LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 309 Codice di Procedura Penale — Sezione Terza Penale

Pagina 14 di 28

552 provvedimenti

Altri anni per Art. 309 Codice di Procedura Penale

Interrogatorio preventivo: quando eccepire la nullità
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 41645/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di arresti domiciliari. Il motivo del ricorso era il mancato espletamento dell'interrogatorio preventivo. La Corte ha stabilito che tale nullità, definita a regime intermedio, deve essere eccepita nelle sedi opportune (interrogatorio di garanzia o riesame) e non per la prima volta in Cassazione, pena la decadenza dal diritto di farla valere.
Continua »
Custodia cautelare in carcere: la decisione del Giudice
La Corte di Cassazione ha confermato la misura della custodia cautelare in carcere per un indagato accusato di detenzione a fini di spaccio di un ingente quantitativo di cocaina. La Corte ha ritenuto che gli arresti domiciliari non fossero una misura adeguata a fronteggiare l'elevato pericolo di recidiva, desunto dalla natura strutturata dell'attività criminale e dall'inserimento dell'indagato in una più ampia rete di complicità.
Continua »
Misure cautelari: la prova di resistenza dopo l’annullo
Un uomo era stato sottoposto a custodia cautelare per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. La Corte di Cassazione aveva inizialmente annullato l'ordinanza a causa dell'inutilizzabilità di prove derivanti da un telefono sequestrato. In sede di rinvio, il tribunale ha confermato la misura basandosi sulle prove residue. La Cassazione, con la nuova sentenza, ha parzialmente confermato tale decisione, specificando i criteri della cosiddetta "prova di resistenza" per le misure cautelari. Ha stabilito che, sebbene la maggior parte delle accuse fosse supportata da sufficienti prove residue (come le videoriprese), per tre capi d'imputazione specifici la motivazione era carente, portando a un annullamento parziale con un nuovo rinvio.
Continua »
Termini impugnazione: tardività e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due indagati contro un'ordinanza di custodia cautelare. La decisione si fonda sulla presentazione tardiva dell'impugnazione. Nonostante i ricorrenti avessero lamentato un vizio di notifica dell'udienza, la Corte ha rilevato che il superamento dei termini impugnazione, aggravato dalla loro stessa rinuncia alla sospensione feriale, preclude qualsiasi esame nel merito della questione, confermando la rigidità delle scadenze processuali.
Continua »
Interrogatorio preventivo: quando eccepire la nullità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato che lamentava il mancato espletamento dell'interrogatorio preventivo prima dell'applicazione di una misura cautelare. La decisione si fonda sul fatto che l'eccezione di nullità, classificata come 'a regime intermedio', non è stata sollevata né durante l'interrogatorio di garanzia né con l'istanza di riesame, ma per la prima volta in Cassazione, risultando quindi tardiva e preclusa.
Continua »
Interrogatorio preventivo: quando eccepire la nullità
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro la custodia cautelare, stabilendo che la nullità per mancato interrogatorio preventivo deve essere eccepita nelle sedi opportune, come il riesame, e non per la prima volta in Cassazione. Il caso riguardava reati di droga.
Continua »
Consumo di gruppo: quando non esclude lo spaccio
Un giovane, arrestato per spaccio di hashish, ha sostenuto che le sue azioni rientrassero nel cosiddetto "consumo di gruppo", penalmente irrilevante. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile, confermando la detenzione. La sentenza chiarisce che il consumo di gruppo si configura solo se l'acquisto è fatto per conto di tutti i membri, che contribuiscono economicamente e consumano insieme la sostanza. Poiché l'imputato vendeva dosi individuali a una rete di clienti per profitto, l'attività è stata correttamente qualificata come spaccio.
Continua »
Nullità notifica: quando è sanata in Cassazione?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro un sequestro preventivo per abusi edilizi. La sentenza chiarisce un punto cruciale sulla nullità della notifica: se l'avviso di udienza viene notificato al difensore anziché al domicilio eletto, si tratta di una nullità 'a regime intermedio'. Tale vizio è sanato se il difensore, presente in udienza, non solleva immediatamente l'eccezione, dimostrando che la conoscenza dell'atto è stata comunque raggiunta.
Continua »
Permesso di costruire illegittimo: la Cassazione decide
Una società edile ha impugnato un'ordinanza di sequestro preventivo relativa a un cantiere, sostenendo la validità del proprio permesso di costruire. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che il suo ruolo non è rivalutare i fatti, ma solo verificare le violazioni di legge. La Corte ha confermato che il permesso di costruire illegittimo era stato emesso in violazione di diverse norme urbanistiche, tra cui quelle sui volumi massimi, sulla destinazione d'uso e sulla verifica dello stato legittimo degli immobili preesistenti.
Continua »
Prove digitali: come si usano tra diversi processi?
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di un indagato per reati tributari e autoriciclaggio, la cui misura cautelare si basava su prove digitali provenienti da un altro procedimento. La difesa sosteneva l'illegittimità di tale utilizzo in assenza di un nuovo decreto di sequestro, la violazione delle norme sulla corrispondenza per l'analisi delle chat e l'interruzione della catena di custodia. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che i dati digitali, una volta lecitamente acquisiti e selezionati, diventano documenti che possono circolare tra procedimenti. Ha inoltre chiarito che i vizi del sequestro originario devono essere eccepiti tempestivamente e che l'analisi delle chat può essere delegata alla polizia giudiziaria sotto la direzione del PM, senza che ciò costituisca una violazione. L'eventuale interruzione della catena di custodia incide sull'attendibilità della prova, non sulla sua automatica inutilizzabilità.
