LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 309 Codice di Procedura Penale — Anno 2025

728 provvedimenti

Altri anni per Art. 309 Codice di Procedura Penale

Associazione per delinquere: i gravi indizi di reato
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due indagati contro un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per reati di associazione per delinquere finalizzata al gioco illegale, con l'aggravante di aver agevolato un'organizzazione mafiosa. La Corte ha confermato la decisione del Tribunale del riesame, sottolineando che nel giudizio di legittimità non è possibile una nuova valutazione dei fatti, ma solo un controllo sulla logicità e coerenza della motivazione. I giudici hanno ritenuto che gli elementi raccolti, tra cui intercettazioni e dichiarazioni, costituissero gravi indizi di colpevolezza sufficienti a giustificare la misura cautelare.
Continua »
Errore materiale: la Cassazione corregge il ricorso
La Corte di Cassazione interviene per correggere un errore materiale in un proprio dispositivo. Un ricorso del Pubblico Ministero era stato erroneamente qualificato come 'appello cautelare', mentre la sua natura corretta era quella di 'opposizione all'esecuzione' ai sensi dell'art. 667 c.p.p. L'errore derivava dal fatto che la misura in questione non era cautelare, ma esecutiva, basata su una sentenza divenuta irrevocabile. La Corte ha quindi disposto la correzione, riqualificando l'atto e ordinando la trasmissione degli atti al giudice dell'esecuzione competente.
Continua »
Accertamento medico obbligatorio e custodia cautelare
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza che negava la sostituzione della custodia in carcere con gli arresti domiciliari a un imputato con gravi problemi di salute. La Corte ha stabilito che, di fronte a documentazione medica seria che indica l'incompatibilità con il regime carcerario, il giudice ha l'obbligo di disporre un accertamento medico obbligatorio prima di decidere, non potendo limitarsi a una valutazione astratta delle cure disponibili in carcere.
Continua »
Diritto di difesa: rinvio udienza per atti illeggibili
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva negato il rinvio di un'udienza richiesto dalla difesa. La richiesta era motivata dall'impossibilità tecnica di consultare i file del fascicolo processuale. La Suprema Corte ha stabilito che, in presenza di 'giustificati motivi' non pretestuosi, il giudice deve concedere il rinvio per garantire l'effettività del diritto di difesa, senza poter valutare nel merito le ragioni difensive.
Continua »
Motivazione apparente: annullata misura cautelare
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di arresti domiciliari per il reato di associazione a delinquere. La decisione si fonda sulla presenza di una motivazione apparente in due punti cruciali: l'utilizzabilità di intercettazioni provenienti da un altro procedimento, per le quali non era stata dimostrata una concreta connessione, e la valutazione del pericolo di reiterazione del reato, ritenuta generica e non ancorata a fatti specifici e attuali.
Continua »
Droga parlata: Cassazione su intercettazioni e reati
La Corte di Cassazione ha confermato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per un soggetto accusato di essere fornitore di un'associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. La sentenza è rilevante perché convalida l'utilizzo della cosiddetta "droga parlata", ovvero le conversazioni intercettate, come grave indizio di colpevolezza anche in assenza del sequestro fisico della sostanza, a condizione che il contenuto dei dialoghi sia esplicito, dettagliato e non interpretabile come mera millanteria.
Continua »
Retrodatazione custodia cautelare: i limiti spiegati
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di due indagati per associazione mafiosa e omicidio. La sentenza chiarisce i limiti della retrodatazione custodia cautelare, specificando che non si applica a condotte criminose perduranti dopo la prima ordinanza. Inoltre, ha ribadito che il giudizio di legittimità non può rivalutare nel merito le prove, come le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, se la motivazione del giudice precedente è logica e coerente.
Continua »
Peculato impiegato postale: quando non si configura
Un'impiegata di un servizio postale è stata sottoposta a una misura interdittiva per il reato di peculato. La Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento, stabilendo che il reato di peculato impiegato postale non si configura se le operazioni fraudolente riguardano servizi di tipo bancario, come conti correnti e carte prepagate, e non la gestione del risparmio postale. Secondo la Corte, in questi casi l'impiegato non riveste la qualifica di incaricato di pubblico servizio, presupposto indispensabile per il reato di peculato.
Continua »
Motivazione misura cautelare: quando è valida?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di custodia in carcere per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. La difesa lamentava una motivazione della misura cautelare generica e non individualizzata. La Corte ha stabilito che la motivazione, seppur sintetica e con rinvii agli atti d'indagine, è valida quando dimostra una valutazione autonoma del giudice e non presenta vizi logici manifesti, confermando così la detenzione.
Continua »
Interrogatorio preventivo: quando eccepire la nullità
