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Art. 2935 Codice Civile — Sezione Sesta Civile

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401 provvedimenti

Altri anni per Art. 2935 Codice Civile

Prescrizione contributi Gestione Separata: proroga e calcolo
L'Ente previdenziale ha notificato a un Professionista un avviso di addebito per il recupero di somme non versate. Il Professionista ha eccepito l'estinzione del debito per decorso del tempo. La Corte di merito ha accolto l'eccezione, ritenendo inapplicabile la proroga fiscale dei versamenti a chi aderisce al regime dei minimi. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione accogliendo il ricorso dell'Ente. La Suprema Corte ha chiarito che la proroga dei termini di versamento opera oggettivamente in base al tipo di attività svolta, a prescindere dal regime contabile scelto dal contribuente. Di conseguenza, il calcolo della prescrizione contributi Gestione Separata decorre dalla scadenza prorogata e la richiesta dell'Ente risulta tempestiva.
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Prescrizione contributi Gestione separata: la proroga salva l’INPS
L'Ente di previdenza ha richiesto a un Professionista il pagamento delle somme dovute per l'anno 2009. I giudici di merito hanno annullato la richiesta, ritenendo maturata la prescrizione contributi Gestione separata quinquennale: il termine iniziale era stato individuato nel 16 giugno 2010 e la richiesta dell'ente era giunta il 30 giugno 2015. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Ente previdenziale. La Suprema Corte ha chiarito che il termine di pagamento originario era slittato al 6 luglio 2010 in forza di un decreto governativo sui termini fiscali. Di conseguenza, la notifica ricevuta a fine giugno 2015 ha interrotto validamente i termini di prescrizione.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: INPS battuto
L'Ente Previdenziale ha richiesto a un Professionista il pagamento dei contributi previdenziali per l'anno 2009. Il Professionista ha eccepito la prescrizione contributi Gestione Separata. La Corte d'Appello ha respinto il reclamo dell'Istituto, dichiarando l'impugnazione inammissibile per difetto di specificità e aggiungendo solo in via secondaria considerazioni sul merito della proroga dei termini di versamento. L'Istituto ha presentato ricorso in Cassazione contestando unicamente le motivazioni di merito relative alla proroga, senza attaccare la pronuncia preliminare di inammissibilità. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Istituto. Quando il giudice rigetta un appello per motivi formali, le argomentazioni di merito successive sono prive di effetti. L'Istituto esce sconfitto e deve pagare le spese legali.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: conta la scadenza
L'Ente Previdenziale richiedeva a un Professionista il versamento dei contributi per l'anno 2011 tramite avviso di addebito. I giudici di merito ritenevano valido il credito e tempestiva la richiesta, facendo decorrere il termine quinquennale dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Professionista in materia di prescrizione contributi Gestione Separata. I giudici di legittimità hanno ribadito che il termine di prescrizione inizia a decorrere dalla scadenza del termine fissato per il pagamento dei contributi e non dalla trasmissione del modello fiscale. Essendo scaduto il termine di versamento il 9 luglio 2012 e risultando la prima richiesta di pagamento recapitata il 22 agosto 2017, la pretesa contributiva risulta prescritta.
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Prescrizione contributi Gestione separata: la proroga salva l’INPS
L'Ente Previdenziale ha richiesto a un libero professionista il versamento dei contributi previdenziali per l'anno 2008 tramite una comunicazione inviata a inizio luglio 2014. Il professionista ha eccepito l'estinzione del credito per decorso del tempo. I giudici di secondo grado hanno accolto l'eccezione, fissando la scadenza originaria al 16 giugno 2009 e dichiarando prescritto il debito. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale verdetto, stabilendo che la prescrizione contributi Gestione separata decorre dall'effettiva scadenza del versamento, la quale era stata prorogata per legge al 6 luglio 2009. La richiesta dell'Istituto risulta quindi tempestiva e la causa torna ai giudici di merito.