Continua »
Esigenze cautelari: attualità del pericolo e carcere
Un soggetto, accusato di spaccio continuato di cocaina, ha impugnato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere sostenendo la mancanza di attualità delle esigenze cautelari a causa del tempo trascorso. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, precisando che l'attualità del pericolo non coincide con l'imminenza di un nuovo reato. La valutazione deve basarsi su una prognosi complessiva che include la gravità dei fatti, la personalità dell'indagato, i suoi legami con la criminalità organizzata e la sua capacità criminale, elementi che nel caso di specie giustificavano il mantenimento della misura massima.
Continua »
Sequestro probatorio cellulare: limiti e motivazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul ricorso di un indagato per reati di droga avverso il sequestro probatorio del suo smartphone. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che il Tribunale del riesame può integrare la motivazione generica del Pubblico Ministero, purché non esca dal perimetro investigativo tracciato. Viene inoltre chiarito che, sebbene il sequestro debba essere proporzionato, non è sempre necessario indicare un termine rigido per l'analisi dei dati, e che la semplice visione dei dati da parte della polizia giudiziaria non li rende automaticamente inutilizzabili se non vengono formalmente prodotti in giudizio.
Continua »
Sequestro preventivo: la notifica al terzo è valida?
Un legale rappresentante di una società ha impugnato un sequestro preventivo eseguito sul conto corrente aziendale, lamentando la mancata notifica alla società stessa. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che l'omessa notifica non invalida il sequestro preventivo, ma sposta solo in avanti il termine per l'impugnazione. La Corte ha anche ribadito che non è possibile presentare nuovi motivi di ricorso per la prima volta in Cassazione.
Continua »
Custodia Cautelare: quando è illegittima in carcere?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per un autotrasportatore accusato di trasporto di droga. Il motivo è la mancata specifica motivazione del Tribunale sull'inadeguatezza degli arresti domiciliari, ritenendo insufficiente il generico riferimento al rischio di reiterazione del reato.
Continua »
Effetto estensivo impugnazione: quando non si applica
Una società, colpita da un sequestro preventivo per reati tributari, ha richiesto l'annullamento del provvedimento basandosi su una decisione favorevole ottenuta da altri co-indagati. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che l'effetto estensivo dell'impugnazione non opera quando i motivi alla base della decisione favorevole sono 'esclusivamente personali'. In questo caso, la mancanza di motivazione del sequestro riguardava le singole posizioni degli altri indagati e non l'intero impianto accusatorio, rendendo il motivo personale e non estensibile.
Continua »
Ordinanza cautelare: quando è legittima? Analisi
La Cassazione ha confermato un'ordinanza cautelare per associazione a delinquere finalizzata a frodi carosello. L'analisi si concentra sulla legittimità della motivazione del giudice, anche quando richiama atti precedenti annullati, e sulla valutazione della gravità indiziaria e delle esigenze cautelari basate su intercettazioni e dichiarazioni di collaboratori.
Continua »
Compensazione crediti inesistenti: la giurisdizione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imprenditore contro una misura cautelare per il reato di compensazione crediti inesistenti. La sentenza chiarisce che la competenza territoriale, quando incerto il luogo dell'invio del modello F24, si determina in base al luogo di accertamento del reato. Il pericolo di reiterazione è stato ritenuto concreto sulla base di precedenti specifici e dell'uso sistematico di prestanome.
Continua »
Autorizzazione paesaggistica: quando il taglio è reato
La Cassazione conferma il sequestro di terreni boscati. Semplici comunicazioni per tagli selvicolturali non sono sufficienti se i lavori si traducono in un reale disboscamento, richiedendo una specifica autorizzazione paesaggistica. L'appello viene dichiarato inammissibile perché contesta la valutazione dei fatti, preclusa in sede di legittimità.
Continua »
Sequestro preventivo nullo senza periculum in mora
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo confermata dal Tribunale del riesame. La motivazione risiede nell'assoluta mancanza, nel provvedimento originario del GIP, di una motivazione sul 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto di dispersione dei beni. La Corte ha stabilito che il Tribunale del riesame non può integrare una motivazione totalmente assente, ma solo confermare o integrare una già esistente. Di conseguenza, il sequestro è stato annullato con restituzione dei beni.
Continua »
Riesame sequestro preventivo: motivi nuovi in Cassazione
Un imprenditore ha impugnato un provvedimento di sequestro preventivo per reati tributari. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: nel procedimento di riesame sequestro preventivo, i motivi di contestazione devono essere sollevati specificamente davanti al Tribunale del Riesame. Non è possibile introdurre per la prima volta in Cassazione delle censure non formulate nel precedente grado di giudizio, poiché sarebbero considerate 'motivi nuovi' e quindi inammissibili.
Continua »