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Art. 385 Codice Penale — Anno 2024

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590 provvedimenti

Altri anni per Art. 385 Codice Penale

Inammissibilità ricorso cassazione: stop a prescrizione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 35884/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione. Il punto chiave della decisione è che l'inammissibilità del ricorso per cassazione preclude la possibilità di far valere la prescrizione del reato qualora questa sia maturata in un momento successivo alla sentenza d'appello. La Corte ha ritenuto i motivi del ricorso manifestamente infondati, sia riguardo alla prescrizione che alla richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Nullità sanata: il rito abbreviato sana i vizi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per evasione, la quale lamentava un vizio nella notifica dell'avviso di conclusione indagini. Secondo la Corte, la successiva richiesta di giudizio abbreviato ha prodotto una nullità sanata, rendendo il vizio procedurale irrilevante e il ricorso manifestamente infondato.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: motivi generici
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso avverso una condanna, ritenendo i motivi manifestamente infondati e generici. Il caso verteva su eccezioni di prescrizione e sulla mancata concessione di un'attenuante. La decisione sottolinea che l'inammissibilità del ricorso in Cassazione comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della cassa delle ammende.
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Ricorso patteggiamento: i limiti dell’impugnazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento per i reati di resistenza a pubblico ufficiale ed evasione. L'imputato contestava l'erronea qualificazione giuridica dei fatti, ma la Corte ha ribadito che i motivi di ricorso patteggiamento sono tassativamente indicati dall'art. 448, c. 2-bis, c.p.p. e non includono una rivalutazione nel merito della qualificazione giuridica concordata tra le parti e vagliata dal giudice, salvo palesi incongruenze. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Rinnovazione istruttoria: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione. I motivi, incentrati sulla richiesta di rinnovazione istruttoria per una perizia psichiatrica e sulla contestazione della recidiva, sono stati ritenuti mere doglianze di fatto, non consentite in sede di legittimità. La Corte ha confermato la correttezza della decisione di appello, basata su documentazione medica datata e sull'assenza di elementi che suggerissero un'incapacità di intendere e volere.
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Ricorso inammissibile evasione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione dagli arresti domiciliari. La Suprema Corte ha confermato che per questo reato è sufficiente il dolo generico, ovvero la semplice coscienza e volontà di allontanarsi dal luogo di detenzione. Inoltre, ha ritenuto infondata la censura sulla prescrizione, chiarendo che il termine era stato correttamente sospeso a seguito di una richiesta della difesa, rendendo la sentenza d'appello tempestiva. La natura fattuale delle doglianze ha contribuito a definire il ricorso inammissibile per evasione.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un individuo condannato per evasione dagli arresti domiciliari. I motivi, basati su contestazioni di fatto e sulla dosimetria della pena, sono stati rigettati in quanto non consentiti in sede di legittimità. La Corte ha sottolineato che la manifesta infondatezza del ricorso impedisce di dichiarare l'estinzione del reato per prescrizione, anche se maturata dopo la sentenza di appello.
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Reato di evasione: inammissibile ricorso abituale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un individuo condannato per il reato di evasione. I motivi, incentrati sulla presunta mancanza di dolo e sulla richiesta di applicazione della particolare tenuità del fatto, sono stati giudicati generici e infondati. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, sottolineando che l'imputato era fuori casa in orari non autorizzati e che la sua condotta era abituale, visti i numerosi precedenti specifici, ostacolando così l'applicazione dell'art. 131-bis c.p.
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Esclusione 131-bis evasione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione, il quale chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La decisione si fonda sulla reiterazione della condotta, con tre episodi di allontanamento, e sulla durata indefinita della stessa. Questi elementi, secondo la Corte, sono ostativi al riconoscimento della particolare tenuità del fatto, confermando la solidità della motivazione della Corte d'Appello che aveva già escluso il beneficio.
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Evasione detenzione domiciliare: la durata non conta
Un individuo condannato per evasione dalla detenzione domiciliare ha presentato ricorso sostenendo che la sua assenza fosse durata meno di 12 ore. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che per la detenzione domiciliare 'alternativa', a differenza di quella 'sostitutiva', il reato si configura con il semplice allontanamento, rendendo irrilevante la durata. Anche la richiesta di non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata respinta a causa dell'intensità del dolo e dell'abitualità nel reato del soggetto.
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Ricorso inammissibile: quando è generico e infondato
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per il reato di evasione (art. 385 c.p.). Il motivo è stato ritenuto generico e manifestamente infondato, in quanto non contestava specificamente le argomentazioni della corte d'appello, basate sui precedenti dell'imputato e sulle modalità del fatto. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Evasione attenuante: quando non si applica il rientro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una persona condannata per evasione dagli arresti domiciliari. La Corte ha stabilito che per ottenere l'evasione attenuante, non è sufficiente tornare spontaneamente a casa, ma è necessario consegnarsi alle autorità. La decisione è stata motivata anche dalla reiterazione della condotta dell'imputata, che ha impedito il riconoscimento della particolare tenuità del fatto.
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Reato continuato: accordo tra le parti necessario?
La Corte di Cassazione interviene sul tema del reato continuato in fase esecutiva, specificando le regole procedurali in caso di sentenze miste. La sentenza chiarisce che, se si intende unificare più sentenze emesse a seguito di patteggiamento, è indispensabile un nuovo accordo con il Pubblico Ministero, anche se nel gruppo è presente una sentenza derivante da giudizio ordinario. La Corte ha invece ritenuto legittimo il diniego di continuazione tra reati commessi in contesti e tempi diversi (in stato di libertà e in detenzione), non ravvisando un unico disegno criminoso.
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Ricorso inammissibile: requisiti di specificità
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per il reato di cui all'art. 385 c.p. Il motivo, relativo alla mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), è stato giudicato totalmente privo di specificità, in quanto non indicava le ragioni di diritto o i dati di fatto a sostegno della richiesta. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: i limiti del giudizio di Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per il reato di cui all'art. 385 c.p. L'appello, incentrato sulla severità della pena e sulla mancata concessione delle attenuanti generiche, è stato ritenuto manifestamente infondato e basato su valutazioni di fatto, non sindacabili in sede di legittimità, confermando la logicità della decisione della Corte d'Appello.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: analisi del caso
La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 34105/2024, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un imputato contro una sentenza di condanna per il reato di evasione. La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza e sulla natura fattuale dei motivi proposti, confermando la correttezza della motivazione del giudice di merito riguardo alla mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. L'inammissibilità ricorso Cassazione ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile evasione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per il reato di evasione. L'imputato sosteneva la sussistenza della scriminante dello stato di necessità, ma la Suprema Corte ha ritenuto il motivo di ricorso generico e basato su mere asserzioni in fatto. Di conseguenza, confermando la logicità della decisione della Corte d'Appello, ha dichiarato il ricorso inammissibile evasione, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Recidiva: quando il ricorso in Cassazione è infondato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro la conferma della circostanza aggravante della recidiva. La Corte ha ritenuto la motivazione della Corte d'Appello logica e completa, basata sui numerosi e gravi precedenti penali del ricorrente, indicatori di una sua accresciuta pericolosità sociale.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e la prescrizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per evasione. Il motivo principale, relativo alla prescrizione del reato, è stato ritenuto infondato poiché, includendo la recidiva e i periodi di sospensione, il termine non era ancora scaduto. Inoltre, la Corte ha ribadito che la pena concordata in appello non può essere contestata se non è illegale. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando è manifestamente infondato
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per il reato di evasione. La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza e genericità del motivo di ricorso, in particolare riguardo al mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.). La Corte ha confermato la logicità e coerenza della motivazione del giudice d'appello, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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