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Art. 385 Codice Penale — Anno 2024

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590 provvedimenti

Altri anni per Art. 385 Codice Penale

Ricorso per evasione: inammissibile se generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per evasione, sottolineando che i motivi generici e la semplice reiterazione di argomentazioni già respinte in appello non sono sufficienti. La Corte ha ribadito che per il reato di evasione è sufficiente il 'dolo generico', ovvero la consapevolezza di violare le prescrizioni, e che non è possibile sollevare per la prima volta in Cassazione la richiesta di specifiche attenuanti.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: i motivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso per aspecificità e genericità dei motivi. L'ordinanza sottolinea che non è possibile contestare in sede di legittimità la mancata concessione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) o delle attenuanti generiche se non ci si confronta criticamente con la motivazione della sentenza impugnata. Il caso evidenzia l'importanza di redigere un ricorso specifico per evitare l'inammissibilità ricorso Cassazione.
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Art. 131-bis: quando la gravità esclude la tenuità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) in relazione al reato di evasione. La Corte ha stabilito che la condotta non può considerarsi di lieve entità quando l'imputato, pur potendo, non ha richiesto l'autorizzazione al giudice per provvedere al proprio sostentamento, scegliendo invece di agire illecitamente. Tale comportamento, secondo i giudici, conferma la finalità di evasione e la significativa gravità del fatto.
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Ricorso inammissibile: genericità e dolo nell’evasione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione. Il ricorso è stato ritenuto generico riguardo al dolo e non specifico sulla mancata concessione della sospensione condizionale della pena, a causa di una precedente condanna ostativa. La Corte ha confermato la necessità di motivi di ricorso specifici e non meramente reiterativi.
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Reato di evasione: inammissibile il ricorso aspecifico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per il reato di evasione. L'imputato, agli arresti domiciliari, era stato trovato a pochi metri dalla sua abitazione. Il ricorso è stato giudicato aspecifico, in quanto si limitava a riproporre censure già respinte nei gradi di merito. La Corte ha inoltre confermato la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a causa della significativa gravità della condotta, evidenziata dal possesso di un coltello.
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Permesso premio: Cassazione annulla diniego per errore
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza che dichiarava inammissibile il reclamo di un detenuto contro il diniego di un permesso premio. La decisione si fondava sull'errata applicazione di un divieto di cinque anni, senza verificare se il detenuto stesse effettivamente scontando una pena per un reato ostativo. La Suprema Corte ha chiarito che il reclamo era pertinente e ha rinviato il caso al Tribunale di Sorveglianza per un nuovo esame nel merito, sottolineando la necessità di accertare tutte le condizioni previste dalla legge per applicare le restrizioni più severe.
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Ricorso in Cassazione: inammissibile senza avvocato
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato personalmente da un condannato per il reato di evasione. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613 del codice di procedura penale, che impone la necessaria assistenza di un difensore per il ricorso in Cassazione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Dolo evasione: irrilevanti i motivi dell’allontanamento
Un soggetto condannato per evasione dagli arresti domiciliari ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo la mancanza di dolo. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: nel delitto di evasione, il dolo è generico. Ciò significa che è sufficiente la consapevolezza di allontanarsi dal luogo di detenzione senza autorizzazione per integrare il reato. I motivi personali che spingono all'azione sono considerati irrilevanti ai fini della configurabilità del dolo evasione. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando è generico e di fatto
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da due fratelli condannati per resistenza e altri reati. I motivi sono stati ritenuti generici e basati su una ricostruzione dei fatti alternativa, non consentita nel giudizio di legittimità. La Suprema Corte ha confermato la valutazione della Corte d'Appello, che aveva correttamente collegato i vari reati e motivato la pena inflitta, respingendo implicitamente anche la richiesta di assoluzione per particolare tenuità del fatto.
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Ricorso inammissibile per evasione: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per evasione. I motivi, ritenuti generici e non confrontati con la sentenza d'appello, contestavano l'eccessività di una pena già fissata al minimo. Questo caso evidenzia l'importanza di motivi di ricorso specifici e pertinenti per evitare una dichiarazione di inammissibilità.
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Evasione e rientro spontaneo: no all’attenuante
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per evasione. La Corte ha stabilito che, in tema di evasione e rientro spontaneo, il semplice ritorno volontario presso l'abitazione non è sufficiente per l'applicazione della circostanza attenuante speciale, confermando la decisione del giudice di merito. Il ricorso è stato respinto perché riproponeva questioni già esaminate e disattese.
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Causa di non punibilità: evasione non lieve per distanza
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per evasione. La Corte conferma la decisione di merito che ha negato l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), in quanto l'allontanamento per oltre venti chilometri dal luogo di detenzione domiciliare è stato ritenuto un comportamento di offensività non trascurabile.
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Tenuità del fatto: no per evasioni ripetute
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per due evasioni dagli arresti domiciliari. La Corte ha stabilito che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non si applica quando le violazioni, sebbene unite dal vincolo della continuazione, sono plurime e avvengono in un breve arco temporale, poiché ciò esclude il requisito dell'occasionalità della condotta. Respinte anche le attenuanti generiche.
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Ricorso inammissibile: motivi generici e infondati
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per il reato di evasione (art. 385 c.p.). La decisione si fonda sulla genericità e manifesta infondatezza dei motivi presentati, che non rispettavano i requisiti di specificità richiesti in sede di legittimità. La Corte ha confermato la correttezza della decisione di merito nel negare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione lo rigetta
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per il reato di evasione (art. 385 c.p.). I motivi del ricorso sono stati ritenuti generici e volti a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La Corte ha confermato la pena, negando l'applicazione di attenuanti a causa della persistente inclinazione a delinquere e dell'abitualità della condotta del ricorrente.
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Causa di non punibilità: no se l’evasione è reiterata
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per evasione. La richiesta di applicare la causa di non punibilità per tenuità del fatto è stata respinta poiché il ricorso era generico e l'intensità del dolo, provata da controlli reiterati, ostacolava il riconoscimento del beneficio.
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Attenuanti generiche: quando il ricorso è generico?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro il diniego delle attenuanti generiche. La Corte ha ritenuto il ricorso generico e manifestamente infondato, confermando che la valutazione del giudice di merito, basata sui precedenti penali e sulla gravità dei fatti (evasione per recarsi presso l'abitazione della ex compagna, vittima di precedenti reati), era immune da vizi logici.
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Particolare tenuità del fatto: quando è esclusa?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per evasione. La richiesta di applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata respinta a causa dei numerosi e gravi precedenti penali del ricorrente, che indicavano una persistente inclinazione a delinquere, rendendo irrilevante la lieve entità del singolo reato.
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Ricorso inammissibile: quando è mera riproduzione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una condanna per il reato di evasione. La decisione si fonda sul fatto che i motivi del ricorso erano una semplice ripetizione di censure già valutate e respinte dalla Corte d'Appello. La Suprema Corte ha confermato la correttezza del calcolo della pena, che teneva conto della recidiva e della continuazione, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
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Recidiva e prescrizione: il calcolo del termine
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 463/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che sosteneva l'avvenuta prescrizione del suo reato. L'imputato argomentava che la recidiva, essendo stata giudicata meno grave delle attenuanti (subvalente), non dovesse influenzare il calcolo del termine di prescrizione. La Corte ha ribadito un principio consolidato: ai fini della prescrizione, la recidiva è sempre rilevante e allunga i termini, indipendentemente dal giudizio di bilanciamento con le attenuanti, come espressamente previsto dall'art. 157 del codice penale.
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