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Art. 309 Codice di Procedura Penale — Anno 2019

5 provvedimenti

Altri anni per Art. 309 Codice di Procedura Penale

Custodia Cautelare: obbligo di previsione della pena
Un soggetto in custodia cautelare per porto abusivo di arma clandestina ricorre in Cassazione. La Corte Suprema annulla con rinvio l'ordinanza del Tribunale del Riesame, poiché mancava la fondamentale valutazione prognostica sull'entità della pena irrogabile, un requisito imposto dalla legge per applicare la misura detentiva in carcere.
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Divieto di restituzione: la guida delle Sezioni Unite
Le Sezioni Unite Penali hanno chiarito l'ambito di applicazione del divieto di restituzione previsto dall'art. 324, comma 7, c.p.p. In un caso di sequestro probatorio di uccelli per maltrattamento, la Corte ha stabilito che il divieto si applica anche al sequestro probatorio, ma riguarda solo le cose soggette a confisca obbligatoria per intrinseca pericolosità ai sensi dell'art. 240, comma 2, c.p. (o norme equivalenti), escludendo le confische previste da leggi speciali che non richiamino tale natura. Di conseguenza, è stata ordinata la restituzione degli animali.
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Stato di necessità e immigrazione: la Cassazione
La Corte di Cassazione analizza il caso di un uomo, accusato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina per aver guidato un gommone, che invocava lo stato di necessità. La Corte ha annullato la decisione di un tribunale inferiore che aveva accolto questa difesa, sottolineando che lo stato di necessità richiede una prova rigorosa di un pericolo attuale e inevitabile. Secondo la Suprema Corte, le minacce generiche subite prima della partenza non sono sufficienti se il pericolo non persiste durante l'intera traversata. La sentenza chiarisce che chi si affida volontariamente a organizzazioni criminali per un viaggio pericoloso difficilmente può poi invocare questa esimente.
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Concorso in omicidio: fornire un video è complicità?
La Corte di Cassazione ha confermato un'ordinanza di custodia cautelare per un soggetto accusato di concorso in omicidio. L'imputato aveva fornito alla famiglia di una persona uccisa, legata ad ambienti criminali, la videoregistrazione che ha permesso di identificare il presunto assassino, successivamente ucciso per vendetta. La Corte ha ritenuto che, pur in assenza di partecipazione diretta, la consapevole fornitura del video in un contesto di faida integri il concorso in omicidio per dolo eventuale, avendo l'imputato accettato il rischio della rappresaglia violenta.
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Concorso in omicidio: il ruolo del tecnico informatico
Un tecnico informatico viene accusato di concorso in omicidio per aver fornito a una famiglia il video che identificava l'assassino di un loro parente, portando a una vendetta. La Cassazione conferma la misura cautelare, analizzando il dolo eventuale e il contesto mafioso.
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