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Art. 385 Codice Penale — Anno 2024

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Altri anni per Art. 385 Codice Penale

Ricorso inammissibile: quando è privo di specificità
Un soggetto condannato per evasione ai sensi dell'art. 385 c.p. ha presentato ricorso in Cassazione, lamentando la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.). La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancanza di specificità, in quanto i motivi erano una mera riproposizione di censure già esaminate e respinte dalla Corte d'Appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: i motivi non dedotti in appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per il reato di evasione. Il motivo del ricorso era la mancata concessione delle attenuanti generiche. Tuttavia, questa specifica doglianza non era stata sollevata nel precedente atto di appello. La Suprema Corte ha ribadito che, ai sensi dell'art. 606, comma 3, cod. proc. pen., i motivi non dedotti in appello non possono essere presentati per la prima volta in Cassazione, pena l'inammissibilità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso generico inammissibile: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione (art. 385 c.p.). La Suprema Corte ha stabilito che i motivi presentati erano un ricorso generico, limitandosi a enunciazioni vaghe senza confrontarsi con le argomentazioni logiche e puntuali della Corte d'Appello, in particolare riguardo l'attendibilità di una testimonianza chiave. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto con condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: motivi generici e tardivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per il reato di evasione (art. 385 c.p.). I motivi sono stati giudicati generici, in quanto mere riproposizioni di doglianze già esaminate e respinte dalla Corte d'Appello. La Corte ha inoltre respinto come manifestamente infondata la questione della prescrizione, sollevata per la prima volta in sede di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso Inammissibile: motivi generici e condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per il reato di evasione. I motivi del ricorso, relativi alla mancata applicazione della particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) e delle attenuanti generiche (art. 62-bis c.p.), sono stati giudicati privi di specificità, in quanto meramente riproduttivi di censure già correttamente respinte nei precedenti gradi di giudizio. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: motivi manifestamente infondati
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché basato su un motivo manifestamente infondato. L'imputato lamentava la mancata concessione delle attenuanti generiche, che in realtà erano già state riconosciute nel primo grado di giudizio. La decisione sottolinea l'importanza di formulare censure precise e veritiere in sede di impugnazione, pena la condanna a sanzioni pecuniarie.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per il reato di evasione (art. 385 c.p.). Il ricorso è stato giudicato generico in quanto si limitava a riproporre le stesse argomentazioni dell'appello, senza confrontarsi criticamente con la motivazione della sentenza impugnata. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
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Inammissibilità ricorso: i motivi non proposti
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di un imputato condannato per evasione. I motivi, relativi alla recidiva e alle attenuanti generiche, sono stati respinti perché non sollevati correttamente in appello o perché generici, confermando l'importanza di una corretta formulazione dei motivi di impugnazione.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono aspecifici
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per evasione. I motivi, relativi alla mancata disapplicazione della recidiva e al diniego delle attenuanti generiche, sono stati giudicati aspecifici, in quanto non si confrontavano adeguatamente con la logica coerente della sentenza impugnata. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: motivi generici e prescrizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per evasione. I motivi, relativi all'intenzionalità del reato e all'eccessività della pena, sono stati giudicati generici. È stata inoltre respinta l'eccezione di prescrizione, in quanto il termine non era ancora decorso a causa di periodi di sospensione. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: motivi generici e ripetitivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per evasione. I motivi, relativi alla mancata applicazione della particolare tenuità del fatto e all'eccessività della pena, sono stati giudicati generici e meramente riproduttivi di doglianze già respinte in appello. La decisione sottolinea la necessità di formulare ricorsi specifici che si confrontino puntualmente con le motivazioni della sentenza impugnata.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile per il reato di evasione. I motivi sono stati ritenuti generici perché non contestavano specificamente le argomentazioni della Corte d'Appello, che aveva già valutato la questione dell'autorizzazione ad allontanarsi. La ricorrente è stata condannata alle spese e a una sanzione.
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Ricorso inammissibile: motivi generici e nuovi
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per lesioni ed evasione. I motivi sono stati giudicati generici, in quanto non si confrontavano con la sentenza d'appello, e per aver introdotto una doglianza nuova, non presentata nel precedente grado di giudizio. La decisione sottolinea l'importanza di formulare motivi di ricorso specifici e di non introdurre nuove questioni in sede di legittimità.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono generici
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 7077/2024, ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per il reato di evasione. I motivi sono stati giudicati generici e meramente riproduttivi delle doglianze già respinte in appello. La Corte ha inoltre chiarito che la richiesta di sanzioni sostitutive deve essere presentata al giudice dell'esecuzione e non in sede di legittimità per le sentenze emesse prima del 30 dicembre 2022.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e motivi generici
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 29/01/2024, ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per il reato di evasione (art. 385 c.p.). La Suprema Corte ha ritenuto le doglianze del ricorrente generiche, in quanto si limitavano a richiamare i motivi di appello senza confrontarsi con le argomentazioni della Corte territoriale. La decisione sottolinea la necessità di formulare motivi di ricorso specifici e pertinenti, pena la dichiarazione di inammissibilità e la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: motivi generici e condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una sentenza di condanna per il reato di evasione. I motivi del ricorso sono stati giudicati generici, in quanto si limitavano a ripetere le argomentazioni precedenti senza confrontarsi con la motivazione della Corte d'Appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e la reiterazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello. I motivi sono stati giudicati generici, manifestamente infondati e meramente reiterativi di tesi già respinte, come quella della particolare tenuità del fatto. La Corte ha confermato che la valutazione sulla gravità della condotta e sul quantum della pena rientra nel potere discrezionale del giudice di merito, se adeguatamente motivata. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità ricorso patteggiamento: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso presentato contro una sentenza di patteggiamento per detenzione di stupefacenti e altro reato. La Corte ha stabilito che i motivi dell'appello, relativi a una presunta carenza di motivazione, non rientrano tra quelli consentiti dalla legge per impugnare un accordo di pena, come specificato dall'art. 448, comma 2-bis del codice di procedura penale. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria di 4.000 euro.
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Attenuanti generiche: quando il giudice può negarle
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro il diniego delle attenuanti generiche. La Corte ha confermato che il giudice, nel motivare la sua decisione, può legittimamente concentrarsi sugli elementi personali e fattuali ritenuti decisivi, senza dover esaminare ogni singolo aspetto favorevole o sfavorevole all'imputato.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6189/2024, ha dichiarato un ricorso inammissibile a causa della sua genericità. L'imputato, condannato per il reato di evasione, aveva presentato un appello privo di critiche specifiche e dettagliate contro la sentenza di secondo grado. La Corte ha sottolineato che un'impugnazione, per essere valida, deve correlare le proprie argomentazioni con le motivazioni della decisione impugnata, altrimenti risulta aspecifica. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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