Diritto di Difesa nel Riesame: Quando il Rinvio può essere Negato?
Il procedimento di riesame delle misure cautelari è un momento cruciale per la tutela della libertà personale. Ma quali sono i confini del diritto di difesa in questa fase così rapida e delicata? Una recente sentenza della Corte di Cassazione fa luce su due aspetti fondamentali: la richiesta di rinvio dell’udienza e il diritto a ottenere copia degli atti. Analizzando il caso, emerge un quadro chiaro su come il bilanciamento tra celerità del procedimento e garanzie difensive influenzi il diritto di difesa nel riesame.
I Fatti alla Base della Decisione
Il caso trae origine da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari nei confronti di un soggetto, accusato di tentato omicidio premeditato in concorso con un’altra persona. Secondo l’accusa, i due avevano teso un agguato alla vittima nei pressi della sua abitazione, aggredendola e sparando diversi colpi di arma da fuoco, uno dei quali l’aveva raggiunta alla nuca.
Il Tribunale del Riesame, investito della questione, aveva confermato la misura cautelare, rigettando le eccezioni sollevate dalla difesa.
Le Doglianze della Difesa e il Ricorso in Cassazione
L’avvocato dell’indagato ha presentato ricorso in Cassazione, lamentando la violazione del diritto di difesa sotto un duplice profilo:
- Mancato accoglimento della richiesta di rinvio dell’udienza: Il difensore aveva chiesto di posticipare l’udienza a causa di un concomitante impegno professionale e per l’impossibilità materiale di recarsi in cancelleria a estrarre copia degli atti, dato il breve preavviso tra la notifica e la data dell’udienza.
- Mancata trasmissione telematica degli atti: La difesa aveva richiesto alla cancelleria di ricevere copia integrale del fascicolo per via telematica, ma la richiesta era stata respinta, con l’invito a recarsi di persona.
Secondo il ricorrente, queste circostanze avevano di fatto impedito un’effettiva conoscenza degli elementi d’accusa, compromettendo l’esercizio di una difesa piena ed efficace.
Le Motivazioni della Corte di Cassazione: i Limiti del Diritto di Difesa Riesame
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, fornendo importanti chiarimenti sull’interpretazione delle norme che regolano il procedimento di riesame. Le motivazioni della Corte si sono concentrate distintamente sui due punti sollevati dalla difesa.
Sulla Richiesta di Differimento dell’Udienza
La Corte ha innanzitutto chiarito che, ai sensi dell’art. 309, comma 9-bis, cod. proc. pen., la facoltà di chiedere il differimento dell’udienza di riesame è attribuita esclusivamente e personalmente all’indagato o imputato, e non al suo difensore. Questa scelta del legislatore è dettata dalla natura urgente del procedimento, che incide sulla libertà personale. Solo il diretto interessato, che potrebbe essere pregiudicato dal protrarsi dei tempi, può chiedere un rinvio, purché sussistano “giustificati motivi”.
Di conseguenza, la richiesta avanzata dal solo difensore è stata correttamente ritenuta inammissibile per difetto di legittimazione attiva. Inoltre, la Corte ha specificato che il mancato rilascio delle copie telematiche non costituisce di per sé un “giustificato motivo” per il rinvio.
Sul Diritto di Esaminare e Ottenere Copia degli Atti
Questo è il punto centrale della sentenza. La Cassazione ha ribadito un principio consolidato: nel procedimento di riesame, il diritto garantito in modo pieno e assoluto alla difesa è quello di esaminare gli atti depositati in cancelleria e di estrarne copia informale. Questo è previsto dall’art. 309, comma 8, cod. proc. pen.
Il diritto a ricevere una copia (telematica o cartacea) è invece una prerogativa meramente accessoria, subordinata a una specifica istanza e al pagamento dei relativi diritti di cancelleria. La Corte ha sottolineato che, data l’esigenza di celerità che connota il riesame, non sussiste un obbligo per la cancelleria di procedere all’invio telematico, né un diritto incondizionato della difesa a ottenerlo.
La difesa, pur avendo la possibilità di recarsi in cancelleria per consultare il fascicolo, non lo ha fatto. Pertanto, secondo la Corte, la mancata acquisizione delle copie è dipesa da un’inerzia difensiva e non da una violazione delle garanzie procedurali. La facoltà di consultazione non è stata in alcun modo impedita.
Conclusioni
La sentenza riafferma un importante principio di bilanciamento: il diritto di difesa nel riesame, sebbene fondamentale, deve coordinarsi con l’esigenza di celerità del procedimento, posta a garanzia dello stesso indagato. La Corte di Cassazione stabilisce che:
- La richiesta di rinvio dell’udienza è un diritto personale dell’indagato.
- Il diritto primario della difesa è visionare gli atti in cancelleria; ottenere copie, specialmente per via telematica, è una facoltà secondaria la cui mancata soddisfazione non equivale a una lesione del diritto di difesa, purché la consultazione diretta non sia stata impedita.
Questa pronuncia serve da monito per i professionisti del settore, evidenziando la necessità di attivarsi tempestivamente per la consultazione dei fascicoli presso le cancellerie, senza fare esclusivo affidamento su modalità di trasmissione che, nel contesto del riesame, non sono considerate un diritto assoluto.
Chi può chiedere il rinvio dell’udienza di riesame e per quali motivi?
La facoltà di chiedere il differimento dell’udienza di riesame, secondo l’art. 309, comma 9-bis c.p.p., è riconosciuta personalmente e unicamente all’imputato o alla persona sottoposta alle indagini, non al difensore. La richiesta deve essere basata su ‘giustificati motivi’ attinenti a esigenze di difesa sostanziale.
Il difensore ha sempre diritto a ricevere copia telematica degli atti prima dell’udienza di riesame?
No. Secondo la sentenza, il diritto assoluto garantito alla difesa è quello di esaminare gli atti depositati in cancelleria e di estrarne copia informale. Il diritto a ricevere copia, specialmente tramite invio telematico, è una prerogativa accessoria e non un diritto incondizionato, subordinata a un’apposita istanza e al pagamento degli oneri.
Il mancato invio telematico degli atti costituisce una violazione del diritto di difesa nel procedimento di riesame?
No. La Corte ha stabilito che, poiché il diritto primario di consultare gli atti in cancelleria non è stato impedito, il mancato invio telematico non integra una violazione del diritto di difesa. La celerità del procedimento di riesame giustifica questa limitazione, e spetta alla difesa attivarsi per visionare il fascicolo direttamente.