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Art. 385 Codice Penale — Anno 2024

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590 provvedimenti

Altri anni per Art. 385 Codice Penale

Ricorso inammissibile: quando l’appello è ripetitivo
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché i motivi erano una mera riproduzione di argomenti già respinti in appello. La decisione sottolinea come la riproposizione di censure già vagliate porti a una condanna per il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, confermando la sentenza di merito per il reato contestato.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di patteggiamento. La decisione sottolinea che, a seguito della riforma legislativa, il ricorso patteggiamento è consentito solo per un numero limitato di motivi tassativamente previsti dalla legge. Poiché le ragioni addotte dal ricorrente non rientravano in tali casistiche, l'appello è stato respinto senza esame nel merito, con condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Recidiva reiterata: l’aumento di pena non è libero
La Corte di Cassazione ha corretto una sentenza di merito per errata applicazione dell'aumento di pena dovuto a recidiva reiterata. Il giudice di primo grado aveva applicato un aumento inferiore al minimo legale previsto dall'art. 99 c.p., portando la Cassazione ad annullare la pena e a rideterminarla direttamente in un importo superiore, in conformità con la legge.
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Inammissibilità ricorso: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 36678/2024, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato condannato per reati connessi agli stupefacenti ed evasione. La decisione si fonda sulla totale genericità e aspecificità dei motivi di appello, che non si confrontavano criticamente con la solida motivazione della sentenza impugnata. La Corte ha ribadito che un ricorso, per essere ammissibile, deve contenere censure precise e dettagliate, pena la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Arresto per evasione: legittimo anche senza flagranza
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un tribunale che non aveva convalidato un arresto. Il giudice di primo grado aveva erroneamente escluso la flagranza per un reato di furto, omettendo di valutare la sussistenza di un autonomo reato di evasione. La Suprema Corte ha chiarito che l'arresto per evasione è consentito per legge anche fuori dai casi di flagranza, rendendo quindi legittimo l'operato della polizia giudiziaria.
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Inammissibilità ricorso: i motivi generici lo bocciano
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso avverso una condanna per il reato di evasione. La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza e genericità dei motivi di appello, ribadendo che la critica alla sentenza impugnata deve essere specifica e non limitarsi a un generico dissenso. La Corte ha sottolineato come la questione di legittimità costituzionale sollevata fosse inconferente e le censure sulla pena prive di argomentazioni concrete.
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Reato di evasione: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per il reato di evasione. La Corte ha stabilito che la legittimità della misura detentiva va valutata al momento della sua esecuzione, non a posteriori. Inoltre, ha rigettato i motivi di ricorso basati su questioni di fatto già decise e ha considerato generiche le lamentele sulla pena e sulle attenuanti, confermando la condanna al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per il reato di evasione. I motivi, relativi alla capacità di intendere e volere e alle attenuanti generiche, sono stati giudicati troppo generici e non specifici. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Attenuanti generiche: no se si rompe il braccialetto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro il diniego delle attenuanti generiche. La rottura del braccialetto elettronico, secondo i giudici, non attenua la gravità del fatto, ma anzi la aggrava, giustificando la decisione del giudice di merito.
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Motivo inammissibile in Cassazione: il caso analizzato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato per il reato di evasione. La richiesta di riconoscimento della particolare tenuità del fatto è stata respinta in quanto rappresenta un motivo inammissibile, sollevato per la prima volta in sede di legittimità e non nell'atto di appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Reato continuato: quando non si applica all’evasione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 35966/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento del reato continuato tra due episodi di evasione. La Corte ha chiarito che la semplice reiterazione della stessa condotta criminale non è sufficiente a configurare il 'medesimo disegno criminoso' richiesto dalla legge. È necessaria la prova di un piano unitario iniziale che sorregga le plurime violazioni, prova che nel caso di specie mancava.
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Ricorso inammissibile: perché non puoi agire da solo
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché è stato presentato personalmente dall'imputato, condannato in appello per il reato di evasione, e non da un avvocato abilitato. Tale vizio di forma ha impedito l'esame nel merito del ricorso, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3.000 euro.
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Reato di evasione: ricorso inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione. L'imputato sosteneva di non aver sentito il campanello pur essendo in casa. La Corte ha ritenuto i motivi del ricorso manifestamente infondati, confermando la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è vago
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile a causa della genericità e indeterminatezza dei motivi. L'ordinanza sottolinea che un'impugnazione deve contenere censure specifiche e collegate alla sentenza contestata, non meri enunciati stereotipati. La decisione, relativa a una condanna per il reato di cui all'art. 385 c.p., ha comportato per il ricorrente la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Particolare tenuità del fatto: no se evasione è grave
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione, che chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha ritenuto il ricorso aspecifico e ha confermato che la gravità della condotta, caratterizzata da evasione prolungata, in un diverso comune e dalla fornitura di false generalità, esclude il beneficio.
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Ricorso Patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 35913/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso patteggiamento. L'impugnazione era stata presentata contro una sentenza per il reato di evasione, lamentando un vizio di motivazione e la mancata applicazione della causa di non punibilità per tenuità del fatto. La Corte ha ribadito che i motivi di ricorso avverso il patteggiamento sono tassativamente limitati dalla legge a specifiche violazioni, escludendo censure sulla motivazione.
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Inammissibilità ricorso penale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso penale avverso una condanna per il reato di cui all'art. 385 c.p. I motivi, incentrati sulla mancata esclusione della recidiva e sulla concessione delle attenuanti generiche, sono stati ritenuti manifestamente infondati. La Corte ha confermato la correttezza della valutazione del giudice d'appello, basata sulla gravità dei fatti e sulla pericolosità sociale del ricorrente, derivante dai suoi precedenti penali.
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Particolare tenuità del fatto: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per il mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Sebbene la Corte d'Appello avesse errato nella motivazione, la Cassazione ha ritenuto valida la corretta e solida motivazione del giudice di primo grado, che si era basato sulla gravità della condotta e l'intensità del dolo. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto con condanna alle spese.
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Reato di evasione: ricorso inammissibile per motivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione. L'imputato si era recato al mare violando gli arresti domiciliari. I motivi, relativi al vizio di motivazione e al diniego delle attenuanti generiche, sono stati ritenuti manifestamente infondati, confermando la decisione dei giudici di merito.
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Evasione e tenuità del fatto: quando non si applica
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per il reato di evasione, negando l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La decisione si basa sulla gravità complessiva della condotta, desunta dalla durata dell'allontanamento, dall'orario notturno, dall'assenza di giustificazioni e dalla personalità del soggetto, elementi che ostano a una qualificazione del fatto come di lieve entità.
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