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Art. 309 Codice di Procedura Penale — Sezione Terza Penale

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552 provvedimenti

Altri anni per Art. 309 Codice di Procedura Penale

Specificità motivi ricorso: Cassazione inammissibile
Un soggetto, accusato di traffico di stupefacenti e associazione a delinquere, ha impugnato in Cassazione un'ordinanza di custodia cautelare. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile per la mancanza di specificità dei motivi del ricorso. I giudici hanno stabilito che le argomentazioni difensive erano generiche e non si confrontavano puntualmente con le prove e le motivazioni dettagliate della decisione precedente. Questo caso sottolinea il requisito cruciale per cui un'impugnazione deve essere precisa e non limitarsi a proporre una lettura alternativa dei fatti.
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Abuso edilizio: No a CILA per aumento di volume
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo per abuso edilizio. I lavori, presentati come efficientamento energetico, avevano in realtà causato un aumento di volume e modifiche strutturali, richiedendo autorizzazioni sismiche e paesaggistiche non ottenute. La Corte ha stabilito che un intervento di tale portata non può essere giustificato con una semplice CILA, confermando la sussistenza del 'fumus' del reato.
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Pericolo di recidiva: la vicinanza al crimine conta
La Corte di Cassazione conferma la misura degli arresti domiciliari per un soggetto accusato di spaccio, rigettando il ricorso basato sul tempo trascorso. La Corte stabilisce che il pericolo di recidiva persiste se l'indagato mantiene legami con l'ambiente criminale, come nel caso di specie, dove continuava a frequentare e lavorare nel luogo centro delle attività illecite. Questa scelta è stata ritenuta un indicatore decisivo della persistenza della pericolosità sociale.
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Incompatibilità giudice riesame: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato che sollevava la questione di incostituzionalità riguardo l'incompatibilità del giudice del riesame. La Corte ha stabilito che non sussiste incompatibilità se lo stesso collegio giudicante riesamina una misura cautelare dopo un annullamento con rinvio, poiché il procedimento 'de libertate' non costituisce un giudizio di merito. La sentenza ha confermato che tale principio, consolidato in giurisprudenza, si applica specificamente alle ordinanze cautelari e non alle sentenze definitive.
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Concorso morale e disastro: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di disastro ambientale. L'indagato, principale acquirente di tonnellate di oloturie pescate illegalmente, è stato ritenuto responsabile di concorso morale. Secondo la Corte, il suo ruolo non era passivo, ma di istigatore, avendo garantito un canale di commercializzazione sicuro e continuo che ha rafforzato il proposito criminoso dei pescatori, contribuendo così direttamente al danno ambientale. La decisione conferma che chi alimenta la domanda di prodotti illegali può essere ritenuto corresponsabile del reato presupposto.
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Disastro ambientale da pesca: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato, confermando la misura della custodia cautelare in carcere per il reato di disastro ambientale. L'indagato, insieme al padre, è accusato di aver istigato e alimentato una vasta attività di pesca abusiva di oloturie, causando un grave danno all'ecosistema marino. La Corte ha ritenuto che il loro ruolo di principali acquirenti costituisse un contributo causale determinante (concorso morale) al reato, e ha confermato la sussistenza di un concreto pericolo di reiterazione.
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Sequestro preventivo Superbonus: la Cassazione decide
La Cassazione conferma un sequestro preventivo su crediti fiscali derivanti da una presunta frode Superbonus. L'imputato sosteneva vizi procedurali e l'insussistenza dei reati, ma la Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo i limiti del diritto di replica nelle procedure cautelari e la legittimità di un annullamento solo parziale del sequestro.
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Sequestro preventivo: la motivazione per relationem
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi contro un'ordinanza confermativa di un sequestro preventivo. La sentenza chiarisce la legittimità della motivazione per relationem a un atto precedentemente annullato per vizi diversi e ribadisce la necessità di motivare il periculum in mora anche in caso di confisca obbligatoria, ritenendo sufficiente il pericolo di dispersione del profitto illecito.
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Violazione arresti domiciliari: quando si rischia il carcere
La Cassazione conferma la custodia in carcere per un imputato che ha commesso una violazione arresti domiciliari uscendo di casa in bicicletta. Irrilevante la mancata trasmissione di un atto non decisivo per la difesa. La violazione è stata ritenuta grave e idonea a dimostrare l'inadeguatezza della misura domiciliare.
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Doppia presunzione: quando la collaborazione la supera
Un individuo sotto custodia cautelare per associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico ha contestato la misura, portando prove della sua dissociazione dal gruppo criminale, inclusa una decisiva collaborazione con le forze dell'ordine. La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza del tribunale, giudicando illogico sminuire il valore di tale collaborazione. La Corte ha stabilito che aiutare attivamente gli inquirenti rompe il vincolo fiduciario con l'organizzazione, fattore cruciale per vincere la doppia presunzione sulla necessità del carcere, rinviando il caso per una nuova valutazione.
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Legittimazione PM ricorso: chi può impugnare?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Procuratore della Repubblica avverso un'ordinanza del Tribunale del Riesame che negava un sequestro. La sentenza chiarisce un punto cruciale sulla legittimazione PM ricorso: in materia di misure cautelari reali, l'unico soggetto legittimato a ricorrere per cassazione è il Pubblico Ministero presso il tribunale che ha emesso la decisione impugnata, non quello che ha originariamente richiesto la misura.
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Ordinanza cautelare nulla: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere perché ritenuta formalmente viziata. Il provvedimento è stato considerato un'ordinanza cautelare nulla in quanto il Tribunale, nell'accogliere l'appello del Pubblico Ministero, non aveva fornito una descrizione sommaria dei fatti contestati, limitandosi a un generico elenco degli articoli di legge. Questa omissione, secondo la Corte, lede gravemente il diritto di difesa dell'indagato, rendendo l'atto nullo.
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