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Art. 309 Codice di Procedura Penale — Anno 2025

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728 provvedimenti

Altri anni per Art. 309 Codice di Procedura Penale

Tentato omicidio: gravi indizi e motivazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato in custodia cautelare per tentato omicidio. L'uomo era accusato di aver esploso colpi di arma da fuoco contro un'altra persona. La difesa contestava la valutazione dei gravi indizi di colpevolezza, basata su intercettazioni, ritenendola parziale e contraddittoria. La Corte ha stabilito che la motivazione del Tribunale del Riesame era logicamente coerente, sottolineando che l'intenzione di uccidere (animus necandi) può essere provata anche da un singolo colpo e da altri elementi, come la confessione dell'indagato e pregressi rancori, rendendo non decisivo il numero esatto di colpi esplosi.
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Aggravante mafiosa: la Cassazione conferma la custodia
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato sottoposto a custodia cautelare per un vasto traffico di stupefacenti. La Corte ha confermato la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, la competenza territoriale del Tribunale di Palermo e la configurabilità dell'aggravante mafiosa. Secondo i giudici, per tale aggravante è sufficiente la consapevolezza dell'indagato che la propria condotta possa agevolare un'associazione criminale, anche in assenza di un accordo diretto con essa. Sono state inoltre ritenute valide le esigenze cautelari basate sul pericolo di fuga e di reiterazione del reato.
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Partecipazione mafiosa: quando la prova è valida?
Un individuo accusato di partecipazione mafiosa ha impugnato un'ordinanza di custodia cautelare, sostenendo l'insufficienza delle prove basate su intercettazioni e legami familiari. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che un coinvolgimento attivo nelle attività criminali del gruppo, come l'estorsione, costituisce prova solida di appartenenza. I giudici hanno inoltre confermato l'attualità delle esigenze cautelari data la recente continuità dell'attività criminale e il concreto rischio di recidiva.
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Motivazione apparente: annullata ordinanza cautelare
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale che negava la revoca degli arresti domiciliari a un imputato. La decisione è stata cassata per vizio di motivazione apparente, in quanto il Tribunale si era limitato a usare frasi generiche e tautologiche, senza analizzare concretamente gli elementi nuovi forniti dalla difesa, come il lungo periodo di buona condotta e un'esperienza lavorativa positiva. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Concorso morale: basta rafforzare l’intento criminoso
La Corte di Cassazione ha confermato un'ordinanza di custodia cautelare per estorsione, stabilendo che si configura il concorso morale anche quando un soggetto, pur non partecipando all'esecuzione materiale, fornisce informazioni decisive (come l'esistenza di un'auto di lusso) e offre il proprio contributo, rafforzando così il proposito criminoso degli altri co-indagati. La Corte ha ritenuto irrilevante che il contributo non si sia poi concretizzato, poiché l'azione ha avuto un'efficacia causale nella fase ideativa e preparatoria del reato.
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Inutilizzabilità intercettazioni: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sui ricorsi di due indagati coinvolti in un'associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico. La sentenza affronta temi cruciali come i limiti della inutilizzabilità intercettazioni, l'acquisizione di chat come prova e i criteri per il concorso esterno. La Corte ha rigettato i ricorsi, chiarendo che l'inutilizzabilità del contenuto delle intercettazioni non si estende ai dati fattuali esterni (come l'identità dei conversanti) e che il contributo tecnico a un'associazione criminale, come la fornitura di telefoni criptati, configura il concorso esterno.
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Gravi indizi di colpevolezza: la Cassazione conferma
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di tre individui accusati di furto aggravato in abitazione. La Corte ha confermato la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza basati su un quadro probatorio composito (video, perquisizioni, riconoscimenti), ritenendo che la valutazione del merito delle prove non spetti al giudice di legittimità.
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Concorso anomalo: la prevedibilità è il confine
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza cautelare, rinviando il caso al Tribunale per un nuovo esame. La decisione si concentra sulla corretta applicazione del concorso anomalo (art. 116 c.p.), sottolineando che la responsabilità per un reato più grave, non voluto, dipende dalla sua 'prevedibilità in concreto' rispetto al piano criminale originario. Il giudice del rinvio dovrà rivalutare l'elemento soggettivo del ricorrente.
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