 22/04/2024, ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per il reato di evasione. I motivi sono stati ritenuti generici e meramente riproduttivi delle censure già esposte in appello, senza un confronto critico con la motivazione della sentenza impugnata. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: quando è aspecifico?
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un soggetto condannato per evasione. I motivi, relativi alla recidiva, alle attenuanti generiche e alla particolare tenuità del fatto, sono stati ritenuti aspecifici e meramente riproduttivi di censure già respinte, non confrontandosi criticamente con la logica della sentenza impugnata. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: genericità dei motivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per il reato di evasione. I motivi, incentrati unicamente sull'eccessiva severità della pena, sono stati giudicati troppo generici e privi di specifiche ragioni di diritto o di fatto. Di conseguenza, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Inammissibilità ricorso penale: quando è infondato
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso penale di un imputato condannato per evasione. I motivi del ricorso sono stati giudicati manifestamente infondati, confermando la decisione della Corte d'Appello che aveva negato la particolare tenuità del fatto e le attenuanti generiche, con condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Reato di evasione: ricorso inammissibile se generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione. I motivi sono stati giudicati generici e riproduttivi di argomentazioni già esaminate. La Corte ha inoltre confermato la correttezza della mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a causa della prolungata durata dell'allontanamento.
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Ricorso inammissibile per evasione: i motivi futili
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un soggetto condannato per il reato di evasione (art. 385 c.p.). I motivi del ricorso, considerati mere doglianze di fatto e riproposizioni di censure già esaminate, riguardavano la mancata esclusione della recidiva e l'inapplicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, i quali avevano ritenuto la giustificazione dell'allontanamento (l'acquisto di sigarette per la madre non deambulante) troppo banale e avevano valorizzato i precedenti penali del ricorrente come indice di colpevolezza e pericolosità.
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Tenuità del fatto: quando non si applica all’evasione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione, che invocava la non punibilità per particolare tenuità del fatto. La decisione si basa su due elementi ostativi: la durata prolungata dell'allontanamento, protrattosi per ore, e i precedenti penali del soggetto. Questi fattori, secondo la Corte, impediscono di qualificare il reato come di minore offensività e, di conseguenza, di applicare l'art. 131-bis c.p.
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Reato di evasione: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21766/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione. I motivi del ricorso, incentrati sul diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, sono stati ritenuti mere doglianze fattuali, non ammissibili in sede di legittimità, confermando la condanna al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Art. 131-bis evasione: quando il fatto non è tenuo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione, che chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Secondo la Suprema Corte, la motivazione del giudice di merito, che aveva escluso l'applicazione dell'art. 131-bis per evasione basandosi sulla durata dell'allontanamento, era corretta e sufficiente, rendendo il ricorso generico e infondato.
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Ricorso inammissibile evasione: la decisione Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile per evasione, confermando la condanna. I motivi, volti a una rivalutazione dei fatti e a contestare la pena in modo generico, sono stati respinti in quanto non consentiti nel giudizio di legittimità.
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Reato di evasione: prova tardiva, ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione. La difesa si basava sulla richiesta di una testimonianza non presentata nel primo grado di giudizio. La Corte ha stabilito che tale prova, essendo diretta e non contraria, avrebbe dovuto essere richiesta tramite la lista testi iniziale, rendendo la sua proposizione in appello tardiva e inammissibile.
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Ricorso inammissibile evasione: la decisione Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione. Il ricorso inammissibile per evasione è stato motivato dalla genericità delle argomentazioni, che riproponevano questioni di fatto già valutate nei gradi di merito. La Corte ha confermato la condanna e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso inammissibile: evasione e pena sostitutiva
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un'imputata condannata per evasione. La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza dei motivi relativi al diniego della pena sostitutiva, giustificato dai precedenti e dal comportamento non collaborativo dell'imputata, che non si è presentata al colloquio con l'UEPE, impedendo così la valutazione della misura alternativa.
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Motivi nuovi in Cassazione: appello inammissibile
Un soggetto, condannato per tentato furto aggravato, ha presentato ricorso in Cassazione contestando l'applicazione della recidiva. Poiché si trattava di motivi nuovi in Cassazione, non sollevati nel precedente grado di appello, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione riafferma il principio che non è possibile introdurre nuove questioni per la prima volta nel giudizio di legittimità, pena l'inammissibilità del gravame.
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Ricorso inammissibile: quando le censure sono ripetitive
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per evasione. I motivi sono stati giudicati meramente ripetitivi di argomenti già valutati e respinti dalla Corte d'Appello, confermando la valutazione sulla recidiva e sulle circostanze del reato.
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Ricorso inammissibile: la genericità dei motivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per il reato di evasione. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi di appello, i quali non presentavano una critica specifica e argomentata contro la sentenza impugnata. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Reato di evasione: dolo e tenuità del fatto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per il reato di evasione. La Corte ha confermato che l'allontanamento volontario dalla propria abitazione integra il dolo generico richiesto dalla norma, anche in presenza di lesioni auto-inferte. Inoltre, ha stabilito che le modalità dei fatti ostacolavano un giudizio di particolare tenuità dell'offesa, escludendo l'applicazione della causa di non punibilità.
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False dichiarazioni a pubblico ufficiale: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21349/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per false dichiarazioni a pubblico ufficiale. Fornire generalità false ai Carabinieri durante un controllo stradale, in assenza di documenti, integra il reato di cui all'art. 495 c.p. e non il meno grave art. 496 c.p. La Corte ha anche respinto le doglianze sulla mancata applicazione della particolare tenuità del fatto e delle attenuanti generiche.
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