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Art. 2935 Codice Civile — Sezione Sesta Civile

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401 provvedimenti

Altri anni per Art. 2935 Codice Civile

Prescrizione contributi INPS: L’omissione non è occultamento doloso
L'INPS ha tentato di recuperare contributi previdenziali dalla Gestione Separata dovuti da un Professionista per l'anno 2010. I giudici di merito avevano dichiarato estinto il credito per intervenuta prescrizione, poiché la richiesta dell'INPS era arrivata dopo i cinque anni dalla scadenza del pagamento. L'INPS ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che la mancata compilazione del "Quadro RR" nella dichiarazione dei redditi da parte del Professionista costituisse un occultamento doloso del debito, che avrebbe dovuto sospendere il termine di prescrizione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che la prescrizione contributi INPS decorre dalla loro scadenza e che la semplice omessa compilazione del Quadro RR non configura una condotta dolosa tale da impedire all'INPS di agire, non sospendendo quindi la prescrizione contributi INPS.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: l’INPS perde il credito
L'ente previdenziale ha richiesto a un libero professionista il pagamento di somme arretrate per l'anno 2009. I giudici territoriali hanno dichiarato estinto il credito per decorso del tempo. L'ente ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo che la mancata compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi costituisse un occultamento doloso del debito, capace di bloccare il decorso del tempo. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'ente previdenziale. I giudici hanno chiarito che l'omessa compilazione del quadro fiscale non comporta alcun automatismo di frode. Di conseguenza, la prescrizione contributi Gestione Separata decorre regolarmente e il professionista non deve versare le somme richieste, confermando l'annullamento della pretesa economica.
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Prescrizione Contributi Gestione Separata: INPS Sconfitta in Cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un'Avvocata iscritta d'ufficio alla Gestione Separata INPS per contributi del 2011. L'INPS le ha notificato un avviso di addebito nel 2017. La Corte d'Appello aveva ritenuto non prescritti i contributi, fissando il dies a quo (il giorno di inizio del calcolo) della prescrizione alla data di presentazione della dichiarazione dei redditi. La Suprema Corte ha invece stabilito che la prescrizione contributi Gestione Separata decorre dalla scadenza del termine per il pagamento dei contributi stessi. Considerando i differimenti dei termini, la pretesa INPS del 2017 era ormai prescritta, accogliendo il ricorso dell'Avvocata e annullando la richiesta di pagamento.
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INPS vs Lavoratrice: Prescrizione Contributi, la Cassazione ribalta la sentenza
L'INPS aveva richiesto a una Lavoratrice il pagamento di contributi per la Gestione Separata relativi all'anno 2006. La Corte d'Appello aveva riconosciuto il debito ma dichiarato la prescrizione, calcolando il termine dalla scadenza ordinaria del pagamento (18 giugno 2007). L'INPS ha proposto ricorso, sostenendo che un DPCM aveva prorogato la scadenza del pagamento al 9 luglio 2007, spostando di conseguenza la decorrenza della prescrizione contributi INPS. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha chiarito che la prescrizione decorre dalla scadenza effettiva del versamento, anche se prorogata. Di conseguenza, la richiesta dell'INPS non era prescritta. La sentenza d'Appello è stata annullata e la causa rinviata per un nuovo esame.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: Cassazione ribalta la decisione
L'INPS ha impugnato una sentenza che dichiarava prescritta la sua richiesta di contributi per la Gestione Separata a carico di un professionista. La Corte d'Appello aveva ritenuto che il termine di *prescrizione contributi Gestione Separata* decorresse dalla scadenza ordinaria del versamento. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'INPS. Ha chiarito che il termine di prescrizione inizia dalla scadenza del pagamento, ma ha sottolineato che tale scadenza può essere differita da specifici decreti. Nel caso specifico, un DPCM aveva posticipato il termine di versamento, spostando di conseguenza anche il *dies a quo* della prescrizione. La sentenza d'appello è stata cassata e la causa rinviata per una nuova valutazione.
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Gestione Separata INPS: stop ai contributi senza abitualità
L'Ente Previdenziale richiedeva a un Professionista i contributi previdenziali per l'anno 2009. Il lavoratore contestava la pretesa eccependo la prescrizione del credito e l'assenza dei presupposti per l'obbligo contributivo, avendo percepito un reddito annuo modesto e inferiore ai limiti minimi. I giudici di merito confermavano il debito contributivo basandosi unicamente sul dato economico dichiarato. La Corte di Cassazione ha chiarito che l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS non scatta in modo automatico in base all'ammontare del reddito. Il giudice di merito deve accertare in concreto se il Professionista abbia svolto l'attività con carattere di abitualità o occasionalità. La Suprema Corte ha rigettato la tesi sulla prescrizione ma ha accolto il ricorso sul difetto di accertamento dell'abitualità, annullando la sentenza e rinviando la causa per un nuovo esame.
