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Art. 309 Codice di Procedura Penale — Sezione Terza Penale

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552 provvedimenti

Altri anni per Art. 309 Codice di Procedura Penale

Competenza territoriale: la Cassazione sul reato estero
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per un reato associativo finalizzato all'evasione di accise. Il caso verteva sulla corretta individuazione della competenza territoriale. La Corte ha stabilito che, se l'attività criminale ha inizio all'estero, la competenza spetta al giudice dell'ultimo luogo in Italia dove si è svolta una parte significativa dell'azione, e non al giudice del luogo di un sequestro occasionale. Di conseguenza, ha rinviato gli atti al Tribunale del riesame per una nuova valutazione.
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Competenza territoriale nei reati transnazionali
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza del Tribunale del riesame in un caso di associazione a delinquere finalizzata alla frode sulle accise dei carburanti. Il punto centrale è la determinazione della competenza territoriale quando il reato associativo ha inizio all'estero ma prosegue in Italia. La Corte stabilisce che, in base all'art. 9, comma 1, c.p.p., la competenza spetta al giudice dell'ultimo luogo in Italia dove si è svolta una parte significativa dell'azione, identificato nel caso specifico in Cerignola e non a Trento, dove era avvenuto un sequestro occasionale. La decisione rinvia gli atti al Tribunale di Trento per un nuovo esame alla luce di questo principio.
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Reato associativo: la cassa comune non è essenziale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per reati di spaccio e associazione a delinquere. La Corte ha stabilito che, ai fini della configurabilità del reato associativo, non è indispensabile provare l'esistenza di una 'cassa comune', essendo sufficiente un'organizzazione stabile, anche minima, finalizzata al traffico di stupefacenti. Viene inoltre ribadita la differenza tra i gravi indizi di colpevolezza, sufficienti per le misure cautelari, e le regole di valutazione della prova previste per il giudizio di merito.
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Competenza territoriale nei reati associativi: la guida
La Corte di Cassazione, con la sentenza 4220/2024, ha annullato un'ordinanza di riesame per un errore nella determinazione della competenza territoriale. Il caso riguardava un'associazione a delinquere transnazionale finalizzata alla frode sulle accise dei carburanti. La Corte ha chiarito che la competenza non si radica nel luogo di un sequestro occasionale (Trento), ma nel luogo dove ha sede la 'cellula operativa' italiana dell'associazione (Cerignola), anche se il reato è iniziato all'estero.
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Competenza territoriale: le regole per reati esteri
La Cassazione annulla un'ordinanza di sequestro, stabilendo che la competenza territoriale per un reato associativo iniziato all'estero spetta al giudice dell'ultimo luogo in Italia dove è avvenuta parte dell'azione, e non al giudice di un sequestro occasionale. La decisione riafferma i criteri gerarchici per individuare il giudice naturale del procedimento.
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Motivazione per relationem: quando è legittima?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società immobiliare contro un sequestro preventivo. La sentenza chiarisce i limiti della motivazione per relationem (o "copia-incolla"), affermando la sua legittimità quando il giudice dimostra di aver compiuto una valutazione autonoma e critica degli atti, anche attraverso elementi come la riqualificazione giuridica del reato. Viene inoltre ribadito che il ricorso in Cassazione contro misure cautelari reali è ammesso solo per violazione di legge e non per vizi logici della motivazione.
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Sequestro preventivo: i criteri per la legittimità
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni amministratori contro un'ordinanza di sequestro preventivo per reati fiscali. La Corte ha ritenuto legittima la misura, confermando che il 'periculum in mora', ovvero il rischio di dispersione dei beni, può essere desunto dalla comprovata abilità degli indagati di creare nuove società fittizie per proseguire le attività illecite, giustificando così l'anticipazione degli effetti della confisca.
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Sospensione feriale termini: quando non si applica
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una misura cautelare perché presentato fuori termine. La sentenza chiarisce che la sospensione feriale termini non si applica ai procedimenti per reati di criminalità organizzata, categoria che include anche le associazioni finalizzate al traffico di stupefacenti.
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Periculum in mora: sequestro annullato per vizio
La Corte di Cassazione ha annullato un sequestro preventivo finalizzato alla confisca in un caso di frode fiscale. La decisione si fonda sulla totale assenza di motivazione riguardo il 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto che i beni potessero essere dispersi. La Corte ha stabilito che una motivazione inesistente non può essere integrata dal Tribunale del riesame, a differenza di una motivazione meramente insufficiente, confermando un principio fondamentale per la validità delle misure cautelari reali.
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Periculum in mora: sequestro nullo senza motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo emessa nell'ambito di un'indagine per frodi fiscali. La decisione si fonda sulla totale assenza di motivazione riguardo al 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto che i beni potessero essere dispersi prima della fine del processo. La Corte ha stabilito che il Tribunale del riesame non può integrare una motivazione completamente inesistente, ma solo una insufficiente, confermando così un principio fondamentale per la tutela dei diritti patrimoniali.
