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Art. 385 Codice Penale — Anno 2024

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590 provvedimenti

Altri anni per Art. 385 Codice Penale

Reato di evasione: quando non si applica la necessità
La Cassazione conferma la condanna per il reato di evasione a un soggetto ai domiciliari per stalking. Il ricorso è inammissibile perché recarsi prima dalla vittima e poi in ospedale, senza avvisare le autorità, esclude lo stato di necessità e giustifica il diniego delle attenuanti generiche.
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Evasione e attenuante: tornare a casa non basta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per evasione dagli arresti domiciliari. Nonostante fosse rientrato spontaneamente a casa, la Corte ha ribadito che per ottenere l'attenuante prevista dalla legge, non è sufficiente tornare al luogo di detenzione, ma è necessario costituirsi presso un istituto carcerario o un'autorità competente. Questa decisione conferma un principio consolidato in materia di evasione e attenuante.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che aveva precedentemente stipulato un concordato in appello. L'ordinanza chiarisce che l'accordo sulla pena in appello preclude la possibilità di un successivo ricorso per cassazione, limitando la cognizione del giudice di legittimità.
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Ricorso in Cassazione: requisiti di ammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in Cassazione perché presentato personalmente dall'imputato e non da un avvocato cassazionista. La decisione, basata sull'art. 613 c.p.p. post-riforma 2017, comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una multa di 3.000 euro.
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Ricorso inammissibile: quando è generico e ripetitivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza di condanna per il reato di evasione. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano generici, meramente ripetitivi delle argomentazioni già respinte in appello e privi di critiche specifiche alla sentenza impugnata. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
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Continuazione reato: quando il ricorso è inammissibile
Un soggetto condannato per evasione ricorre in Cassazione chiedendo il riconoscimento della continuazione reato con altre condanne passate. La Corte dichiara il ricorso inammissibile poiché i motivi sono una mera ripetizione di argomenti già respinti in Appello, dove era stata esclusa la presenza di un unico disegno criminoso. Di conseguenza, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso inammissibile: censure generiche e ripetitive
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da una persona condannata per il reato di evasione dagli arresti domiciliari. I motivi del ricorso, relativi allo stato di necessità, alla particolare tenuità del fatto e alla concessione di attenuanti generiche, sono stati giudicati generici, meramente riproduttivi delle censure già presentate in appello e non idonei a confrontarsi con le argomentazioni della Corte territoriale. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e la ricorrente condannata al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Ricorso generico: l’inammissibilità in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione. La decisione si fonda sulla constatazione che il ricorso generico presentato si limitava a enunciazioni vaghe, senza contestare specificamente e in modo argomentato le motivazioni logiche e puntuali della sentenza di secondo grado della Corte d'Appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile in un caso di evasione, poiché i motivi erano generici e non contestavano specificamente la sentenza d'appello. La decisione sottolinea che limitarsi a riproporre le stesse argomentazioni del grado precedente, senza confrontarsi con la motivazione del giudice, porta a una declaratoria di inammissibilità con condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità ricorso: rinvio e prescrizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso presentato contro una condanna per il reato di evasione. I motivi principali della decisione sono stati il rigetto dell'eccezione di prescrizione, a causa di una sospensione dei termini di 563 giorni dovuta anche a un rinvio richiesto dalla difesa, e la genericità del secondo motivo, che si limitava a riproporre le argomentazioni d'appello senza confrontarsi con la sentenza impugnata. L'analisi sottolinea l'importanza di motivi specifici per evitare una dichiarazione di inammissibilità ricorso.
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Ricorso generico: inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione. La decisione si fonda sulla natura del tutto generica dei motivi di appello, che non si confrontavano in modo specifico con le argomentazioni della sentenza della Corte d'Appello. Questo caso sottolinea l'importanza di formulare un ricorso generico in modo puntuale e dettagliato, pena la sua reiezione e la condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando è troppo generico
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per il reato di evasione. La decisione si fonda sulla totale genericità dei motivi presentati, che non si confrontavano adeguatamente con la sentenza impugnata. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e l’appello generico
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile per la condanna per evasione (art. 385 c.p.). I motivi sono stati ritenuti generici e meramente riproduttivi di quelli d'appello, senza un confronto critico con la sentenza impugnata, sia in merito alla responsabilità penale che alla mancata applicazione della particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.).
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Reato di evasione: ricorso inammissibile se infondato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il reato di evasione. L'imputato, agli arresti domiciliari, era stato trovato a 1 km dalla sua abitazione. Secondo la Corte, il ricorso era una mera riproposizione di motivi già respinti e manifestamente infondato, confermando la condanna e il pagamento delle spese processuali.
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Inammissibilità ricorso per evasione: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato condannato per il reato di evasione (art. 385 c.p.). La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza dei motivi di appello, ritenendo logica e coerente la motivazione della Corte territoriale riguardo la responsabilità penale e il diniego delle circostanze attenuanti. L'inammissibilità del ricorso ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Reato di evasione: il dolo generico è sufficiente
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il reato di evasione. La Corte ha ribadito che per configurare tale delitto è sufficiente il dolo generico, ovvero la consapevolezza di essere sottoposti a una misura restrittiva e la volontà di violarne le prescrizioni, senza che sia necessario un fine specifico. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Particolare tenuità del fatto: quando non si applica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione. La richiesta di applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata respinta perché le circostanze di tempo e luogo del reato ne dimostravano una gravità complessiva ostativa alla concessione del beneficio. Il ricorso è stato giudicato meramente ripetitivo delle argomentazioni già presentate in appello e manifestamente infondato.
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Reato di evasione: inammissibile il ricorso generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per il reato di evasione. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi di appello e sulla corretta esclusione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), giustificata dalle plurime condanne precedenti dell'imputato per lo stesso reato.
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Ricorso per evasione: inammissibile senza prove
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile un ricorso per evasione. L'imputato aveva invocato lo stato di necessità, ma non ha fornito prove mediche a sostegno delle sue affermazioni. La Corte ha ritenuto il ricorso generico e infondato, confermando che le valutazioni di fatto non possono essere riesaminate in sede di legittimità.
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Particolare tenuità del fatto e precedenti penali
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione. L'imputato chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha confermato la decisione di merito, ritenendo che le plurime condanne precedenti, anche per fatti commessi pochi giorni prima dell'evasione, ostacolassero un giudizio di minore offensività e fossero incompatibili con il beneficio.
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