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Prescrizione Contributi INPS: Omissione Quadro RR non è Doloso Occultamento
L'INPS ha impugnato una sentenza che dichiarava la prescrizione contributi INPS dovuti da una professionista. L'Istituto sosteneva che la mancata compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi costituisse un doloso occultamento del debito, sospendendo così i termini di prescrizione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che la semplice omissione non equivale a doloso occultamento. L'INPS avrebbe potuto verificare i dati con i propri poteri. Pertanto, i contributi erano prescritti.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: proroga salva l’INPS
L'Ente Previdenziale ha richiesto a un libero professionista il versamento dei contributi previdenziali per l'anno 2009 con una comunicazione del 1° luglio 2015. I giudici di secondo grado hanno accolto la tesi del professionista, considerando il credito ormai estinto sul presupposto che il termine scadesse il 16 giugno 2010. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato l'esito. I giudici di legittimità hanno chiarito che un decreto ministeriale aveva prorogato la scadenza dei versamenti fiscali e contributivi al 6 luglio 2010 per i soggetti soggetti agli studi di settore. Di conseguenza, il calcolo per la prescrizione contributi Gestione Separata decorreva da tale data successiva. La richiesta di pagamento notificata il 1° luglio 2015 è risultata tempestiva e l'Ente Previdenziale ha vinto il ricorso.
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Rivalutazione contributiva per amianto oltre il pensionamento
Un ex lavoratore ha richiesto all'Istituto previdenziale la rivalutazione contributiva per amianto molti anni dopo il pensionamento. La Corte d'Appello ha respinto la domanda considerando il diritto ormai prescritto, facendo decorrere il termine decennale direttamente dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale decisione, accogliendo il ricorso del pensionato. I giudici hanno chiarito che la prescrizione decennale non inizia automaticamente con il pensionamento, ma decorre soltanto dal momento in cui il lavoratore acquisisce la piena e provata consapevolezza di essere stato esposto a fibre di amianto oltre i limiti di legge durante la propria carriera.
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Prescrizione contributi INPS: L’INPS perde contro la professionista
La Corte di Cassazione ha confermato che la Prescrizione contributi INPS per i professionisti iscritti alla Gestione Separata decorre dalla scadenza del termine di pagamento, non dalla presentazione della dichiarazione dei redditi. Il caso riguardava una professionista che non aveva compilato il 'Quadro RR'. L'INPS sosteneva che questa omissione fosse un occultamento doloso del debito, tale da sospendere la prescrizione. La Corte ha escluso che la mancata compilazione del 'Quadro RR' costituisca automaticamente un occultamento doloso, dichiarando il ricorso dell'INPS inammissibile e condannandolo al pagamento delle spese legali.
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Prescrizione contributi Gestione separata: stop pretese INPS
L'Istituto Previdenziale ha richiesto a un libero professionista il versamento dei contributi relativi alla Gestione separata per l'anno 2007 tramite avviso di pagamento. Il professionista ha impugnato la richiesta eccependo l'estinzione del credito. L'ente creditore ha sostenuto che l'omessa compilazione del quadro RR nella dichiarazione fiscale costituisse un occultamento doloso del debito, capace di bloccare il decorso del tempo. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'ente, confermando l'avvenuta prescrizione contributi Gestione separata. I giudici hanno stabilito che non esiste alcun automatismo tra la mancata compilazione del quadro fiscale e la volontà di frodare l'ente previdenziale.
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Rinuncia al Ricorso: La Prescrizione Contributi INPS non Decisa
Un Professionista era stato condannato a versare all'INPS i contributi alla gestione separata per l'anno 2009. La Corte d'Appello aveva ritenuto che la richiesta di pagamento non fosse caduta in prescrizione, considerando un differimento dei termini di versamento e un tempestivo atto interruttivo dell'INPS. Il Professionista ha presentato ricorso in Cassazione, contestando l'applicazione della prescrizione. Tuttavia, prima della decisione, il Professionista ha rinunciato al ricorso. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato estinto il processo, esonerando il Professionista dal pagamento dell'ulteriore contributo unificato, dato che la rinuncia era rituale e l'INPS non si era costituito.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: salva la proroga
L'Ente Previdenziale ha richiesto a un Professionista il pagamento dei contributi non versati per l'anno 2008 tramite avviso di addebito. Il Professionista ha eccepito l'estinzione del debito, sostenendo che il termine quinquennale fosse ormai decorso a partire dalla scadenza ordinaria del 16 giugno 2009. I giudici di secondo grado hanno accolto la tesi del contribuente, dichiarando prescritto il credito. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato la decisione, stabilendo che la prescrizione contributi Gestione Separata inizia a decorrere dall'effettiva scadenza fiscale prorogata dalla legge, ossia il 6 luglio 2009. Di conseguenza, la richiesta di pagamento ricevuta dal debitore il 30 giugno 2014 ha interrotto validamente il termine quinquennale.