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Sequestro preventivo: la motivazione non può mancare
La Corte di Cassazione ha annullato un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per reati fiscali. La decisione si fonda sulla totale assenza di motivazione, da parte del giudice iniziale, riguardo al 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto di dispersione dei beni. La Suprema Corte ha stabilito che il Tribunale del riesame non può integrare una motivazione del tutto inesistente, ma solo una già presente, seppur concisa. Di conseguenza, sia l'ordinanza del riesame che il decreto di sequestro originale sono stati annullati senza rinvio.
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Periculum in mora sequestro: motivazione necessaria
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3738 del 2024, ha annullato un sequestro preventivo per frode fiscale, stabilendo che il 'periculum in mora', ovvero il rischio di dispersione dei beni, deve essere esplicitamente motivato dal giudice. Non è sufficiente una motivazione implicita o presunta, né il giudice del riesame può integrare una motivazione totalmente assente nell'ordinanza originale.
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Periculum in mora: Cassazione annulla sequestro
La Corte di Cassazione ha annullato un sequestro preventivo a carico di una società per indebita compensazione di crediti d'imposta. La decisione si fonda sulla totale assenza, nel provvedimento originale del GIP, di una motivazione sul "periculum in mora", ovvero il rischio concreto di dispersione dei beni. La Corte ha stabilito che tale lacuna non può essere colmata dal Tribunale del riesame, comportando la nullità del sequestro e la restituzione dei beni.
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Periculum in mora: sequestro nullo senza motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato un sequestro preventivo disposto per reati tributari legati a crediti d'imposta inesistenti. La decisione si fonda sulla totale assenza di motivazione, nel provvedimento originario del G.i.p., riguardo al 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto di dispersione dei beni. La Corte ha stabilito che tale vizio non può essere sanato dal Tribunale del Riesame, comportando la nullità del sequestro e la restituzione dei beni alla società.
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Periculum in mora: annullato sequestro senza motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato un sequestro preventivo di oltre 300.000 euro a carico di una società. La decisione si fonda sulla totale assenza di motivazione, nel provvedimento originario, riguardo al periculum in mora, ovvero il rischio di dispersione dei beni. Questo vizio, ha stabilito la Corte, non è sanabile dal Tribunale del riesame e comporta la restituzione immediata dei beni.
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Periculum in mora: Cassazione annulla sequestro
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per un valore di oltre 50.000 euro a carico di una società. La decisione si fonda sulla totale assenza di motivazione, nel provvedimento originario del G.i.p., riguardo al presupposto del periculum in mora. La Corte ha stabilito che tale vizio è insanabile e non può essere corretto dal Tribunale del riesame, comportando l'annullamento senza rinvio del sequestro e la restituzione dei beni.
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Periculum in mora: annullato sequestro senza motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato un sequestro preventivo a carico di una società per un presunto reato tributario. La decisione si fonda sulla totale assenza di motivazione, nel provvedimento originario del G.i.p., riguardo al 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto di dispersione dei beni. La Corte ha stabilito che tale vizio non è sanabile dal Tribunale del Riesame, comportando la nullità insanabile del sequestro e l'immediata restituzione dei beni alla società.
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Ricorso per cassazione: i motivi devono essere specifici
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione contro un'ordinanza di custodia cautelare. La sentenza sottolinea che i motivi di ricorso, per essere validi, devono essere stati specificamente sollevati già nella fase del riesame. Introdurre nuove questioni di merito direttamente in Cassazione porta all'inammissibilità, consolidando il principio del cosiddetto 'giudicato cautelare' sui punti non contestati in precedenza.
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Sottrazione fraudolenta e sequestro: la Cassazione
Un imprenditore, a fronte di un ingente debito fiscale, trasferiva sistematicamente i beni della sua società a nuove aziende riconducibili a familiari. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del sequestro preventivo su tali beni, dichiarando inammissibile il ricorso dell'indagato. Secondo la Corte, la condotta configura un quadro indiziario sufficiente per il reato di sottrazione fraudolenta, poiché la spoliazione dei beni appare finalizzata a eludere le pretese del fisco, rendendo la motivazione del sequestro adeguata e non censurabile in sede di legittimità.
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Sottrazione fraudolenta: l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un amministratore contro un sequestro per sottrazione fraudolenta. La Corte ha stabilito che la contestazione sulla sussistenza del 'fumus commissi delicti' riguarda il merito e non la violazione di legge, unico motivo valido per il ricorso. Inoltre, un motivo di appello non può essere presentato per la prima volta in Cassazione.
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