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Art. 309 Codice di Procedura Penale — Sezione Terza Penale

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552 provvedimenti

Altri anni per Art. 309 Codice di Procedura Penale

Pericolo di recidiva: la Cassazione annulla misura
Un imprenditore, indagato per emissione di fatture per operazioni inesistenti e tentata truffa, era stato sottoposto a una misura interdittiva. La Corte di Cassazione ha confermato la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza ma ha annullato l'ordinanza per quanto riguarda le esigenze cautelari. La motivazione del tribunale sul pericolo di recidiva è stata giudicata carente, poiché non ha adeguatamente valutato l'attualità del rischio, requisito fondamentale per l'applicazione di misure cautelari.
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Periculum in mora: Cassazione annulla sequestro
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per equivalente di oltre 329.000 euro. La decisione si fonda sulla totale assenza di motivazione riguardo al 'periculum in mora' nel decreto originale del GIP. Questo vizio, qualificato come nullità radicale, non può essere sanato o integrato dal Tribunale del riesame, comportando l'annullamento senza rinvio del provvedimento e la restituzione dei beni all'indagato.
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Immobile abusivo: lavori di manutenzione sono reato?
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso contro il sequestro preventivo di un immobile. Il proprietario sosteneva che i lavori fossero legittimi e il reato originario prescritto. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che qualsiasi intervento su un immobile abusivo, anche di manutenzione, costituisce una prosecuzione dell'illecito. Questo a causa del principio di "immanenza dell'abusività", per cui l'illegalità della costruzione persiste nel tempo, rendendo ogni nuova opera su di essa un nuovo reato.
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Impugnazione sequestro: inammissibili i motivi nuovi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per reati tributari. La sentenza stabilisce un principio fondamentale sull'impugnazione del sequestro: i motivi di ricorso non presentati in sede di riesame non possono essere sollevati per la prima volta davanti alla Corte di Cassazione. Il ricorso è stato respinto poiché una delle censure era nuova, mentre l'altra, relativa alla sussistenza del reato, è stata ritenuta infondata alla luce dei gravi indizi di colpevolezza.
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Gravi indizi di colpevolezza: quando non bastano?
Annullata un'ordinanza di custodia cautelare. La Corte di Cassazione ha stabilito che la presenza di una persona vicino a un luogo di stoccaggio di droga e il possesso di denaro in un'auto modificata non costituiscono, da soli, gravi indizi di colpevolezza per l'acquisto di stupefacenti. La motivazione del giudice del riesame è stata ritenuta illogica, richiedendo un nuovo esame del caso.
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Omesso avviso difensore: Cassazione annulla ordinanza
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Milano a causa di un omesso avviso difensore. La mancata notifica dell'udienza di riesame a uno dei due legali di fiducia dell'indagato costituisce una nullità procedurale. La Corte ha stabilito che l'indagato non ha contribuito all'errore, pertanto la nullità è stata correttamente eccepita. Il provvedimento di sequestro probatorio, tuttavia, rimane efficace in attesa del nuovo giudizio.
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Nullità dell’udienza: omesso avviso al difensore
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale del Riesame, stabilendo che l'omesso avviso dell'udienza a uno dei due difensori di fiducia dell'indagato causa la nullità dell'udienza stessa e del provvedimento conseguente. La Corte ha precisato che tale vizio procedurale non comporta l'automatica perdita di efficacia della misura cautelare se la decisione, seppur viziata, è stata emessa nei termini di legge. Di conseguenza, il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio.
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Gravi indizi di colpevolezza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un indagato agli arresti domiciliari per spaccio. La difesa lamentava l'assenza di gravi indizi di colpevolezza, basati solo sulle dichiarazioni degli acquirenti. La Corte ribadisce che, in fase cautelare, le dichiarazioni precise e concordanti dei consumatori sono sufficienti a configurare i gravi indizi, anche senza sequestro di droga, e chiarisce i criteri per escludere il reato di 'lieve entità'.
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Diritto di difesa intercettazioni: annullamento senza atti
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che imponeva l'obbligo di dimora a un indagato, poiché nel fascicolo processuale mancava il decreto di proroga di un'intercettazione chiave. Tale assenza ha leso il diritto di difesa dell'indagato, impedendogli di verificare la legittimità della prova a suo carico. La Corte ha stabilito che la richiesta di acquisizione del documento, anche se presentata durante l'udienza di riesame, è tempestiva e fondamentale per garantire un giusto processo. Il caso è stato rinviato al Tribunale per una nuova valutazione, sottolineando l'importanza del pieno accesso agli atti per la difesa.
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Ricorso cassazione inammissibile: i limiti del riesame
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'indagata in custodia cautelare per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio. Il ricorso è stato respinto perché mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, e per carenza di interesse su alcuni motivi, dato che la misura cautelare si fondava su un'accusa più grave non scalfita dai motivi di appello.