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Prescrizione contributi Gestione Separata e proroghe
Un libero professionista ha impugnato la richiesta dell'ente previdenziale per il versamento di contributi non versati per l'anno 2010 alla Gestione Separata, sostenendo l'avvenuta estinzione del debito per decorso del tempo. Secondo il contribuente, il termine quinquennale decorreva dalla scadenza originaria del 16 giugno 2011, rendendo tardiva la richiesta ricevuta il 5 luglio 2016. La Suprema Corte ha respinto il ricorso. I giudici hanno stabilito che la prescrizione contributi Gestione Separata decorre dall'effettiva scadenza del pagamento, tenendo conto delle proroghe fiscali disposte per legge. Poiché un decreto ministeriale aveva differito il termine al 6 luglio 2011, la richiesta di pagamento notificata il 5 luglio 2016 ha interrotto validamente il termine. Il professionista deve quindi versare l'intero importo richiesto.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: proroga salva l’INPS
L'INPS ha richiesto a una lavoratrice autonoma il pagamento dei contributi previdenziali per l'anno 2009 tramite avviso di addebito. I giudici di merito avevano dichiarato estinto il credito per decorso del termine quinquennale, individuando la decorrenza nel termine ordinario del 16 giugno 2010. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato l'esito accogliendo il ricorso dell'INPS. I Supremi Giudici hanno stabilito che la prescrizione contributi Gestione Separata decorre dall'effettiva scadenza del versamento, la quale nel 2010 era stata prorogata per legge al 6 luglio. Di conseguenza, la richiesta di pagamento notificata dall'ente il 2 luglio 2015 ha interrotto tempestivamente i termini.
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Prescrizione contributi Gestione Separata e proroghe
Un libero professionista ha impugnato la richiesta di pagamento dell'ente previdenziale per contributi non versati relativi all'anno 2012. L'ente ha inviato la richiesta interruttiva a fine luglio 2018, ritenendola tempestiva rispetto alla data di proroga con maggiorazione dello 0,40 per cento scaduta il 20 agosto 2013. Il professionista ha sostenuto invece la maturata prescrizione contributi Gestione Separata, calcolando il termine dalla prima scadenza ordinaria dell'8 luglio 2013. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del contribuente. La Corte ha stabilito che la facoltà di pagare con maggiorazione di interessi non sposta la data di decorrenza della prescrizione.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: no a proroghe INPS
Una Libera Professionista impugna la richiesta dell'Ente Previdenziale per il pagamento dei contributi omessi relativi all'anno 2013. L'Ente sosteneva la validità della richiesta notificata il 2 agosto 2019, individuando l'inizio del termine di prescrizione al 20 agosto 2014, data di scadenza della proroga con maggiorazione. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della lavoratrice, stabilendo che la prescrizione contributi Gestione Separata decorre dal termine originario ordinario (7 luglio 2014) e non dalla scadenza successiva con interessi. Di conseguenza, il diritto di riscossione dell'Ente risulta prescritto.
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Prescrizione contributi Gestione separata: vale il rinvio fiscale
Un professionista ha contestato all'ente previdenziale la richiesta di pagamento dei contributi dovuti per l'anno 2008. I giudici di merito hanno accolto l'opposizione, ritenendo estinto il debito per decorso del termine quinquennale calcolato a partire dal 16 giugno 2009. L'ente ha proposto ricorso denunciando l'errata individuazione della data iniziale del conteggio. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente. I giudici di legittimità hanno chiarito che, in materia di prescrizione contributi Gestione separata, il termine decorre dalla reale scadenza del pagamento, tenendo conto anche dei differimenti disposti con decreto governativo. Poiché un provvedimento governativo aveva prorogato il termine di versamento al 6 luglio 2009 per i soggetti sottoposti agli studi di settore, l'intimazione notificata nel giugno 2014 è tempestiva. Il debito contributivo non è prescritto e la causa torna in appello.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: la proroga salva l’INPS
L'ente previdenziale ha richiesto a un libero professionista il versamento dei contributi per l'anno 2009, notificando l'atto il 30 giugno 2015. I giudici di merito avevano respinto la domanda dell'istituto, ritenendo che il debito fosse estinto per il decorso del termine quinquennale a partire dal 16 giugno 2010. L'ente ha proposto ricorso evidenziando come un decreto ministeriale avesse differito il termine ordinario di pagamento al 6 luglio 2010 per i contribuenti soggetti a studi di settore. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente. Il termine per la prescrizione contributi Gestione Separata inizia infatti a decorrere dalla data di scadenza effettiva del pagamento, comprensiva della proroga generale senza maggiorazioni. L'atto interruttivo risulta quindi pienamente tempestivo.
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Gestione Separata INPS: contributi e sanzioni al vaglio
Un professionista legale contesta l'iscrizione d'ufficio alla Gestione Separata INPS per i redditi del 2009 poco superiori a 5.000 euro, sostenendo la non abitualità dell'attività e la prescrizione della pretesa contributiva. Inoltre, il ricorrente eccepisce l'illegittimità delle sanzioni civili applicate. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, evidenzia l'impatto della sentenza n. 104/2022 della Corte Costituzionale sul regime sanzionatorio applicabile agli avvocati non iscritti alla cassa forense. I giudici di legittimità decidono quindi di rimettere la causa alla sezione ordinaria per una decisione approfondita sull'intero contenzioso.
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