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Prescrizione contributi Gestione separata: la proroga salva l’INPS
L'Istituto Previdenziale ha richiesto a un Professionista il versamento dei contributi relativi all'anno 2008. Il Professionista ha contestato la richiesta sostenendo l'avvenuta estinzione del debito per decorso del tempo. I giudici di merito hanno accolto la tesi del contribuente, fissando la scadenza originaria al 16 giugno 2009 e dichiarando la richiesta tardiva poiché giunta il 30 giugno 2014. L'Istituto ha impugnato la decisione in Cassazione evidenziando la presenza di un decreto governativo che aveva posticipato il versamento al 6 luglio 2009. La Corte Suprema ha accolto il ricorso dell'ente: la prescrizione contributi Gestione separata decorre dall'effettiva scadenza del termine di pagamento, comprensiva di eventuali proroghe legali. Di conseguenza, la notifica dell'ente previdenziale è risultata tempestiva rispetto al termine quinquennale.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: proroga salva l’INPS
Un professionista ha contestato una richiesta di pagamento dell'ente previdenziale, sostenendo l'avvenuta prescrizione dei crediti per l'anno 2009. I giudici territoriali hanno accolto la tesi del lavoratore, escludendo l'effetto proroga stabilito dal governo per i versamenti fiscali. L'ente ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'istituto previdenziale, stabilendo che la prescrizione contributi Gestione Separata decorre dalla data effettiva di scadenza del pagamento, comprensiva delle proroghe governative (DPCM) per i settori soggetti a studi di settore. I giudici hanno chiarito che i decreti della Presidenza hanno pieno valore normativo e si applicano a tutti i contribuenti dell'attività economica di riferimento, anche senza adesione diretta al regime fiscale ordinario.
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Prescrizione contributi Gestione separata: vince la proroga INPS
Un ingegnere libero professionista non versava i contributi previdenziali per l'anno 2008. L'Ente previdenziale notificava la richiesta di pagamento il 4 luglio 2014. I giudici di merito dichiaravano estinto il debito ritenendo superato il termine di cinque anni decorrente dal 16 giugno 2009. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'Istituto e ribalta l'esito. La Suprema Corte afferma che la prescrizione contributi Gestione separata decorre dalla scadenza effettiva del versamento, includendo i rinvii disposti dai decreti governativi. La proroga fiscale al 6 luglio 2009 rende tempestiva la diffida e impedisce la cancellazione del credito.
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Negozio fiduciario: il termine per recuperare l’immobile
Un uomo acquista un immobile con denaro proprio ma ne intesta la proprietà a una donna tramite scrittura privata. L'accordo stabilisce l'obbligo di ritrasferire il bene a semplice richiesta. Anni dopo la donna muore e lascia per testamento gli immobili alla propria figlia. L'acquirente effettivo cita in giudizio gli eredi per ottenere il trasferimento del bene. Gli eredi eccepiscono la prescrizione decennale sostenendo che il termine decorreva dalla stipula dell'intesa. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'uomo chiarendo le regole sul negozio fiduciario: il diritto al ritrasferimento non si estingue col decorso del tempo dalla firma, ma comincia a prescriversi solo dal rifiuto o dalla pubblicazione del testamento lesivo del patto.
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Rivalutazione contributiva per amianto: scatta la prescrizione
Un lavoratore marittimo ha chiesto all'INPS la rivalutazione contributiva per amianto dopo dieci anni dalla sua prima domanda presentata all'INAIL per il riconoscimento dell'esposizione ai minerali nocivi. L'Ente Previdenziale ha eccepito la prescrizione decennale del diritto. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda del lavoratore. Il termine di prescrizione decennale per la rivalutazione contributiva per amianto decorre dal giorno in cui il dipendente acquisisce la consapevolezza dell'esposizione al fattore di rischio e non dalla data del collocamento a riposo. Poiché l'interessato conosceva la propria esposizione già all'epoca dell'istanza all'INAIL, il decorso del tempo ha estinto il beneficio pensionistico, condannando il ricorrente al pagamento delle spese legali.