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 41645/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di arresti domiciliari. Il motivo del ricorso era il mancato espletamento dell'interrogatorio preventivo. La Corte ha stabilito che tale nullità, definita a regime intermedio, deve essere eccepita nelle sedi opportune (interrogatorio di garanzia o riesame) e non per la prima volta in Cassazione, pena la decadenza dal diritto di farla valere.
Continua »
Custodia cautelare in carcere: la decisione del Giudice
La Corte di Cassazione ha confermato la misura della custodia cautelare in carcere per un indagato accusato di detenzione a fini di spaccio di un ingente quantitativo di cocaina. La Corte ha ritenuto che gli arresti domiciliari non fossero una misura adeguata a fronteggiare l'elevato pericolo di recidiva, desunto dalla natura strutturata dell'attività criminale e dall'inserimento dell'indagato in una più ampia rete di complicità.
Continua »
Aggravante ingente quantità: la Cassazione chiarisce
La Cassazione annulla un'ordinanza di custodia cautelare, escludendo l'aggravante ingente quantità. La Corte ha stabilito che il giudice non può basarsi su una stima futura della produzione di una piantagione, ma deve attenersi al principio attivo effettivamente ricavabile al momento del sequestro, se questo è inferiore alla soglia di legge (2 kg).
Continua »
Misure cautelari: la prova di resistenza dopo l’annullo
Un uomo era stato sottoposto a custodia cautelare per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. La Corte di Cassazione aveva inizialmente annullato l'ordinanza a causa dell'inutilizzabilità di prove derivanti da un telefono sequestrato. In sede di rinvio, il tribunale ha confermato la misura basandosi sulle prove residue. La Cassazione, con la nuova sentenza, ha parzialmente confermato tale decisione, specificando i criteri della cosiddetta "prova di resistenza" per le misure cautelari. Ha stabilito che, sebbene la maggior parte delle accuse fosse supportata da sufficienti prove residue (come le videoriprese), per tre capi d'imputazione specifici la motivazione era carente, portando a un annullamento parziale con un nuovo rinvio.
Continua »
Termini impugnazione: tardività e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due indagati contro un'ordinanza di custodia cautelare. La decisione si fonda sulla presentazione tardiva dell'impugnazione. Nonostante i ricorrenti avessero lamentato un vizio di notifica dell'udienza, la Corte ha rilevato che il superamento dei termini impugnazione, aggravato dalla loro stessa rinuncia alla sospensione feriale, preclude qualsiasi esame nel merito della questione, confermando la rigidità delle scadenze processuali.
Continua »
Interrogatorio preventivo: quando eccepire la nullità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato che lamentava il mancato espletamento dell'interrogatorio preventivo prima dell'applicazione di una misura cautelare. La decisione si fonda sul fatto che l'eccezione di nullità, classificata come 'a regime intermedio', non è stata sollevata né durante l'interrogatorio di garanzia né con l'istanza di riesame, ma per la prima volta in Cassazione, risultando quindi tardiva e preclusa.
Continua »
Interrogatorio preventivo: quando eccepire la nullità
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro la custodia cautelare, stabilendo che la nullità per mancato interrogatorio preventivo deve essere eccepita nelle sedi opportune, come il riesame, e non per la prima volta in Cassazione. Il caso riguardava reati di droga.
Continua »
Diritto di difesa riesame: no rinvio e copie atti
La Corte di Cassazione ha stabilito i limiti del diritto di difesa nel riesame di una misura cautelare per tentato omicidio. Ha rigettato il ricorso di un imputato, chiarendo che la richiesta di rinvio dell'udienza spetta solo all'indagato e che il diritto a ricevere copia telematica degli atti è accessorio e non assoluto, non inficiando la facoltà di consultarli in cancelleria. Il mancato accoglimento di tali richieste non costituisce, quindi, violazione del diritto di difesa.
Continua »
Concorso spaccio stupefacenti: la prova indiziaria
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un indagato, confermando la custodia cautelare in carcere per concorso in spaccio di stupefacenti. La decisione si basa sulla valutazione degli elementi indiziari, come la presenza in un laboratorio per la droga e il possesso di chiavi di un deposito, ritenuti sufficienti a configurare gravi indizi di colpevolezza e a escludere la possibilità per la Corte di rivalutare i fatti.
Continua »
Tentato furto in banca: l’aggravante di pubblica utilità
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale che aveva escluso l'aggravante della pubblica utilità in un caso di tentato furto in banca. I giudici supremi hanno chiarito che, ai fini del reato tentato, è necessario valutare tutti gli atti preparatori, inclusa la disattivazione del bancomat, per stabilire se la condotta fosse univocamente diretta a commettere il furto. La Corte ha rinviato il caso per una nuova valutazione, sottolineando l'errore del Tribunale nel non considerare l'intero piano criminale.
Continua »
Concorso esterno: il contributo concreto alla mafia
La Corte di Cassazione interviene su un caso di presunto concorso esterno in associazione mafiosa ed estorsione. La Corte conferma l'accusa di estorsione per un imprenditore che si era rivolto a un boss per recuperare un credito, ma annulla con rinvio la decisione sulla misura cautelare per il concorso esterno. Secondo la Corte, non è sufficiente dimostrare la disponibilità dell'imprenditore a fare affari con il clan; è necessario provare che le sue azioni abbiano portato un contributo concreto e un vantaggio strategico all'intera organizzazione criminale, e non solo a singoli affiliati.
Continua »