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Esigenze cautelari: annullamento parziale per motivazione
Una donna, sottoposta agli arresti domiciliari per reati legati al traffico di stupefacenti, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha ritenuto inammissibile il motivo relativo alla sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, ma ha accolto quello sul difetto di motivazione riguardo le esigenze cautelari. L'ordinanza è stata annullata con rinvio perché il tribunale non ha adeguatamente giustificato la concretezza e l'attualità del pericolo di reiterazione del reato, un requisito fondamentale per l'applicazione di misure restrittive.
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Sequestro illegittimo: no condanna alle spese legali
La Corte di Cassazione ha annullato la condanna al pagamento delle spese processuali a carico di due indagati. Sebbene il loro ricorso per la restituzione di animali fosse inammissibile, il Tribunale aveva riconosciuto il sequestro illegittimo perché privo di convalida del PM. Secondo la Suprema Corte, l'accertata illegittimità dell'atto impedisce di addebitare i costi alla parte che, di fatto, non è soccombente sulla questione principale.
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Occupazione abusiva demanio: reato senza sgombero
Un commerciante ricorre contro il sequestro di un box su area demaniale, sostenendo la liceità della sua condotta a seguito dell'annullamento dell'ordine di sgombero. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, affermando che il reato di occupazione abusiva demanio si configura per la sola mancanza di un titolo valido, indipendentemente dalla legittimità di atti amministrativi successivi.
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Sequestro preventivo: termini e motivazione del riesame
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo di un bene demaniale. La sentenza ribadisce principi fondamentali: il termine per il deposito della motivazione del riesame non è perentorio per le misure reali; il tribunale può integrare, ma non creare da zero, la motivazione del GIP sul 'periculum in mora'; un regolamento comunale può legittimamente escludere il rinnovo tacito di una concessione, rendendo l'occupazione successiva abusiva.
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Gravi indizi di colpevolezza: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di custodia cautelare per associazione finalizzata al narcotraffico. La sentenza ribadisce che la valutazione dei gravi indizi di colpevolezza deve basarsi su un'analisi complessiva e convergente delle prove, non su una lettura frammentaria. Vengono inoltre confermati i criteri per la sussistenza delle esigenze cautelari, anche in presenza di presunzioni legali.
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Sequestro preventivo: la motivazione è obbligatoria
La Corte di Cassazione annulla un sequestro preventivo per reati fiscali. La decisione si fonda sulla motivazione 'apparente' del GIP, che si era limitato a citare l'ingente debito erariale senza specificare il concreto pericolo di dispersione dei beni. Il Tribunale del Riesame non può integrare una motivazione totalmente mancante.
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Sequestro preventivo: la motivazione è obbligatoria
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per reati fiscali, ribadendo un principio fondamentale: il provvedimento deve sempre contenere una motivazione specifica sul 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto che i beni possano disperdersi. La Corte ha chiarito che un generico riferimento all'ingente debito erariale non è sufficiente a giustificare la misura e che il Tribunale del Riesame non può integrare una motivazione completamente assente nel decreto originario del GIP. La sentenza sottolinea l'illegittimità di un sequestro preventivo privo di un'analisi puntuale del pericolo di dispersione delle garanzie patrimoniali.
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Periculum in Mora: sequestro nullo senza motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, ribadendo un principio fondamentale: la necessità di una motivazione specifica sul 'periculum in mora'. Il caso riguardava una società a cui era stato applicato un sequestro basato su una motivazione ritenuta assente dal giudice di primo grado. Il Tribunale del Riesame aveva tentato di integrare tale motivazione, ma la Cassazione ha chiarito che un'omissione assoluta non può essere sanata, rendendo nullo il provvedimento. La Corte ha sottolineato che il solo ammontare del debito non è sufficiente a dimostrare il rischio di dispersione delle garanzie.
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Sequestro preventivo: la motivazione è obbligatoria
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per reati tributari, ribadendo un principio fondamentale: il provvedimento deve sempre contenere una motivazione specifica sul 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto che i beni possano essere dispersi. Una giustificazione generica, basata solo sull'ingente ammontare del debito, è considerata 'apparente' e rende il decreto nullo. Di conseguenza, il Tribunale del Riesame non ha il potere di 'integrare' una motivazione mancante, ma può solo annullare l'atto.
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Misura cautelare: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due soggetti destinatari di una misura cautelare in carcere per traffico di un ingente quantitativo di cocaina. La Corte ha stabilito che la mancata trasmissione di alcuni atti al Tribunale del riesame non invalida la misura, se non viene provata la loro decisività. Inoltre, ha confermato che il ritrovamento di quasi 20 kg di droga costituisce un grave indizio di colpevolezza e che, per l'aggravante dell'ingente quantità, non è necessaria una perizia tossicologica in fase cautelare.
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