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Prescrizione contributi Gestione separata: l’INPS si salva
Un libero professionista, iscritto all'Albo ma non alla Cassa Forense, contestava la richiesta di pagamento dell'INPS per i contributi del 2009, eccependo la prescrizione quinquennale. La Corte d'Appello gli dava ragione, calcolando la scadenza dal 16 giugno 2010. L'INPS ricorreva in Cassazione, sostenendo che il D.P.C.M. 10 giugno 2010 aveva prorogato il termine di versamento al 6 luglio 2010 per i contribuenti soggetti agli studi di settore, inclusi quelli in regime dei minimi. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, stabilendo che la prescrizione contributi Gestione separata decorre dal termine di pagamento effettivamente prorogato. Di conseguenza, la richiesta di pagamento dell'INPS inviata il 30 giugno 2015 è tempestiva ed evita la prescrizione.
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Proroga e prescrizione contributi Gestione separata: INPS vince
Un'avvocatessa, iscritta all'albo ma non alla Cassa Forense per via del reddito ridotto, contestava la richiesta dell'INPS di iscrizione e pagamento dei contributi alla Gestione separata per l'anno 2009. La Corte d'appello dichiarava il credito prescritto, calcolando il termine dal 16 giugno 2010. La Cassazione accoglie il ricorso dell'INPS, stabilendo che la prescrizione contributi Gestione separata decorre dalla scadenza effettiva del pagamento, prorogata al 6 luglio 2010 dal D.P.C.M. 10 giugno 2010. Tale proroga si applica anche ai contribuenti in regime dei minimi operanti in settori soggetti agli studi di settore. Di conseguenza, la richiesta dell'INPS del 30 giugno 2015 è tempestiva.
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Prescrizione cartella di pagamento: ricorso bocciato senza atti
Il Contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento basata su diverse cartelle esattoriali, sostenendo l'avvenuta prescrizione cartella di pagamento. La Commissione Tributaria Regionale ha respinto l'appello per la troppa genericità delle contestazioni avanzate dal cittadino. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di secondo grado, rigettando definitivamente il ricorso del debitore. I giudici di legittimità hanno stabilito che l'eccezione di prescrizione richiede l'allegazione precisa e dettagliata dei fatti e delle date di notifica. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per difetto di autosufficienza, poiché Il Contribuente non ha allegato né trascritto le cartelle di pagamento contestate, impedendo alla Corte di verificare la natura dei singoli tributi e i relativi termini di prescrizione.
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Prescrizione contributi previdenziali: scontro INPS-ingegnere
Un ingegnere libero professionista contesta la richiesta dell'INPS di pagare i contributi per l'anno 2009 alla Gestione separata. La Corte d'appello dichiara prescritti i contributi poiché la richiesta di pagamento è giunta oltre i cinque anni dalla scadenza originaria. L'INPS ricorre in Cassazione sostenendo che la mancata compilazione del Quadro RR della dichiarazione dei redditi costituisca occultamento doloso del debito, sospendendo la prescrizione dei contributi previdenziali. Inoltre, l'ente evidenzia che una proroga governativa aveva spostato in avanti la scadenza del pagamento, rendendo tempestiva la richiesta. La Corte di Cassazione non decide direttamente, ma rimette la causa alla Sezione Quarta civile per approfondire se il giudice possa rilevare d'ufficio la corretta decorrenza del termine di prescrizione.
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Prescrizione dei contributi: il rinvio fiscale salva l’INPS
L'INPS ha richiesto a un libero professionista il pagamento dei contributi previdenziali per gli anni 2009 e 2010. Il professionista sosteneva che il diritto dell'ente fosse ormai estinto per il decorso del tempo. La Corte d'Appello aveva accolto questa tesi, calcolando il termine di cinque anni dalle scadenze ordinarie. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato la decisione, stabilendo che la prescrizione dei contributi inizia a decorrere solo dalla scadenza effettiva dei pagamenti, tenendo conto anche dei rinvii governativi dei termini fiscali. Di conseguenza, le richieste di pagamento dell'INPS erano tempestive e il debito non era prescritto.
