LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 385 Codice Penale — Anno 2024

Pagina 29 di 30

590 provvedimenti

Altri anni per Art. 385 Codice Penale

Recidiva: quando il ricorso in Cassazione è generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione e altri reati, aggravati dalla recidiva. I motivi, incentrati sulla contestazione della recidiva e sulla mancata concessione delle attenuanti generiche, sono stati giudicati generici e manifestamente infondati, poiché non si confrontavano criticamente con la motivazione della sentenza d'appello. La Corte ha ribadito che la valutazione sulla recidiva e la graduazione della pena rientrano nella discrezionalità del giudice di merito, se sorrette da una motivazione logica e sufficiente.
Continua »
Ricorso per evasione: inammissibile se è di merito
La Corte di Cassazione, con ordinanza 46965/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso per evasione. I motivi presentati si limitavano a riproporre questioni di fatto già valutate nei gradi di merito, tentando di ottenere una nuova valutazione delle prove, attività preclusa al giudice di legittimità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Circostanze attenuanti: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato per il reato di evasione, il quale chiedeva il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. La Corte ha stabilito che la valutazione su tali circostanze è un potere discrezionale del giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità se la decisione è motivata, come in questo caso, sulla base dei precedenti penali dell'imputato.
Continua »
Reato di evasione: dolo e durata dell’assenza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il reato di evasione dalla detenzione domiciliare. I giudici hanno stabilito che l'intento colpevole (dolo) consiste nella semplice e consapevole violazione dell'obbligo di rimanere a casa, senza che sia necessaria una specifica finalità. Inoltre, hanno confermato che non esiste una durata minima dell'allontanamento, come le dodici ore, affinché il reato sia configurabile nel caso di esecuzione domiciliare della pena.
Continua »
Reato di evasione: dolo e ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione. La Corte ha stabilito che, ai fini della configurazione del reato, è sufficiente il dolo generico, ovvero la consapevolezza di violare la misura restrittiva, rendendo irrilevanti le specifiche motivazioni dell'allontanamento. Il ricorso è stato giudicato generico e assertivo, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
Continua »
Inammissibilità ricorso evasione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un'imputata condannata per evasione. I motivi del ricorso sono stati giudicati generici e semplici ripetizioni di argomentazioni già respinte in appello. La Corte ha confermato la decisione precedente, che negava la sussistenza dello stato di necessità, evidenziando come l'imputata fosse stata trovata vicino a una 'piazza di spaccio' e non sulla via per la scuola dei figli. È stata inoltre negata l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
Continua »
Ricorso inammissibile: attenuanti e specificità
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per evasione. Il motivo, incentrato sulla mancata concessione delle attenuanti generiche, è stato ritenuto privo di specificità poiché non contestava adeguatamente le motivazioni della Corte d'Appello, che aveva già evidenziato l'assenza di elementi positivi di valutazione. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma pecuniaria.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando è privo di specificità
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per evasione. I motivi, relativi alla responsabilità, alla non punibilità per tenuità del fatto e alle attenuanti, sono stati giudicati una mera riproposizione di censure già respinte, quindi privi della necessaria specificità. La decisione sottolinea che un ricorso non può limitarsi a ripetere argomenti già vagliati, ma deve criticare puntualmente le motivazioni della sentenza impugnata. Di conseguenza, la condanna è divenuta definitiva e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di un'ammenda.
Continua »
Ricorso generico in Cassazione: inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una condanna per il reato di evasione (art. 385 c.p.). La decisione si fonda sulla natura del ricorso generico, in quanto i motivi presentati non specificavano le ragioni di diritto o i fatti a sostegno delle censure, limitandosi a contestare la responsabilità in modo non consentito in sede di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Attenuanti generiche: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione, il quale lamentava la mancata concessione delle attenuanti generiche. La decisione si fonda sulla genericità del motivo di ricorso, in quanto la Corte d'Appello aveva già ampiamente motivato il diniego in base all'assenza di elementi positivi di valutazione e alla particolare mitezza della pena già inflitta, anche in virtù di una riduzione per seminfermità mentale.
Continua »
Ricorso inammissibile: la Cassazione e la specificità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 46678/2024, ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per evasione. Il motivo era la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha ritenuto il ricorso privo di specificità, in quanto si limitava a riproporre argomenti già vagliati e respinti in appello, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
Continua »
Inammissibilità ricorso Cassazione: il caso 131-bis
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un imputato condannato per evasione. Il motivo, basato sulla mancata applicazione dell'art. 131-bis c.p. (particolare tenuità del fatto), è stato ritenuto generico e riproduttivo di censure già respinte, confermando la decisione della Corte d'Appello.
Continua »
Ricorso inammissibile: genericità e limiti in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per il reato di evasione. L'appello è stato respinto perché le motivazioni erano generiche, contestando la severità della pena senza addurre specifiche ragioni di diritto o di fatto. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando la Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per il reato di evasione. Il motivo, relativo alla mancata applicazione della particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), è stato giudicato generico e ripetitivo di argomenti già respinti in appello. La decisione comporta per il ricorrente la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione alla Cassa delle ammende.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per evasione, poiché i motivi di appello sono stati ritenuti troppo generici e non in grado di confrontarsi con le argomentazioni della corte territoriale. La decisione sottolinea l'importanza della specificità dei motivi di ricorso e condanna l'imputato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso inammissibile: il no della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per evasione. La richiesta di applicare la non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata respinta perché il motivo di ricorso era generico e riproduttivo di censure già esaminate. La Corte ha sottolineato come lo stile di vita illegale del ricorrente, desumibile dal certificato penale, ostacolasse l'applicazione del beneficio. Si tratta di un classico caso di ricorso inammissibile per mancanza di specificità.
Continua »
Reato di evasione: la Cassazione conferma la condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per il reato di evasione. La Corte ha ribadito il principio consolidato secondo cui qualsiasi allontanamento non autorizzato dal luogo degli arresti domiciliari costituisce reato, indipendentemente dalla durata, dalla distanza o dai motivi. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso inammissibile: limiti all’appello del patteggiamento
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una sentenza di patteggiamento per un tentativo di furto pluriaggravato. Il ricorso è stato respinto in quanto i motivi addotti (vizio di motivazione e trattamento sanzionatorio) non rientrano tra quelli consentiti dalla legge per impugnare un accordo di pena, ai sensi dell'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Revoca sospensione condizionale: quando è obbligatoria
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che negava la revoca della sospensione condizionale della pena. Il giudice di merito aveva erroneamente ritenuto estinto il reato presupposto della revoca, senza considerare che il condannato aveva commesso ulteriori delitti nel quinquennio. La Suprema Corte, accertata la sussistenza di tutti i presupposti di legge sulla base del certificato penale, ha disposto direttamente la revoca del beneficio, affermandone l'obbligatorietà.
Continua »
Reformatio in peius: il calcolo della pena in appello
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti, il quale lamentava la violazione del divieto di reformatio in peius. La Corte ha chiarito che, ai fini del rispetto di tale divieto, rileva il dispositivo della sentenza e non la motivazione. Se la pena finale inflitta in appello è inferiore e il dispositivo conferma le attenuanti, non c'è violazione, anche se la motivazione non esplicita ogni passaggio del calcolo della pena, come la riduzione per le attenuanti generiche.
Continua »