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Art. 385 Codice Penale — Anno 2024

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590 provvedimenti

Altri anni per Art. 385 Codice Penale

Ricorso inammissibile patteggiamento: limiti Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una sentenza di patteggiamento. L'analisi si concentra sui limiti dell'impugnazione, specificando che la contestazione sulla qualificazione giuridica del fatto e sull'illegalità della pena deve basarsi su un errore manifesto e non su generiche doglianze. Il caso evidenzia la ristrettezza dei motivi di ricorso inammissibile patteggiamento previsti dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p.
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Accordo in appello: no ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello ai sensi dell'art. 599 bis c.p.p. e rinunciato agli altri motivi, aveva comunque impugnato la sentenza. La Suprema Corte ha chiarito che l'accordo ha un effetto preclusivo che si estende anche al giudizio di legittimità, rendendo impossibile contestare questioni a cui si è rinunciato.
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Ricorso inammissibile: motivi generici e ripetitivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un individuo condannato per il reato di evasione. La Corte ha stabilito che i motivi di ricorso, relativi allo stato di necessità, alla particolare tenuità del fatto e alle attenuanti generiche, erano mere ripetizioni delle censure già sollevate e respinte in appello. Poiché l'appellante non ha criticato specificamente le argomentazioni della corte precedente, il ricorso è stato giudicato generico e quindi inammissibile, con conseguente condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Particolare tenuità del fatto: no se la condotta è ripetuta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di cui all'art. 385 c.p. che chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Secondo la Corte, sebbene il beneficio sia in astratto compatibile con il reato continuato, la ripetizione della condotta costituisce un elemento ostativo che ne impedisce il riconoscimento, confermando la decisione del giudice di merito.
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Reato di evasione: il dolo e i motivi irrilevanti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una condanna per il reato di evasione, specificando che l'intento colpevole (dolo) sussiste con la semplice consapevolezza di violare le prescrizioni, a prescindere dai motivi personali che hanno spinto all'azione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e motivi generici
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per il reato di evasione. La decisione si fonda sulla constatazione che i motivi del ricorso erano meramente riproduttivi di censure già sollevate in appello e formulate in termini generici, senza un confronto critico con la sentenza impugnata. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile contro patteggiamento: Analisi
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una sentenza di patteggiamento. L'impugnazione è stata ritenuta generica e presentata al di fuori dei casi tassativamente previsti dalla legge, con conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è infondato
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per evasione. I motivi, già respinti in appello e ritenuti generici, riguardavano la tenuità del fatto, le attenuanti e la recidiva. L'ordinanza conferma la condanna al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un individuo condannato per evasione. L'appello è stato giudicato generico e non specifico, in quanto le lamentele relative allo stato di necessità e alla mancata concessione delle attenuanti generiche non si confrontavano adeguatamente con le motivazioni della sentenza impugnata. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
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Ricorso inammissibile: quando è mera riproduzione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché l'unico motivo, relativo alla mancata applicazione dell'art. 131-bis c.p., era una mera riproduzione di argomenti già valutati e respinti dalla Corte d'Appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Reato di evasione: il dolo generico è sufficiente
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il reato di evasione. La Corte ribadisce che per tale delitto è sufficiente il dolo generico, ovvero la consapevolezza di trovarsi in stato restrittivo e la volontà di trasgredirne le prescrizioni, senza che sia necessario un fine specifico. Il motivo relativo alla particolare tenuità del fatto è stato respinto in quanto mera riproposizione di argomenti già vagliati.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per il reato di evasione (art. 385 c.p.). La decisione si fonda sulla genericità dei motivi di ricorso, che si limitavano a ripetere le doglianze del precedente grado di giudizio senza confrontarsi criticamente con le argomentazioni della Corte d'Appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Particolare tenuità del fatto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione. La richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata respinta perché il ricorso non contestava adeguatamente la valutazione della Corte d'Appello, la quale aveva implicitamente tenuto conto della maggiore capacità criminale e dell'intensità del dolo desunte dalla recidiva dell'imputato.
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Ricorso inammissibile: motivi generici e res iudicata
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per il reato di evasione. I motivi del ricorso sono stati ritenuti generici, meramente riproduttivi di censure già respinte e non confrontati con le motivazioni della sentenza impugnata. La Corte chiarisce che, in caso di continuazione con un reato già coperto da giudicato (res iudicata), non si possono applicare nuove attenuanti generiche, poiché ciò implicherebbe una rivalutazione di una condotta già definita.
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Ricorso inammissibile: genericità dei motivi e evasione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per evasione. I motivi, relativi a stato di necessità e attenuanti, sono stati giudicati generici e meramente riproduttivi delle doglianze d'appello, senza un reale confronto con la sentenza impugnata.
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Ricorso inammissibile: quando è mera riproduzione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per il reato di evasione. Il motivo, incentrato sulla mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), è stato giudicato una mera riproduzione di argomenti già respinti in appello, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso inammissibile: evasione e dolo generico
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione (art. 385 c.p.). L'ordinanza sottolinea come i motivi del ricorso fossero generici, ripetitivi e manifestamente infondati. Viene ribadito che per il reato di evasione è sufficiente il dolo generico, ossia la consapevolezza di essere sottoposti a una misura restrittiva e la volontà di violarla. La Corte ha ritenuto corrette le valutazioni dei giudici di merito riguardo alla mancata concessione di attenuanti e alla gestione della recidiva, rendendo il ricorso inammissibile.
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Ricorso inammissibile: quando è solo una ripetizione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché i motivi presentati erano una mera ripetizione di censure già respinte dalla Corte d'Appello. La Corte ha confermato la valutazione sulla pericolosità sociale del ricorrente, basata su precedenti penali specifici, e ha condannato l'imputato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Appello imputato detenuto: domicilio non richiesto
La Corte di Cassazione ha stabilito che un appello da imputato detenuto non può essere dichiarato inammissibile per la mancata elezione di domicilio. La Corte ha chiarito che l'obbligo introdotto dalla Riforma Cartabia non si applica a chi si trova in stato di detenzione, anche per altra causa, poiché le notifiche devono essere eseguite personalmente in carcere. Di conseguenza, ha annullato l'ordinanza della Corte d'Appello, ripristinando il diritto dell'imputato a un giudizio di merito.
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Pene sostitutive: richiesta necessaria in appello
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione. La richiesta di pene sostitutive, introdotte dalla Riforma Cartabia, deve essere espressamente formulata in appello e non è automatica. Inoltre, il semplice rientro a casa non integra l'attenuante speciale prevista per chi si consegna alle autorità.
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