LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 385 Codice Penale — Anno 2024

Pagina 28 di 30

590 provvedimenti

Altri anni per Art. 385 Codice Penale

Attenuanti generiche: quando il ricorso è inammissibile
Un individuo, condannato per il reato di evasione, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione lamentando l'eccessività della pena e la mancata concessione delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancanza di specificità. Il motivo di ricorso, infatti, non si confrontava puntualmente con la motivazione della Corte d'Appello, la quale aveva negato le attenuanti sulla base dei gravi precedenti penali dell'imputato e della già mite pena inflitta. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Ricorso inammissibile: no a nuove valutazioni in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per evasione. Il motivo del ricorso, basato sulla presunta non imputabilità, è stato ritenuto una mera riproposizione di argomentazioni già valutate e respinte dalla Corte d'Appello. La Suprema Corte ha ribadito che la sua funzione è di legittimità e non può riesaminare i fatti, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Evasione: il dolo generico basta per la condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione (art. 385 c.p.). La Corte ha ribadito che per configurare tale reato è sufficiente il dolo generico, consistente nella consapevolezza di essere sottoposto a una misura restrittiva e nella volontà di violarne le prescrizioni.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile per il reato di evasione, poiché i motivi presentati dal ricorrente erano generici e meramente ripetitivi delle argomentazioni già esposte. L'imputato, che contestava la mancata applicazione del lavoro di pubblica utilità, non ha affrontato specificamente le motivazioni dei giudici di merito, portando alla conferma della condanna e al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando è generico e perde
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per evasione. I motivi di appello, relativi al trattamento sanzionatorio (attenuanti generiche, recidiva, continuazione), sono stati ritenuti generici e meramente ripetitivi di argomentazioni già respinte dalla Corte d'Appello, senza introdurre critiche specifiche alla decisione impugnata. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Attenuante evasione: quando il rientro non basta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per evasione dagli arresti domiciliari. La Corte ha confermato che non si applica la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto data la gravità della condotta. Inoltre, ha ribadito un principio fondamentale riguardo l'attenuante evasione: per ottenerla non è sufficiente rientrare spontaneamente presso la propria abitazione, ma è necessario consegnarsi a un'autorità o a un istituto carcerario. Infine, è stata negata la continuazione con il reato precedente, ritenendo l'evasione frutto di una decisione autonoma.
Continua »
Ricorso inammissibile per evasione: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione. La decisione si fonda sulla natura dei motivi di appello, considerati mere doglianze di fatto e ripetizioni di argomenti già valutati. La Corte ha chiarito che la concessione di attenuanti generiche non esclude la responsabilità penale. A seguito del ricorso inammissibile, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Particolare tenuità del fatto: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per evasione dagli arresti domiciliari, specificando i criteri per l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha stabilito che una precedente assoluzione per lo stesso motivo non è sufficiente a configurare l'"abitualità" della condotta, la quale richiede la commissione di almeno due illeciti della stessa indole oltre a quello in esame. La sentenza impugnata è stata annullata con rinvio per una nuova valutazione.
Continua »
Reato di evasione: inammissibile ricorso generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione. I motivi del ricorso sono stati ritenuti generici, sia sulla responsabilità che sulla mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), negata a causa della condotta abituale dell'imputato.
Continua »
Ricorso inammissibile per evasione: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per il reato di evasione. La Suprema Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano generici e miravano a una nuova valutazione dei fatti, attività non consentita nel giudizio di legittimità. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
Continua »
Ricorso inammissibile per evasione: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per evasione. I motivi, incentrati sulla mancata concessione delle attenuanti generiche, sono stati ritenuti generici e manifestamente infondati, confermando la valutazione del giudice di merito che aveva bilanciato i precedenti penali dell'imputato con le modalità del fatto.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando i motivi sono generici
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per il reato di evasione. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi di appello, che si limitavano a contestazioni assertive e a criticare il trattamento sanzionatorio, una valutazione di merito del giudice non sindacabile in sede di legittimità se, come in questo caso, adeguatamente motivata.
Continua »
Ricorso inammissibile: motivi generici e condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per resistenza, lesioni ed evasione. La decisione si fonda sulla natura generica e assertiva dei motivi di appello, che non specificavano errori di diritto ma si limitavano a chiedere il proscioglimento. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, confermando che un ricorso inammissibile non viene esaminato nel merito.
Continua »
Ricorso per evasione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per evasione, stabilendo che le censure contro la sentenza di condanna erano troppo generiche e assertive. I motivi, relativi alla ricostruzione dei fatti e all'elemento psicologico del reato, non erano ammissibili in sede di legittimità. Anche la doglianza sulla mancata applicazione di una pena sostitutiva è stata respinta perché sollevata in modo generico e non proposta nelle conclusioni del giudizio precedente. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Motivi non dedotti in appello: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per il reato di evasione. L'imputato aveva sollevato in Cassazione la mancata applicazione della particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), ma questo era uno dei motivi non dedotti in appello, dove invece aveva invocato lo stato di necessità. La Corte ha stabilito che motivi nuovi non possono essere introdotti in sede di legittimità.
Continua »
Recidiva e generiche: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante il bilanciamento tra recidiva e circostanze generiche. Il motivo è la genericità dell'impugnazione a fronte di una motivazione di merito che aveva logicamente valutato i gravi precedenti penali dell'imputato per negare la prevalenza delle attenuanti.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando è generico e infondato
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per il reato di evasione. I motivi sono stati ritenuti generici e manifestamente infondati, confermando la piena logicità della sentenza d'appello sia sulla responsabilità penale sia sul mancato riconoscimento delle attenuanti generiche prevalenti sulla recidiva.
Continua »
Ricorso inammissibile: motivi generici e recidiva
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una sentenza di condanna della Corte d'Appello di Torino. I motivi del ricorso sono stati ritenuti generici e manifestamente infondati, in particolare riguardo la valutazione della recidiva e la sua prevalenza sulle circostanze attenuanti. La decisione ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
Continua »
Trattamento sanzionatorio: calcolo della pena errato
Un imputato ricorre in Cassazione contestando il trattamento sanzionatorio applicato dal giudice dell'esecuzione dopo il riconoscimento della continuazione tra più reati. La Corte ha annullato la decisione, riscontrando errori nel calcolo della pena e una motivazione carente, rinviando gli atti per una nuova valutazione.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando è manifestamente infondato
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una sentenza di condanna per il reato di evasione. Il motivo del ricorso è stato ritenuto manifestamente infondato, in quanto contestava la congruità della pena e la mancata concessione delle attenuanti generiche, aspetti già motivati in modo logico e puntuale dalla Corte d'Appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
Continua »