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Prescrizione contributi previdenziali: l’INPS perde in Cassazione
Un libero professionista, iscritto all'albo ma non alla cassa previdenziale di categoria, non compilava il quadro RR della dichiarazione dei redditi per l'anno 2010. L'INPS richiedeva il pagamento dei contributi omessi, ma il professionista eccepiva la prescrizione dei contributi previdenziali. L'ente previdenziale sosteneva che la mancata compilazione del quadro RR costituisse un occultamento doloso del debito, idoneo a sospendere il termine di prescrizione quinquennale. La Corte di Cassazione ha invece confermato che l'omessa compilazione non equivale a un comportamento fraudolento automatico. Si tratta di una semplice difficoltà di accertamento superabile dall'INPS tramite i normali controlli incrociati con l'Agenzia delle Entrate. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'INPS, confermando la prescrizione del credito e condannando l'ente al pagamento delle spese di giudizio.
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Prescrizione contributi previdenziali: l’omissione non è dolo
L'Ente Previdenziale ha richiesto a un libero professionista il pagamento di contributi omessi per la Gestione Separata. L'Ente sosteneva che la mancata compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi costituisse un occultamento doloso del debito, idoneo a sospendere la prescrizione contributi previdenziali. La Corte di Cassazione ha rigettato la tesi dell'Ente, confermando che la prescrizione quinquennale decorre dalla scadenza del termine di pagamento. L'omessa compilazione del quadro RR non equivale automaticamente a un occultamento doloso se il professionista ha comunque dichiarato i propri redditi nei termini di legge. Di conseguenza, la richiesta dell'Ente è stata dichiarata prescritta e il ricorso inammissibile.
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Prescrizione contributi Gestione separata: stop alle pretese
Due ingegneri hanno contestato l'iscrizione d'ufficio alla Gestione separata INPS e la richiesta di pagamento dei contributi per l'anno 2008. La Corte d'Appello aveva dato ragione all'ente previdenziale, ritenendo che il termine di prescrizione quinquennale partisse dalla presentazione della dichiarazione dei redditi. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dei professionisti su due punti cruciali. In primo luogo, ha confermato che per alcune annualità precedenti si era già formato il giudicato sul diritto ormai prescritto. In secondo luogo, ha stabilito che la prescrizione contributi Gestione separata inizia a decorrere dalla data di scadenza del versamento del saldo e non dalla successiva presentazione della dichiarazione dei redditi, tenendo conto anche di eventuali proroghe governative. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Prescrizione contributi previdenziali: INPS perde il ricorso
L'INPS ha richiesto a un Libero Professionista il pagamento dei contributi previdenziali per l'anno 2011 relativi alla Gestione Separata. L'ente previdenziale ha notificato la richiesta oltre il termine di cinque anni, sostenendo che la prescrizione contributi previdenziali fosse sospesa a causa della mancata compilazione del "quadro RR" nella dichiarazione dei redditi, configurando un doloso occultamento del debito. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'INPS, confermando che la prescrizione decorre dalla scadenza del termine di pagamento e che l'omessa compilazione del quadro RR non costituisce un occultamento doloso automatico, poiché l'ente può accertare il credito con ordinari controlli sui redditi dichiarati. L'INPS perde la causa e i contributi sono prescritti.
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Prescrizione contributi previdenziali: vince il professionista
Un Professionista non ha versato i contributi previdenziali alla Gestione separata per l'anno 2011. L'ente previdenziale ha richiesto il pagamento solo nel 2017, oltre il termine di cinque anni. L'ente sosteneva che il termine fosse sospeso perché il Professionista non aveva compilato il quadro RR della dichiarazione dei redditi, nascondendo così il debito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente. I giudici hanno stabilito che la prescrizione contributi previdenziali decorre dalla scadenza del pagamento e che la mancata compilazione della dichiarazione dei redditi non costituisce un occultamento doloso del debito. Di conseguenza, il diritto dell'ente a riscuotere le somme è caduto in prescrizione, confermando la vittoria del Professionista.
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